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Consob: un report di sostenibilità per capire come cambia la finanza sostenibile



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Il Rapporto di sostenibilità 2025 di Consob delinea l’impegno dell’Istituto nell’integrare i fattori ESG nella propria gestione interna. Tra riduzione delle emissioni, valorizzazione del capitale umano e trasparenza, l’autorità si pone come modello per un’economia responsabile e resiliente

Pubblicato il 19 ago 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



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Punti chiave

  • Il rapporto CONSOB applica la doppia materialità, analizza il sistema delle società quotate e valuta la qualità delle informazioni ESG e la preparazione alla CSRD.
  • La sostenibilità è trasversale nel Piano strategico 2025-2027, guidando la Governance, l’uso responsabile di intelligenza artificiale e le relazioni istituzionali per rafforzare mercato e vigilanza.
  • Riduzione consumi e mix rinnovabile; obiettivo zero per Scope 2 (market-based) grazie a Garanzie di Origine; Scope 1 in calo, Scope 3 dominato da commuting. Valorizzazione capitale umano e DE&I.
Riassunto generato con AI


Tutti i report di sostenibilità portano un contributo di conoscenza che supera i confini delle aziende direttamente interessate. Il principio della doppia materialità porta infatti a produrre informazioni che, sebbene in modo indiretto, consente di capire la doppia valenza del rapporto tra attività economiche e ambiente. In questo senso un valore speciale deve essere attribuito al Rapporto di sostenibilità della CONSOB (disponibile e consultabile QUI) in quanto non si limita a fotografare la sostenibilità di una singola organizzazione, ma analizza l’evoluzione dell’intero sistema delle società quotate italiane. Attraverso l’esame delle rendicontazioni pubblicate dalle imprese, il rapporto individua tendenze, criticità e buone pratiche nell’applicazione della normativa europea sulla sostenibilità, offrendo una visione complessiva del mercato.

Il report CONSOB si distingue dai “tradizionali” report aziendali, in quanto non si limita a descrivere strategie, risultati e impatti di una singola impresa, ma è un punto di osservazione originale e indipendente che offre indicazioni per valutare la qualità delle informazioni ESG, il livello di integrazione della sostenibilità nella governance, l’evoluzione delle pratiche di rendicontazione e il grado di preparazione delle imprese rispetto ai nuovi obblighi introdotti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).

Consob: la missione istituzionale e la visione strategica

Va prima di tutto ricordato che la Consob svolge un ruolo chiave nel panorama finanziario con le proprie funzioni di vigilanza dirette a tutelare l’integrità, la trasparenza e il corretto funzionamento dei mercati. Una funzione che ha come obiettivo primario la protezione degli investitori e che è definita dal Testo Unico della Finanza, con una serie di evoluzioni che hanno permesso di abbracciare pienamente i temi della sostenibilità. In concreto l’impegno dell’Istituto non si limita alla regolamentazione esterna, ma permea l’intera struttura organizzativa, configurandosi come una dimensione trasversale che incide su ogni funzione istituzionale.

Sostenibilità come punto di riferimento del Piano Strategico

Nel Piano strategico 2025-2027, la transizione sostenibile è stata formalmente elevata a fattore trasversale dell’azione dell’Istituto, affiancando la transizione digitale. Questo orientamento garantisce che la sostenibilità non sia un ambito autonomo, ma un elemento che guida l’evoluzione dell’organizzazione interna e il sostegno alla competitività del mercato dei capitali. In questa ottica, l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale viene visto come un fattore abilitante per migliorare l’efficienza dei processi e la qualità delle analisi. (Leggi anche gli articoli su Le norme Consob per le società quotate e la DNF come leva di trasformazione)

Un ecosistema complesso di relazioni

L’azione della Consob si inserisce in un fitto “ecosistema di relazioni” che comprende due dimensioni complementari: quella istituzionale e quella operativa.

La prima riguarda i rapporti con i soggetti vigilati (emittenti, intermediari, revisori) e le istituzioni nazionali e internazionali come il MEF, la Banca d’Italia, l’ESMA e lo IOSCO.

La dimensione operativa, invece, sostiene la “macchina organizzativa” attraverso il coinvolgimento delle risorse umane, dei fornitori di beni e servizi e del dialogo con la comunità, inclusi cittadini e scuole.

L’impatto ambientale: una gestione responsabile

Per un’organizzazione ad alta intensità di capitale umano come la Consob, gli impatti ambientali diretti derivano principalmente dal funzionamento delle sedi e dall’utilizzo di infrastrutture tecnologiche. L’Istituto adotta il framework degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) per classificare e rendicontare sistematicamente questi impatti, concentrandosi su consumi energetici, emissioni e gestione delle risorse.

Consumi energetici e transizione verso il rinnovabile

Nel biennio 2024-2025, la Consob ha registrato una significativa riduzione dei consumi energetici complessivi, passati da 3.762,29 MWh a 3.271,68 MWh, con un calo del 13,0%. Un dato di particolare rilievo è la prevalenza di fonti rinnovabili (energia idroelettrica), che nel 2025 hanno rappresentato l’87,0% del mix energetico totale. Le fonti fossili rimangono confinate principalmente al consumo di gas naturale per il riscaldamento della sede di Milano, una componente che si è ridotta sia in termini assoluti che percentuali.

La misurazione delle emissioni e il successo dello Scope 2

Seguendo lo standard del GHG Protocol, le emissioni climalteranti sono suddivise in tre ambiti. Le emissioni di Scope 1 (dirette) hanno registrato una contrazione del 41,1% nel 2025, grazie alla riduzione dei consumi di metano e all’assenza di ricariche di gas refrigeranti R-410A negli impianti di climatizzazione.

Per quanto riguarda lo Scope 2 (indiretto da energia acquistata), l’Istituto ha raggiunto l’obiettivo delle emissioni zero secondo l’approccio market-based, poiché l’intera fornitura elettrica proviene da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie di Origine.

La sfida della catena del valore (Scope 3)

Lo Scope 3 rappresenta la componente più rilevante e complessa dell’inventario emissivo della Consob, pesando per circa il 90% del totale market-based. La categoria più impattante è quella degli spostamenti casa-lavoro (commuting), che incide per il 51,3% del perimetro Scope 3. I viaggi di lavoro rappresentano la seconda voce di spesa carbonica (28,7%), dove il trasporto aereo si conferma la componente dominante, pesando per oltre il 63% della categoria. Per mitigare questi impatti, l’Istituto punta a promuovere modalità di trasporto più sostenibili e a raccogliere dati di mobilità sempre più accurati.

Valorizzazione del capitale umano e inclusione sociale

Il personale della Consob, pari a 672 dipendenti al 31 dicembre 2025, costituisce il patrimonio fondamentale dell’Istituto. La gestione delle risorse umane è improntata ai principi di equità, non discriminazione e sviluppo professionale continuo.

La compagine aziendale presenta un equilibrio di genere quasi paritario, con il 49,4% di donne e il 50,6% di uomini. Un segnale importante di evoluzione è dato dall’incremento del numero di dirigenti donne, che nel 2025 sono diventate 53 su un totale di 122 unità dirigenziali. Per rafforzare queste politiche, è stata istituita una Commissione paritetica per la Diversità, Parità e Inclusione (DE&I), con compiti consultivi e di proposta per migliorare ulteriormente l’ambiente di lavoro.

Benessere organizzativo e flessibilità

Il modello di lavoro adottato dall’Istituto integra stabilmente l’attività in presenza con il lavoro da remoto, favorendo il work-life balance. Nel 2025, la quota media di giornate lavorate a distanza è stata del 49,24%, con un’incidenza leggermente superiore tra le donne. A supporto del benessere individuale, è stato inoltre attivato, in via sperimentale, uno sportello di ascolto esterno per offrire supporto psico-sociale e prevenire lo stress lavoro-correlato.

Investimento nelle competenze e formazione

La formazione continua è considerata una leva strategica per l’efficacia dell’azione di vigilanza. Nel 2025, l’82,7% del personale ha partecipato ad almeno un’iniziativa formativa, con una media di 42,55 ore per partecipante. L’offerta didattica ha coperto ambiti tecnico-specialistici, normativi e manageriali, con un focus crescente sulla mappatura delle competenze per orientare meglio i percorsi di crescita individuali.

Governance: integrità, trasparenza e sicurezza

La solidità della governance della Consob si fonda su un rigoroso sistema di controlli interni e sulla promozione di una cultura dell’etica e della legalità in ogni interazione con l’esterno.

L’Istituto si è dotato di assetti organizzativi robusti, guidati dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT). Strumenti come il Codice etico, il sistema di whistleblowing digitale e i Patti di integrità per i contratti pubblici assicurano che le attività siano condotte con la massima imparzialità. Significativamente, nel biennio 2024-2025 non sono state effettuate segnalazioni tramite il canale di whistleblowing, a conferma di un contesto lavorativo sano.

Cybersecurity e protezione dei dati

In un mercato finanziario sempre più digitalizzato, la sicurezza informatica è diventata una componente essenziale per garantire la continuità operativa. Nel 2025, la Consob ha potenziato la propria postura di sicurezza attraverso verifiche periodiche, simulazioni di attacco e l’inserimento di nuove professionalità specializzate. Parallelamente, la protezione dei dati personali è garantita da una vigilanza costante del Responsabile della protezione dei dati (DPO) e da un registro che censisce 228 processi di trattamento, senza alcuna violazione registrata nel periodo di riferimento.

Trasparenza negli acquisti e rapporti con i fornitori

La gestione dei rapporti con i fornitori segue i principi di efficienza e rotazione, privilegiando l’utilizzo di piattaforme digitali e convenzioni Consip. L’Istituto integra criteri ambientali e sociali nelle procedure di appalto, monitorando costantemente la tempestività dei pagamenti, che nel 2025 ha fatto registrare un indicatore annuale di soli 2,79 giorni.

Risorse idriche ed economia circolare

Anche se l’Istituto non svolge attività produttive, rivolge grande attenzione alla gestione dei flussi di materiali e alla riduzione degli sprechi, in un’ottica di economia circolare.

I rifiuti prodotti dalle sedi sono diminuiti dell’1,9% nel 2025, attestandosi a 27.268 kg complessivi. La gestione privilegia il recupero di materia rispetto allo smaltimento, con un calo significativo dei rifiuti speciali come le apparecchiature elettriche dismesse (-13,7%). Per quanto riguarda la risorsa idrica, i consumi sono in contrazione (-5,0% nel biennio), grazie alla sensibilizzazione del personale e a una manutenzione preventiva più efficace degli impianti.

L’analisi dei flussi in entrata evidenzia una gestione oculata ma influenzata da esigenze operative straordinarie. Se da un lato l’acquisto di carta è aumentato nel 2025 a causa delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’Istituto, dall’altro sono stati avviati programmi per favorire l’acquisto di beni strumentali con requisiti di durabilità e modularità. L’Istituto richiede sempre più spesso ai fornitori dichiarazioni di carbon footprint per le categorie merceologiche più rilevanti.

Un percorso verso il miglior controllo ESG

Il Rapporto di sostenibilità 2025 conferma che la Consob ha intrapreso un percorso strutturato e trasparente per ridurre il proprio impatto ambientale e massimizzare il valore sociale generato. L’integrazione dei fattori ESG nei processi decisionali interni non è solo un atto di responsabilità verso la collettività, ma una scelta strategica che rafforza l’autorevolezza e l’efficacia dell’Istituto nel suo ruolo di guardiano dei mercati finanziari. Guardando al futuro, la sfida sarà consolidare questi risultati, estendendo la rendicontazione a nuove categorie della catena del valore e continuando a innovare attraverso la transizione digitale e sostenibile.

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