L’evoluzione della strategia di sostenibilità: adattamento, valore di business e nuove dinamiche di mercato
In un panorama globale caratterizzato da incertezza normativa e continui progressi tecnologici, il ruolo dell’advisory unitamente a quello delle soluzioni software per la sostenibilità sono in grande evoluzione, proprio per rispondere alle sollecitazioni di aziende chiamate a cambiare velocemente le proprie strategie. Per capire come cambia la cosnulenza di sostenibilità e come cambiano gli strumenti a disposizione la società di ricerca Verdantix ha realizzato un evento, guidato da Jessica Pransky, Senior Manager Verdantix e Priyanka Bawa,Principal Analyst, che si è posto l’obiettivo di delineare lo stato attuale e le prospettive future dei mercati della consulenza per la sostenibilità e del software di reporting.
Un mercato “Camaleontico” in evoluzione per adattarsi a uno scenario in forte evoluzione
Il mercato dell’advisory per la sostenibilità viene spesso paragonato a un camaleonte: non cambia colore solo per estetica, ma si adatta costantemente all’ambiente circostante per sopravvivere e prosperare. I fornitori di servizi e software di successo sono quelli capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti nelle normative, nelle aspettative dei clienti e nell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale. in relazione all’ESG.
Analisi del contesto 2025-2026: tra frenate e nuovi impulsi
Il 2025 è stato un anno complesso. In Europa, parte dell’architettura normativa è stata semplificata in nome della competitività, mentre negli Stati Uniti la politica è diventata più ostile verso la sostenibilità, con un arretramento nell’applicazione delle leggi ambientali a livello federale.
In generale il quadro risulta meno cupo rispetto alla percezione che emerge da una comunicazione che sembra decisamente meno favorevole all’ESG.
Come stanno evolvendo le diverse aree del pianeta
- Ridistribuzione del momentum: La regione Asia-Pacifico sta accelerando, con Singapore, Corea del Sud e Australia che introducono linee guida rigorose e obblighi di disclosure ESG.
- Green Hushing vs. Operatività Interna: Nonostante il dibattito politico negativo e il fenomeno del “green hushing” (le aziende smettono di parlare pubblicamente dei propri impegni per evitare critiche), le attività operative interne non si sono fermate. Il divario tra dichiarazioni pubbliche e costruzione interna di processi è oggi il segnale di mercato più importante.
- Stati Uniti: La California e altri 19 stati stanno cercando di colmare il vuoto federale con normative locali sui gas serra, creando un panorama di conformità frammentato ma non necessariamente più leggero.
Le priorità dei buyer: oltre la semplice conformità
Dalla ricerca globale di Verdantix, che ha coinvolto 400 leader della sostenibilità, emergono almeno tre grandi tendenze:
- Crescita degli standard ISSB: Oltre il 70% dei leader considera gli standard IFRS (ISSB S1 e S2) come un fattore significativo per l’aumento della spesa in sostenibilità.
- Persistenza del reporting volontario: Contrariamente alle previsioni, il reporting volontario (CDP, GRI, SASB) rimane una priorità elevata per oltre il 60% degli intervistati in ogni regione globale, superando in importanza i mandati normativi in molte aree.
- Tracciabilità e Circular Economy: Cresce l’attenzione normativa su materiali, rifiuti di imballaggio e passaporti digitali dei prodotti.
Il business case e la pressione per il ROI
La sostenibilità non è più un’attività isolata ma è strettamente legata ai risultati finanziari. L’80% degli investitori cita i ritorni finanziari come driver principale per richiedere dati ESG. Inoltre, il 67% dei leader della sostenibilità indica che dimostrare un ritorno sull’investimento (ROI) misurabile è la sfida principale.
Le aziende utilizzano oggi quattro leve principali per costruire il business case:
- Pianificazione strategica.
- Gestione del rischio e resilienza (es. rischi climatici o supply chain).
- Crescita dei ricavi (domanda di prodotti sostenibili).
- Risparmio sui costi (efficienza energetica e gestione rifiuti).
L’evoluzione del mercato della consulenza
I buyer stanno abbandonando i grandi progetti di strategia “stand-alone” o puramente aspirazionali verso approcci più concreti:
- Competenze specifiche di settore: Il 50% dei buyer ora privilegia consulenti con una profonda conoscenza della propria industria specifica, poiché le sfide della decarbonizzazione in un’azienda chimica sono radicalmente diverse da quelle di una banca.
- Capacità di esecuzione: La differenziazione non avviene più sulla “roadmap” strategica, che è ormai simile per molti, ma sulla capacità reale di eseguire e implementare i cambiamenti.
- Ecosistemi di partner: Data la complessità, nessun fornitore può gestire tutto da solo. Le partnership strategiche tra società di consulenza, fornitori di tecnologia e organizzazioni multilaterali sono fondamentali per il successo dei clienti.
L’evoluzione del mercato del software
Anche per i vendor di software le capacità di base (raccolta dati e reporting) sono diventate “table stakes” (requisiti minimi). Le nuove frontiere includono:
- Integrazione dell’AI: Utilizzo di agenti AI per automatizzare i flussi di dati, mantenendo però sistemi di controllo per evitare “allucinazioni”.
- Collaborazione tra dipartimenti: I software devono servire non solo il team sostenibilità, ma anche finanza, operazioni, HSE e risorse umane.
- Funzionalità per il ROI: Integrazione di strumenti che aiutino a dimostrare l’impatto finanziario delle iniziative di sostenibilità.
- Prezzi basati sui risultati: Un passaggio verso modelli di pricing più flessibili e allineati ai risultati ottenuti.
I risultati di sostenibilità sono risultati di business
Il messaggio finale di Verdantix mostra come l’agenda della sostenibilità stia diventando più complessa e critica per il business. Nel percorso futuro i venditori avranno il compito di delineare un legame diretto tra le loro soluzioni e i risultati aziendali tangibili. La sostenibilità è sostanzialmente assorbita nelle modalità con cui le aziende generano profitti e gestiscono i rischi.
A questo proposito ci sono tre riflessioni fondamentali che delineano il percorso futuro del settore:
in primo luogo, l’agenda della sostenibilità è diventata straordinariamente complessa, ma è ormai indissolubilmente legata alle performance finanziarie e operative delle imprese.
Come secondo aspetto, le priorità dei buyer stanno rispondendo attivamente a questi movimenti, mostrando una platea di clienti decisamente più matura e consapevole.
Infine, i fornitori di servizi e di software devono tassativamente dimostrare un collegamento chiaro tra le proprie soluzioni e i risultati economici tangibili, poiché la conformità normativa da sola non è più il motore trainante degli investimenti.
In definitiva: i risultati di sostenibilità coincidono ormai con i risultati di business.
Come navigare in questa transizione
Per navigare questa transizione, le aziende e i loro fornitori devono operare come il “camaleonte“, adattando le proprie strategie con uno scopo preciso per rispondere ai continui mutamenti normativi, geopolitici e tecnologici. La ricerca evidenzia come più di due terzi dei leader della sostenibilità (il 67%) indichino la dimostrazione di un ROI misurabile come il risultato più importante per i propri investimenti. Questo accade perché le pressioni degli investitori sono forti — l’80% di essi cita infatti i ritorni finanziari come driver principale per la richiesta di dati ESG — e costringono a legare le iniziative a quattro leve di valore principali: pianificazione strategica, gestione dei rischi e resilienza aziendale, crescita dei ricavi e risparmio sui costi. Di conseguenza, la sostenibilità non viene più vissuta come un obbligo isolato, ma viene assorbita nei processi operativi di allocazione del capitale, negli acquisti e nella gestione complessiva del rischio.
Questo radicale riposizionamento ha trasformato le aspettative dei buyer nei confronti di consulenti e vendor tecnologici. Nel mercato della consulenza, circa il 50% dei dirigenti esige oggi una competenza specifica di settore (sector depth). Inoltre, la differenziazione competitiva non si gioca più sulla definizione di roadmap strategiche astratte, ma sulla capacità di esecuzione concreta e sulla fornitura di insight azionabili. Per supportare questa operatività, l’integrazione di strumenti avanzati di Intelligenza Artificiale è ritenuta cruciale dall’82% dei leader aziendali per guidare la trasformazione sostenibile, a patto che vengano implementati rigorosi controlli per azzerare il rischio di allucinazioni dei dati. Infine, data la complessità multidimensionale delle sfide attuali, emerge la necessità di abbandonare logiche di fornitura isolata in favore di ecosistemi e alleanze strategiche strutturate tra consulenti, partner tecnologici e istituzioni multilaterali, capaci di orchestrare risposte complete, integrate e di lungo termine.









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