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Sostenibilità: significato, obiettivi e perché è importante 

“Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura” è il diktat dei nostri tempi: questa è infatti la definizione di sviluppo sostenibile, oggi goal globale grazie all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Ma perché è così importante perseguire questo fine? I 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile definiscono un nuovo modello di società, secondo criteri di maggior responsabilità in termini sociali, ambientali ed economici, finalizzati ad evitare il collasso dell’ecosistema terrestre. E in questo disegno tutti possono fare la loro parte, dalle aziende ai consumatori finali

06 Set 2021

Veronica Balocco

I 17 Sustainable Developmente Goals SDGs delle Nazioni Unite

L’esigenza di una crescita economica sostenibile e rispettosa dell’ambiente ha preso forma all’inizio degli anni Settanta, quando la società ha preso coscienza del fatto che il tradizionale modello di sviluppo avrebbe causato nel lungo termine il collasso dell’ecosistema terrestre. Nel corso degli anni, gli sforzi profusi per l’ambiente dalla comunità internazionale, tra cui l’Accordo di Parigi sul clima, hanno dimostrato concretamente che i limiti del pianeta sono reali. E così, il nuovo modello di sviluppo ha fondato le sue basi sul rispetto per il futuro.

In una parola, sul concetto di “sostenibilità”.

Cosa significa sostenibilità?

L’idea di sviluppo sostenibile presenta una natura complessa, soggetta a numerose interpretazioni, ma la definizione universalmente riconosciuta risale al 1987 e si trova nel cosiddetto Rapporto Brundtland – dal titolo “Our common future” -, il quale pone l’attenzione sui principi di equità intergenerazionale e intragenerazionale. Il rapporto identifica per la prima volta  la sostenibilità come la condizione di uno sviluppo in grado di “assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

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Sviluppo Sostenibile

L’enciclopedia Treccani aggiunge che il concetto di sostenibilità, rispetto alle sue prime versioni, ha fatto registrare “una profonda evoluzione che, partendo da una visione centrata preminentemente sugli aspetti ecologici, è approdata verso un significato più globale, che tenesse conto, oltre che della dimensione ambientale, di quella economica e di quella sociale. I tre aspetti sono stati comunque considerati in un rapporto sinergico e sistemico e, combinati tra loro in diversa misura, sono stati impiegati per giungere a una definizione di progresso e di benessere che superasse in qualche modo le tradizionali misure della ricchezza e della crescita economica basate sul Pil”.

In definitiva, la sostenibilità implica “un benessere (ambientale, sociale, economico) costante e preferibilmente crescente e la prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita non inferiore a quella attuale. Va comunque tenuto presente che la sostenibilità è un concetto dinamico, in quanto le relazioni tra sistema ecologico e sistema antropico possono essere influenzate dallo scenario tecnologico, che, mutando, potrebbe allentare alcuni vincoli relativi, ad esempio, all’uso delle fonti energetiche.

Gli obiettivi dello sviluppo sostenibile secondo l’Agenda 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile è il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto il 25 settembre 2015 dall’Assemblea generale dell’Onu, ovvero dai governi dei 193 Paesi membri. Il suo cuore pulsante è rappresentato da 17 Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile (Sustainable development goals, SDGs), inglobati in un grande programma d’azione che individua ben 169 target o traguardi.

Gli Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile fanno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del millennio (Millennium development goals) che li hanno preceduti e mirano a completare ciò che questi non sono riusciti a realizzare. Con i loro “predecessori” i SDGs condividono obiettivi comuni su un insieme di questioni cruciali: la lotta alla povertà, ad esempio, ma anche l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.

I firmatari, all’atto della sottoscrizione, riconoscono “che sradicare la povertà in tutte le sue forme e dimensioni, inclusa la povertà estrema, è la più grande sfida globale ed un requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile”. Tutti i Paesi e tutte le parti in causa, agendo in associazione collaborativa, si impegnano quindi ad implementare questo programma. “Siamo decisi a liberare la razza umana dalla tirannia della povertà e vogliamo curare e salvaguardare il nostro pianeta – affermano -. Siamo determinati a fare i passi audaci e trasformativi che sono urgentemente necessari per portare il mondo sulla strada della sostenibilità e della resilienza. Nell’intraprendere questo viaggio collettivo, promettiamo che nessuno verrà trascurato”.

In questo quadro, i propositi dell’Accordo “mirano a realizzare pienamente i diritti umani di tutti e a raggiungere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze – spiegano i sottoscrittori del documento -. Essi sono interconnessi e indivisibili e bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: la dimensione economica, sociale ed ambientale. Gli Obiettivi e i traguardi stimoleranno nei prossimi 15 anni interventi in aree di importanza cruciale per l’umanità e il pianeta”.

Più nel dettaglio, gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (Sustainable development goalsSDGs) mirano ad affrontare un’ampia gamma di questioni relative allo sviluppo economico e sociale, includendo la povertà, la fame, il diritto alla salute e all’istruzione, l’accesso all’acqua e all’energia, il lavoro, la crescita economica inclusiva e sostenibile, il cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente, l’urbanizzazione, i modelli di produzione e consumo, l’uguaglianza sociale e di genere, la giustizia e la pace.

Eccoli:

1. Sconfiggere la povertà – Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

2. Sconfiggere la fame – Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

3. Salute e benessere – Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

4. Istruzione di qualità – Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

5. Parità di genere – Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari – Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie

7. Energia pulita e accessibile – Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

8. Lavoro dignitoso e crescita economica – Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

9. Imprese, innovazione e infrastrutture – Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

10. Ridurre le diseguaglianze – Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le nazioni

11. Città e comunità sostenibili – Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

12. Consumo e produzione responsabili – Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

13. Lotta contro il cambiamento climatico – Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico

14. Vita sott’acqua – Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile

15. Vita sulla Terra – Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

16. Pace, giustizia e istituzioni solide – Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile

17. Partnership per gli obiettivi – Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

Le tre dimensioni della sostenibilità

Sarà l’adozione nel 2011 a Göteborg (Svezia) della Strategia dell’Unione europea per lo sviluppo sostenibile, piano a lungo termine per il coordinamento delle politiche ai fini di uno sviluppo sostenibile a livello economico, sociale e ambientale, a fornire misure concrete che interessano tutte le dimensioni dello sviluppo. La sostenibilità economica riguarda la capacità di un sistema economico di produrre reddito e lavoro in maniera duratura; la sostenibilità ambientale interessa la tutela dell’ecosistema e il rinnovamento delle risorse naturali; la sostenibilità sociale è la capacità di garantire che le condizioni di benessere umano siano equamente distribuite.

L’affermazione della visione integrata delle tre dimensioni dello sviluppo, abbracciata anche dalla responsabilità istituzionale, si concretizza proprio nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibileche fonde in un tutt’uno:

  • dimensione ecologica: riproducibilità delle risorse;
  • dimensione economica: efficienza, crescita;
  • dimensione sociale: equità.

In definitiva, ognuno degli elementi del concetto di sviluppo sostenibile (attenzione per i bisogni presenti e attenzione per le future generazioni) può essere visto dai diversi tre aspetti: ambientali, sociali ed economici.

Sostenibilità ambientale

Significa conservare il capitale naturale, tenendo presente che l’ambiente pone limiti ad alcune attività umane (in alcuni casi non è possibile “barattare” risorse ambientali o danni arrecati all’ambiente in cambio di altri vantaggi o benefici potenziali).
E’ di importanza fondamentale per il benessere umano che l’ambiente continui a fornire risorse, ad assorbire rifiuti e a provvedere alle funzioni di base di “supporto della vita”, quali il mantenimento della temperatura e la protezione contro le radiazioni. Nessuna combinazione di benefici può compensare la perdita di un’aria sufficientemente pulita da respirare, di abbastanza acqua da bere, di suoli e climi che ci consentano di provvedere al nostro fabbisogno alimentare.

Una descrizione tecnica della sostenibilità ambientale arriva da The Natural Step, organizzazione internazionale no-profit  dedicata all’innovazione attraverso la sostenibilità, che punta il focus su quattro tipi di riduzioni: ridurre l’estrazione di sostanze naturali dalla crosta terrestre (metalli, combustibili fossili ecc.); ridurre la produzione di sostanze e composti chimici (plastica, diossine ecc.); ridurre il degrado fisico della natura e dei processi naturali (gli habitat marini, boschivi ecc.); ridurre gli ostacoli che impediscono alle persone di soddisfare i bisogni umani fondamentali (condizioni di lavoro, di salute ecc.).

Sono concetti forti che superano l’idea di sostenibilità ambientale legata solo a riciclo, riuso e biodegradabilità, e ci portano oltre, verso un’idea più generale di contrazione e rimodulazione dei consumi che per decenni il mercato ha promosso attraverso la creazione di bisogni superflui e sempre nuovi.

Non a caso, l‘ecologia ha come paradigma principale la stabilità (la garanzia della conservazione della sopravvivenza degli ecosistemi).

Sostenibilità sociale

E’ la condizione che mantiene la coesione di una società e la sua capacità di sostenere i suoi membri nel collaborare insieme per raggiungere obiettivi comuni, parallelamente al soddisfacimento dei bisogni individuali di salute e benessere, di un’adeguata nutrizione e riparo, di espressione e identità culturale e di impegno politico.

Non a caso, le scienze sociali hanno come paradigma l’uguaglianza (combattere contro le iniquità e i conflitti causati dai privilegi e dai differenziali tra sessi, età, gruppi, razze e paesi).

Sostenibilità economica

E’ inteso come sviluppo per il quale il progresso verso la sostenibilità sociale e ambientale si realizza attraverso risorse economiche disponibili. L‘ingiusta distribuzione della ricchezza è infatti causa di comportamenti non sostenibili e rende più difficile il cambiamento.

Non a caso, l‘economia ha come paradigma la crescita (la stagnazione e il sottosviluppo non sono considerati compatibili con la sopravvivenza dei sistemi economici e con il benessere degli uomini).

Economia circolare e sostenibilità ambientale 

Il modello di produzione e di consumo tradizionale si fonda sul principio dell’Economia Lineare (take-make-dispose), ed ha avuto successo nel secolo scorso grazie ad un’elevata accessibilità a grandi quantità di risorse ed energia. La società si sta tuttavia accorgendo sempre più di vivere in un mondo in cui le risorse sono finite: il Covid-19 cha mostrato quanto possano essere pesanti le ripercussioni economiche legate ad interruzioni di fornitura (come, ad esempio, la recente crisi dei microchip). In un mondo in cui le risorse non sono infinite, è necessario fare sempre più i conti con queste problematiche di approvvigionamento.

Una valida alternativa può essere rappresentata dall’Economia Circolare, nuovo paradigma economico che disaccoppia la crescita economica dal consumo di risorse, ripensando i modelli di produzione e di consumo per ridurre gli sprechi e riutilizzare i materiali all’interno di cicli produttivi infiniti. In un’Economia Circolare, il modello di produzione di tipo “take-make-dispose” viene sostituito con la Riduzione, il Riuso, la Rigenerazione ed il Riciclaggio, attraverso modifiche che intercorrono lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti, dalla fase di progettazione fino al recupero a fine vita.

Rigenerare prodotti e componenti è una delle strategie chiave dell’Economia Circolare, in grado di eliminare il concetto di fine vita e conseguire notevoli vantaggi ambientali. Attraverso la rigenerazione, è possibile recuperare scarti e rifiuti per poterli avviare a processi di rigenerazione, in modo da conferire loro una seconda vita.

Perché la sostenibilità è un vantaggio per le aziende?

Che cosa distingue un’impresa “sostenibile”? Fondamentalmente, le best practise che caratterizzano questo status si declinano su tutti i versanti della sostenibilità.

Un’impresa sostenibile, ad esempio:

  • Utilizza gli scarti di altri processi come input;
  • Riduce al minimo o eliminare l’impiego di materiali nuovi estratti dalla terra;
  • Crea output che possono essere utilizzati da altri processi o riportati allo stato naturale ed elimina i rifiuti che non è possibile utilizzare o riportare allo stato naturale;
  • Utilizza la minor quantità possibile di energia per raggiungere il risultato desiderato;
  • Impiega energia essenzialmente prodotta da fonti rinnovabili.

Ma perché sforzarsi di ottenere risultati simili, certamente non di semplice realizzazione?
Partiamo da un dato. Secondo un rapporto di Nielsen, società leader nelle indagini di mercato, oggi il 52% dei consumatori si dichiara disposto a spendere di più se il brand adotta delle politiche di sostenibilità. Non solo. L’indagine spiega anche che “i marchi che sono in grado di connettersi strategicamente (con la sostenibilità) al comportamento dei consumatori aumentano le aspettative e la domanda”, precisando tuttavia che “le dichiarazioni di sostenibilità sulle confezioni dei prodotti devono anche riflettere sul modo in cui un’azienda opera dentro e fuori”.
Insomma, il valore di mercato di un atteggiamento etico è ormai innegabile, tanto che la sostenibilità è ormai vista come un elemento strategico in grado di innescare nuove dinamiche competitive e di giocare un ruolo cardine nella competizione.

Green Business Meeting. United Partners Team with hands together holding plant green trusted friends. Hands stacked Holding with sustainability partners. Trust business authentic of people.

Esistono due tipologie di aziende in termini di approccio sostenibile: le pioniere, che hanno precorso i tempi innescando strategie visionarie, e le “nuove arrivate”.
Per le prime, che non arrivano al 10% del totale, coraggio e politica lungimirante sono diventati parte integrante della strategia di business. Ed oggi, ad anni di distanza dalle loro prime esperienze, raccolgono già i frutti di quanto seminato:

  • riduzione dei costi;
  • efficientamento dei processi;
  • reputazione e il vantaggio competitivo.

Le “nuove arrivate”, invece, hanno iniziato da poco il loro percorso – quando già la sostenibilità era considerata un valore spendibile – e oggi proseguono la loro strada sulla spinta di clienti e stakeholder.

Ma quali sono i vantaggi di cui gode un’impresa sostenibile?
Volendoli riassumere, possiamo dire che esistono vantaggi in termini di sostenibilità sociale, che alimentano la fiducia che gli stakeholder interni ed esterni (lavoratori, fornitori, clienti, investitori etc.) nutrono verso l’azienda, e vantaggi relativi alla sostenibilità ambientale, come scelta per pratiche a basso impatto con ricadute positive sui costi.

Più nel dettaglio, i vantaggi sono così riassumibili:

  • aumento dell’efficienza delle attività e dei processi aziendali;
  • utilizzo razionale delle risorse, con riduzione degli sprechi e costi;
  • miglior capacità di gestione dei rischi;
  • maggiore comprensione del mercato grazie alla capacità di innovazione;
  • incremento della reputazione dell’azienda e del capitale intangibile;
  • miglioramento del clima interno.

Adottare come principio imprenditoriale la sostenibilità permette di inserire nella strategia, nei processi e nei prodotti, delle considerazioni ambientali e sociali capaci di generare valore in una prospettiva di lungo periodo. Nella pratica significa gestire in modo efficiente e strategico le risorse a disposizione, naturali, finanziarie, umane o relazionali che siano; coinvolgere i propri dipendenti nel processo decisionale, farli sentire parte integrante del progetto e incentivarli, rendere sostenibili la attività principali dell’impresa, studiando soluzioni per rendere efficienti tutte le pratiche ed operazioni di routine e giornaliere, sostenere le imprese locali nella scelta dei fornitori, monitorando così la catena di approvvigionamento.

Esempi di sviluppo sostenibile 

Una breve ma esauriente guida scritta da Enzo Bonanni, presidente di Ona (Osservatorio nazionale amianto) puntualizza alcune pratiche essenziali per uno sviluppo ambientale sostenibile:

Riciclo dei rifiuti e riuso

“Tra le varie specie animali che abitano il nostro pianeta, l’uomo è l’unico che dà avvio a cicli non chiusi – scrive -. Cosa significa? Significa che gli altri animali producono rifiuti che ritornano a far parte dell’ambiente in cui sono prodotti e vengono riutilizzati. Pensiamo per esempio ai prodotti della digestione che vengono a far parte dell’ambiente sostenibile sono fertilizzanti naturali. L’uomo invece produce rifiuti non riutilizzabili che non rientrano nel ciclo naturale.
Ridurre lo spreco e la produzione dei rifiuti è uno dei capisaldi del modello di sviluppo eco sostenibile. La modalità di approvvigionamento di materie prime, la trasformazione delle stesse e la produzione di materiale di scarto deve essere ampiamente studiata prima di immettere un prodotto sul mercato. Anche noi possiamo fare molto in questa direzione, facendo in modo rigoroso la raccolta differenziata e dedicandoci all’acquisto consapevole. Inoltre possiamo preferire lo sviluppo prodotti sostenibili”.

concept di sostenibilità nel printing

Fonti di energia rinnovabile

“Prediligere fonti di energia rinnovabile e studiare nuovi sistemi per l’approvvigionamento di energia green è uno dei capisaldi dello sviluppo sostenibile. Le risorse fossili del nostro pianeta non sono infinite e necessitano di un tempo incredibilmente lungo per rigenerarsi. Inoltre la loro estrazione, lavorazione e consumo sono altamente inquinanti e responsabili dell’inquinamento atmosferico. Nel nostro piccolo prediligiano l’energia da fonti rinnovabilie, come l’energia solare”.

Mobilità sostenibile

“Siamo ancora lontani da un piano di mobilità sostenibile che consenta di non penalizzare le aree verdi dei nostri centri urbani. Nel nostro piccolo possiamo scegliere di spostarci a piedi o in bicicletta in tutti i generi di spostamenti che lo consentono e possiamo scegliere con cura i veicoli sui quali ci muoviamo quando siamo costretti a spostarci in auto”.

Economia circolare

“Sono esempi concreti di economia circolare i prodotti di scarto di un processo di produzione che vengono riutilizzati. Pensiamo al packaging della pasta prodotto con gli scarti della crusca. Siamo ancora lontani dalla creazione di cicli chiusi anche se numerosi esempi virtuosi riducono i rifiuti e lo spreco e mettono sul mercato prodotti duraturi progettati per avere una seconda vita in quasi il 100% dei loro componenti”.

Esistono al mondo molti esempi di sviluppo sostenibile, ma ecco alcuni esempi:

  • Energia solare: è completamente gratuita e disponibile in un’offerta illimitata. Sostituire l’energia non rinnovabile con questo tipo di energia è efficace sia dal punto di vista ambientale che finanziario.
  • Energia eolica: è prontamente disponibile. Sfruttare la potenza dell’energia eolica richiede l’uso di mulini a vento; tuttavia, a causa dei costi di costruzione e della ricerca di un luogo adatto, questo tipo di energia è destinato a servire più che il singolo individuo. L’energia eolica può integrare o addirittura sostituire il costo della rete elettrica, e quindi può essere un buon investimento e rimane un grande esempio di sviluppo sostenibile.
  • Rotazione delle colture: è definita come “la successiva messa a dimora di diverse colture sulla stessa terra per migliorare la fertilità del suolo e aiutare a controllare insetti e malattie”. Questa pratica agricola è vantaggiosa sotto diversi aspetti, soprattutto perché è priva di sostanze chimiche. È stato dimostrato che la rotazione delle colture massimizza il potenziale di crescita della terra, prevenendo al tempo stesso malattie e insetti nel suolo. Questa forma di sviluppo non solo può andare a vantaggio degli agricoltori commerciali, ma può anche aiutare coloro che fanno giardinaggio in casa.
  • Impianti idrici efficienti: sostituire le attuali pratiche costruttive e sostenere l’installazione di efficienti docce, servizi igienici e altri apparecchi idrici può conservare una delle risorse più preziose della Terra: l’acqua. Esempi di apparecchi efficienti sono i prodotti del programma WaterSense dell’EPA, l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, così come le toilette a doppio scarico e compostaggio. Secondo l’EPA, ci vuole molta energia per produrre e trasportare l’acqua e per trattare le acque reflue, e poiché meno dell’uno per cento dell’approvvigionamento idrico disponibile sulla Terra è acqua dolce, è importante che l’uso sostenibile dell’acqua venga impiegato a livello individuale e sociale.
  • Spazi verdi: comprendono parchi e altre aree in cui le piante e la fauna selvatica sono incoraggiati a prosperare. Questi spazi offrono anche al pubblico grandi opportunità di svago all’aperto, specialmente in aree urbane densamente popolate. Secondo alcuni studi, i vantaggi degli spazi verdi includono: “contribuire a regolare la qualità dell’aria e il clima …. ridurre il consumo energetico contrastando gli effetti del riscaldamento delle superfici pavimentate …. ricaricare le falde acquifere e proteggere laghi e corsi d’acqua da deflusso inquinati”. Una ricerca condotta nel Regno Unito dall’Università di Exeter Medical School ha anche rilevato che il passaggio ad un’area più verde potrebbe portare a miglioramenti significativi e duraturi della salute mentale di un individuo.

Volendo poi elencare in modo più sommario le buone pratiche in termini di sviluppo sostenibile, ecco altri comportamenti  facilmente applicabili:

  • Produzione extra di energia in casa (smart grids)
  • Car sharing
  • Smart working
  • Deforestazione sostenibile
  • Economia di quartiere
  • Uso di biocarburante
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