Il report

Sostenibilità: per 9 consumatori su 10 al centro delle scelte di lavoro e di acquisto

Una ricerca IBM, condotta in 9 Paesi in tutto il mondo, rivela che il Covid-19 ha rivoluzionato le abitudini di consumo e investimento personale: la maggior parte delle persone è ora disposta a pagare di più e a fare delle rinunce per assicurarsi un futuro sostenibile. E la scelta del post di lavoro è sempre più influenzata dal valore etico dell’azienda

22 Apr 2021

Redazione ESG360

La pandemia da Covid-19 ha aumentato l’attenzione dei consumatori alla sostenibilità e ha stimolato la volontà di pagare di tasca propria – o addirittura di ridurre il proprio stipendio – per assicurarsi un futuro sostenibile. Lo afferma una nuova indagine condotta dall’IBM Institute for Business Value (IBV), secondo cui la pandemia ha influenzato il punto di vista di 9 consumatori su 10 sulla sostenibilità ambientale, fattore che si posiziona così al primo posto fra quelli citati, prima ancora dei disastri ambientali, degli eventi meteorologici e della cronaca sul tema.

L’indagine ha raccolto l’opinione di oltre 14mila adulti in tutto il mondo provenienti da nove Paesi (Stati Uniti, India, Regno Unito, Canada, Germania, Messico, Spagna, Brasile e Cina) nel mese di marzo 2021, per comprendere meglio le opinioni e le prospettive dei consumatori sulla sostenibilità ambientale.
In questo quadro, il sondaggio ha rivelato alcune importanti differenze di opinione tra i consumatori di aree geografiche diverse: gli americani, ad esempio, sono i meno preoccupati per la sostenibilità del loro stile di vita. Solo il 51% dei consumatori statunitensi, infatti, ha affermato che affrontare il cambiamento climatico è molto o estremamente importante, rispetto alla media del 73% riscontrata negli altri Paesi.

Lavoratori “attratti” da aziende sostenibili

L’indagine ha messo in evidenza come la sostenibilità ambientale sia ormai una variabile influente nel modo di fare acquisti e viaggiare e persino nelle decisioni relative alla carriera lavorativa e agli investimenti personali. Secondo lo studio, il 71% dei dipendenti e delle persone in cerca di occupazione afferma di essere maggiormente attratto da aziende attente alla sostenibilità ambientale. Inoltre, oltre due terzi dell’intera forza lavoro potenziale intervistata sono più propensi a candidarsi e ad accettare lavori presso organizzazioni responsabili dal punto di vista ambientale e sociale, e quasi la metà degli intervistati accetterebbe uno stipendio inferiore per lavorare per tali organizzazioni.
Allo stesso tempo, il 48% dei consumatori intervistati si fida degli impegni dichiarati dalle imprese in relazione alla sostenibilità, e il 64% degli intervistati si aspetta un maggiore controllo pubblico sul rispetto di questi propositi nell’anno a venire.

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Dal momento che, come evidenziato da uno studio pubblicato a febbraio 2021, 1 dipendente su 4 ha intenzione di cambiare lavoro quest’anno, le aziende affrontano il rischio crescente di perdere i talenti migliori a favore di concorrenti più attenti alla sostenibilità.

Sostenibilità sempre più al centro delle scelte dei consumatori

Il 48% di tutti gli investitori privati intervistati tiene già conto della sostenibilità ambientale nei propri portafogli di investimento e un ulteriore quinto (21%) afferma che probabilmente lo farà in futuro. Il 59% degli investitori prevede di acquistare o vendere partecipazioni azionarie nei prossimi 12 mesi in base a fattori di sostenibilità ambientale.
Ma non è tutto. Dall’indagine emerge anche che, nonostante l’impatto della pandemia sulle finanze di molti individui, il 54% dei consumatori intervistati è disposto a pagare di più per i brand che sono sostenibili e/o responsabili dal punto di vista ambientale, quindi attivi in ambito ESG.

Inoltre, il 55% riferisce che la sostenibilità è una variabile molto o estremamente importante al momento della scelta dell’azienda da cui vogliono acquistare un prodotto o servizio, il 22% in più rispetto ai consumatori intervistati da IBM prima della pandemia. Poco più di 6 su 10 consumatori hanno detto che sono disposti a cambiare le proprie abitudini di acquisto per contribuire a ridurre l’impatto sull’ambiente: i consumatori in India (78%) e Cina (70%) sono i più propensi a modificare le loro tendenze.

Per quanto riguarda i viaggi, quasi un intervistato su tre crede fermamente che le proprie abitudini personali contribuiscano al cambiamento climatico. L’82% dei consumatori a livello globale sceglierebbe un’opzione di trasporto più rispettosa dell’ambiente anche se più costosa, ma solo il 64% degli intervistati americani è d’accordo con questa affermazione rispetto al 95% degli intervistati indiani e al 91% di quelli cinesi.

“Il sondaggio mostra come le persone sono sempre più preoccupate per la crisi climatica globale, osservando che le imprese in diversi settori stanno cercando di intraprendere azioni urgenti per soddisfare le aspettative di clienti e investitori e gestire le sfide di sostenibilità – afferma Murray Simpson, IBM Global lead for Sustainability, climate & transition, IBM Global Business Services -. Notiamo che molte aziende hanno intrapreso passi coraggiosi volti a costruire supply chain trasparenti, migliorare la gestione dell’energia per ridurre le emissioni di carbonio con l’aiuto di tecnologie innovative come AI e Blockchain.”

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