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Clean Industrial Deal: 100 MLD per competitività e decarbonizzazione



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Con il Clean Industrial Deal la Commissione europea ha presentato un nuovo piano in grado di mobilitare investimenti e incentivi per 100 Miliardi di Euro allo scopo di unire gli obiettivi di decarbonizzazione con quelli della competitività e della resilienza dell’industria europea. Il programma punta l’attenzione sulle industrie ad alta intensità energetica e sulla produzione di tecnologie pulite

Aggiornato il 15 mar 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



Clean Industrial Deal

Punti chiave

  • Obiettivo: ridare slancio all’industria europea unendo decarbonizzazione e competitività con il nuovo Clean Industrial Deal, mobilitando risorse per 1.000 miliardi e riducendo la burocrazia.
  • Misure principali: incentivare CleanTech, sostenere i settori Hard to abate (acciaio, chimica, metalli) e accelerare la transizione a energie rinnovabili; rafforzare gli appalti pubblici con l’Industrial Decarbonisation Accelerator Act.
  • Finanza, materie prime e competenze: mobilitare circa 100 miliardi tramite il Fondo per l’Innovazione e una Banca per la Decarbonizzazione Industriale, gestire le materie prime critiche, attivare il Circular Economy Act, potenziare CBAM e l’Unione delle Competenze con supporto Erasmus+.
Riassunto generato con AI

Che cos’è esattamente il Clean Industry Deal?

Il Clean Industry Deal nasce per diventare uno dei principali pillar dell’agenda economica della Commissione Europea per il ciclo 2024-2029. Annunciato a suo tempo dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per completare e rendere operativo il Green Deal, dopo una fase in cui hanno prevalso gli obiettivi climatici con il Clean Industrial Deal si è voluto spostare l’attenzione sulla competitività industriale e sulla capacità dell’Europa di mantenere il proprio primato a livello di industria manifatturiera anche a fronte della transizione ecologica.

L’obiettivo primario del Clean Industrial Deal

L’obiettivo primario del Clean Industrial Deal è nella volontà di creare le condizioni affinché le aziende europee possano affrontare un nuovo rapporto tra decarbonizzazione e competitività industriale senza perdere quote di mercato o delocalizzare la produzione (ovvero senza correre i rischi del cosiddetto carbon leakage). Una massiccia semplificazione burocratica è alla base del Clean Industrial Act, così come la accelerazione dei permessi per le infrastrutture energetiche e la riduzione degli oneri amministrativi che pesano sulle imprese, specialmente le PMI.

Update: cosa cambia per il Clean Industrial Act con l’arrivo dell’Industrial Accelerator Act nel marzo 2026

A marzo 2026 la Commissione Europea ha presentato la proposta legislativa dell’Industrial Accelerator Act (IAA) per ragioni molto simili e complementari a quelle del Clean Industrial Act, ovvero rafforzare la competitività industriale, sostenere la transizione verso tecnologie low-carbon e digitalizzare le procedure autorizzative.

Appare adesso importante sottolineare che quando si parla di Industrial Accelerator Act (ci si deve riferire a uno strumento operativo e finanziario che serve a sbloccare i colli di bottiglia della manifattura europea. Il Clean Industrial Deal rappresenta la strategia politica con cui sono stati fissati gli obeittivi mentre l’Industrial Accelerator Act rappresenta lo strumento pratico che introduce meccanismi di finanziamento rapido e semplificazione.

In particolare poi l’Industrial Accelerator Act affronta il tema della scalabilità: prende le tecnologie già identificate come strategiche e cerca di predisporre delle logioche di sviluppo per i progetti industriali su larga scala.



Il ruolo del Clean Industry Deal per l’industria europea

Ma dopo aver introdotto uno sguardo all’attualità legata all’Industrial Accelerator Act torniamo ad analizzare il ruolo del Clean Industrial Act, nato appunto per dare slancio all’industriale europa unendo le sfide della decarbonizzazione con quelle della competitività, grazie a una mobilitazione di risorse per cento miliardi di euro e con una riduzione della complessità burocratica. Il Clean Industrial Deal nasce di fatto da queste premesse.

Presentato dalla Commissione europea nello stesso giorno del Pacchetto Ominibus UE il Clean Industrial Deal è costituito da un insieme di misure che puntano a fornire stimoli e sostegni alla competitività e alla resilienza al settore industriale europeo.

I punti chiave del Clean Industrial Deal

Il Clean Industrial Deal punta a trasformare la decarbonizzazione in un fattore di crescita per le industrie europee grazie a una serie di misure legate al CleanTech come soluzioni strategiche per la competitività, per la trasformazione industriale, per lo sviluppo dell’economia circolare e per la sostenibilità dell’industria.

Il Clean Industrial Deal guarda in modo particolare al mondo Hard to abate e alle industrie ad alta intensità energetica come siderurgia, acciaio, alluminio, metalli e chimica, con un supporto per la transizione energetica e il passaggio a energie rinnovabili e per affrontare una concorrenza globale sleale e le difficoltà connesse a regolamentazioni complesse.

La scelta di favorire logiche di circolarità, con la riduzione dei rifiuti, con il ReManufacturing e con il prolungamento della vita dei prodotti dei materiali grazie a riciclo e a misure per diffondere logiche di produzione sostenibile sono altri elementi che caratterizzano il Clean Industrial Deal. nello stesso tempo un altro importante obiettivo riguarda l’impegno a valorizzarele risorse UE per ridurre le dipendenze di materie prime di paesi terzi.

Clean Industrial Deal: le azioni per una energia più accessibile

Allo scopo di rendere l’energia più accessibile e per favorire la transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2, il Clean Industrial Deal punta ad accelerare i processi di elettrificazioni favoredno lo sviluppo di energie pulite; supportare il mercato interno dell’energia con interconnessioni fisiche; incentivare la diffusione di misure per l’efficienza energetica..

L’Industrial Decarbonisation Accelerator Act per favorire la domanda di prodotti CleanTech

Grazie all’Industrial Decarbonisation Accelerator Act questo piano punta a incentivare la domanda di prodotti CleanTech realizzati nell’UE, introducendo criteri di sostenibilità, resilienza e “Made in Europe” negli appalti pubblici e privati. In questo senso si colloca anche una revisione del Framework degli Appalti Pubblici nel 2026 nel quale saranno inseriti criteri di sostenibilità, resilienza e preferenze per prodotti realizzati in area UE europea negli appalti pubblici per i settori strategici.

Clean Industrial Deal: 100 miliardi di finanziamento

Dal punto di vista dell’impegno finanziario il Clean Industrial Deal punta a mettere in moto investimenti e incentivi per oltre 100 miliardi di euro con una serie di azioni così definite:

  • l’adozione di un nuovo Quadro di Aiuti di Stato espressamente pensato per il Clean delle misure già previste destinate alle energie rinnovabili, alla decarbonizzazione dell’industria e allo sviluppo e produzione di CleanTech
  • un maggior impegno nel Fondo per l’Innovazione e la proposta di una Banca per la Decarbonizzazione Industriale, con l’obiettivo di arrivare a 100 miliardi di euro di finanziamenti, alimentati dai fondi già presenti nel Fondo per l’Innovazione, dai ricavi aggiuntivi derivanti da parti dell’ETS e sulla revisione di InvestEU
  • progettazione e lancio di un bando nell’ambito di Horizon Europe allo scopo di favorire la ricerca e l’innovazione in questi settori
  • revisione del Regolamento InvestEU finalizzato ad aumentare il supporto finanziario di InvestEU per tecnologie pulite, mobilità pulita e riduzione dei rifiuti.

Economia circolare, materie prime e rifiuti nel Clean Industrial Deal

Una attenzione speciale nel Clean Industrial Deal viene rivolta alle materie prime critiche e alla necessità di ridurre la dipendenza. Nello stesso tempo lo sviluppo di modelli circolari è una risposta sia al raggiungimento di obiettivi di decarbonizzazione è sia per valorizzare le risorse UE. Per questo il Clean Industrial Deal punta a stimolare e sostenere forme di aggregazione tra imprese UE nella gestione della domanda di materie prime critiche. In questo senso si colloca poi la creazione di un Centro UE per le Materie Prime Critiche allo scopo di acquistare congiuntamente materie prime per conto delle aziende interessate, in questo modo si possono sviluppare economie di scala e ottenere condizioni negoziali migliori. Infine sempre in questo ambito si colloca il Circular Economy Act che verà attivato nel corso del 2026 per la transizione circolare e per garantire un riutilizzo efficiente dei materiali con l’obiettivo di arrivare ad avere il 24% dei materiali circolari entro il 2030.

Partnership e competenze

Per migliorare e facilitare lo sviluppo di partnership il Clean Industrial Deal intende lanciare forme di partenariato per il Commercio e gli Investimenti Puliti per diversificare e rafforzare le catene di fornitura; a questo si aggiungeranno strumenti di difesa commerciale e si semplificherà e rafforzerà il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere o CBAM.

Relativamente alle competenze verrà istituita un’Unione delle Competenze per investire nei lavoratori, nello sviluppo di competenze e green skill e per favorire la creazione di posti di lavoro di qualità.

In questo senso il programma Erasmus+ verrà rafforzato con una serie di iniziative e con finanziamenti fino a 90 milioni di euro. Infine il Clean Industrial Deal svilupperà una serie di misure più trasversali per ridurre la burocrazia, permettere alle imprese di sfruttare appieno le potenzialità del mercato unico europeo, per favorire coordinare le politiche di sviluppo a livello dell’UE e nazionale.

Articolo aggiornato il 15 marzo 2026

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