Economia circolare

Lattine di alluminio per bevande, in Italia il 90,4% è riciclato

La filiera italiana del packaging in alluminio è all’avanguardia e ha da tempo abbondantemente superato gli obiettivi stabiliti a livello UE, che prevedono il riciclo complessivo dell’alluminio al 50% entro il 2025 e al 60% nel 2030

Pubblicato il 27 Dic 2022

Si stima che oggi in Italia il 90,4% delle lattine in alluminio per bevande immesse sul mercato sia riciclato. Il dato, che è stato rilevato da CIAL, il Consorzio Nazionale che da circa 25 anni promuove la raccolta, il riciclo e il recupero del packaging in alluminio nel nostro Paese, evidenzia la validità e l’efficacia del modello nazionale di raccolta differenziata.

Un modello in grado di ottenere risultati in linea (se non addirittura superiori) a quelli dei Paesi che hanno adottato il sistema di deposito con cauzione rimborsabile al momento della restituzione della lattina stessa. Non solo. La filiera italiana del packaging in alluminio è all’avanguardia in Europa e ha da tempo abbondantemente superato gli obiettivi stabiliti a livello UE. Il nostro Paese fa infatti registrare fra i più alti tassi di riciclo ai minori costi possibili. Questo comporta che il contributo ambientale pagato dalle imprese per favorire la raccolta e il riciclo del packaging in alluminio sia il più basso di Europa: 7 euro per tonnellata.

Il 100% di lattine riciclate entro il 2030

Robusto ma duttile, resistente ma malleabile, l’alluminio conserva sempre le sue proprietà strutturali e questo lo rende un materiale riciclabile innumerevoli volte. Così, anche in Italia, come nel resto del mondo, le lattine in alluminio sono i contenitori per bevande più riciclati da sempre.

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CIAL condivide da tempo con i produttori e le principali associazioni europee del packaging in alluminio una roadmap per raggiungere il traguardo 100% di riciclo delle lattine per bevande entro il 2030. A questo scopo da anni ha implementato raccolte dedicate alle sole lattine per bevande che, accanto alla raccolta differenziata tradizionale, ne garantiscono il recupero nei luoghi di maggior consumo, con una strategia di azione sostenibile in termini ambientali, sociali ed economici. Un esempio in questo senso è la raccolta delle lattine avviata nel 2007 a bordo delle navi di alcune delle più importanti compagnie di crociera.

Tutto questo sotto il cappello del programma Every Can Counts (Ogni lattina vale) cui aderiscono oggi 19 Paesi europei più il Brasile. Questi Paesi, in maniera continuativa, promuovono la raccolta e il riciclo delle lattine in situazioni e contesti ‘fuori casa’, come in parchi, spiagge, luoghi di lavoro o nel corso di grandi eventi culturali e sportivi. In Italia il progetto è promosso da CIAL che negli anni ha avviato raccolte straordinarie di lattine in numerose occasioni, come, per esempio ,nel corso dei Gran Premi di Moto GP di Misano e Mugello, durante il Carnevale di Viareggio, in occasione di grandi festival musicali come il Jova Beach Party e il Firenze Rocks o anche sui lidi balneari, come accade da tre anni in Calabria, in 100 spiagge, grazie ad un accordo con la Regione.

Il riciclo dell’alluminio oltre le lattine

Oltre alle lattine, l’Italia è leader anche nel riciclo di tutte le altre componenti del packaging in alluminio, come bombolette, vaschette, scatolette, fogli sottili, tubetti, tappi e chiusure. Già da alcuni anni, infatti, rispetto agli attuali obiettivi di legge (50% al 2025 e 60% al 2030) il riciclo complessivo del packaging in alluminio si attesta, a livello nazionale, intorno al 70%.

Il sistema di gestione dei relativi rifiuti di imballaggio è una componente essenziale dell’attuale industria italiana dell’alluminio, che si caratterizza per una produzione ormai basata sul 100% dal riciclo. Un vero e proprio modello di riferimento in tutto il mondo, coerente con i principi della Circular Economy.

Negli ultimi tre anni, grazie al riciclo di 151.700 tonnellate di imballaggi in alluminio sono state evitate emissioni serra pari a 1.107mila tonnellate di CO2 e risparmiata energia per oltre 476mila tonnellate equivalenti di petrolio. Questo grazie anche a una costante evoluzione dello sviluppo tecnologico in chiave ambientale che ha caratterizzato negli ultimi 20 anni il comparto del packaging in alluminio in Italia. Questo ha per esempio permesso di ridurre il peso di una lattina per bevande da 33 cl dai 14 g del 2000 ai 12,2 g attuali, con un calo del 12%. Singolarmente non sono nemmeno 2 g, ma moltiplicati per i milioni di lattine prodotti ogni anno comportano un risparmio di  tonnellate in fase di produzione.

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