ESG Perception Index: Energia, Automotive e Finance al vertice

La classifica di Reputation Science, azienda specializzata nell’analisi e gestione della reputazione, misura la percezione di sostenibilità delle aziende. I settori più esposti ai temi della trasformazione energetica ai vertici della classifica. La “E” di Environmental continua ad avere un peso più rilevante nel “racconto” dell’impegno sulla sostenibilità rispetto alla “S” di social e alla “G” di Governance

19 Ago 2021

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

La classifica dell'ESG Perception Index di Reputation Science

L’ESG è frutto di un intreccio molto complesso di valori, di asset e di comportamenti. In grande sintesi per l’ESG è prima di tutto fondamentale trasformare prodotti e processi in modo da raggiungere i migliori obiettivi possibili in termini di sostenibilità, in secondo luogo è fondamentale (e questa è una delle basi dell’ESG) misurare in modo oggettivo i risultati sulla base di standard condivisi. In terzo luogo è importante comunicare in modo adeguato questi risultati, rappresentare a cittadini, consumatori e stakeholder la propria capacità di essere sostenibili e la propria affidabilità nel raggiungere determinati risultati.

Ed è proprio su questo aspetto, che può incidere in modo diretto sui risultati di business di un’azienda, che si concentra l’analisi avviata da Reputation Science, azienda specializzata nell’analisi e gestione della reputazione con l’ESG Perception Index, ovvero con uno strumento di analisi e una classifica che permette di misurare la percezione di sostenibilità delle aziende.

Decisioni di acquisto e di investimento basate sulla sostenibilità di un brand

Oggi più che mai sulla percezione di un brand e sul suo valore in termini di sostenibilità si assumono decisioni di acquisto da parte di consumatori, di affidabilità e fiducia da parte dei cittadini o di investimento da parte di investitori. Se non è più possibile slegare la reputazione di un brand dai temi della sostenibilità su prodotti e processi di produzione ecco che diventa particolarmente importante la fase di comunicazione di questi risultati e di questi valori, in modo da garantire la massima affidabilità possibile, ovvero senza trascurare asset che magari nel passato non erano presi in considerazione ma anche senza sbavature o eccessive enfasi per non correre il rischio di sconfinare nei territori del greenwashing.

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L’ESG Perception Index parte dall’analisi delle maggiori aziende sul mercato italiano (capitalizzate a Piazza Affari, classifica Mediobanca, classifica Interbrand) e “mette in file” 200 realtà che il mercato percepisce come più sostenibili sul web.

Energia, Automotive e Finance sono i tre settori che stanno raccontando meglio il loro approccio e la loro focalizzazione sulla sostenibilità. Le aziende di questi tre comparti esprimono il livello più elevato di percezione e occupano addirittura l’85% delle prime 20 posizioni.

94.68 è lo score di Enel che guida la classifica anche in ragione di un piano d’azione a 360° che comprende sia i temi della produzione delle energie pulite, sia partnership strategiche per la mobilità elettrica e sia investimenti strutturali per favorire l’utilizzo e l’adozione di energie “pulite”. (da leggere: Innovazione e sostenibilità: Enel le unisce nell’Innovability e fa scuola in tutto il mondo)

84.74 è invece lo score del secondo classificato che rientra a sua volta nella categoria del settore energetico. Si tratta di ENI che conta su una serie di operazioni e iniziative finalizzare ad aumentare la capacità di produzione di energie prodotte da fonti rinnovabili e a operazioni che hanno lo scopo di sostenere anche finanziariamente questa trasformazione il tutto in un percorso verso la neutralità carbonica certamente molto sfidante per una società energetica. (da leggere: Eni promuove Open-es per la sostenibilità)

69.96: questo è lo score del terzo classificato che rientra nell’ambito del settore finance, vale a dire Cassa Depositi e Prestiti,(CDP) realtà attivissima in una serie di operazioni che stanno permettendo di finanziaria sia il mondo della produzione di energie rinnovabili sia la trasformazione di interi settori, come quello della mobilità, verso la diffusione di modelli di consumo basati sull’elettrico. (da leggere: Cleantech: nasce ZERO l’acceleratore di Startup e PMI innovative)

E di mobilità si tratta per lo score pari a 69.31 di Stellantis per la svolta verso la produzione di auto elettriche ma anche per iniziative e campagne sociali come quella relativa alla campagna di vaccinazione contro il Covid-19.

A Stellantis in rappresentanza dell’automotive seguono una serie di brand del settore energia e utility con Terna che arriva a uno score di 68.22, con A2A con 59.06 impegnata sia nella trasformazione digitale sia nell’efficientamento energetico, con Acea (59.98) a sua volta impegnata nella diffusione di fonti rinnovabili e con Edison (58.68), che conta tra i suoi punti il tema della produzione di idrogeno verde. Il ciclo delle imprese Energy si interrompe con una realtà banking – finance come Intesa Sanpaolo (58.51) e con il mondo telco rappresentato da Tim attiva in iniziative di diffusione di energia green con imprese del mondo energy come Erg e A2A.

Il metodo seguito da Reputation Science si basa su un modello di analisi che misura la vicinanza” di ciascun marchio agli obiettivi definiti nei 17 SDGs dell’ONU e crea un indicatore con valori da zero a cento su ciascuna voce costruito su parametri qualitativi, quantitativi e strutturali. Tra i fattori presi in considerazione da Reputation Science ci sta la quantità dei contenuti che mettono in relazione in brand con i temi della sostenibilità, l’impatto in termini di reputazione sul brand, il valore di una identità tra il marchio e il senso della sostenibilità oltre al racconto della propria visione ed esperienza di sostenibilità all’interno dei canali di comunicazione gestiti dall’azienda stessa come il sito web e i profili social. In questo edizione della ricerca che copre il periodo che va da gennaio a giugno 2021 sono stati analizzati 1,2 milioni di contenuti online.

La ricerca completa è disponibile QUI

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