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Incendi boschivi, dai satelliti un aiuto in tempo reale



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Il laboratorio EOSIAL della Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza ha sviluppato un sistema satellitare per individuare e monitorare gli incendi in Italia. L’algoritmo SFIDE e il nuovo EOSIAL Viewer permettono di seguire focolai, evoluzione e intensità degli eventi quasi in tempo reale

Pubblicato il 28 ago 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



Incendi boschivi
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Punti chiave

  • Estate 2026: secondo ISPRA oltre 1.070 grandi incendi e circa 741 chilometri quadrati bruciati; Sicilia, Calabria e Puglia concentrano il 73% della superficie colpita.
  • Caldo, scarsità di precipitazioni e vegetazione secca aumentano il rischio; servono prevenzione, manutenzione territoriale, sistemi di allerta e monitoraggio via satelliti.
  • La Sapienza (EOSIAL) ha sviluppato l’algoritmo SFIDE e il visualizzatore EOSIAL Viewer, aggiornato ogni 30 minuti con dati ricevuti via EUMETCast.
Riassunto generato con AI


Incendi boschivi in Italia, un’estate 2026 di emergenza

L’estate 2026 ha confermato purtroppo la forte esposizione dell’Italia agli incendi boschivi, con una serie di eventi particolarmente gravi durante il mese di luglio. Secondo i dati ISPRA aggiornati al 28 luglio, dall’inizio dell’anno i satelliti hanno rilevato sul territorio nazionale oltre 1.070 grandi incendi, per una superficie complessivamente percorsa dal fuoco di circa 741 chilometri quadrati.

Oltre 100 chilometri quadrati di ecosistemi forestali bruciati

L’impatto non riguarda soltanto l’estensione delle superfici interessate. Circa il 14% delle aree percorse dal fuoco era costituito da ecosistemi forestali, compresi 37 km² di boschi di latifoglie sempreverdi. Alle aree forestali, come rilevato da fonti ISPRA, si aggiungono 119 km² di superfici agricole, pari al 16% del totale, e soprattutto 451 km² di aree prative permanenti, che rappresentano il 61% del territorio complessivamente bruciato.

Sicilia, Calabria e Puglia le regioni più colpite

La distribuzione geografica conferma la particolare vulnerabilità del Mezzogiorno e delle Isole maggiori. Sicilia, Calabria e Puglia concentravano, alla data del monitoraggio ISPRA, circa il 73% della superficie nazionale percorsa dal fuoco.

La situazione più critica si registra in Sicilia, con circa 510 km² interessati dagli incendi, seguita dalla Calabria con 78 km² e dalla Puglia con 48 km². Particolarmente rilevanti gli eventi verificatisi nella provincia di Agrigento, dove diversi focolai hanno complessivamente interessato circa 67 km².

Caldo e vegetazione secca aumentano il pericolo

Le condizioni meteorologiche rappresentano un elemento determinante nella propagazione degli incendi. Temperature elevate, scarsità delle precipitazioni e progressiva perdita di umidità della vegetazione possono creare condizioni favorevoli alla diffusione delle fiamme. In Emilia-Romagna ad agosto la fase di preallarme è stata estesa proprio in presenza di caldo intenso e vegetazione molto secca.

Nella stessa regione, dall’inizio di luglio ai primi giorni di agosto sono stati registrati oltre 220 incendi e circa 220 ettari di territorio bruciato, con numerosi incendi di interfaccia, particolarmente pericolosi perché possono raggiungere abitazioni, attività produttive, infrastrutture e viabilità.

Incendi boschivi: prevenzione e monitoraggio diventano strategici

La stagione antincendio 2026 ha portato anche al rafforzamento delle attività di prevenzione. La campagna nazionale antincendio boschivo, iniziata il 15 giugno e prevista fino al 15 ottobre, punta sul coordinamento tra istituzioni nazionali, Regioni, enti territoriali e strutture operative.

Un ruolo crescente è svolto anche dalle tecnologie satellitari. Il sistema di monitoraggio ISPRA integra le osservazioni dei satelliti Copernicus Sentinel-2 con i dati dell’European Forest Fire Information System (EFFIS), permettendo di individuare le superfici percorse dal fuoco e valutarne gli effetti sugli ecosistemi.

I dati dell’estate 2026 mostrano quindi come la gestione degli incendi non possa essere affidata soltanto alla capacità di intervento durante l’emergenza. In un contesto caratterizzato da temperature elevate, periodi siccitosi e maggiore vulnerabilità della vegetazione, diventano sempre più importanti prevenzione, manutenzione del territorio, sistemi di allerta e monitoraggio satellitare.

Proteggere le foreste significa infatti tutelare non soltanto biodiversità e patrimonio naturale, ma anche la capacità degli ecosistemi di assorbire carbonio, proteggere il suolo, regolare il ciclo dell’acqua e contribuire alla resilienza climatica dei territori.

Il satellite contro gli incendi boschivi

La tecnologia satellitare entra sempre più direttamente nella prevenzione e nel monitoraggio degli incendi boschivi. In questo ambito si colloca il lavoro del laboratorio EOSIAL della Scuola di Ingegneria Aerospaziale (SIA) della Sapienza Università di Roma che ha sviluppato uno strumento progettato per individuare i focolai attivi sul territorio italiano e seguirne l’evoluzione attraverso immagini satellitari aggiornate con elevata frequenza.

Il progetto nasce dalle attività di ricerca di EOSIAL – Earth Observation and Satellite Image Applications Laboratory, laboratorio impegnato nello sviluppo di metodologie e strumenti di osservazione della Terra da satellite applicati alla gestione del territorio e alla prevenzione dei rischi ambientali.

L’obiettivo è mettere le tecnologie di Earth Observation al servizio della tutela degli ecosistemi, del patrimonio naturale e delle comunità, offrendo informazioni che possano contribuire a una conoscenza più tempestiva dell’evoluzione degli incendi.

SFIDE, l’algoritmo che individua gli incendi dai satelliti

Al centro del sistema sviluppato dal laboratorio c’è SFIDE, un algoritmo innovativo applicato alle immagini satellitari che permette di individuare gli incendi sul territorio nazionale in tempo quasi reale.

La frequenza di aggiornamento può essere di 5, 10 o 15 minuti, in funzione del satellite utilizzato. La disponibilità di osservazioni così ravvicinate consente non soltanto di identificare la presenza di un focolaio, ma anche di seguirne l’evoluzione. L’algoritmo permette infatti di individuare le aree interessate dagli incendi, monitorarne la possibile estensione e contribuire alla valutazione della gravità dei danni successivi all’evento.

La stessa tecnologia presenta inoltre applicazioni che vanno oltre gli incendi boschivi. Secondo quanto indicato dalla Scuola di Ingegneria Aerospaziale, SFIDE può essere utilizzato anche per monitorare l’attività vulcanica e le emissioni industriali più intense.

EOSIAL Viewer porta i dati satellitari su una mappa

Per rendere facilmente fruibili le informazioni generate dall’algoritmo, il team di ricerca ha realizzato EOSIAL Viewer, un prototipo di visualizzatore geografico accessibile via web. Lo strumento mostra su una mappa i focolai attivi individuati da SFIDE, permettendo di osservare geograficamente la distribuzione degli eventi rilevati.

La funzione non si limita però alla localizzazione. L’utente può selezionare direttamente un’area sulla mappa e visualizzare l’evoluzione dell’incendio nel tempo, ottenendo così informazioni utili per comprenderne dinamica ed estensione.

EOSIAL Viewer consente inoltre di analizzare graficamente l’andamento temporale della potenza radiativa stimata, offrendo un ulteriore indicatore per osservare l’intensità dell’evento.

Un aggiornamento dei dati ogni 30 minuti

La tempestività dell’informazione rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. Il visualizzatore viene aggiornato ogni 30 minuti utilizzando i dati ricevuti in tempo reale attraverso la stazione EUMETCast Europe presente nel laboratorio EOSIAL.

Il sistema combina quindi acquisizione dei dati satellitari, elaborazione attraverso l’algoritmo SFIDE e rappresentazione geografica delle informazioni attraverso il viewer. L’obiettivo è ridurre la distanza temporale tra l’osservazione satellitare di un fenomeno e la disponibilità di un’informazione utilizzabile per monitorarlo.

Earth Observation per la prevenzione dei rischi ambientali

Il progetto mostra il ruolo crescente dell’osservazione satellitare della Terra nella gestione dei rischi ambientali. Gli incendi rappresentano infatti fenomeni caratterizzati da una forte componente territoriale e da un’evoluzione potenzialmente molto rapida. Disporre di immagini aggiornate frequentemente permette di osservare aree molto estese e di seguire l’evoluzione degli eventi senza dipendere esclusivamente dalle rilevazioni effettuate sul territorio.

Il contributo della tecnologia satellitare assume particolare rilevanza durante la stagione estiva, quando l’aumento del numero e della diffusione degli incendi può rendere più complessa l’attività di monitoraggio.

Con EOSIAL Viewer la Scuola punta a contribuire concretamente alla prevenzione e al controllo attraverso strumenti innovativi capaci di supportare il monitoraggio del territorio e favorire interventi più tempestivi ed efficaci.

Dai dati satellitari alla conoscenza del territorio

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è proprio il passaggio dal dato grezzo all’informazione utilizzabile. Il satellite produce infatti una grande quantità di osservazioni che devono essere elaborate e interpretate prima di poter diventare strumenti di conoscenza. L’algoritmo SFIDE svolge questa funzione identificando nelle immagini gli elementi riconducibili agli incendi, mentre EOSIAL Viewer traduce i risultati dell’elaborazione in una rappresentazione geografica facilmente consultabile.

Si crea così una catena che parte dall’osservazione satellitare, passa attraverso l’elaborazione algoritmica e arriva alla visualizzazione dell’evento su una mappa.

La possibilità di confrontare le osservazioni successive consente inoltre di seguire la trasformazione del fenomeno nel tempo, elemento particolarmente importante quando si devono monitorare incendi in rapida evoluzione.

Un progetto che nasce dalla ricerca aerospaziale italiana

EOSIAL Viewer si inserisce nelle attività della Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza Università di Roma, istituzione fondata nel 1926 e dedicata alla formazione universitaria di terzo livello e allo sviluppo delle tecnologie aeronautiche e spaziali. La Scuola ha avuto un ruolo significativo nella storia dell’attività spaziale italiana. Dal 2000, con il programma Unisat, la SIA ha sviluppato un’attività pionieristica in Europa nella progettazione e nel lancio di microsatelliti universitari.

I satelliti vengono progettati e costruiti coinvolgendo direttamente gli studenti, secondo un modello formativo fortemente orientato alle attività pratiche e di laboratorio. Nell’arco di 26 anni il programma ha portato 10 satelliti in orbita. Nel 2026 la Scuola celebra il proprio centenario con iniziative rivolte al mondo accademico, alle istituzioni, all’industria e al pubblico.

I satelliti come infrastruttura per la resilienza ambientale

Il progetto EOSIAL evidenzia come le tecnologie sviluppate nell’ambito della ricerca aerospaziale possano trovare applicazioni concrete nella protezione del territorio e nella gestione dei rischi climatici e ambientali.

L’osservazione della Terra consente infatti di raccogliere informazioni su fenomeni che possono interessare territori molto estesi, mentre algoritmi e strumenti digitali permettono di trasformare le immagini in indicatori più facilmente utilizzabili.

Nel caso degli incendi boschivi, la possibilità di individuare rapidamente i focolai, seguirne l’evoluzione e analizzarne l’intensità può contribuire a costruire sistemi di monitoraggio sempre più tempestivi. La combinazione tra satelliti, algoritmi di analisi e piattaforme geografiche digitali rappresenta così uno degli strumenti attraverso cui ricerca e innovazione possono contribuire alla resilienza dei territori.

EOSIAL Viewer traduce questa impostazione in uno strumento concreto e accessibile online: una mappa attraverso cui trasformare l’osservazione dallo spazio in informazioni utili per comprendere ciò che sta accadendo a terra.

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