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Enti del Terzo settore (ETS): cosa sono, requisiti e RUNTS



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Gli Enti del Terzo settore (ETS) sono organizzazioni non profit che perseguono finalità di utilità sociale secondo il Codice del Terzo settore, con riconoscimento legato all’iscrizione al RUNTS. Questa guida spiega chi può essere ETS, quali requisiti servono, cosa cambia in termini di governance, trasparenza e rendicontazione

Aggiornato il 4 mar 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



ETS terzo settore significato
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Punti chiave

  • Definizione: ETS come status del Terzo settore indica soggetti privati non profit con finalità civiche e sociali; non va confuso con il sistema di scambio EU ETS.
  • Tipologie e ruolo: ODV, APS e imprese sociali hanno governance e attività diverse, sono attori chiave d’impatto sociale e partner per imprese e PA nell’ambito ESG.
  • Requisiti e registro: lo status richiede statuto coerente, assenza di scopo di lucro, governance definita, trasparenza e rendicontazione; l’iscrizione al RUNTS ne formalizza riconoscibilità, tracciabilità e obblighi documentali.
Riassunto generato con AI

ETS nel Terzo settore: definizione e perimetro

Nel contesto italiano, ETS indica gli Enti del Terzo settore: soggetti privati non profit che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, operando secondo regole specifiche. La differenza cruciale, per non creare confusione con l’EU ETS, è che qui non esiste alcun “mercato di quote”: ETS è una qualifica giuridica, non un sistema di scambio.

ETS come “status”: il vero significato di Ente del Terzo settore

In ottica ESG, gli ETS sono importanti perché rappresentano diverse tipologie di realtà:

  • attori chiave dell’impatto sociale e territoriale,
  • partner frequenti di imprese e PA (progetti, welfare, comunità),
  • destinatari e protagonisti di iniziative di sostenibilità “S” e “E” (inclusione, rigenerazione, educazione, povertà energetica).

Se cerchi ETS come sistema CO₂ vai alla guida EU ETS

Se vuoi conoscere in dettaglio la differenza tra ETS come Enti del Terzo Settore e EU ETS come Emissions Trading System vai alla guida completa per conoscere EU Emissions Trading System e Enti del Terzo settore

Quali imprese possono diventare ETS: tipologie più comuni e differenze pratiche

ODV, APS, imprese sociali: come orientarsi tra le forme più cercate

ETS terzo settore comprende una ricca serie di tipologie di realtà, le più frequenti includono:

  • ODV (organizzazioni di volontariato): tipicamente centrali per attività basate su volontari e finalità solidaristiche.
  • APS (associazioni di promozione sociale): spesso legate a comunità, cultura, sport sociale, promozione.
  • Imprese sociali: realtà che svolgono attività d’impresa con vincoli e finalità sociali, incluse forme cooperative.

Le differenze più importanti, a livello gestionale, riguardano

  • governance e organi sociali,
  • modalità operative (volontari, soci, lavoratori),
  • rendicontazione e trasparenza,
  • capacità di attrarre fondi e partnership.

Quali sono i requisiti per diventare ETS: statuto, finalità e regole?

Come si deve comporre una checklist completa di adempimenti che permetta di evitare errori? Cosa deve essere chiaro nello statuto e nei processi?

Il passaggio a ETS non è solo “burocrazia”: richiede coerenza tra missione, attività e regole interne pertanto è necessario specificare molto bene

  • finalità esplicite (civiche/solidaristiche/utilità sociale),
  • assenza di scopo di lucro in senso sostanziale e vincoli sulla destinazione degli avanzi,
  • attività coerenti (interesse generale e, se presenti, attività diverse in modo compatibile),
  • governance definita (organi, convocazioni, quorum, responsabilità),
  • procedure minime di trasparenza e tracciabilità delle decisioni.

Attenzione a non commettere l’errore di usare “ETS” come etichetta reputazionale senza aver allineato statuto e adempimenti. Lo status si costruisce con regole, governance e accountability.

RUNTS: cos’è, a cosa serve e cosa cambia dopo l’iscrizione?

Adempimenti RUNTS: perchè garantisce trasparenza, rendicontazione e “leggibilità” verso donatori e stakeholder

Il RUNTS è il registro di riferimento per gli Enti del Terzo Settore: nella pratica è lo strumento che rende l’ente:

  • riconoscibile come ETS,
  • tracciabile per stakeholder e istituzioni,
  • più “leggibile” per partnership e fundraising.

Dopo l’iscrizione al RUNTS le realtà sono chiamate ad alzare il livello di attenzione verso tre grandi temi:

  1. Disciplina organizzativa: maggiore formalizzazione di ruoli e processi.
  2. Rendicontazione: richieste documentali e informative coerenti con la natura ETS.
  3. Trasparenza: pubblicazione/deposito di informazioni e documenti secondo le regole previste.

Quali sono le domande fondamentali per gli ETS Terzo settore e quali sono i consigli per le aziende che collaborano con gli ETS

Essere associazione significa essere ETS?
No. “Non profit” e “ETS” non coincidono automaticamente: ETS è uno status con requisiti e riconoscimento (spesso legato all’iscrizione RUNTS).

Perché un’azienda che intende migliorare il rating ESG dovrebbe collaborare con una realtà ETS?
Perché gli ETS sono partner naturali per progetti con impatto sociale misurabile: inclusione, comunità, educazione, welfare, rigenerazione urbana, competenze.

Una serie di esempi concreti di ETS Enti del Terzo settore del territorio milanese

Per conoscere dal di dentro il mondo del Terzo settore ESG360 ha partecipato attivamente alla realizzazione di Impact Bridges, un progetto di Atacama, il valore dell’impresa sociale, per costruire un ponte verso inclusione e sostenibilità attraverso la conoscenza, dal di dentro e dal “vivo” degli ETS di Milano.

la prima puntata di Impact Bridges è stata dedicata a RECUP, l’Associazione di Promozione Sociale attiva contro lo spreco alimentare,

la seconda puntata ha affrontato i temi della formazione scientifica in paesi in via di sviluppo con SeedScience: seminare scienza

la terza puntata ha portato l’attenzione sui progetti, sulle azioni e sui progetti educativi, culturali e di supporto psicologico per i detenuti di Liberi Dentro.

la quarta puntata è stata realizzata nelle aule e nei laboratori di Tech7 per mostrare le attività di formazione al digitale e il lavoro di integrazione dei ragazzi del quartiere San Siro di Milano

la quinta puntata ha permesso di vedere da vicino, nei laboratori e nei magazzini di RigeneraMI come ci si attiva per il recupero e la rigenerazione di vecchi pc e dispositivi elettronici e come ci si organizza per contrastare il digital divide e promuovere la sostenibilità

la sesta puntata è stata dedicata a Eufemia Emporio e Bistrot, e in questo caso Impact Bridges è arrivata nel cuore di Affori a Milano per passare una giornata nella Cooperativa sociale e nello spazio polifunzionale dedicati agli obiettivi dell’agro-ecologica e dell’inclusione lavorativa per persone svantaggiate

la settima puntata si è calata nella dimensione sociale di ZeroPerCento cooperativa con sede a Milano Certosa che supporta persone con disabilità psichica e cognitiva con un metodo basato sul lavoro di qualità che si traduce sul mercato nell’offerta di servizi di catering, di logistica e di welfare aziendale per il mondo corporate.

l’ottava puntata ha permesso di portare l’attenzione sulle attività del Centro Diurno Azimuth, Comunità Nuova per vedere da vicino quanto è importante “prendersi cura” con fiducia e trasparenza delle persone che affrontano situazioni di fragilità.

Articolo aggiornato il 4 marzo 2026



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