DECARBONIZZAZIONE

Infrastrutture Net Zero: è il momento di un approccio multigenerazionale



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Lo studio “Powered for Change 2025” di Accenture mostra come accelerare la decarbonizzazione industriale passando da progetti “su misura” a un approccio multigenerazionale ripetibile permette di ridurre i costi fino al 50%. Il ruolo chiave dell’AI e delle 4 leve strategiche per le infrastrutture net-zero del futuro

Pubblicato il 4 feb 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



infrastrutture net zero

La doppia sfida di accelerare i percorsi di decarbonizzazione industriale e di aumentare i livelli di competitività che si possono ottenere grazie alla integrazione della sostenibilità nei processi industriali impone di affrontare la trasformazione sostenibile e la trasformazione industriale con un nuovo approccio. Una evoluzione che l’Intelligenza artificiale sta rendendo possibile e che permette di portare l’attenzione in modo particolare sulle modalità con cui sono concepite e realizzate le infrastrutture Net Zero critiche che abilitano un vero sviluppo sostenibile.

Le infrastrutture Net Zero e la decarbonizzazione industriale nell’Era dell’Intelligenza artificiale generativa

Una visione delle prospettive su come dovranno evolvere le infrastrutture Net Zero a vantaggio della competitività arriva dallo studio “Powered for Change 2025. La decarbonizzazione industriale nell’era della IA generativa” condotto da Accenture. Una analisi che dimostra come il presupposto per accelerare realmente la transizione energetica e la decarbonizzazione non sia solo da ricercare nell’adozione di tecnologie innovative o clean tech, ma nella capacità di affrontare queste sfide con nuovo approccio progettuale.

Il Net Zero del futuro ha bisogno di un modello multigenerazionale

L’analisi alla base di questo report ha visto il coinvolgimento di oltre 200 aziende in tutto il mondo, e ha messo in evidenza che, per il raggiungimento degli obiettivi internazionali di decarbonizzazione, è necessario superare le logiche dell’attuale approccio frammentato per adottare un modello “multigenerazionale” basato sulla ripetibilità e l’interconnessione.

Multigenerazionale: un approccio per passare da progetti Net Zero isolati alla serialità

Per comprendere al meglio il senso della proposta che arriva dal report Accenture occorre osservare su quali tipologie di infrastrutture si “appoggiano” gli attuali progetti e processi di decarbonizzazione industriale. La realtà oggi è costituita da una larga maggioranza di impianti per energie rinnovabili, per la produzione di energia nucleare o di idrogeno verde, così come di strutture per CCUS carbon capture utilization e storage o di reti di distribuzione che sono state concepite e sono gestite in modo isolato.

Il limite, i rischi e i costi di progetti gestiti con logiche “One-Off”

Lo studio mostra che una quota elevatissima vicina al 90% dei progetti in conto capitale risulta pianificata e realizzata attraverso impegni che si configurano nella forma di uno “sforzo isolato” (ovvero con una logica one-off), con complessità tecniche e costi elevati. Un altro dato che testimonia della debolezza di questo modello riguarda il fatto che il 75% dei piani attuali dell’industria pesante è ad esempio focalizzato su risultati a breve termine, un atteggiamento gestionale che aumenta a sua volta i rischi e i costi operativi.

Cosa significa adottare una visione e un approccio multigenerazionale?

I limiti dell’approccio attuale pesano in modo sempre più rilevante sulla capacità delle imprese di trasformare in competitività gli investimenti in decarbonizzazione. Il report Accenture sostiene appunto la necessità di adottare un approccio multigenerazionale che permetta sostanzialmente di superare “l’isolamento” delle singole progettualità per connettere tecnicamente, finanziariamente e strategicamente più progetti tra loro.

Il presupposto delle infrastrutture Net Zero del futuro? Portare il miglioramento continuo nell’economia delle infrastrutture per la decarbonizzazione

Oltre alle evidenze emerse nel report la proposta multigenerazionale conta sulla considerazione che l’economia delle infrastrutture per la decarbonizzazione non dovrebbero più essere affrontate con l’idea di “reinventare la ruota” ad ogni nuovo progetto, ma di standardizzare tecnologie e processi utilizzati per progettualità consolidate migliorandoli a ogni implementazione successiva.

Si tratta di applicare un approccio basato su una mentalità di apprendimento continuo che sia attento a considerare l’evoluzione delle infrastrutture su un orizzonte di 10, 20 o 30 anni.

I benefici di un approccio Net Zero multigenerazionale: riduzione dei costi fino al 50%

Il vantaggio principale collegato alla capacità di progettare e realizzare infrastrutture Net Zero in chiave multigenerazionale è rappresentato da una consistente riduzione della spesa proprio per la possibilità di ottimizzare le risorse grazie alla standardizzazione.

Infrastrutture Net Zero in chiave multigenerazionale: l’esempio della cantieristica navale

Un esempio particolarmente significativo riportato nel report è rappresentato dalla cantieristica navale. Nel momento in cui si passa da un approccio alla costruzione di navi “su misura” allo sviluppo di progetti modulari e flessibili, i grandi cantieri hanno ottimizzato l’efficienza su larga scala. Il risultato è decisamente significativo: produrre la quinta nave di una serie può arrivare a costare anche il 50% in meno rispetto alla prima.

Cosa suggerisce l’analisi della “Reverse S-curve”

L’analisi di Accenture invita poi a considerare tutti i vantaggi che derivano dall’applicazione pratica del concetto di “reverse S-curve”. A differenza della S-curve classica o standard con la quale si rappresenta l’evoluzione tipica legata all’adozione tecnologica, la reverse S-curve implica un “rovesciamento” che mostra l’andamento dinamico dei costi unitari che risultano elevati nella prima generazione, ma monetizzano i vantaggi di una significativa riduzione nel momento in cui si supera la massa critica, grazie ai vantaggi della standardizzazione, del learning by doing e delle economie di scala.

Il caso dell’idrogeno verde

Un esempio efficace dei vantaggi che l’approccio multigenerazionale è in grado di portare alle infrastrutture Net Zero è rappresentato dall’idrogeno verde. Nella produzione di Green hydrogen, se si supera l’approccio basato sul modello project-by-project e si adotta un approccio multigenerazionale, si ha la possibilità di raggiungere un vantaggio di costo del 35% nell’orizzonte 2035. In questo modo, come indica il report Accenture, si potrebbe arrivare alla parità di costo con i combustibili fossili con dieci anni di anticipo rispetto ai modelli tradizionali.

Accelerare la decarbonizzazione: le 4 leve strategiche per le infrastrutture Net Zero

Per ottenere i vantaggi dell’approccio multigenerazionale è necessario agire su diversi fattori. Nello specifico il report Accenture indica quattro grandi leve sulle quali le aziende devono agire.

Il ruolo fondamentale di supply chain resilienti e standardizzate

Per poter contare su infrastrutture Net Zero in grado di accelerare i processi di decarbonizzazione è necessario agire a livello di catene di fornitura che devono essere irrobustite il meglio possibile per evitare interruzioni e picchi di costo. La realtà però consegna uno scenario nel quale solo il 50% delle aziende ha visibilità sui propri fornitori di primo livello. Le azioni necessarie per agire includono la costruzione di supply chain di lunga durata e la capacità di attuare processi di standardizzazione e modularizzazione.

Il valore del coinvolgimento delle comunità locali

Una leva di fondamentale importanza è rappresentata dalla capacità delle imprese di agire a livello di coinvolgimento delle comunità locali. Dal report emerge che il 52% dei manager prevede che la mancanza di coinvolgimento degli stakeholder avrà un impatto negativo sui progetti entro il 2028. Per questo è necessario stabilire un clima di trasparenza, agire per semplificare i processi approvativi e per garantire che le comunità locali percepiscano benefici reali, come nuovi posti di lavoro e infrastrutture migliorate.

Reinventare la forza lavoro e investire sulle competenze

Una gestione della transizione energetica che si ponga come obiettivo di migliorare la competitività delle imprese grazie anche alla decarbonizzazione, richiede nuove strutture decisionali e nuove competenze (green skill). Molte aziende gestiscono questi processi con modelli tradizionali “alto-basso” che rallentano l’innovazione. Per questo risulta più efficace codificare e condividere le conoscenze tra i vari progetti, promuovendo la formazione interattiva e decentralizzando i processi decisionali per favorire la collaborazione.

Digitalizzazione e Intelligenza Artificiale

A fronte di una situazione caratterizzata da progetti di decarbonizzazione penalizzati da sistemi digitali obsoleti e frammentati appare sempre più opportuno approfittare delle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.

Nel caso, ad esempio, dell’industria pesante il report sottolinea come ci siano tre grandi tipologie di blocchi legati alla digitalizzazione.  Il tema principale, anche in questo caso, fa riferimento a una scarsa integrazione, ovvero all’utilizzo di strumenti digitali “isolati”, concepiti e utilizzati a beneficio di un singolo progetto e dunque penalizzati in termini di possibilità di riutilizzo. La carenza di informazioni e dati in tempo reale, con la necessità di fare riferimento a processi gestiti ancora in modo manuale o con procedure off line è un altro punto debole. Il terzo “freno” è rappresentato poi dalla necessità di confrontarsi e gestire implementazioni digitali obsolete.

L’intelligenza artificiale può essere particolarmente utile per affrontare in modo coordinato questi blocchi facendo leva, anche in questo caso su tre assi.

  • l’AI permette di agire in modo più efficace in termini di integrazione dei dati;
  • consente di dare vita a ecosistemi collaborativi anche con orizzonti “end to end”
  • e permette di aumentare la comprensione di normative ESG per semplificare e velocizzare, ad esempio, i processi autorizzativi.

Infrastrutture Net Zero, progetti di decarbonizzazione e competitività: il ruolo di Accenture

Fausto Torri, responsabile area Energy & Utility di Accenture ha sottolineato come “Nella nostra visione per realizzare nuove infrastrutture bisogna passare dal trattare ogni singolo progetto come uno ‘sforzo isolato’ (logica one-off), ad un approccio multigenerazionale che connette fra loro tecnicamente, finanziariamente e strategicamente più progetti, in modo che ognuno sia costruito su quello precedente. Lo studio Powered for Change mostra come “reinventare” in modo coraggioso gli aspetti economici della decarbonizzazione e come le aziende possano ridurre drasticamente le proprie spese attraverso la ripetizione dei progetti. È fondamentale l’utilizzo dell’AI, che può amplificare di molto questi effetti e garantire ritorni esponenziali”.

Operativamente Accenture è organizzata per agire sulla base di un approccio ai percorsi di decarbonizzazione basato sull’integrazione e sulla capacità di intervenire su sette aree chiave: la strategia “zero emissioni”, con l’allineamento agli obiettivi aziendali e normativi; la trasformazione delle infrastrutture: dove rientrano gli obiettivi di efficienza energetica e le soluzioni connesse; gli impianti e le attività operative con l’ottimizzazione dei processi tramite tecnologie avanzate; il trasporto sostenibile con gli aspetti legati alla riduzione della carbon footprint della logistica; l’innovazione nei prodotti e nei mercati con il lancio di soluzioni ecocompatibili; le strategie nella finanza sostenibile per lo sviluppo di investimenti responsabili orientati allo sviluppo sostenibile; e infine nel controllo delle emissioni con il monitoraggio e la rendicontazione per un miglioramento continuo.

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