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Il futuro dell’energia è digitale: Cisco guida la transizione verde

Con focus sulla digitalizzazione delle infrastrutture energetiche e sulle misure di cybersecurity necessarie per accelerare la transizione sostenibile, Cisco indirizza la corsa verso un futuro rigenerativo in Europa

Pubblicato il 13 Ott 2023

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In un’era in cui gli effetti e le conseguenze del cambiamento climatico stanno diventando sempre più gravi ed evidenti, la richiesta rivolta alle aziende di dare priorità alla sostenibilità non è mai stata così urgente. Una delle preoccupazioni più immediate riguarda il rispetto dei mandati e degli impegni che attengono alla riduzione del consumo energetico e al miglioramento dell’efficienza energetica. Ed è proprio qui che entra in gioco l’innovazione tecnologica e digitale. 

L’importanza di dare vita a un sistema di rete sicuro, intelligente e digitalmente avanzato

Cisco ha adottato una strategia che fa perno sul concetto di rigenerazione, un approccio olistico che cerca di guarire e coltivare tanto l’ambiente quanto la società. Al contempo, collabora strettamente con diverse utility energetiche, consentendo di sfruttare tutto il potenziale delle tecnologie digitali e delle soluzioni di connettività per realizzare la transizione verso fonti di energia pulita. 

Nel tragitto che ci avvicina all’utilizzo sempre più massiccio di rinnovabili, il raggiungimento di un futuro climatico sostenibile che possa soddisfare le esigenze energetiche dell’Europa dipende dallo sviluppo di un sistema di rete sicuro, intelligente e digitalmente avanzato. In questo senso, la collaborazione con aziende leader del settore energetico, sta dando vita a una smart grid innovativa che contribuirà significativamente a questa evoluzione. 

Il ruolo della digitalizzazione per il futuro energetico dell’Europa

Il consumo di energia in Europa è destinato a crescere del +60% tra oggi e il 2030. Senza investimenti immediati nelle tecnologie per le reti elettriche, il sistema energetico del continente non sarà in grado di affrontare in modo efficace la crescente domanda, di sfruttare appieno le fonti di energia rinnovabile e di sostenere la crescita economica. 

Di recente Cisco ha organizzato una tavola rotonda virtuale dedicata a questa tematica, in cui Mary de Wysocki, Chief Sustainability Officer di Cisco, e Angelo Fienga, Director of Sustainable Solutions di Cisco EMEA, hanno presentato il nuovo white paper intitolato “Digitalizing Europe’s energy system to power the green energy revolution” in cui si mette in luce l’urgente necessità di digitalizzare la rete energetica europea e il ruolo cruciale che la tecnologia può svolgere in questa trasformazione. 

Lo ha ribadito la stessa Commissione Europea nell’ottobre 2022 quando ha presentato l’EU Action Plan per la digitalizzazione del sistema energetico riconoscendo la potenzialità delle tecnologie nell’efficientamento dell’uso delle risorse, nell’integrazione delle fonti energetiche rinnovabili nella rete e nel risparmio sui costi sia per i consumatori che per le imprese. 

Un aspetto significativo del Piano d’Azione è l’invito rivolto agli Stati membri dell’UE a rafforzare le misure di sicurezza informatica che proteggono le entità critiche, inclusi data center, servizi idrici e infrastrutture energetiche. E Cisco è ben posizionata per fornire soluzioni in diverse aree prioritarie delineate dalla Commissione Europea in termini di infrastrutture energetiche digitali, misure di cybersecurity, innovazione digitale per l’energia.

Mary de Wysocki, Cisco SVP and Chief Sustainability Officer
Mary de Wysocki, Cisco SVP and Chief Sustainability Officer

The Plan for Possible, l’approccio rigenerativo di Cisco alla sostenibilità

Sono tre le priorità chiave attorno a cui ruota il piano di sostenibilità di Cisco ed è Mary de Wysocki, Cisco SVP and Chief Sustainability Officer a delineare i principali obiettivi da qui al 2040. 

Anzitutto, l’azienda punta ad accelerare l’adozione di energia pulita e le ambizioni globali di Net Zero. Un fattore cruciale in questa transizione è lo sviluppo di una smart sustainable power grid che deve essere moderna, digitale e resiliente per soddisfare appieno la domanda futura. 

Chiaramente i prodotti, le soluzioni e le partnership che Cisco ha instaurato negli anni possono svolgere un ruolo cruciale nel dare una spinta a questa transizione. L’impegno storico nella riduzione delle emissioni di gas serra e nell’utilizzo di energie rinnovabili è un passo concreto nella giusta direzione.  

Ma anche il percorso in sé, fatto di apprendimento e crescita, può essere estremamente prezioso. Aiutando clienti, partner e fornitori nel loro cammino verso l’adozione di energie green, Cisco mette a disposizione conoscenza e strumenti necessari per rendere questa transizione una realtà (A questo proposito si suggerisce anche la lettura del servizio Cisco: Green IT, IT for green e partnership per accelerare sulla sostenibilità n.d.r.).

Promuovere e gestire il passaggio da un modello economico lineare a uno circolare

In secondo luogo, Cisco prevede il passaggio da un modello economico lineare a uno circolare in cui l’attenzione è rivolta alla riduzione degli sprechi e al rispetto delle risorse finite. Questa trasformazione implica la progettazione di prodotti che possano essere facilmente rifabbricati, aggiornati e riciclati, il tutto riducendo al minimo l’impatto ambientale.  

L’obiettivo è creare un ciclo virtuoso in cui i prodotti non diventano rifiuti, ma si trasformano in risorse preziose per il futuro. “La trasformazione circolare non è solo un cambiamento nel modo in cui produciamo e consumiamo, ma è una visione di lungo termine che abbraccia la sostenibilità e la rigenerazione come obiettivi chiave” spiega de Wysocki. 

Terzo e ultimo pilastro riguarda la costruzione di un ecosistema resiliente, fondamentale di fronte al cambiamento climatico. Cisco riconosce l’interdipendenza tra società ed economia e si impegna ad investire in tecnologie che promuovano la resilienza al clima e l’adattabilità. 

Alla base di tutti questi sforzi c’è una governance forte: integrando la sostenibilità nel modo in cui opera, Cisco riesce a gestire i rischi con prudenza, rafforzare la fiducia, preservare l’integrità del marchio e ispirare azioni responsabili. 

Obiettivi verso un futuro a impatto zero

L’impegno di Cisco volto a raggiungere l’obiettivo, approvato dall’iniziativa Science Based Targets (SBTi), di zero emissioni nette in tutta la catena del valore entro il 2040 mira a ridurre le emissioni del 90%. Peraltro, la maggior parte delle emissioni di Cisco ricade nello Scope 3, quello delle emissioni indirette che derivano dai prodotti utilizzati dai clienti nei loro uffici e data center, nonché dai fornitori. 

Oltre agli obiettivi net-zero, Cisco sta lavorando attivamente sulla circolarità. Entro il 2025, tutti i nuovi prodotti e imballaggi incorporeranno principi di progettazione circolare, nell’ottica di ridurre gli sprechi e favorire la modularità. Oltre a ciò, significa impiegare materiali rinnovabili e riciclati nei prodotti, come dimostrato dall’impegno a utilizzare plastica riciclata. 

Perché puntare sull’innovazione e sulla digitalizzazione per la sostenibilità

Storicamente, Cisco ha consentito ai clienti di raggiungere i loro obiettivi aziendali in modo sicuro ed economicamente vantaggioso, spesso migliorando l’efficienza. Tuttavia, l’attenzione si è ora ampliata per includere il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità in termini di ottimizzazione del consumo di energia, diminuzione dei costi, raggiungimento di performance migliori, e minimizzazione della carbon footprint.  

Un esempio è l’innovativo processore Silicon One, che ottimizza le prestazioni dei carichi di lavoro di intelligenza artificiale e machine learning, aumentando l’efficienza energetica e riducendo al contempo i costi e la latenza della rete. Un altro esempio è rappresentato dall’approccio ai consumatori attraverso il concetto di Universal Power over Ethernet (UPOE) che consente di alimentare il lavoro ibrido con una tecnologia per edifici sostenibile e intelligente. 

Ciò si ricollega all’obiettivo più ampio di digitalizzare la rete energetica per aumentare l’efficienza e la resilienza. Collaborando con compagnie energetiche e fornitori di servizi pubblici, Cisco sta sfruttando il potenziale della doppia transizione (digitalizzazione e elettrificazione) per modernizzare, digitalizzare, proteggere e manutenere le infrastrutture necessarie per facilitare questa transizione energetica e quindi, aumentare l’efficienza energetica, migliorare la resilienza e favorire l’integrazione delle energie rinnovabili nella rete. 

Transizione energetica: dalla stabilità del passato all’imprevedibilità del futuro tra prosumer e rinnovabili

Sui motivi che hanno portato a queste esigenze getta luce Angelo Fienga, Director of Sustainable Solutions, Cisco EMEA il quale osserva che le reti elettriche, spesso considerate tra gli elementi infrastrutturali più critici, erano tradizionalmente progettate per la distribuzione centralizzata dell’energia. 

“Veniamo da un passato in cui le cose erano prevedibili, in cui c’era una rete di distribuzione relativamente rigida che collegava le centrali con milioni di consumatori residenziali e aziende stabili e prevedibili, uffici… Quindi, la rete non aveva bisogno di molta flessibilità perché si basava su un’offerta stabile di energia, ma di recente questo è cambiato notevolmente”. 

Ora bisogna adattarsi al panorama energetico dinamico e fluttuante guidato dalle energie rinnovabili. Abbiamo una nuova fonte di energia importantissima ma nello stesso tempo che non è “prevedibile”, come quella eolica e solare, che vogliamo integrare nella rete energetica e rendere disponibili per le persone” continua Fienga. 

Un altro fattore di cui tenere conto è che nel frattempo i consumatori hanno cambiato il come, il quando e il dove utilizzano l’energia, ad esempio per la ricarica dei veicoli elettrici.  

È più difficile prevedere quando e dove ci sarà una richiesta e stiamo parlando di quantità considerevoli di energia. Le persone stanno iniziando anche a produrre energia, quindi molti clienti hanno i propri pannelli solari con un sistema integrato per fornire energia alla rete. Possiamo chiamarli “prosumer” ora.   

Tutto questo rappresenta una sfida enorme, poiché è necessario mantenere una fornitura stabile nell’infrastruttura, nonostante le condizioni stiano cambiando sia alla fonte che a livello del consumatore. Sebbene il futuro possa essere difficile da prevedere, in questo caso abbiamo una chiara comprensione dei passaggi necessari per guidare il cambiamento. 

Angelo Fienga, Director of Sustainable Solutions, Cisco EMEA
Angelo Fienga, Director of Sustainable Solutions, Cisco EMEA

Digitalizzazione come chiave per una gestione intelligente e sicura dell’energia

“La digitalizzazione è la soluzione” dichiara Fienga, poiché significa avere la possibilità di una visibilità completa o una visibilità a livello di pacchetti IP sulla rete in qualsiasi punto della stessa. In questo modo è possibile capire come e quando è necessario fornire energia o come i clienti forniscono energia alla rete.  

È possibile utilizzare analisi predittive per anticipare l’uso e la manutenzione. La manutenzione preventiva è un altro aspetto estremamente rilevante. Inoltre, è possibile utilizzare la misurazione avanzata per ampliare le opportunità di business per le utility.  

Questo non significa necessariamente consumare meno energia, forse è una delle possibilità, ma consumare in modo più efficiente l’energia nella propria casa. Tutto ciò ovviamente crea alcune sfide, come la sicurezza informatica.  

Quindi, una volta che si ha la visibilità su ogni singolo stadio della rete, è importante che questa visibilità sia protetta e sicura. La rete energetica deve diventare intelligente anche dal punto di vista della cybersecurity. È necessario rendere le operazioni sicure e rispettare i requisiti normativi, che in Europa diventano sempre più stringenti in relazione a questo settore. 

Il riferimento è la direttiva sulla sicurezza delle informazioni di rete (NIS 2 o Network and Information System Security Directive) entrata ufficialmente in vigore il 16 gennaio 2023 e che dovrà essere incorporata nella legislazione nazionale dei paesi membri dell’UE non oltre il 17 ottobre 2024.  

La direttiva rivista estende gli obblighi di sicurezza a un uno spettro più ampio di stakeholder nel settore energetico, che comprende elettricità, petrolio, gas, teleriscaldamento e raffreddamento, idrogeno e i fornitori della catena di approvvigionamento associati.  

Le compagnie energetiche dovranno rafforzare le proprie capacità di sicurezza informatica in vari modi, tra cui: rispettare scadenze più rigorose per la segnalazione degli incidenti, mettendo potenzialmente a dura prova le capacità di risposta; nuove passività per i dirigenti aziendali; sanzioni più severe per la mancata conformità, con potenziali multe che arrivano fino al 2% del fatturato annuo globale. 

“Tutte queste sfide – osserva Fienga – richiedono che il settore dell’energia diventi “intelligente” e, di nuovo, ciò richiede una visualizzazione completa. Ma per farlo, occorre collaborare strettamente con i partner che è quello che fa Cisco”. 

Sostenibilità e partnership nel DNA di Cisco: costruire il futuro dell’energia insieme

Su questo punto, Fienga tiene a sottolineare “Abbiamo davvero la sostenibilità e la partnership nel nostro DNA. Vogliamo creare partnership durature con i nostri clienti co-sviluppando nuove soluzioni che possano portare benefici tanto ai partner quanto ai clienti finali. Uno dei nostri obiettivi è fornire la capacità di avere visibilità su ogni singolo stadio della rete”. 

Questo significa sviluppare hardware e software che soddisfino le esigenze della rete energetica e che digitalizzino le centrali e le sottostazioni, ma che possano anche collegare i sistemi di misurazione in modo sicuro per fornire la visibilità completa e i dati necessari per abilitare le analisi e un nuovo modello di business basato su analisi predittive. Tutto questo deve avvenire su larga scala 

Quando si ha a che fare con una utility energetica, si parla di milioni di linee e decine di migliaia di centrali e sottostazioni, e tutto ciò può avvenire solo grazie a partnership che consentono di sviluppare soluzioni che si adattano alle specificità della realtà. 

Tecnologie fondamentali per lo sviluppo di una rete energetica intelligente

L’Internet of Things gioca sicuramente un ruolo fondamentale. Un ottimo esempio è la piattaforma ElevenOS, che può essere posizionata strategicamente all’interno di stazioni e sottostazioni, fungendo di fatto da sistema nervoso centrale della rete energetica. Digitalizza le informazioni in tempo reale trasformandole in dati preziosi per il monitoraggio, la pianificazione e l’analisi aziendale della rete. L’utilizzo dell’IoT, in particolare con il protocollo IP, rappresenta una delle tecnologie chiave per la digitalizzazione di questo processo. 

La sicurezza è poi di fondamentale importanza. Proteggere i dati da usi impropri e potenziali danni alla rete energetica è fondamentale. Robuste misure di sicurezza sono essenziali per garantire l’integrità dei dati. 

Indispensabile è anche la tecnologia di collaborazione in termini di rafforzamento della cooperazione tra individui, clienti e all’interno delle organizzazioni. Questa tecnologia migliora la capacità di anticipare e risolvere in modo efficiente i problemi combinando perfettamente competenze umane e dati. 

L’analisi dei dati è un altro fattore fondamentale. L’abbondanza di dati generati dalle reti intelligenti apre possibilità per lo sviluppo di casi d’uso e scenari aziendali precedentemente irraggiungibili. Sfruttare l’analisi dei dati ci consente di sbloccare nuove potenzialità. 

Per quanto riguarda la complessità dell’implementazione, come per qualsiasi nuova tecnologia, sono necessarie fasi di comprensione, progettazione e pianificazione approfondite. Fortunatamente, abbiamo già completato gran parte di questo lavoro preparatorio e alcuni livelli ora raccolgono i benefici di queste funzionalità.  

Anche se non posso semplificarlo in un unico processo consolidato, in effetti rientra nell’ambito della fattibilità, in particolare se si considera il fattore scalabilità come un fattore determinante chiave. 

L’intelligenza artificiale al servizio della sostenibilità

Per quanto riguarda uno dei temi più chiacchierati del momento, Mary de Wysocki specifica che Cisco sta già integrando l’intelligenza artificiale in diversi aspetti delle sue operazioni. Ne è un esempio la cancellazione del rumore di fondo in Webex, l’applicazione di webinar e teleconferenza by Cisco. Inoltre, l’azienda è perfettamente consapevole della necessità di una progettazione responsabile e quindi, dell’importanza di utilizzare l’intelligenza artificiale generativa in modo rispettoso delle considerazioni etiche. 

Se si contempla la potenziale applicabilità alla sostenibilità e alla progettazione del prodotto, diventa evidente che l’intelligenza artificiale può fornire progetti sostenibili che potrebbero richiedere molto tempo per essere sviluppati dai singoli individui. Tuttavia, è importante tenere sotto controllo il consumo energetico e le sue implicazioni. 

Angelo Fienga ribadisce che l’impegno di Cisco è orientato ad applicare l’intelligenza artificiale in modo responsabile e ad apprendere continuamente in questo senso. Ciò implica garantire che l’intelligenza artificiale generativa sia addestrata in modo responsabile e imparziale.  

L’esempio di applicazione dell’intelligenza artificiale che porta Fienga è quello che riguarda il settore della sicurezza, per la prevenzione e l’analisi delle minacce e la salvaguardia dei dati. E man mano che i dataset si ampliano, i clienti possono sfruttare l’AI per analisi predittive che aiutano a manutenere la rete o dare vita a nuovi modelli di business basati su modelli comportamentali. 

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Claudia Costa

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