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UE: piano per una zootecnia più sostenibile e resiliente



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La nuova strategia UE per la zootecnia sostenibile della Commissione UE si pone l’obiettivo di rafforzare competitività, sostenibilità e resilienza del comparto. Al centro benessere animale, riduzione delle emissioni, autosufficienza proteica, innovazione e sostegno economico agli allevatori

Pubblicato il 29 lug 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



zootecnia sostenibile
Beefs standing in herd in barn. They are eating and looking at camera. Ordinary day at organic farm.
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Zootecnia sostenibile: cos’è e perché è decisiva per il futuro dell’agricoltura

La zootecnia sostenibile è un modello di allevamento che mira a conciliare la produzione di alimenti di origine animale con la tutela dell’ambiente, il benessere degli animali, la redditività delle aziende agricole e lo sviluppo delle comunità rurali. Non significa semplicemente ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti, ma ripensare l’intera filiera secondo i principi della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Dal punto di vista ambientale, la zootecnia sostenibile punta a diminuire le emissioni di gas serra, migliorare la gestione dei reflui, ridurre il consumo di acqua ed energia e valorizzare le risorse naturali attraverso pratiche di economia circolare. Sempre più allevamenti investono inoltre in energie rinnovabili, recupero dei sottoprodotti e produzione di biogas o biometano.

Un secondo elemento fondamentale riguarda il benessere animale. Gli allevamenti sostenibili adottano sistemi che garantiscono maggior spazio agli animali, condizioni di vita migliori, alimentazione equilibrata e una riduzione dell’impiego di antibiotici, contribuendo anche al contrasto dell’antimicrobico-resistenza.

La sostenibilità coinvolge anche l’aspetto economico. Un allevamento può definirsi sostenibile solo se è in grado di garantire un reddito adeguato agli operatori, favorire il ricambio generazionale e mantenere vive le aree rurali, spesso caratterizzate da limitate opportunità di sviluppo.

Negli ultimi anni la digitalizzazione sta accelerando questa trasformazione. Sensori, sistemi di monitoraggio, intelligenza artificiale e ESG consentono di controllare in tempo reale lo stato di salute degli animali, ottimizzare l’alimentazione, migliorare la produttività e ridurre sprechi di risorse.

Anche la gestione dei mangimi rappresenta un fattore strategico. L’impiego di materie prime locali, colture proteiche europee e ingredienti innovativi permette di ridurre la dipendenza dalle importazioni, migliorando al tempo stesso la resilienza delle filiere agroalimentari.

Per questi motivi la zootecnia sostenibile è oggi uno dei pilastri delle politiche agricole europee. L’obiettivo è costruire un sistema produttivo capace di garantire sicurezza alimentare, competitività e resilienza climatica, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione agroalimentare senza compromettere la capacità produttiva del settore. La sfida non consiste quindi nel produrre meno, ma nel produrre meglio, integrando innovazione, efficienza e sostenibilità lungo l’intera filiera zootecnica.


UE, nuova strategia per rendere la zootecnia più competitiva e sostenibile

In questo scenario di crescita di attenzione verso la zootecnia sostenibile la Commissione europea ha presentato una nuova Strategia europea per il settore zootecnico destinata a ridefinire il futuro di uno dei comparti più rilevanti dell’agricoltura continentale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di accompagnare gli allevatori nella transizione verso un modello produttivo più competitivo, resiliente e sostenibile, capace di affrontare le crescenti sfide economiche, ambientali e sanitarie che interessano il settore.  

L’allevamento rappresenta infatti una componente strategica dell’economia europea: impiega circa sette milioni di persone, soprattutto nelle aree rurali dove le opportunità economiche alternative sono limitate, e genera un fatturato annuo di circa 400 miliardi di euro. Tuttavia il comparto è oggi sottoposto a forti pressioni dovute alla riduzione della redditività, all’aumento dei costi di produzione, alla volatilità dei mercati, ai cambiamenti climatici e alla crescente diffusione di malattie animali.  

Zootecnica sostenibile: le cinque priorità per il futuro del settore

La strategia europea individua cinque direttrici principali sulle quali costruire l’evoluzione del comparto. La prima riguarda la preparazione alle crisi, attraverso nuovi strumenti di gestione del rischio, sistemi di prevenzione più efficaci contro le epizoozie e meccanismi che consentano alle aziende agricole di recuperare più rapidamente dopo eventi sanitari o climatici.

Il secondo pilastro punta a rafforzare la competitività del settore, favorendo innovazione, investimenti e accesso ai finanziamenti. La Commissione intende inoltre facilitare la transizione verso sistemi di allevamento senza gabbie, sostenere la bioeconomia, la valorizzazione della biomassa e promuovere una remunerazione più equa per gli allevatori lungo tutta la filiera.  

Benessere animale e riduzione delle emissioni

La sostenibilità rappresenta a tutti gli effetti uno degli elementi centrali della nuova strategia. La Commissione prevede una revisione mirata della normativa sul benessere animale, con particolare attenzione alle galline ovaiole, ai polli e ai suini, introducendo periodi di transizione e strumenti finanziari per accompagnare gli allevamenti nell’adeguamento.

Parallelamente verranno sviluppati metodi armonizzati per misurare le emissioni di gas serra direttamente a livello aziendale, così da consentire una valutazione più accurata delle prestazioni ambientali delle aziende e incentivare pratiche di mitigazione climatica e una gestione più efficiente dei nutrienti.  

Un modello adatto a territori e aziende diverse

Uno degli elementi innovativi della strategia consiste nell’approccio differenziato adottato dalla Commissione. L’obiettivo è infatti sostenere modelli di allevamento differenti in funzione delle caratteristiche territoriali, riconoscendo il ruolo economico, sociale e ambientale svolto dalla zootecnia nelle diverse regioni europee. È previsto un piano specifico per rilanciare la produzione zootecnica nelle aree più vulnerabili e una roadmap dedicata allo sviluppo di piccoli macelli e macelli mobili, con l’obiettivo di ridurre il trasporto degli animali e rafforzare le economie locali.  

La zootecnica sostenibile va anche nella direzione di garantire una maggiore autonomia proteica per l’Europa

Contestualmente alla strategia sulla zootecnia, Bruxelles ha presentato anche un Piano d’azione europeo per le proteine, finalizzato a ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni di mangimi proteici.

Nel 2025 soltanto il 25% delle colture proteiche e dei semi oleosi utilizzati per l’alimentazione animale era prodotto all’interno dell’UE. Il nuovo piano punta ad aumentare questa quota fino al 35% entro il 2035, rafforzando l’autosufficienza europea e rendendo più resiliente l’intera filiera agroalimentare.

Etichettatura d’origine e sistemi di riconoscimento della qualità

L’ultima priorità riguarda la valorizzazione del modello europeo di allevamento. La Commissione intende rafforzare l’etichettatura d’origine e i sistemi di riconoscimento della qualità, così da rendere maggiormente riconoscibili sul mercato gli elevati standard europei in materia di sicurezza alimentare, sostenibilità e benessere animale. L’obiettivo è trasformare questi elementi in un vantaggio competitivo, premiando le aziende che investono nella qualità e nella transizione sostenibile.  

Zootecnia sostenibile: il ruolo dell’innovazione digitale e il legame con l’agricoltura rigenerativa

La transizione verso una zootecnia sostenibile passa sempre più attraverso l’innovazione digitale. Tecnologie come Internet of Things (IoT), sensori intelligenti, intelligenza artificiale, robotica, droni e piattaforme di analisi dei dati stanno trasformando il modo in cui vengono gestiti gli allevamenti, rendendoli più efficienti, resilienti e rispettosi dell’ambiente nel contesto dell’Agricoltura 4.0.

Negli allevamenti moderni ogni animale può essere monitorato in tempo reale grazie a dispositivi indossabili che rilevano parametri come salute, alimentazione, movimento e comportamento. L’analisi dei dati consente di individuare precocemente eventuali patologie, ridurre l’impiego di antibiotici, migliorare il benessere animale e aumentare la produttività senza incrementare il consumo di risorse.

Ottimizzazione della gestione dei mangimi, dell’acqua e dell’energia

L’innovazione digitale permette inoltre di ottimizzare la gestione dei mangimi, dell’acqua e dell’energia, riducendo gli sprechi e le emissioni di gas serra. Sistemi di supporto alle decisioni e algoritmi predittivi aiutano gli allevatori a programmare gli interventi, migliorare l’efficienza delle stalle e diminuire l’impatto ambientale dell’intero ciclo produttivo.

La digitalizzazione assume un ruolo ancora più importante quando la zootecnia viene integrata con l’agricoltura sostenibile e, soprattutto, con l’agricoltura rigenerativa. In questo modello gli allevamenti non rappresentano un comparto separato, ma diventano parte di un ecosistema agricolo circolare in cui coltivazioni e produzione animale si rafforzano reciprocamente.

I reflui zootecnici possono essere valorizzati come fertilizzanti naturali o trasformati in biogas e biometano, mentre i terreni destinati ai mangimi vengono gestiti con pratiche rigenerative che migliorano la fertilità del suolo, aumentano la biodiversità e favoriscono il sequestro del carbonio. Attraverso immagini satellitari, sensori di campo e piattaforme digitali è possibile monitorare la salute dei terreni, ottimizzare l’uso dell’acqua e verificare gli effetti delle pratiche agricole nel tempo.

Un approccio integrato all’agricoltura e alla zootecnia

Nasce così un approccio integrato nel quale agricoltura e zootecnia condividono dati, risorse e obiettivi di sostenibilità. L’allevamento produce valore non solo attraverso gli alimenti, ma anche contribuendo alla fertilità dei suoli, alla produzione di energia rinnovabile e alla riduzione delle emissioni dell’intera filiera agroalimentare.

In questo scenario l’innovazione digitale diventa il principale abilitatore della transizione ecologica: rende misurabili le performance ambientali, facilita la tracciabilità delle produzioni, supporta le certificazioni di sostenibilità e consente agli allevatori di prendere decisioni basate sui dati. La zootecnia sostenibile del futuro sarà quindi sempre più una zootecnia connessa, intelligente e integrata con i principi dell’agricoltura sostenibile e rigenerativa, capace di coniugare competitività economica, sicurezza alimentare e tutela degli ecosistemi.

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