Lo spreco alimentare è una delle forme di impatto ambientale e sociale per certi aspetti più gravi e più insidiose. Si presenta in tante forme lungo tutta la filiera alimentare, dal campo sino alla tavola, è in larghissima misura determinata dai comportamenti e dall’attenzione con cui si gestisce il cibo e con cui si creano filiere sostenibili. Non ultimo ha un impatto materiale che si misura su più livelli: l’impatto in termini di capacità produttiva legata alla produzione di cibo che poi non viene utilizzato, l’incapacità di portare il cibo in eccesso presso coloro che soffrono di denutrizione, e l’impatto ambientale, ancora una volta, per la gestione del cibo in eccesso. A differenza di altri settori dove lo spreco resta ovviamente e sempre un fenomeno da contrastare per ragioni ambientali ed economiche nel caso dello spreco alimentare siamo in presenza di un impatto sociale diretto estremamente evidente.
Ogni anno nel nostro Paese si perdono milioni di tonnellate di cibo, con conseguenze ambientali, economiche e sociali che vanno ben oltre al valore del cibo sprecato. Con questo spreco si disperdono anche acqua, energia, suolo e risorse impiegate per produrlo, aumentando inutilmente le emissioni di gas serra. Ecco che il contrasto allo spreco alimentare porta benefici su diversi livelli ma impone di intervenire in ogni fase della filiera, migliorando la pianificazione degli acquisti, ottimizzando la logistica, recuperando le eccedenze attraverso donazioni o piattaforme dedicate e sensibilizzando cittadini e imprese a un consumo più consapevole. Ridurre lo spreco alimentare contribuisce così sia alla tutela dell’ambiente sia al risparmio economico delle famiglie e delle aziende.
Spreco alimentare, Milano guida la classifica 2025
L’impegno nei confronti dello spreco alimentare vede il nostro paese già molto attivo da tempo (leggi il servizio che mette in relazione la riduzione degli sprechi con il climate change) e una buona occasione per fare il punto della situazione è offerta dalla mappa 2025 realizzata da Too Good To Go, la piattaforma specializzata nel recupero delle eccedenze alimentari, che fotografa le realtà urbane più impegnate nel ridurre il cibo destinato alla spazzatura.
La prima evidenza dell’edizione 2026 è Milano che si conferma come la città italiana più attiva nella lotta contro lo spreco alimentare. Dietro il capoluogo lombardo si posizionano poi Roma, Firenze, Torino e Bologna, mentre cresce anche il ruolo dei centri di medie dimensioni, in particolare in Emilia-Romagna e Veneto.
In Italia ogni anno si sprecano 8,1 milioni di tonnellate di cibo
Il fenomeno continua a rappresentare una delle principali sfide della sostenibilità alimentare. Secondo i dati richiamati da Too Good To Go, ogni anno in Italia vengono sprecate oltre 8,1 milioni di tonnellate di cibo, con un costo medio stimato di circa 378 euro per persona. Una situazione che coinvolge tutta la filiera agroalimentare, dalla produzione fino ai consumatori, e che rende sempre più importanti le iniziative capaci di favorire il recupero delle eccedenze.
La graduatoria elaborata dalla piattaforma tiene conto dell’impatto complessivo generato nella riduzione dello spreco alimentare durante il 2025, considerando la partecipazione degli utenti, il numero delle attività commerciali aderenti e i pasti recuperati. E Milano, appunto, conquista il primo posto grazie alla forte diffusione della piattaforma e all’elevato coinvolgimento di negozi, supermercati, panifici, ristoranti e consumatori. Roma si colloca al secondo posto, confermando un’adozione ormai consolidata del servizio, mentre Firenze conquista il gradino più basso del podio pur essendo soltanto la nona città italiana per popolazione.
Completano la top five Torino e Bologna, entrambe protagoniste di una crescita costante negli anni e di un progressivo consolidamento delle pratiche di recupero delle eccedenze alimentari.
In Emilia-Romagna e Veneto cresce la lotta allo spreco nelle città di medie dimensioni
Uno degli aspetti più interessanti dell’analisi riguarda il crescente contributo delle città di medie dimensioni. L’Emilia-Romagna si segnala come una delle regioni più virtuose grazie ai risultati ottenuti da Modena, Reggio Emilia e Rimini, mentre il Veneto si distingue con Verona e Padova.
Il dato evidenzia come la sensibilità verso il tema dello spreco alimentare non sia più limitata alle grandi aree metropolitane, ma stia diventando sempre più diffusa anche nei territori di dimensioni intermedie, grazie alla partecipazione sia dei cittadini sia delle attività commerciali.
Napoli guida il Sud, cresce la consapevolezza in Cuneo, Varese e Trento
Nel Mezzogiorno è Napoli la città che registra i risultati più significativi. L’aumento del numero di esercenti aderenti e della partecipazione degli utenti ha consentito di ottenere una crescita a doppia cifra dei pasti recuperati rispetto all’anno precedente.
Accanto alle città più grandi emergono inoltre realtà come Cuneo, Varese e Trento, che si distinguono soprattutto per l’incremento della consapevolezza sul tema dello spreco alimentare. Pur trattandosi di centri più piccoli, mostrano una crescita particolarmente sostenuta nel coinvolgimento della comunità locale e delle attività commerciali.
Dall lotta allo spreco un risparmio di oltre 310 milioni di € per i consumatori
La riduzione dello spreco alimentare produce effetti non soltanto ambientali, ma anche economici. In una fase caratterizzata dall’aumento del costo della vita e dei prezzi alimentari, il recupero delle eccedenze diventa infatti anche uno strumento per contenere la spesa delle famiglie.
Secondo Too Good To Go, dalla sua introduzione in Italia la piattaforma ha contribuito a far risparmiare complessivamente oltre 310 milioni di euro agli utenti. Solo nel 2025 sono stati recuperati 7,8 milioni di pasti, con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente, mentre oltre 2 milioni di nuovi utenti hanno scaricato l’applicazione.
Le stime della società indicano inoltre che un utilizzo continuativo del servizio può consentire un risparmio superiore agli 800 euro all’anno per persona, combinando vantaggi economici e riduzione degli sprechi.
Una sensibilità sempre più diffusa
Secondo Mirco Cerisola, Country Director Italia di Too Good To Go, i dati raccolti dimostrano come il contrasto allo spreco alimentare stia diventando una pratica sempre più radicata sull’intero territorio nazionale. La crescita coinvolge non soltanto le grandi città, ma anche numerosi centri di medie dimensioni, dove aumenta la partecipazione sia delle attività commerciali sia dei cittadini.
L’evoluzione del fenomeno conferma come sostenibilità ambientale e convenienza economica possano procedere insieme. In un periodo di inflazione e aumento del costo della vita, strumenti capaci di ridurre gli sprechi alimentari e, allo stesso tempo, alleggerire il budget familiare stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle abitudini di consumo degli italiani.










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