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Sostenibilità sociale: cresce il valore della “S” di ESG nelle imprese italiane



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Il 4° Rapporto Sodalitas rivela che per il 90% delle imprese la sostenibilità sociale è un valore strategico. L’82% la ritiene oggi più importante di cinque anni fa, considerandola un investimento che genera crescita, competitività e valore condiviso per dipendenti, comunità e stakeholder

Pubblicato il 16 giu 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



sostenibilità sociale
Alberto Pirelli, presidente Fondazione Sodalitas
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Punti chiave

  • La sostenibilità sociale tutela benessere, inclusione e condizioni di lavoro eque, ponendo le persone e le relazioni al centro per valore condiviso e resilienza.
  • È una scelta strategica: il 4° Rapporto di Sodalitas indica driver interni (leadership, valori) e benefici economici (93% la considera investimento, +16% crescita).
  • Per evitare il social washing servono comunicazione trasparente e prove verificabili: Bilancio di Sostenibilità, certificazioni e indicatori ESG per credibilità.
Riassunto generato con AI


Sostenibilità sociale: che cosa significa davvero e perché è sempre più strategica

Quando si parla di sostenibilità, il pensiero corre quasi automaticamente all’ambiente, alla riduzione delle emissioni o all’utilizzo responsabile delle risorse naturali. Esiste però una dimensione altrettanto importante, spesso meno conosciuta ma fondamentale per lo sviluppo delle organizzazioni e delle comunità: la sostenibilità sociale.

Con sostenibilità sociale si intende l’insieme delle politiche, delle pratiche e delle azioni finalizzate a garantire il benessere delle persone, promuovere l’inclusione e favorire condizioni di vita e di lavoro eque e dignitose. In altre parole, la sostenibilità sociale riguarda il modo in cui individui, imprese e istituzioni costruiscono relazioni capaci di generare valore per la collettività nel lungo periodo.

Nelle aziende, il concetto si traduce innanzitutto nella tutela dei lavoratori. Salute e sicurezza, formazione continua, opportunità di crescita professionale, rispetto dei diritti e valorizzazione delle diversità rappresentano alcuni degli elementi chiave. Un’organizzazione socialmente sostenibile non si limita a rispettare le normative, ma crea un ambiente in cui le persone possano sviluppare competenze, esprimere il proprio potenziale e sentirsi parte di un progetto comune.

I contenuti della sostenibilità sociale

La sostenibilità sociale comprende anche temi come la parità di genere, l’inclusione delle persone con disabilità, il contrasto a ogni forma di discriminazione e la promozione di condizioni lavorative eque lungo tutta la filiera produttiva. Per questo motivo le aziende sono chiamate a monitorare non soltanto le proprie attività, ma anche quelle dei fornitori e dei partner con cui collaborano.

L’attenzione si estende inoltre al rapporto con i territori e le comunità locali. Investire in istruzione, sostenere iniziative culturali, favorire l’occupazione e contribuire alla crescita economica di un’area sono tutti aspetti che rientrano nella dimensione sociale della sostenibilità.

Negli ultimi anni questo tema è diventato sempre più centrale anche per investitori, consumatori e istituzioni. Le organizzazioni che dimostrano un impegno concreto verso il benessere delle persone tendono infatti a rafforzare la propria reputazione, attrarre talenti e costruire relazioni più solide con clienti e stakeholder.

La sostenibilità sociale rappresenta poi uno dei tre pilastri dei criteri ESG, insieme alla sostenibilità ambientale e alla governance. La sua importanza deriva dalla consapevolezza che nessun modello di sviluppo può essere considerato realmente sostenibile se non produce benefici diffusi e duraturi per le persone.

Una scelta strategica per la competitività e la crescita

Per capire a che punto siamo oggi in relazione alla situazione della sostenibilità sociale arriva il 4° Rapporto dell’Osservatorio Sodalitas sulla Sostenibilità Sociale d’Impresa. Lo studio della Fondazione Sodalitas delinea un quadro chiaro: la sostenibilità sociale non è più un elemento accessorio, ma una scelta strategica fondamentale per la competitività delle aziende italiane. L’indagine, condotta su un campione di oltre 200 imprese e integrata da 16 interviste qualitative, evidenzia come questa dimensione sia diventata una leva essenziale per la creazione di valore nel lungo periodo.

Per il 90% delle imprese, la sostenibilità rappresenta un valore di riferimento consolidato per l’organizzazione. Un dato ancora più eclatante riguarda l’evoluzione della percezione nel tempo: l’82% dei rispondenti dichiara che la sostenibilità sociale ha assunto un’importanza maggiore oggi rispetto a soli cinque anni fa. Come sottolineato dal Presidente di Fondazione Sodalitas, Alberto Pirelli, le aziende che integrano questi principi nelle proprie strategie ottengono risultati migliori in termini di innovazione, occupazione e valore condiviso.

Il valore dei driver interni e valoriali

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’impegno delle aziende non è dettato principalmente da pressioni normative esterne. I driver principali sono di natura interna:

  • La visione dell’imprenditore e del top management è indicata come motore primario dall’80% delle imprese.
  • Le motivazioni etiche e valoriali seguono a breve distanza con il 78%.
  • La convinzione che la sostenibilità sociale renda l’impresa più competitiva guida il 74% del campione.

Questa dinamica smentisce la narrazione della sostenibilità come mero adempimento burocratico, valorizzandola come un elemento strutturale della cultura aziendale.

L’impatto economico per la sostenibilità sociale: investimento e ritorno di valore

Uno dei risultati più significativi del Rapporto riguarda la percezione economica delle politiche sociali. Il 93% delle imprese considera le iniziative rivolte ai dipendenti come un vero e proprio investimento e non come un costo.

Come si misurano i risultati?

L’impegno sociale si traduce in vantaggi economici diretti e indiretti e come viene bene evidenziato nello studio della Fondazione

  1. Il 75% delle aziende riscontra un ritorno economico diretto dalle iniziative rivolte ai dipendenti.
  2. Il 71% riconosce benefici economici derivanti dall’impegno verso clienti e consumatori.
  3. I dati ISTAT richiamati nel rapporto confermano a loro volta che le imprese impegnate nella sostenibilità crescono mediamente del 16% in più rispetto a quelle non impegnate.

Sostenibilità sociale come performance di crescita e di innovazione

Oltre alla crescita del fatturato, la sostenibilità sociale è associata a una maggiore capacità di innovare e a un miglioramento del margine operativo lordo. Tra i vantaggi principali emergono il miglioramento della reputazione aziendale (68%), un maggiore apprezzamento da parte dei clienti (61%) e una superiore capacità di attrarre e trattenere talenti (55%).

Le persone al centro: dipendenti e stakeholder protagonisti della sostenibilità sociale

I dipendenti si confermano lo stakeholder prioritario per il 93% delle aziende coinvolte nella strategia di sostenibilità sociale. L’attenzione alla dimensione umana e relazionale è diventata la chiave per garantire la resilienza aziendale in un contesto globale complesso.

Quali sono i principali ambiti di intervento per il benessere lavorativo

Le aziende stanno investendo massicciamente in diverse aree della sostenibilità sociale interna. Lo studio individua cinque grandi ambiti:

  • Formazione e sviluppo competenze (96%).
  • Conciliazione vita-lavoro (90%).
  • Politiche retributive (87%).
  • Welfare aziendale (86%).
  • Diversity & Inclusion (85%).

Chi investe in lavoro dignitoso e benessere registra non solo un incremento della produttività, ma anche una significativa riduzione del turnover del personale e dell’assenteismo.

Priorità globali e sfide della comunicazione

Le imprese italiane orientano le proprie azioni verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 che permettono di generare un impatto più concreto. Al primo posto figura il Lavoro dignitoso e crescita economica (81%), seguito dalla Parità di genere (76%), che ha visto un incremento di 12 punti rispetto all’indagine precedente.

Attenzione ai rischi di social washing: quando l’impegno sociale è più marketing che realtà

Uno dei rischi nello sviluppo generale della sostenibilità sociale è rappresentato dal social washing. Negli ultimi anni le aziende hanno iniziato a comunicare con crescente enfasi il proprio impegno su temi come inclusione, diversità, diritti dei lavoratori e sostegno alle comunità. Tuttavia, non sempre alle dichiarazioni corrispondono azioni concrete. È in questo contesto che si inserisce il fenomeno del social washing.

Con il termine social washing si indica la pratica attraverso cui un’organizzazione promuove pubblicamente un’immagine di responsabilità sociale che non trova riscontro nelle sue attività reali. L’obiettivo è migliorare la reputazione aziendale agli occhi di clienti, investitori e stakeholder, senza apportare cambiamenti sostanziali alle proprie politiche o ai propri comportamenti.

Il social washing può assumere diverse forme. Un’azienda può lanciare campagne pubblicitarie a favore della diversità e dell’inclusione pur mantenendo al proprio interno forti disparità di trattamento. Oppure può sostenere iniziative sociali e filantropiche mentre lungo la filiera produttiva persistono condizioni di lavoro poco tutelate.

Questo fenomeno è considerato l’equivalente, sul piano sociale, del più noto greenwashing, che riguarda invece dichiarazioni ambientali ingannevoli.

Riconoscere il social washing non è sempre semplice. Per questo motivo investitori, consumatori e autorità di regolamentazione prestano sempre più attenzione a dati verificabili, indicatori ESG e report di sostenibilità che consentano di misurare concretamente l’impatto sociale delle organizzazioni.

Comunicazione responsabile contro il social washing

Per evitare i rischi reputazionali del social washing, le imprese adottano un approccio prudente e trasparente. Il 68% dichiara di comunicare esclusivamente ciò che è stato effettivamente realizzato. Gli strumenti privilegiati per garantire credibilità sono i canali tecnici e istituzionali (63%), come il Bilancio di Sostenibilità, e il ricorso a certificazioni di enti terzi (44%).

In sostanza il 4° Rapporto Sodalitas conferma che la sostenibilità sociale è diventata una dimensione inscindibile dallo sviluppo economico: un modello dove la centralità della persona e la qualità delle relazioni diventano il motore della competitività.

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