Ogni anno, la gestione dei rifiuti elettronici rappresenta una delle sfide più delicate per le amministrazioni locali e per l’intero sistema produttivo. In questo contesto si inserisce il progetto Terra Rara, nato a Varese con l’obiettivo di trasformare i RAEE da problema ambientale a risorsa strategica. L’iniziativa non punta soltanto al recupero dei materiali di valore, ma anche a coinvolgere attivamente la comunità locale e a promuovere una cultura diffusa della sostenibilità, ponendo le basi per un modello replicabile di economia circolare sul territorio.
Dal RAEE all’economia circolare
Nel cuore di Varese, un’iniziativa strutturata e articolata sta trasformando la gestione dei rifiuti elettronici da pratica obbligata a laboratorio di innovazione sociale e ambientale. Il progetto “Terra Rara”, promosso dal Consorzio Ecolight in sinergia con istituzioni pubbliche e realtà del terzo settore, sta lavorando per integrare raccolta differenziata, sensibilizzazione civica e valorizzazione delle materie prime seconde provenienti dai RAEE. Analizzando il ciclo di vita degli apparecchi obsoleti, l’esperienza varesina offre elementi di riflessione utili per ripensare la gestione dei rifiuti in ambito cittadino con modelli circolari, come anche nel caso delle bioraffinerie urbane.
RAEE: da rifiuto a risorsa, l’economia circolare del progetto Terra Rara
Il fulcro dell’iniziativa è stato il recupero di 512 kg di dispositivi elettrici ed elettronici – tra cui telefoni cellulari, caricabatterie e piccoli elettrodomestici – intercettati grazie a una rete capillare di 17 punti di raccolta allestiti sul territorio cittadino. Oltre alla mera raccolta, il progetto ha sperimentato la trasformazione simbolica e materiale dei rifiuti: circa 50 kg sono stati impiegati per realizzare l’installazione artistica “Terra Rara”, che ha trovato spazio nel contesto pubblico durante le festività natalizie. Questa scelta ha reso visibile ciò che normalmente resta nell’invisibilità della filiera del riciclo, sottolineando come anche i residui tecnologici possano acquisire valore se inseriti in processi progettati con attenzione ai dettagli operativi e alle ricadute culturali.
Coinvolgimento della comunità e impatto educativo
Al centro del modello varesino si trova un approccio partecipativo che ha coinvolto 300 studenti delle scuole superiori, associazioni locali, enti pubblici e imprese private. Tale impostazione ha permesso non solo di ampliare la quantità di RAEE raccolti ma anche di diffondere una cultura della responsabilità condivisa nella gestione dei flussi tecnologici dismessi.
L’alleanza tra soggetti eterogenei ha favorito la diffusione capillare dell’informazione sui corretti comportamenti per il conferimento dei rifiuti elettronici, producendo un effetto moltiplicatore sulla consapevolezza civica. L’esperienza suggerisce che la co-progettazione tra diversi attori può produrre risultati tangibili sia sul piano quantitativo che su quello qualitativo, generando modelli replicabili in altri contesti urbani.

Recupero dei materiali e vantaggi per l’economia circolare
L’operazione ha portato all’estrazione di circa 320 kg di plastica e oltre 100 kg di metalli, compresi materiali strategici come le terre rare. Questi output rappresentano una risposta concreta alla domanda industriale di risorse difficilmente accessibili tramite miniere tradizionali. Il progetto ha inoltre evidenziato come oltre l’85% del peso dei RAEE possa essere reimmesso nei cicli produttivi sotto forma di materie prime seconde, contribuendo alla riduzione della dipendenza dalle risorse vergini e ai costi associati alla gestione dei rifiuti. Questa pratica si inserisce in una logica industriale in cui il recupero selettivo dei materiali assume un ruolo determinante nella transizione verso sistemi produttivi più efficienti dal punto di vista energetico e ambientale.
Il futuro della raccolta RAEE e dell’economia circolare a Varese
Guardando oltre la fase sperimentale, il Comune di Varese intende capitalizzare quanto appreso per strutturare nuove modalità stabili ed evolute per la gestione dei piccoli RAEE. In concomitanza con il prossimo rinnovo dell’appalto del servizio d’igiene urbana, l’amministrazione prevede l’introduzione della raccolta porta a porta specifica per questi dispositivi. L’obiettivo è rafforzare un modello basato sulla collaborazione strutturata fra cittadini, operatori economici e pubblica amministrazione, elevando ulteriormente il livello qualitativo della filiera locale del riciclo elettronico. Una strategia che punta a consolidare l’economia circolare come asse portante delle politiche urbane sostenibili.
L’esperienza maturata a Varese con il progetto Terra Rara offre spunti rilevanti per chi si occupa di gestione dei rifiuti tecnologici e sviluppo sostenibile. La combinazione tra coinvolgimento della cittadinanza, attenzione alla componente educativa e concrete soluzioni di recupero dimostra che la transizione verso modelli più circolari trova terreno fertile soprattutto quando le istanze ambientali si intrecciano con quelle sociali ed economiche. In questo contesto, il futuro della raccolta RAEE non appare come una sfida isolata o relegata agli specialisti del settore, ma come un percorso condiviso in cui l’innovazione tecnologica può dialogare con nuove pratiche di partecipazione e responsabilità diffusa.












