Sustainability manager

Pirovano, Bolton Food: best fish, healthy oceans, better lives per una sostenibilità a 360°

Luciano Pirovano, Bolton Food Global Sustainable Development Director spiega come la unit alimentare di Bolton Group attiva da oltre 70 anni nel largo consumo, ha definito un approccio globale alla sostenibilità strutturato su basi scientifiche e finalizzato alla creazione di un valore condiviso con tutti gli stakeholder

26 Ott 2021
Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità per un’azienda che opera nell’agroalimentare e nel largo consumo ha spesso un doppio valore. La responsabilità sull’ambiente si salda con la responsabilità del rapporto con i consumatori facendo propri i valori di una gestione sempre più consapevole delle risorse ambientali. Anche per questa ragione assume un rilievo particolarmente significativo la testimonianza di Luciano Pirovano, Bolton Food Global Sustainable Development Director a ESG360 con la rappresentazione di un approccio globale e scientifico alla sostenibilità, con l’obiettivo di arrivare alla creazione di un valore condiviso con gli stakeholder e con una forte vocazione alla collaborazione nella forma di “Partnership is our leadership”.

Quali sono i principali obiettivi direttamente e indirettamente legati alla sostenibilità? Come avete impostato le vostre azioni?

La sostenibilità per la nostra azienda rappresenta non solo un obiettivo da raggiungere, ma un vero e proprio modo di operare e concepire il business. Sostenibilità per il nostro Gruppo significa agire responsabilmente nei confronti dell’ambiente, delle persone e della comunità. Bolton Food, la unit alimentare di Bolton Group (che rappresenta una impresa multinazionale familiare italiana impegnata da oltre 70 anni, nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo nelle categorie alimentari, cura della casa, adesivi, cura del corpo e cosmetica) ha una mission precisa: diventare l’azienda di tonno più sostenibile per il mondo. In questo senso si colloca il brand purpose: “best fish, healthy oceans, better lives” e una strategia che vede l’impegno aziendale quotidiano per il raggiungimento di questo obiettivo. Tutte le azioni vanno in questa direzione e si basano su un approccio globale, scientifico e volto alla creazione di valore condiviso con i nostri stakeholder. Con il tempo, abbiamo compreso che questo nostro impegno rappresenta un tassello fondamentale per la salvaguardia del pianeta. La sostenibilità adesso è l’unico nuovo percorso da intraprendere per il nostro futuro prossimo e per quello più lontano, quello dei nostri figli, di tutte le nuove generazioni.

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Proprio per questo motivo, con il passare del tempo, in Bolton Food abbiamo compreso che era necessario “unire le forze”. Non potevamo intraprendere da soli un viaggio così importante. Abbiamo pertanto scelto partner strategici con i quali condividere questo percorso, raggiungere gli obiettivi, imparare da loro e contribuire a cambiare non solo il nostro settore, ma la società in generale. Un percorso che viene rappresentato da questo nostro motto: “Partnership is our leadership” con il quale intraprendiamo partnership trasformative unendoci ad attori strategici e globali, nel pieno rispetto del Goal 17 (Partnership for the Goals) dei Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030 dell’ONU. Con loro, vogliamo portare avanti un nuovo approccio alla sostenibilità della pesca che sia di tipo “olistico”, che abbracci non solo il prodotto (comprendendo la sua sicurezza, la trasparenza e la qualità), ma anche i modi di operare e fare business, basandosi su modelli di sostenibilità generativa e trasformativa, con la capacità di affrontare temi fondamentali come la pesca responsabile, la salute degli oceani e i diritti umani.

La nostra strategia di sostenibilità è sviluppata a partire dalla matrice di materialità, che ci permette di confrontarci con i nostri principali stakeholder per prioritarizzare correttamente le nostre attività in ambito di sostenibilità. Gli aspetti sociali e la riduzione della nostra impronta ambientale, sui quali lavoriamo già da tempo, risultano essere ancora cruciali per i nostri stakeholder interni ed esterni.

Ripercorriamo le principali tappe di sostenibilità per Bolton Group

Il nostro percorso nella sostenibilità è iniziato già nel 2009 con il ruolo che abbiamo avuto nella creazione dell’International Seafood Sustainability Foundation (ISSF), una delle principali autorità riconosciute a livello globale nel settore ittico, che riunisce i più autorevoli scienziati e biologi marini, diverse ONG (tra cui il WWF International) e il 75% delle aziende leader dell’industria conserviera del tonno. Il fine ultimo dell’ISSF è aiutare le fisheries a livello globale affinché raggiungano i criteri di sostenibilità fissati dalla certificazione Marine Stewardship Council (MSC), promuovendo iniziative con base scientifica per la conservazione a lungo termine e l’utilizzo sostenibile degli stock di tonno, riducendo la pesca accidentale e promuovendo la salute dell’ecosistema marino.

Nel 2016, abbiamo iniziato a collaborare con il WWF per ridisegnare gli standard di sostenibilità e promuovere una pesca responsabile tramite una partnership trasformativa di prestigio. In particolare, ci siamo impegnati ad aumentare l’approvvigionamento e la produzione di prodotti sostenibili.

Possiamo vedere, nello specifico, i principali obiettivi?

Entro il 2024, il 100% del tonno sarà pescato da fishery certificate MSC (Marine Stewardship Council) o coinvolte in progetti di miglioramento della pesca (Fishery Improvement Projects – FIPs) credibili e robusti. Abbiamo modificato il nostro sourcing, privilegiando filiere di pesca più sostenibili. Alla fine del 2020 abbiamo raggiunto un risultato fondamentale: circa il 70% del tonno proviene da attività di pesca certificate MSC – Marine Stewardship Council o coinvolte in progetti di miglioramento della pesca (FIPs) solidi e credibili finalizzati all’ottenimento della certificazione.

Abbiamo lavorato con il WWF sullo sviluppo di progetti di miglioramento della pesca nelle aree da cui si approvvigiona di tonno, con particolare riguardo all’Ecuador e all’Indonesia. Con loro, abbiamo migliorato la tracciabilità dei nostri prodotti a base di tonno. Oggi, il 100% dei prodotti Rio Mare è completamente tracciabile, dal momento in cui viene pescato a quando arriva alla tavola dei consumatori, in tempo reale.

Abbiamo intrapreso un percorso per sensibilizzare tutti gli attori della filiera, dai fornitori ai clienti finali, sulle tematiche della sostenibilità della pesca. Per questo, abbiamo lanciato “Insieme per gli Oceani”, un progetto di comunicazione della partnership che ha interessato la televisione, eventi in-store, e la comunicazione digital, al fine di coinvolgere le nuove generazioni, la cui educazione a scelte responsabili è un tassello fondamentale nel percorso verso la sostenibilità.

Abbiamo poi rinnovato la partnership fino al 2024 con un nuovo perimetro che si estende e comprende tutti i brand di Bolton Food (Rio Mare, Palmera, Saupiquet, Isabel e Cuca), grazie ad una recente acquisizione, che rafforza la presenza dei brand in Europa e in Sud America.

Abbiamo poi deciso di alzare l’asticella dei nostri impegni di sostenibilità, adottando un approccio olistico al management degli stock di tonno e delle politiche di approvvigionamento. La certificazione MSC e i progetti di miglioramento della pesca continueranno ad essere due strumenti importanti per la sostenibilità delle aree di pesca. In linea con la nuova Tuna Strategy del WWF, ci impegniamo poi a ripensare il nostro sourcing tenendo in considerazione nuovi criteri di sostenibilità in particolare, in caso di stock sovrasfruttati.

Lavoriamo inoltre per il rafforzamento delle attività di advocacy, per l’adozione di nuove e più stringenti misure di regolamentazione degli stock di tonno da parte delle Regional Fisheries Management Organizations (RFMOs), enti sovranazionali che regolamentano le aree di pesca. L’attività di advocacy ha anche lo scopo di richiedere l’adozione di misure che permettano la ricostruzione di stock sovrasfruttati e di prevenire il riproporsi del sovrasfruttamento in futuro.

Infine, oltre al WWF, abbiamo annunciato lo scorso autunno una partnership trasformativa con Oxfam: questa importante collaborazione ci vedrà impegnati, fianco a fianco, per 4 anni, con l’obiettivo di tracciare nuovi standard di sostenibilità sociale di impresa nel settore della pesca, andando a rafforzare l’impegno già da tempo intrapreso sul tema da Bolton.

 

Quale ruolo, quali mansioni e quali attività caratterizzano il gruppo di lavoro che segue le tematiche di sostenibilità? E come siete arrivati a definire questo modello organizzativo?

La nostra strategia di sostenibilità si basa su una struttura di governance molto precisa, che ha l’obiettivo di integrare maggiormente la CSR nella gestione aziendale e all’interno di tutte le funzioni. Dal punto di vista organizzativo interno, i valori di sostenibilità e  responsabilità  sociale  sono stati incorporati a 360° nell’identità di Bolton Food e questo ci ha portato a dare vita a un modello in cui la Corporate social responsibility è diventata un pilastro della nostra visione strategica. Ci siamo poi dotati di competenze adeguate, sviluppando una nuova struttura di governance formata dal Sustainable Development Department, il cui compito è quello di assicurare l’attuazione quotidiana di strategie di sostenibilità, guidato da me e formato da un team con persone focalizzate sui pilastri della nostra strategia di sostenibilità, ovvero la sostenibilità della pesca, la compliance e l’advocacy, la tutela dei lavoratori e delle persone e il lavoro sull’environmental footprint.

La nostra funzione si avvale poi di due comitati: il Fishing Steering Committee e il Sustainable Development Champions Committee. Il Sustainable Development Champions Committee è un comitato interfunzionale che ha il compito di portare avanti progetti di sostenibilità in tutte le funzioni di Bolton Food. I Champions sono le nostre braccia operative all’interno dell’azienda. Ci riuniamo insieme a loro con una frequenza di tre volte l’anno e questi meeting, oltre ad essere un momento in cui veniamo informati del progresso dei diversi progetti, sono anche un’importante occasione di confronto e aggiornamento reciproco sui temi di sostenibilità più rilevanti. Questa organizzazione dimostra l’interesse da parte di tutto il Gruppo a rendere la sostenibilità parte integrante del nostro business. Siamo arrivati a questa impostazione perché crediamo che la sostenibilità non debba essere un tema “calato dall’alto”, ma coinvolgere direttamente dal basso tutti gli attori, tutte le persone che ci lavorano per un’evoluzione e progresso comuni.

Focalizziamo l’attenzione anche sul ruolo dell’ESG. Come lo valutate e come siete attivi, ad esempio se e come state misurando le performance in termini di sostenibilità nelle varie declinazioni dell’Environmental, Social, Governance?

Il lavoro intrapreso negli anni con stakeholder importanti, con commitment quantitativi e con deadline precise ha richiesto lo sviluppo di KPI ben definiti, misurabili e verificabili nel tempo. Abbiamo già effettuato degli assessment di sostenibilità in passato e riteniamo che, soprattutto nel caso di aziende non quotate come la nostra, questo tipo di attività sia molto utile per valutare la propria strategia di sostenibilità ed individuare eventuali punti di miglioramento. Gli indicatori ESG rientrano in questa categoria e li troviamo uno strumento molto interessante, soprattutto per aiutare l’ingresso di KPI di sostenibilità nel daily work delle principali funzioni aziendali.

Come si svolge il suo lavoro di Global Sustainable Development Director, come state vivendo i temi della sostenibilità in azienda e verso i clienti nella quotidianità?

Per quanto mi riguarda, penso davvero di svolgere un lavoro bello e fondamentale per cambiare presente e futuro, per lasciare un patrimonio alle nuove generazioni. Lavoro ogni giorno per avere un mondo migliore dove ci sia più equilibrio, un mondo sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Nel mio piccolo voglio fare la mia parte nel mondo del tonno. Come azienda leader di questo settore, con il nostro esempio, possiamo influenzare l’intero settore e muoverlo verso migliori standard.

Questa nostra presa di posizione pubblica sul tema della sostenibilità ci porta inoltre ad avere benefici in termini di maggiore engagement dei dipendenti e senso di appartenenza, oltre che a essere più attrattivi per nuovi talenti. Oggi le aziende sono chiamate sempre più a una politica reale di sostenibilità ambientale e sociale lungo le proprie filiere. Questo impegno ha naturalmente un peso anche nelle scelte dei consumatori, orientati a comportamenti di acquisto sempre più consapevoli e responsabili.

Nei confronti dei nostri clienti, vogliamo essere credibili. La credibilità è alla base del nostro modo di lavorare e della volontà di essere un riferimento per il mercato. Vogliamo creare valore condiviso e comunicarlo alle persone, ai consumatori. A noi aziende, ai brand, viene oggi richiesto un cambiamento, un ruolo attivo nel contribuire ad affrontare tematiche importanti, per questo è necessario prendere posizione per risolvere questioni rilevanti per la società. In questo ambito, anche la comunicazione deve essere credibile e rispecchiare l’impegno della marca. Questo impegno si traduce per noi nell’educare i consumatori e le nuove generazioni a un consumo responsabile.

Questo servizio fa parte di un percorso di conoscenza e confronto avviato da ESG360 con sustainability manager di imprese e organizzazioni italiane e internazionali e per mettere a disposizione competenze, esperienze e best practices in sustainability management

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