Lo studio

Turismo sostenibile: il 46% degli italiani utilizza la tecnologia per prenotare, ma serve più cultura digitale

Presentato in occasione della Bit il nuovo rapporto “Sustainable Turism” dell’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, secondo cui c’è ancora un’insufficiente consapevolezza degli utenti finali verso le opportunità della digitalizzazione applicata al settore del turismo. Epifani: “L’IT un incredibile strumento di sviluppo per l’intero comparto”

Pubblicato il 02 Feb 2024

Turismo sempre più digitale. Il 77% degli italiani usa l’IT per prenotare le proprie vacanze e dichiara di aver avuto una migliore esperienza proprio grazie all’utilizzo del digitale. La percentuale sale all’86% nella fascia d’età tra i 16 e i 17 anni e aumenta tra i laureati (81%) e tra i cittadini più digitalizzati e attenti alla sostenibilità (82%). La convinzione comune è che la continua evoluzione del digitale porterà ad ulteriori miglioramenti dell’esperienza utente nel brevissimo, ovvero già nei prossimi 6 mesi. Soprattutto lo pensano i ragazzi tra i 16 e i 17 anni (85% dei rispondenti) e i cittadini più digitalizzati e attenti alla sostenibilità (78%).

Sono alcune delle evidenze che emergono dal nuovo rapporto “Sustainable Turism”, realizzato dall’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale in occasione della BIT (Borsa Internazionale del Turismo), che si terrà a Milano dal 4 al 6 febbraio. La ricerca utilizza l’indice DiSI (Digital Sustainability Index) per analizzare la propensione dei cittadini verso la digitalizzazione e/o la sostenibilità e analizza i comportamenti degli italiani rispetto alle app per il turismo con particolare attenzione a quelle che aiutano i turisti a fare scelte più sostenibili sotto il profilo economico, ambientale e sociale (app per la prenotazione di alberghi, hotel e ristoranti, etc).

“Le previsioni del nostro Osservatorio sul Turismo per il 2024 rafforzano e confermano i recenti dati di Confindustria evidenziando come il digitale possa diventare un incredibile strumento di sviluppo per l’intero comparto – spiega Stefano Epifani, Presidente per la Fondazione per la Sostenibilità Digitale –. È fondamentale continuare ad indirizzare i comportamenti e le scelte dei turisti che devono essere più orientate verso gli strumenti digitali e verso soluzioni di viaggio maggiormente attente alla sostenibilità. Il turismo infatti, per sua natura, ha un forte impatto di sostenibilità, sia ambientale che sociale ed economica, e le tecnologie digitali potrebbero avere un ruolo sostanziale nell’abbatterlo”.

“La facilità d’uso, la disponibilità (always on), l’attenzione all’ambiente, al sociale e all’economia e la possibilità di analizzare più proposte turistiche per scegliere poi la più adatta alle proprie esigenze in pochi click, fanno del digitale lo strumento principe per far incontrare facilmente domanda e offerte di viaggi (da quelli tradizionali a quelli più green), spingendo il settore verso ricettività, mete e numeri prima difficilmente raggiungibili”, aggiunge Epifani. “

Turismo più consapevole

L’indagine rivela che per il 74% degli italiani le tecnologie digitali sono utili nell’affrontare il sovraffollamento turistico. In generale ne sono maggiormente consapevoli gli italiani più attenti alla sostenibilità e più digitalizzati (77%) rispetto a coloro che non utilizzano alcuno strumento digitale (70%). Inoltre, per l’83% degli intervistati la tecnologia consente di gestire le fasi del viaggio, dalla scelta della destinazione alla prenotazione, con maggiore consapevolezza e rispetto per la meta (63% abbastanza d’accordo, 20% molto d’accordo e 17% per nulla d’accordo).

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L’82% degli italiani tra quelli più competenti digitalmente e più attenti alla sostenibilità, sostiene che le applicazioni di prenotazione on-line di alberghi e ristoranti consentono di scoprire mete alternative, supportando gli operatori più piccoli. Al contrario, gli utenti meno attenti alla sostenibilità e meno digitalizzati pensano che queste app concentrino l’attenzione del turista sui posti più popolari, andando a favorire gli operatori più grandi (71% degli intervistati). Una percezione non corretta, quest’ultima, determinata dalla mancanza di cultura digitale e green da parte di questa fetta di consumatori.

“Il sovraffollamento turistico globale (overturism), che influenza eccessivamente e in modo negativo la qualità della vita percepita dei cittadini e/o la qualità delle esperienze dei visitatori, potrebbe essere ben indirizzato dalla tecnologia digitale. Si tratta di un fenomeno fortemente interconnesso alla sostenibilità di questo comparto, perché riguardante l’impatto, in negativo, ambientale ma anche sociale delle mete coinvolte.” – spiega Epifani. “Il digitale, se correttamente utilizzato, potrebbe portare ad una più corretta gestione dei flussi turistici, con grande beneficio sia per i turisti, che potrebbero vivere un’esperienza molto più positiva, sia per l’ambiente, per l’economia locale ed anche per le comunità che abitano il territorio”.

I giovani chiedono un turismo più green

Il 72% degli intervistati nella fascia tra i 16 e i 17 anni e il 66% in quella dai 18 ai 24 anni è disposta a spendere di più per strutture green, diversamente dalle altre fasce della popolazione che dichiara di preferire strutture green, ma solo se a parità di costo (40% degli intervistati)

Ciò che emerge dai risultati è, per un’ampia fetta della popolazione, una significativa distanza tra scelte ideologiche ed economiche: infatti, pur dichiarando di preferire strutture green, il 40% degli intervistati non sarebbe disposto a spendere di più per acquisirle.

Le app utilizzate dagli italiani

Di seguito i risultati della ricerca sull’utilizzo delle app da parte dei cittadini italiani:

  • App di prenotazione on-line di ristoranti e alberghi (Booking, Expedia, Lastminute.com, Tripadvisor, AirB&B ed altri) e app per la prenotazione di strutture ricettive che danno importanza alla sostenibilità (FairBnB, Cityaround, ed altri): le utilizzano il 70% degli utenti digitalizzati e attenti alla sostenibilità che vivono nelle aree metropolitane e i giovani, tutti con elevato titolo di studio. Per le app che danno importanza alla sostenibilità, sono solo il 21% degli utenti che le utilizzano, con tanta parte degli intervistati che dichiara di non conoscere questo tipo di servizi.
  • App o siti di House sharing: ad utilizzarle il 13% dei cittadini delle città metropolitane italiane, anche se è solo il 4% a farne un uso regolare e vengono utilizzate maggiormente dai giovani tra i 25 e i 34 anni.
  • App o i siti di monitoraggio della sicurezza sociale dei paesi: sono utilizzate maggiormente dagli utenti più digitalizzati e attenti alla sostenibilità d’età compresa tra i 25 e i 34 anni (22%), così come tra coloro che si dichiarano in possesso di una Laurea o un Master (20%).
  • App di prenotazione online di musei come Tiqets o Uffizi App: sono usate da circa un intervistato su tre e comunque da quegli utenti più digitalizzati e attenti alla sostenibilità. Le app che consentono di migliorare l’esperienza di visita (23%) dei luoghi di cultura sono invece utilizzate dal 23% della popolazione.

“Digitalizzazione e sostenibilità sono due leve imprescindibili per lo sviluppo del settore turistico, soprattutto in un momento in cui l’attenzione verso la “Meta Italia” è tanto alta ed è così importante – contestualmente – riposizionare il tema del Made in Italy, rispetto al quale il turismo è un forte abilitatore. Per questo motivo serve un forte impegno istituzionale orientato da una parte a promuovere la digitalizzazione delle mete turistiche – tema sul quale le Istituzioni sono ancora pericolosamente assenti, dall’altra, utilizzando lo strumento del digitale, puntare sulla sostenibilità come leva di crescita economica e sociale”, conclude Epifani

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