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ESG, investitori sempre più guidati dai dati



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Gli investitori istituzionali integrano sempre più dati ESG e climatici nei processi decisionali, nella gestione dei rischi e nella compliance normativa. Lo evidenzia anche la prima indagine globale di Morningstar Sustainalytics, che segnala una crescente domanda di dati affidabili e analisi predittive

Pubblicato il 4 giu 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



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Punti chiave

  • Transizione: i ESG e i dati sono passati da integrazione facoltativa a componente strutturale, richiedendo quantità, qualità e capacità analitiche per valutare climate risk e Doppia Materialità.
  • Criticità: copertura e qualità incoerenti dei dati, difficoltà di comparazione; cresce la domanda di dati prospettici e modelli di rischio climatico; ISSB e reporting prioritari.
  • Maturità e ambiti: il mercato diventa guidato dai dati, con ESG integrato in rischio e strategie; limiti nei mercati privati e forte richiesta di dati su emissioni e rating.
Riassunto generato con AI

La grande differenza tra la prima e la seconda fase del rapporto tra ESG e finanza è rappresentato dai dati: dalla quantità, dalla qualità e dalla capacità di lavorare sui dati. Che investitori, analisti e operatori del mondo della finanza siano da sempre guidati dai dati non è certo una novità. La differenza rispetto al passato è che i temi della sostenibilità (e basti pensare solamente alle prospettive della Doppia Materialità o dei climate risk) hanno aumentato in modo probabilmente esponenziale la necessità di appoggiare qualsiasi decisione su una consistente base dati e su una solida capacità di analisi. La sostenibilità sè diventata a tutti gli effetti una componente strutturale fondamentale delle decisioni finanziarie. E se fino a pochi anni fa i dati ESG rappresentavano un’integrazione facoltativa nelle strategie di investimento, oggi sono sempre più considerati strumenti indispensabili per valutare rischi, opportunità e performance di lungo periodo.

ESG, investitori e dati: l’analisi della ricerca State of ESG Data Survey realizzata da Morningstar Sustainalytics

A confermarlo è la prima edizione della ricerca State of ESG Data Survey realizzata da Morningstar Sustainalytics, che fotografa un mercato finanziario in piena evoluzione verso una maggiore integrazione delle informazioni legate alla sostenibilità, al clima e alla gestione dei rischi ambientali.

L’indagine ha coinvolto 145 operatori finanziari a livello globale, tra asset manager, banche, fondi pensione, wealth manager e altre istituzioni finanziarie distribuite tra Europa, Americhe e Asia-Pacifico.

Dati ESG sempre più integrati nei processi finanziari

Uno dei messaggi principali che emerge dalla ricerca è che i dati ESG non vengono più considerati semplici strumenti di supporto alle attività di investimento responsabile. Le istituzioni finanziarie stanno infatti integrando queste informazioni direttamente nei processi di investimento, nei sistemi di gestione del rischio e nelle attività di reporting normativo.

Dalla sostenibilità alla gestione del rischio

L’evoluzione del contesto regolatorio e la crescente attenzione verso gli impatti del cambiamento climatico stanno modificando il modo in cui gli investitori analizzano le aziende e costruiscono i portafogli.

Le informazioni ESG vengono sempre più utilizzate per la gestione del rischio, per comprendere l’esposizione a rischi ambientali, sociali e di governance che possono influenzare la creazione di valore nel lungo periodo.

Secondo Morningstar Sustainalytics, la richiesta di dati standardizzati e confrontabili rimane elevata, ma cresce parallelamente l’interesse verso strumenti capaci di fornire una visione prospettica dei rischi futuri.

La qualità dei dati resta il vero tema strategico per tutti

Nonostante la crescente diffusione delle informazioni ESG, gli investitori continuano a segnalare diverse criticità. L’indagine evidenzia come quasi la metà degli operatori finanziari intervistati incontri ancora difficoltà nell’accesso a dati completi e affidabili.

Copertura insufficiente e qualità non omogenea

Tra le principali problematiche emerse figurano:

  • Carenze nella copertura dei dati ESG (47%);
  • Problemi legati alla qualità delle informazioni disponibili (41%);
  • Incoerenze tra i dati forniti da diversi provider (40%).

Queste criticità rendono più complessa la comparazione tra aziende e la costruzione di modelli di analisi robusti e affidabili. Per gli investitori, la disponibilità di dati coerenti rappresenta ormai una condizione essenziale per soddisfare le richieste normative e supportare decisioni di investimento sempre più sofisticate.

Cresce la domanda di dati climatici previsionali

Uno dei risultati più interessanti della ricerca riguarda la crescente attenzione verso gli strumenti di analisi predittiva. Gli investitori non cercano più soltanto informazioni relative alle performance ESG passate, ma vogliono comprendere come aziende e settori saranno in grado di affrontare le sfide future.

I modelli di rischio climatico diventano centrali

Tra le categorie di dati considerate più strategiche emergono i modelli di valutazione dei rischi di transizione climatica. Il 35% degli intervistati identifica questi strumenti come una delle risorse più preziose per supportare decisioni di investimento orientate al lungo periodo. Parallelamente, i dati derivanti dagli standard di rendicontazione dell’International Sustainability Standards Board (ISSB) vengono considerati indispensabili dal 73% degli operatori, mentre il 68% attribuisce particolare rilevanza alle informazioni relative alle obbligazioni sostenibili.

Decisioni sempre più basate sugli scenari futuri

L’interesse verso questi strumenti riflette la necessità di valutare scenari di lungo periodo e comprendere la resilienza delle aziende rispetto ai cambiamenti climatici. L’attenzione si sposta quindi dalla semplice misurazione delle performance attuali alla capacità di anticipare rischi e opportunità future.

Reporting e compliance diventano priorità

L’indagine evidenzia anche una crescente complessità degli obblighi normativi che interessano il settore finanziario.

La richiesta di integrazione end-to-end

Quasi la metà degli intervistati indica le capacità di reporting a livello di fondo tra le tre principali esigenze operative. Questo dato evidenzia come gli investitori siano sempre più impegnati nella gestione di processi di disclosure complessi e nella necessità di integrare informazioni ESG lungo l’intera catena decisionale.

La domanda non riguarda soltanto la disponibilità dei dati, ma anche la loro capacità di essere facilmente integrati nei sistemi informativi e nei flussi operativi esistenti.

Mercati privati e asset alternativi: il nuovo ambito dell’ESG

La ricerca identifica inoltre i mercati privati come una delle aree più critiche dal punto di vista della disponibilità di dati ESG e climatici. Sempre più investitori stanno adottando un approccio di sostenibilità esteso all’intero portafoglio, ampliando la propria esposizione verso asset non quotati. Tuttavia, proprio in questi segmenti la disponibilità di informazioni ESG risulta ancora limitata rispetto ai mercati regolamentati.

La mancanza di standard consolidati e la minore trasparenza rappresentano oggi uno degli ostacoli principali per una piena integrazione della sostenibilità negli investimenti alternativi.

Emissioni, regolamentazione e rating ESG tra le priorità

La survey mette in evidenza anche quali siano le informazioni maggiormente richieste dagli investitori istituzionali. In questo senso i dataset più ricercati si trovano:

  • Dati allineati ai requisiti normativi (58%);
  • Informazioni sulle emissioni di gas serra (56%);
  • Rating di rischio ESG (49%).

Questi dati vengono considerati fondamentali per comprendere il profilo di rischio delle organizzazioni e rispondere alle crescenti richieste di trasparenza provenienti da regolatori, clienti e stakeholder.

Il mercato ESG entra, grazie ai dati, nella fase della maturità

Secondo Morningstar Sustainalytics, i risultati della ricerca mostrano chiaramente come il mercato ESG stia entrando in una nuova fase di maturità espressamente basata sui dati. La sostenibilità non viene più interpretata come un tema accessorio o legato esclusivamente alla reputazione. Al contrario, è ormai considerata una dimensione centrale dell’analisi finanziaria e della gestione del rischio.

La crescente domanda di dati climatici, metriche prospettiche e strumenti di reporting integrato evidenzia come gli investitori stiano cercando informazioni sempre più sofisticate e precise per affrontare un contesto caratterizzato da trasformazioni economiche, ambientali e normative. In questo scenario, la qualità dei dati e la capacità di trasformarli in insight utili per le decisioni strategiche diventano fattori chiave per la competitività dell’intero ecosistema finanziario.

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