Mauden Point of View

ESG, Sostenibilità e competitività: una sfida da affrontare con l’innovazione digitale

Le esigenze e i percorsi di sostenibilità delle aziende, i nuovi obiettivi di sviluppo da calibrare in funzione di un nuovo rapporto con le risorse, con le persone e con la governance delle imprese. Un momento di confronto per comprendere le nuove priorità e il ruolo che può essere svolto da Intelligenza Artificiale, Big Data, Analytics, Cloud

26 Nov 2021

Per tutte le aziende di tutti i settori, senza eccezioni, il tema della sostenibilità è ormai direttamente collegato sia ai temi della trasformazione digitale sia agli obiettivi di business.

Lo scenario che si presenta nella linea di sviluppo di qualsiasi organizzazione e di qualsiasi impresa è costellato da richieste che richiamano i temi della sostenibilità sia da parte dei consumatori, sia dalle imprese, soprattutto nel caso di supply chain complesse. Un ruolo sempre più importante è poi svolto a sua volta dalle normative e dal mondo della finanza, non solo dalla cosiddetta finanza sostenibile, ma anche da parte di tutte quelle realtà che ispirano i processi di valutazione e le principali decisioni alle logiche ESG.

Per molti consumatori, infatti, c’è una crescente consapevolezza di essere in grado di contribuire alle scelte delle aziende e di indirizzare le loro decisioni, premiando quelle aziende che dimostrano di prendere seriamente in considerazione i fattori ESG, ovvero che scelgono di misurare e rendicontare il loro percorsi di sostenibilità.

Il denominatore comune che mette in diretta relazione oggi sostenibilità e competitività è rappresentato dal digitale. È infatti dai dati che passano sia la misurabilità sia la possibilità di capire come e dove agire a più livelli, in funzione dei settori in cui opera ciascuna azienda e in funzione di risultati intermedi che concorrono al raggiungimento di obiettivi globali.

Se non ci sono dubbi sul fatto che questo scenario valga per tutte le aziende e se non ci sono dubbi ormai nemmeno sul “Quando”, quello che resta da definire è il “Come”, ovvero sulle modalità che vengono offerte dall’innovazione digitale per interpretare la sostenibilità non più come un adempimento, ma come una nuova opportunità di sviluppo. Questo tema è stato al centro della tavola rotonda “Sostenibilità e competitività: una doppia sfida che si vince con l’innovazione digitale” realizzata dalla testata ESG360 in collaborazione con Mauden.

Federica Acerbi, Politecnico di Milano, SoM Manufacturing Group chiarisce subito le ragioni in base alle quali possiamo affermare che non ci può essere una sustainability transformation senza una digital transformation. Ragioni che rispondono alla domanda di grande attualità per tutti noi: “Perché dovremmo essere più sostenibili?”

La risposta comprende tante dimensioni a partire dal segnale che ci arriva dall’Earth Overshoot Day, ovvero dalla data in cui la domanda di risorse da parte della popolazione supera (purtroppo) la quantità di risorse che la Terra è in grado di generare in un anno solare, e che nel 2021 è caduta il 29 luglio. Da quel momento, va detto, siamo in debito con il Pianeta. In più, i consumi delle materie prime stanno aumentando a causa anche della crescita della popolazione e si stima che – continuando con questo ritmo – nel 2060 saranno duplicati. Così come l’aumento dei rifiuti solidi che raggiungerà i 2.2 miliardi di tonnellate annue nel 2025. In uno scenario in cui solo il 15% circa delle materie plastiche europee viene riciclato, i dati ci dicono che si potrebbe ottenere una riduzione media delle emissioni di gas serra del 73,5% per kg di materiale prodotto se si usassero materiali secondari.

In questo contesto qualsiasi organizzazione deve confrontarsi con tre grandi spinte che portano a considerare la sostenibilità come un tema prioritario: i Consumatori, la Finanza e le Normative.

I consumatori hanno attitudini differenti in termini di sostenibilità ambientale e sociale. Viviamo una situazione in cui l’attenzione nelle scelte di acquisto premia e criteri di sostenibilità. Anche gli investimenti responsabili o ESG,  si stanno diffondendo e permettono di misurare i valori dell’impatto sociale ed ambientale. Se guardiamo all’Europa, in particolare, le performance legate agli investimenti ESG sono leggermente più alte rispetto agli USA e rientrano in un trend in significativo aumento.

E, arrivando al ruolo delle normative, tutto questo avviene anche per merito degli stimoli che arrivano dai policy maker: le Nazioni Unite hanno espresso l’urgenza di raggiungere i 17 SDGs e con la COP26 stanno spingendo un forte impegno da parte di tutti i paesi. In Europa con il Green Deal sta arrivando una spinta in più con l’obiettivo di arrivare a un climate neutral continent entro il 2050. E così anche il Circular Economy Action Plan sta delineando un’agenda per rendere l’Europa un continente pulito, ecologico e competitivo. Possiamo dire che sta prendendo forma un framework per la creazione di nuovi prodotti, servizi, processi e modelli di business sostenibili e circolari, che si porranno anche l’obiettivo di modificare le abitudini attuali di consumo. Prospettive che trovano sostegno nei principi di economia circolare basati sulla progettazione sin dall’origine di prodotti, processi e servizi in grado di limitare la generazione di sprechi, di essere più resilienti e di essere basati sull’uso di fonti rinnovabili.

In questo scenario la digitalizzazione è un fattore abilitante per la transizione verso la sostenibilità in quanto permette di aumentare la conoscenza su un numero crescente di variabili che incidono sia sulle performance aziendali sia sull’impatto ambientale e sociale. Grazie al digitale è possibile progettare e creare nuovi prodotti e processi e servizi in ottica circolare o riducendo al massimo gli sprechi, migliorando design, performance e individuando modelli di business, come ad esempio la servitizzazione; che permettono di impostare un diverso rapporto con le risorse. E sempre con il digitale è possibile coinvolgere e modificare i comportamenti di consumatori e cittadini.

Secondo la ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, Transizione Industria 4.0 del 2021, che ha indagato le tecnologie di Industria 4.0 più sfruttate per obiettivi di sostenibilità con un indagine su 175 grandi imprese del settore manifatturiero nazionale, l’attenzione verso queste tematiche è crescente. Le industrie si interessano in modo bilanciato a OT e IT mostrando contestualmente interesse verso strumenti innovativi sul campo (Advanced HMI, Advanced Automation, Additive Manufacturing), ma anche che stimolano l’uso di dati e informazioni (Industrial IoT, Industrial Analytics, Cloud Computing and Cloud Manufacturing).

Le aree della sostenibilità più impattate dalle tecnologie sono molteplici, o meglio le tecnologie possono promuovere la sostenibilità in molteplici modi: tecniche avanzate di simulazione per progettare prodotti e processi, monitoraggio in real time di consumi e operations, tracciare le informazioni per rendere fluidi gli scambi, gestire il ciclo di vita del prodotto, così come degli asset.

Il ruolo delle tecnologie e dei provider

Partendo dal doppio rapporto tra innovazione digitale e sostenibilità e tra sostenibilità e competitività si arriva al ruolo chiave dell’innovazione. Con il digitale si conoscono sempre meglio le esigenze di consumatori, osserva Claudia Leati, Technology Leader, Mauden, che sono sempre più attenti ai prodotti e alla catena sostenibile, che non si accontentano del marchio sostenibile ma vogliono dati oggettivi; a sua volta anche la finanza premia le aziende che dimostrano il conseguimento di risultati in materia di sostenibilità; e infine le normative stanno stimolando e “obbligando” a muoversi in questa direzione. Senza dimenticare, prosegue, che ci sono anche nuove fome di incentivazione che possono portare importanti benefici.

Leati sottolinea il leit motiv: di Mauden: reduce, reuse e recycle. “Abbiamo costruito un approccio consulenziale che spinge a ridurre l’utilizzo delle risorse, a riutilizzare il più possibile e a incentivare logiche di circular economy con interazioni con realtà esterne. Siamo consapevoli di quanto sia importante cercare un equilibrio tra sostenibilità, tracciabilità, sicurezza e compliance, il tutto nel segno della misurabilità”.

Il punto di partenza della sostenibilità

Nel rapporto tra innovazione digitale e sostenibilità il punto di partenza è rappresentato dalla migliore conoscenza possibile della propria situazione, degli obiettivi, delle criticità, degli strumenti, dei processi, dei metodi di produzione, dei comportamenti e delle esigenze dei clienti ben sapendo che nello scenario della sostenibilità cresce il numero di variabili da tenere in considerazione in tutti i passaggi, come ad esempio il ruolo e il peso delle condizioni climatiche.

Occorre poi considerare il grande valore dei dati presenti nelle aziende e il ruolo di infrastrutture che permettano di effettuare poi quelle scelte applicative che consentono di trasformare i dati in valore, anche per quanto riguarda le performance legate alla sostenibilità. Le aziende hanno una grande ricchezza di dati, spesso si tratta di fonti o basi dati che non sono correttamente mappate e che non sono adeguatamente correlate o analizzate. In molti casi il tema riguarda l’organizzazione del lavoro sui dati, da sviluppare e impostare in modo da considerare tutti i parametri e i valori che sono associati alla sostenibilità. Il tema dell’infrastruttura tecnologica e dell’organizzazione dei dati è il fattore abilitante per la scelta e per l’adozione di soluzioni che consentano di indirizzare le strategie e le operation delle imprese al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale e delle tecnologie esponenziali

L’Intelligenza artificiale può svolgere un ruolo fondamentale per lo sviluppo sostenibile. Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono estremamente complessi e impongono alle organizzazioni la necessità di governare un numero crescente di variabili. In questo senso l’AI può essere di grande aiuto per aiutare le imprese a prendere le decisioni migliori.

Sono tanti gli ambiti nei quali il digitale porta valore. Nel riconoscimento del linguaggio che consente di interagire e comunicare in modo sempre più semplice ed efficiente con le macchine, nella gestione documentale grazie a potenti algoritmi che rilevano informazioni e individuano le correlazioni, aumentando la capacità di conoscenza e le possibilità di interazione, ad esempio con i clienti. C’è poi il tema della computer vision che ha vissuto grandi progressi in tanti ambiti come, per fare qualche esempio, nei rilievi aerei dei terreni o nella ricerca di guasti su infrastrutture fisiche o nel rilevamento di danni alle automobili per il mondo assicurativo. Un altro ambito è poi rappresentato dai sistemi predittivi, dagli algoritmi di machine learning e deep learning che permettono di aumentare la capacità predittiva in anti ambiti, come negli stock di magazzino, nei consumi degli utenti nel mondo per il modno retail, negli afflussi di persone in una location per chi gestisce eventi o servizi di mobilità. A tutto questo si aggiunge poi la tematica dell’automazione, dai microprocessi nelle imprese, al processo di produzione nell’ambito aziendale fino ai macro-processi di filiera: i tool di automazione consentono di portare efficienza e di gestire in modo sempre più preciso le risorse riducendo gli sprechi.

Per arrivare a ottenere tutti i benefici che il digitale è in grado di mettere a disposizione occorre avviare un percorso tecnologico di digital transformation: i dati sono naturalmente la condizione necessaria: le aziende devono raccoglierli in modo strutturato, devono poter contare su soluzioni che permettano di gestire fonti eterogenee spesso anche esterne al perimetro aziendale, devono poter contare su competenze adeguate per creare le condizioni, in tutte le aree aziendali, sia di un corretto utilizzo sia di una corretta valorizzazione, riducendo l’esposizione ai fattori di rischio.

Il ruolo della sostenibilità in diversi settori e mercati

Dai partecipanti alla tavola rotonda sono arrivati contributi, esperienze e indicazioni su nuovi bisogni che permettono di capire come si sta configurando il percorso di sostenibilità in molte imprese e il ruolo che può essere svolto dal digitale e dalla capacità di valorizzazione dei dati in modo specifico.

Nel mondo del fashion sportivo arriva l’indicazione che i prodotti devono essere in grado di esprimere caratteristiche di sostenibilità e devono nello stesso tempo essere in grado di veicolare i valori di sostenibilità dell’azienda produttrice. La testimonianza che arrivata alla tavola rotonda parla di un percorso che unisce innovazione digitale e sostenibilità in modo integrato con una roadmap che punta a raggiungere obiettivi di sostenibilità a livello di procurement, di processo, di tracking dei prodotti e di ripensamento delle supply chain e di trasparenza di filiera. Il digitale permette di arrivare a raggiungere obiettivi di sostenibilità in tutti questi ambiti e permette nello stesso tempo di disporre di una maggior conoscenza delle reali propensioni dei consumatori. Un altro aspetto importante del ruolo del digitale riguarda la capacità di comprendere al meglio come tutta la filiera gestisce la sostenibilità anche con la mappatura e il controllo di un crescente numero di fonti informative.

Nel caso di una importante aziende del settore chimico farmaceutico con processi di lavorazione anche molto energivori, il grande tema appare nella capacità di gestione delle tante e diverse fonti di dati e delle tante variabili che caratterizzano le azioni di “governo” della sostenibilità. La digitalizzazione e in particolare l’Internet of Things e i big data analytics sono uno straordinario fattore abilitante per disporre di un controllo sempre più preciso e completo di tutte le attività, per evitare sprechi, per realizzare nuove forme di efficienza, ma anche per aumentare la sicurezza. Ma la vera sfida è quella di utilizzare veramente tutte fonti di dati che si hanno a disposizione e di approfittare della grande spinta che può arrivare dall’AI.

Il mondo delle banche e della finanza guarda ai temi della sostenibilità anche con grande attenzione ai dati e ai kpi con cui le imprese e ele organizzazioni misurano e valutano le performance della sustainability.

L’ESG, in particolare, impone di considerare e gestire tematiche di misurabilità con un numero crescente di KPI e di variabili legate alla sostenibilità ambientale, sociale e di governo delle imprese. Detto che una serie di servizi, come ad esempio (l’online banking o lo smart working ) contribuiscono a ridurre il consumo di CO2 in modo indiretto, permettendo di raggiungere benefici i agendo sul mondo della mobilità , c’è un ruolo fondamentale e di indirizzo con cui la banca è in grado di stimolare e sostenere progettualità di economia indirizzate al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità.

Ridurre, riutilizzare e riciclare sono i tre fattori sui quali l’AI può dare un contributo fondamentale, ma ci sono anche gli ambiti più “innovativi” legati ai rating ESG in cui aumenta in modo veramente consistente la necessità di trattare dati qualitativi e quantitativi.

Dal mondo dei media arriva un segnale di attenzione al ruolo che può svolgere i temi della migrazione cloud a beneficio dei valori della sostenibilità. Un altro aspetto da mettere in diretta relazione con questi obiettivi è rappresentato dai temi dell’integrazione a livello di dati e dunque al ruolo delle infrastrutture. Nello stesso tempo c’è poi il richiamo a guardare alla sostenibilità come a un grande “gioco di squadra” con diverse figure coinvolte ma con un ruolo centrale da parte dell’IT. Un percorso che in diverse aziende arriva da lontano e che prevede anche un coinvolgimento attivo delle persone in tante azioni e tanti cambiamenti che, con un cambiamento nelle abitudini, permettono da una parte di ridurre gli sprechi e dall’altra di individuare, in forma di miglioramento continuo, nuove soluzioni.

Ma ci sono settori nei quali il tema della sostenibilità assume accezioni specifiche anche legate alla gestione dei rapporto con fornitori e con alcune tipologie di servizi. In una impresa del mondo manifatturiero il tema della logistica e dei trasporti grazie a soluzioni di intelligenza artificiale per la gestione del magazzino automatico ha permesso di tracciare con maggior efficienza i carichi in arrivo e in uscita digitalizzando e automatizzando tutte le fasi di check. Una soluzione che ha permesso di portare efficienza e sicurezza in tutte le operazioni, di ridurre tutti i consumi e tutti gli sprechi, sia a livello di risorse sia a livello di tempi e di garantire una migliore operatività ai fornitori anche nel rispetto degli adempimenti legati alle normative di distanziamento sociale.

A sua volta una realtà operativa mondo dei prodotti per la grande distribuzione guarda alla sostenibilità con soluzioni basate su IoT e sensoristica che permette di gestire i consumi energetici e che – nello stesso tempo – consente di rilevare informazioni legate al comportamento dei consumatori: Un progetto che ha messo in evidenza sia i vantaggi relativi all’economicità sia quelli legati alla sostenibilità, in un percorso che il digitale ha permesso di strutturare in forma di learning by doing.

Una realtà del mondo energy a sua volta a osservato come accanto all’impegno sulla decarbonizzazione ha potuto sfruttare il digitale per mettere a disposizione dei propri clienti nuovi servizi e soluzioni per raggiungere a loro volta obiettivi di efficienza energetica e di sostenibilità. L’attenzione all’innovazione digitale e, in particolare, al passaggio al Cloud può permettere alle aziende di ridurre ulteriormente gli sprechi ed aumentare le forme di efficienza nell’IT.

Nel mondo della pubblica amministrazione i temi della sostenibilità hanno a loro volta diverse dimensioni. Una, in particolare, ha un aspetto rilevante sia per quanto riguarda i temi della qualità della vita delle città e di una gestione più consapevole delle risorse. La gestione, la tracciabilità dei riflieti, la loro raccolta, il trasporto e il trattamento rappresentano infatti temi di importanza fondamentale per il presente e il futuro delle nostre città. Il digitale permette di unire i temi della sostenibilità e della sicurezza da una parte grazie all’IoT e, dall’altra, grazie a soluzioni di Intelligenza artificiale, di computer vision e di programazione delle attività sul campo. Ma il salto di qualità per quanto riguarda il rapporto tra pubbliche amminsitrazioni e innovazione digitale a livello di servizi sul territorio è legato allo sviluppo dei sistemi di gestione territoriale che sono in grado di unire efficienza, sicurezza, qualità dei servizi e sostenibilità.

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Redazione ESG360

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