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Costi di riscaldamento: ci sarà anche un impatto dell’ETS2?


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Dal 2028, l’ETS2 attribuirà un prezzo anche alle emissioni dei combustibili fossili impiegati negli edifici. Il costo sarà sostenuto dai fornitori, ma si rifletterà sugli utenti finali. Come funzionerà il sistema, quanto potrebbe incidere sulle bollette e perché sarà ancora più importante puntare sull’efficienza energetica

Pubblicato il 23 set 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



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ets 2 ETS2: che impatto può avere l'Emission Trading system 2 sul riscaldamento degli edifici


Punti chiave

  • Il ETS2 (nuovo Emissions Trading System) è un mercato separato che applica il principio cap and trade per edifici e trasporti; operativo nel 2028, aste dal 2027.
  • Dal 2028 l’ETS2 aggiungerà un costo alle emissioni dei combustibili fossili; il prezzo della CO₂ sarà trasferito dai fornitori e inciderà su bollette di gas, gasolio e GPL.
  • Priorità: ridurre consumi con efficienza energetica, isolamento, elettrificazione e pompe di calore; il Social Climate Fund finanzia riqualificazioni per evitare stranded asset.
Riassunto generato con AI


Sembra presto per pensarci, ma in realtà se si considera i tempo necessario per prepararsi, è bene mettersi avanti, soprattutto in un periodo che vede crescere costantemente i costi dell’energia. E il tema vera riguarda proprio i costi, ovvero, per la precisione, l’impatto sui costi dell’energia che in un futuro non tanto lontano arriverà anche dal nuovo ETS2, Emissions Trading System.

Innanzitutto, che cos’è l’ETS2

L’ETS2 è il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione dedicato agli edifici, al trasporto stradale e ad alcuni settori industriali non compresi nell’EU ETS tradizionale.

L’acronimo ETS significa Emissions Trading System. Il numero 2 segnala che il nuovo mercato sarà separato dall’EU ETS già applicato alla produzione elettrica, all’industria energivora, all’aviazione e al trasporto marittimo.

L’obiettivo dell’ETS2 è ridurre entro il 2030 del 42%, rispetto al 2005, le emissioni dei settori interessati. Il sistema diventerà pienamente operativo nel 2028, mentre le prime aste delle quote sono previste nel 2027.

Come funzionerà il nuovo mercato del carbonio

Come nel caso dell’EU ETS, l’ETS2 seguirà il principio del “cap and trade”. L’Unione europea stabilirà un tetto complessivo alle emissioni e metterà in circolazione un numero corrispondente di quote. Ogni quota consentirà di emettere una tonnellata di CO₂ equivalente.

Il numero delle quote disponibili diminuirà progressivamente. La scarsità crescente dovrebbe far aumentare il costo delle fonti fossili e rendere più convenienti efficienza energetica, pompe di calore, energie rinnovabili e sistemi di riscaldamento a basse emissioni.

Perché il mondo building deve considerare con attenzione le misure dell’ETS2?

Dal 2028 l’ETS2 attribuirà un costo alle emissioni dei combustibili fossili utilizzati negli edifici. Il prezzo della CO₂ potrà così riflettersi sui costi di riscaldamento sostenuti da famiglie e imprese.
Gli immobili meno efficienti e maggiormente dipendenti da gas o gasolio saranno i più espostia questi costi. Nello scenario preparato dall’ETS2 l’efficienza energetica diventerà ancora più importante nella determinazione dei costi di gestione.
Va aggiunto che, seppur in modo indiretto, l’ETS2 potrà influenzare anche il valore degli edifici, la loro capacità di generare reddito. Da una certa prospettiva, proprietari e investitori dovranno valutare e gestire il rischio che gli immobili inefficienti si trasformino in stranded asset.
Potrebbero e dovrebbero arrivare nuove motivazioni per progettisti e costruttori nell’effetuare scelte che puntano a privilegiare isolamento, elettrificazione e sistemi di controllo intelligenti, mentre per banche e operatori immobiliari aumenterà il peso delle prestazioni energetiche nelle decisioni di finanziamento.

Chi dovrà acquistare le quote previste dall’ETS2

L’obbligo previsto dall’ETS2 non ricadrà direttamente sulle famiglie. Saranno naturalmente i produttori e i distributori a dover monitorare le emissioni associate ai prodotti venduti e restituire un numero equivalente di quote ETS2.

Questo passaggio “a monte” evita di coinvolgere milioni di singoli consumatori nel mercato delle emissioni. Nello stesso tempo però occorre sottolineare che i fornitori trasferiranno in tutto o in parte, il costo delle quote sul prezzo del gas naturale, del gasolio da riscaldamento e degli altri combustibili fossili.

Quali sistemi di riscaldamento saranno interessati

L’impatto diretto riguarderà principalmente:

  • caldaie alimentate a gas naturale;
  • impianti a gasolio;
  • sistemi alimentati a GPL;
  • altri apparecchi che utilizzano combustibili fossili.

Le abitazioni riscaldate con pompe di calore o apparecchi elettrici non pagheranno direttamente l’ETS2. Attenzione: il prezzo dell’elettricità può però incorporare già gli effetti dell’EU ETS applicato alla produzione elettrica da fonti fossili.

Anche il teleriscaldamento non è automaticamente escluso da un costo del carbonio: l’effetto dipende dalle fonti energetiche impiegate e dal sistema ETS al quale è soggetto l’impianto di produzione del calore.

Come si calcolerà l’impatto dell’ETS2 sul riscaldamento

In questa prospettiva nel calcolo relativo ai costi di riscaldamento degli edifici e più in generale dei costi di gestione del mondo bulding occorre aggiungere una nuova variabile determinata appunto dall’impatto dell’ETS2. La struttura di questo costo può essere calcolata con una formula di questo tipo: Costo ETS2 = consumo di combustibile × fattore di emissione × prezzo della quota di CO₂.

Per il gas naturale si può assumere, a titolo indicativo, un’emissione diretta di circa 0,20 chilogrammi di CO₂ per ogni kWh consumato. Una famiglia che utilizza 10.000 kWh di gas genera quindi approssimativamente due tonnellate di CO₂. Questo valore va moltiplicato per il costo (al momento teorico) della CO₂ prima di IVA, che può essere eventualmente corretto in funzione delle strategie commerciali del fornitore.

Il generale si può facilmente concludere che persone che vivono in edifici inefficienti, in aree climatiche fredde o in territori con poche alternative energetiche risulteranno maggiormente svantaggiate, ovvero nella loro bolletta si sentirà maggiormente l’effetto ETS2.

Per comprendere al meglio questa dinamica può essere utile analizzare come è composta la spesa per il riscaldamento

Nel caso di riscaldamento alimnetato da gas naturale, la prima componente rappresentata dal prezzo della materia acquistata dal fornitore dipende dai mercati all’ingrosso, dal contratto sottoscritto e dall’eventuale indicizzazione.

L’ETS2 aggiungerà il costo associato alle emissioni. Un calo del prezzo del gas potrebbe quindi compensare l’effetto della CO₂; un aumento contemporaneo delle due componenti potrebbe invece amplificare la spesa.

La bolletta comprende inoltre i costi per trasportare e distribuire il gas, gestire le reti e misurare i consumi. Queste componenti non dipendono direttamente dal numero di quote ETS2 necessarie.

Alla spesa energetica si aggiungono infine oneri, accise, addizionale regionale e IVA. L’effetto finale dell’ETS2 potrebbe essere superiore al solo valore della quota qualora il costo trasferito dal fornitore entri nella base imponibile.

L’importanza dell’efficienza dell’edificio e dei consumi

La variabile più importante resta la quantità di combustibile utilizzata. Due famiglie con lo stesso contratto possono subire effetti molto diversi in base a superficie dell’abitazione, isolamento, clima, rendimento della caldaia e temperatura impostata.

L’ETS2 inciderà poco su un edificio efficiente e molto di più su un’abitazione energivora. Per questo il problema non riguarda soltanto il prezzo del carbonio, ma la possibilità concreta di ridurre i consumi.

Che ruolo svolgerà il Social Climate Fund?

L’ETS2 sarà accompagnato dal Social Climate Fund, creato per sostenere le famiglie vulnerabili, gli utenti dei trasporti e le microimprese maggiormente esposte all’aumento dei costi. Grazie al Social Climate Fund gli Stati potranno finanziare interventi come:

  • riqualificazione energetica degli edifici;
  • sostituzione degli impianti fossili;
  • installazione di pompe di calore;
  • accesso alle energie rinnovabili;
  • misure temporanee e mirate di sostegno al reddito.

Il fondo è stato concepito soprattutto per aiutare le famiglie a ridurre stabilmente la dipendenza dai combustibili fossili.

Quali saranno gli effetti delle politiche nazionali sull’ETS2?

Il risultato degli effetti dell’ETS2 dipenderà naturalmente come già sottolineato dal prezzo delle quote, dalla percentuale trasferita dai fornitori, dall’andamento dei combustibili, dalla fiscalità e dalle misure adottate dal governo italiano. Accanto a tutte queste variabili occorre evidenziare che un ruolo determinante sarà svolto dal Piano sociale per il clima dell’Italia e dalla capacità di indirizzare gli investimenti verso chi vive in condizioni di povertà energetica o non dispone delle risorse necessarie per riqualificare l’abitazione.

In sintesi l’ETS2 renderà economicamente più oneroso continuare a utilizzare combustibili fossili e renderà più onerosa l’inefficienza. Nello stesso tempo va osservato che senza incentivi e interventi sugli edifici, il rischio è che il sistema venga percepito soltanto come un nuovo costo quando invece è un metodo per trasformare il prezzo della CO₂ in una leva per ridurre sprechi, consumi, bollette ed emissioni nel lungo periodo.

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