La decarbonizzazione dei materiali per l’edilizia rappresenta uno dei settori sui quali si concentra maggiormente tanto l’attenzione di imprese e investitori quanto le aspettative di riuscire a rispondere in modo innovativo alle istanze di un ambiente sostenibile dove un ruolo chiave è svolto dall’edilizia sostenibile e dall’architettura sostenibile. In questo contesto il settore dei materiali da costruzione attraversa nello specifico una fase di trasformazione profonda, spinto dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale e di individuare soluzioni più sostenibili rispetto ai tradizionali prodotti a base cementizia.
Ed è esattamente su queste sfide che uniscono innovazione e sostenibilità che opera il mondo CleanTech, vale a dire le startup e le imprese innovative che cercano nuove strade sia per rispondere alle necessità di decarbonizzazione sia per fare della decarbonizzazione una nuova forma di competitività.
Decarbonizzazione materiali per l’edilizia: BeNewtral punta a nuovi modelli industriali
In questi ambiti è attiva BeNewtral con proposte che puntano in particolare a coniugare innovazione tecnologica e circolarità dei processi produttivi. L’introduzione di tecnologie innovative e la capacità di attrarre nuovi capitali rappresentano insieme due degli elementi centrali che permettono di accelerare la transizione verso modelli industriali a minore carbon footprint, il tutto in un contesto competitivo in cui la domanda di soluzioni alternative green assume un ruolo sempre più rilevante.
BeNewtral: nuovi capitali per accelerare la proposta di decarbonizzazione di materiali per l’edilizia
Il tema della scalabilità sul pinao industriale delle soluzioni per la decarbonizzazione dei materiali per l’edilizia è stato affrontato da BeNewtral grazie a un recente round di finanziamento da 7 milioni di euro chiuso con CDP Venture Capital come lead investor. Si tratta in questo caso di un passaggio particolarmente importante nello sviluppo dell’azienda che va nella direzione della ricerca di soluzioni concrete per accelerare la decarbonizzazione dell’edilizia.
La raccolta porta a 11 milioni il totale degli investimenti sulla startup, che si posiziona oggi come uno dei principali attori italiani nel cleantech applicato ai materiali da costruzione. L’operazione vede il coinvolgimento di investitori istituzionali e privati provenienti dal mondo industriale e della consulenza e rappresenta una risposta diretta alla crescente domanda di tecnologie in grado di ridurre l’impronta ambientale della filiera edilizia, tradizionalmente dominata dal cemento Portland. Il rafforzamento patrimoniale non rappresenta solo un segnale di fiducia verso la tecnologia proprietaria sviluppata dalla società, ma abilita concretamente nuove traiettorie industriali: l’acquisizione del primo impianto produttivo a Pavia e la creazione di un centro R&D dedicato rappresentano i primi tasselli di una strategia che mira a scalare la produzione e a consolidare partnership strutturate con operatori del settore.
L’alternativa ReBind al cemento per percorrere nuove strade nella decarbonizzazione dei materiali per l’edilizia
Alla base della proposta di BeNewtral si trova ReBind, un materiale alternativo al cemento che si distingue non solo per un ridotto impatto ambientale — fino al 90% in meno di emissioni di CO2 rispetto al cemento tradizionale — ma anche per un approccio produttivo radicalmente differente.
La tecnologia sviluppata consente la trasformazione di sottoprodotti industriali non pericolosi in leganti ad alte prestazioni, sfruttando processi chimici e fisici a bassissimo consumo energetico. Questo modello circolare permette di valorizzare materiali precedentemente considerati scarti, inserendoli in una nuova catena del valore che supera il paradigma lineare della sola estrazione e consumo.
L’assenza di fasi ad alta temperatura nel processo riduce significativamente i fabbisogni energetici, mentre le proprietà tecniche del prodotto finale — in termini di resistenza meccanica e durabilità anche in contesti ostili — assicurano una piena integrabilità nelle filiere esistenti del calcestruzzo. L’efficacia della soluzione si misura quindi non solo nella sostenibilità ambientale, ma anche nella possibilità concreta di abilitare produzioni decentralizzate tramite micro-impianti locali a basso capitale d’ingresso.
Espansione industriale, ricerca avanzata e partnership strategiche
L’immissione di nuovi capitali consente a BeNewtral di avviare una fase operativa orientata sia all’incremento della capacità produttiva sia all’innalzamento del livello tecnologico. L’acquisizione dell’impianto pavese fornirà la base per la realizzazione del primo polo industriale italiano dedicato ai leganti alternativi, con una capacità superiore alle 25 mila tonnellate annue: un salto dimensionale che mira a traghettare la tecnologia dalla sperimentazione su scala pilota verso una produzione stabile e replicabile.
Un laboratorio avanzato per la ricerca sui materiali
In parallelo, l’azienda investirà nella costruzione di un laboratorio avanzato per la ricerca sui materiali, con un team multidisciplinare impegnato nello sviluppo scientifico e nell’ottimizzazione delle prestazioni dei prodotti offerti. Centrale sarà inoltre il rafforzamento delle relazioni industriali: BeNewtral punta a strutturare partnership con i principali produttori di calcestruzzo per favorire l’adozione progressiva del proprio legante nelle filiere già operative, lavorando su percorsi condivisi di validazione tecnica e certificazione delle performance ambientali.
Il contesto di mercato: cosa vuol dire oggi decarbonizzazione materiali per l’edilizia
La decarbonizzazione del cemento attraversa una fase caratterizzata da pressioni convergenti sul piano economico e normativo. In Italia, nel 2024, si sono toccate soglie produttive oltre i 19 milioni di tonnellate annue, mentre i consumi interni continuano a crescere in parallelo alla domanda infrastrutturale ed edilizia. Tuttavia, la produzione convenzionale contribuisce a circa l’8% delle emissioni globali di CO2 — un dato che ha spinto operatori e policy maker ad accelerare la ricerca di alternative più sostenibili. L’aumento dei costi energetici e le previsioni sul rincaro futuro delle materie prime rendono meno competitiva l’offerta basata sul cemento Portland.
Un nuovo rapporto tra innovazione e decarbonizzazione più attento alle performance dei nuovi materiali
Gli sviluppi normativi recenti, sia a livello europeo che nazionale, stanno finalmente aprendo spazi all’innovazione attraverso criteri prestazionali piuttosto che prescrittivi sulla composizione: ciò favorisce l’ingresso sul mercato di soluzioni nuove come quelle proposte da BeNewtral e da alcune startup internazionali specializzate nello stesso segmento. In questo scenario, la disponibilità effettiva di tecnologie mature rappresenta oggi un elemento discriminante per la transizione verso modelli produttivi meno impattanti e più resilienti alle dinamiche globali.
L’attenzione crescente verso modelli produttivi più sostenibili trova oggi riscontro concreto nell’attività di realtà come BeNewtral, impegnate nella ricerca e nell’industrializzazione di materiali alternativi. L’evoluzione del settore non si gioca solo sul fronte tecnologico, ma anche sulla capacità di stringere alleanze strategiche e attrarre investimenti funzionali a una crescita stabile. In un mercato segnato da una domanda sempre più pressante di soluzioni a basso impatto ambientale, la sfida sarà mantenere equilibrio tra innovazione, scalabilità e conformità normativa.
La decarbonizzazione del cemento come sfida collettiva e come grande opportunità di sviluppo
Nicolò Verardi e Riccardo Frezzato, Co-Founder di BeNewtral, hanno sottolineato che: “Questa operazione rappresenta un nuovo passo per BeNewtral nel percorso che sta tracciando per portare un beneficio a tutti. Il cemento è ovunque e il suo impatto ambientale è una sfida collettiva: per questo la chiusura del round non è un successo solo per noi, ma la conferma che investitori, istituzioni e il settore dell’edilizia percepiscono la necessità di un cambiamento. Ora che abbiamo completato lo sviluppo del prodotto e creato un modello di crescita scalabile, con la fiducia dei nostri investitori, nuovi e storici, potremo accelerare il piano di crescita e ampliare gli ambiti di applicazione. Potremo così consolidare la nostra leadership tecnologica, mantenendo centrale la minimizzazione dell’impatto ambientale e la sostenibilità del settore dei materiali da costruzione. Siamo poi costantemente impegnati per offrire un nuovo paradigma produttivo, un modello che mette al centro convenienza economica per i clienti e positivo impatto ambientale e sociale. Stiamo introducendo in un settore di materie prime sempre più scarse, dominato da processi energivori ed emissivi, oggi basati principalmente su estrazione da cava e produzioni ad altissima temperatura, prodotti equivalenti derivanti da materiali di scarto ampiamente disponibili, usando processi produttivi a bassissime emissioni e minimizzando il consumo di nuove risorse preziose, come minerali ed acqua”.
A sua volta Alessandro Scortecci, Direttore Investimenti Diretti di CDP Venture Capital, ha tenuto a precisare che “BeNewtral si è affermata tra le eccellenze internazionali impegnate nella definizione di una nuova visione sostenibile per un materiale strategico e imprescindibile come il cemento. Siamo particolarmente contenti di sostenere il rafforzamento della base produttiva dell’azienda, attraverso la realizzazione di un nuovo polo industriale e lo sviluppo di collaborazioni strategiche con operatori qualificati del settore, che consentiranno di favorire l’adozione della soluzione di BeNewtral”.
Carlo Germano Ravina di Nova Capital, Stefano Peroncini di Eureka! Venture SGR hanno portato la loro prospettiva osservando che “Reinvestire in BeNewtral significa confermare la fiducia su una tecnologia che non promette solo ‘decarbonizzazione’, ma una nuova logica industriale: stessa performance del cemento, costi ed energia drasticamente inferiori, e scalabilità reale. Oggi vediamo un team che non sta facendo R&D fine a sé stessa: sta costruendo produzione, supply chain e go-to-market insieme”.












