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Startup e ESG: perché la sostenibilità è utile agli investitori

I criteri ESG non sono solo utilizzati dai gestori di fondi o dalle banche per il merito creditizio ma rappresentano un punto di riferimento anche per le analisi di Business Angel e Venture Capitalist. Alcune interessanti indicazioni del report “ESG considerations in Venture Capital and Business Angel investment decisions: Evidence from two pan-European surveys” dell’EIT

Pubblicato il 21 Ott 2023

Fonte: ESG considerations in Venture Capital and Business Angel investment decisions: Evidence from two pan- European surveys - European Investment Fund

Con la Corporate Sustainability Reporting Directive CSRD la sostenibilità è destinata ad entrare nel vivo di molte aziende. Nel vivo significa che così come per le imprese più illuminate non si può fernare alla compliance normativa, ovvero non si può limiutare a istruire bilanci come richiesto dalle regole UE ma occorre sfruttare i dati necessari per i bilanci per indagare come e quanto la sostenibilità può aprire nuove prospettive di sviluppo così il rapporto tra startup e ESG è nella condizione di assumere decisioni di investimento più consapevoli.

In estrema sintesi, sono due i fattori chiave attraverso i quali l’ESG porta valore alle imprese: la capacità di intercettare e gestire e ridurre i rischi di impresa, oggi più che mai in evoluzione e più mai importanti e la capacità di individuare nuove forme di sviluppo, nuovi bisogni o di soddisfare ai requirement di coloro, consumatori o investitori, che cercano maggiori certezze in termini di attenzione all’ambiente, ai temi sociali e al buon governo delle imprese.

Sulla base dei medesimi principi, ma con un approccio se possibile ancora più pragmatico, anche il mondo delle Startup ha ben compreso che nel momento in cui si sottopongono a un “esame” ESG possono incontrare meglio i favori e le attenzioni di tutti gli investitori a partire da Business Angel e Venture Capitalist.

I fattori ESG per riconoscere il valore delle imprese

Il fenomeno che mete in relazione Startup e ESG è particolarmente rilevante in Europa e con caratteristiche e dinamiche diverse negli Stati Uniti. Gli obiettivi del Green Deal UE e le misure come il Fitfor55 per accelerare la transizione green in settori chiave come manifatturiero, automotive e trasporti hanno prodotto stimoli sempre più forti nella ricerca e nella condivisione di standard internazionali proprio allo scopo di definire dei parametri di valutazione delle imprese e delle loro potenzialità in grado di tenere conto di tutte le dimensioni dell’impatto.

In questo senso i fattori ESG permettono di riconoscere il valore delle imprese con forme di misurazione e valutazione che non si limitano alle performance economico-finanziarie, ma comprendono anche tutti i valori legati alla gestione dell’impatto ambientale, della responsabilità sociale e dell’etica del buon governo delle imprese.

Se in una prima fase tutto questo poteva essere riferito ai temi della Corporate Social Responsibility con i criteri ESG si è entrati in una dimensione di misurazione e valutazione con rating che superano o cercano di superare la dimensione “soggettiva” con cui si sono apprezzate nel passato determinate iniziative per entrare in una dimensione oggettiva tipica del mondo finanziario.

Il rapporto tra sostenibilità e innovazione

I criteri ESG nascono proprio allo scopo di permettere a clienti, investitori, fornitori, partner, istituzioni, banche e assicurazioni, rappresentanti di organizzazioni territoriali o più in generale si può dire a tutti gli stakeholders la capacità di valutare le strategie e le scelte di una azienda in merito non solo ai suoi risultati finanziari ma alla sua capacità di generare valore per l’ambiente e per la società.

Tramite l’ESG ovvero anche con il contributo dell’ESG molte realtà hanno scelto di impostare le proprie strategie in funzione di nuovi valori, hanno deciso di rivedere i propri comportamenti, hanno valutato l’opportunità di lavorare per cercare di stimolare e trasformare anche le imprese con cui collaborano ad esempio a livello di supply chain.

Il motore di questo processo è nel rapporto sempre più stretto tra gli obiettivi di sostenibilità di ogni organizzazione e il ruolo che può svolgere l’innovazione. Lo sviluppo sostenibile ha la necessità di appoggiarsi su quattro grandi assi:

  1. L’orientamento strategico a un nuovo concetto di valore
  2. L’innovazione
  3. Gli investimenti basati su strategie adeguate ai tempi e ai ritorni della sustainability
  4. Green skills, talenti e capitale umano

ESG e Startup a che punto siamo

I dati della ricerca “ESG considerations in Venture Capital and Business Angel investment decisions: Evidence from two pan-European surveys” dell’European Investment Fund (per consultare il report completo vai QUI n.d.r.) dicono che l’attenzione verso l’ESG aumenta in proporzione alla fase di sviluppo della startup e del settore nel quale opera. La valutazione ambientale e sociale cambia in funzione del fatto che la startup sia in un ambito Seed dove prevale la verifica legata alla possibilità di “far funzionare l’impresa”; nel contesto Early dove diventa importante mettere in relazione i fattori distintivi dell’impresa con l’ESG per misurarli e per correggerli e per arrivare alla fase Growth dove diventa importante sfruttare e valorizzare al meglio i valori ESG e dove è importante riuscire a lavorare sui rischi ESG che potrebbero compromettere lo sviluppo futuro.

Il Report dell’EIT ci dice innanzitutto che la maggior parte dei Business Angel (62%) e dei Venture Capitalist (73%) prende in considerazione i fattori ESG.

Criteri ESG per la valutazione delle startup
Fonte: ESG considerations in Venture Capital and Business Angel investment decisions: Evidence from two pan- European surveys – European Investment Fund

In che modo l’ESG si relazione con le dinamiche delle startup

I principi che guidano l’utilizzo dei dati ESG da parte di Business Angel o Venture Capitalist non è nella sostanza diverso da quello che animano banche o gestori di fondi. È invece diversa la forma in cui questo rapporto si concretizza.

I Business Angel sono a tutti gli effetti degli investitori privati che scelgono di destinare il proprio patrimonio in forma di capitale di rischio in aziende innovative nella loro fase iniziale. Il Business Angel “non ci mette solo i soldi” ma è un advisor che aggiunge valore a questa fase imprenditoriale con la propria visione strategica, con i propri consigli operativi e manageriali, osservando e sorvegliando questo sviluppo nella ricerca dei talenti e, quel che più conta, nella valutazione e definizione degli obiettivi in funzione del contesto.

Il Business Angel ha bisogno di valutare le potenzialità di sviluppo di una idea imprenditoriale e in questa valutazione, oltre alla validità del progetto, all’affidabilità del founder o dei founder, al valore del gruppo di lavoro e all’innovazione delle soluzioni tecnologiche adottate, ci sta anche la capacità di collocare le classiche prospettive legate alle potenzialità di ritorno economico alla valutazione di merito in relazione ai criteri ESG.

L’idea è buona e il prodotto o il servizio potrà avere successo, ma se non si è in grado di valutare da subito il possibile impatto ambientale o sociale diretto e indiretto si rischia di ritrovarsi con delle sorprese che compromettono il vero ritorno economico dell’investimento. Ovvero con rischi che penalizzano le possibilità di exit. Diversamente, se c’è già una coerenza attenta con questi parametri l’exit potrà incontrare, anche sotto queste dimensioni, alle aspettative di investotori che per statuto devono prestare grande attenzione all’ESg o di imprese che non possono “mettersi in pancia” imprese con problemi di sostenibilità.

Nello specifico il report EIT osserva che i temi ESG sui quali si concentr maggiormente l’attenzione sono quelli legati a resposnabilità sociale ed etica, della reputazione, della relazione con gli stackeholder e del risk management.

Criteri ESG utilizzati per l'analisi delle startup
Fonte: ESG considerations in Venture Capital and Business Angel investment decisions: Evidence from two pan- European surveys – European Investment Fund

Le richieste degli investitori? Dati, Dati, Dati e idee buone

Per mettere le startup in relazione con l’ESG la materia prima è rappresentata dai dati e dal reporting. Una materia prima in generale rara ma soprattutto difficile da acquisire presso aziende innovative alle prese con tante priorità. Il fattore chiave per una startup che sceglie di guardare nell’orizzonte ESG, per sfruttarne le potenzialità, presuppone una organizzazione in grado di generare informazioni e dati sui fattori ESG per quanto possibile allineati agli standard di rendicontazione. L’ideale per un investitore è poter accedere e valutare criteri di sostenibilità di una starup sin dalle prime fasi per tutte le dimensioni dell’ESG. Questo approccio consente di considerare il valore dell’impatto finanziario di un investimento anche nella sua dimensione ESG a cui si aggiungono almeno altri due vantaggi: quello reputazionale e quello legato alla gestione dei fattori di rischio.

Startup e ESG: una relazione che parte da lontano

Gli investitori accompagnano la due diligence legale, contabile, fiscale delle aziende oggetto del proprio investimento anche con una valutazione basata sui criteri ESG. A fronte di questa valutazione si prospettano tre diversi scenari.

Un rating con valutazioni negative. In questo caso il Business Angel o il Venture Capitalist utilizza l’analisi non solo come criterio di valorizzazione dell’investimento ma come fonte per la individuazione degli elementi di rischio attuali e soprattutto futuri. Nel caso in cui sia nella fase di individuazione delle realtà sulle quali investire il rating negativo è un ulteriore fattore di scelta tra le diverse opzioni di investimento.

Un rating con valutazioni positive permette di focalizzare meglio l’attenzione sulle realtà più performanti e permette di effettuare valutazioni in merito all’evoluzione futura delle imprese oggetto dell’analisi.

In entrambi i casi la valutazione ESG mette a disposizione una serie di elementi: fattori di rischio e fattori di sviluppo che consentono di avere effettuare previsioni più precise rispetto al cammino sul mercato delle startup oggetto dell’investimento sia in termini di accoglienza da parte dei consumatori sia di capacità di incontrare il favore di possibili investitori “istituzionali”.

Assessment di sostenibilità ESG anche per le startup

L’assessment di sostenibilità è il passaggio chiave per arrivare a una due diligence completa che comprenda anche l’ESG in tutte le sue dimensioni: impatto ambientale, relazioni sociali, parità di genere, inclusione, condizioni dei lavoratori, governance, impatto su tutti gli stackeholder. Si tratta di una attività molto onerosa ma che “mette sul binario giusto” la startup per poter poi gestire nel tempo questi dati e per impostare logiche di continuo miglioramento.

Certamente un aspetto chiave per l’assessment e per tutti i successivi passaggi legati all’ESG è legato alla responsabilizzazione dell’imprenditore. L’assessmement ESG non può essere infatti solo una fase di compliance, una risposta a dei questionari, ma deve essere integrata nell’organizzazione e nello stesso modello di business della startup.

Su ESG Smart Data una selezione e una sintesi delle ricerche e delle analisi sul ruolo e sulle prospettive della sostenibilità per le imprese e per le pubbliche amministrazioni.

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