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Innovazione sostenibile: la strategia per trasformare il business tra economia circolare e digitale



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Un’analisi approfondita su come la convergenza tra tecnologia e responsabilità ambientale stia ridefinendo i modelli operativi delle grandi aziende italiane, attraverso l’integrazione di intelligenza artificiale, economia circolare e nuovi modelli di governance finanziaria

Pubblicato il 27 mar 2026



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Foto Shutterstock

La transizione verso modelli di business responsabili ha smesso di essere una questione di pura immagine per diventare un elemento di efficienza operativa e competitività sul mercato. Durante il recente confronto tecnico svoltosi presso gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, nell’ambito del convegno organizzato dall’Osservatorio Digital & Sustainable, è emerso con chiarezza come il dialogo tra il mondo della ricerca e quello delle imprese sia il motore necessario per definire lo spazio di confronto utile a far evolvere l’industria italiana. Attraverso le testimonianze dirette di figure di primo piano nel panorama industriale e finanziario, è stato delineato un percorso dove l’innovazione sostenibile non è più un concetto astratto, ma un insieme di azioni concrete che spaziano dalla produzione energetica alla gestione dei dati normativi.

La cultura del fare: l’integrazione della sostenibilità nei grandi processi industriali

Per una realtà che conta oltre 200.000 dipendenti, centinaia di stabilimenti produttivi e una rete di 18.000 negozi a livello globale, la gestione dell’impatto ambientale richiede una struttura organizzativa complessa e multidisciplinare.

Come spiegato da Elena Dimichino, Chief Corporate Sustainability Officer di EssilorLuxottica, l’obiettivo primario è stato rendere la responsabilità ambientale e sociale una componente naturale della cultura operativa aziendale. Questo approccio si traduce in impegni precisi sulla decarbonizzazione, con traguardi fissati al 2030, ma con un’attenzione quotidiana dedicata all’autoproduzione energetica.

Un esempio tangibile di questa strategia è rappresentato dall’Oasi Barberini, un progetto inaugurato lo scorso anno a Castel Sant’Angelo, in prossimità dello stabilimento produttivo di lenti in cristallo Barberini. Si tratta della riconversione di un terreno industriale di circa 40 ettari, dove la coesistenza tra tecnologia e territorio trova una sintesi operativa: 25 ettari sono stati destinati a un grande parco fotovoltaico a servizio della fabbrica, mentre la superficie rimanente è dedicata all’agricoltura locale. I prodotti derivanti da queste coltivazioni vengono integrati direttamente nelle mense aziendali, chiudendo un cerchio che unisce energia pulita, recupero del territorio e benessere dei dipendenti.

L’innovazione sostenibile passa necessariamente per la revisione dei materiali e dei processi di recupero. In questo senso, il Gruppo ha raggiunto il traguardo per cui oltre il 50% delle collezioni lanciate nell’ultimo anno impiega materiali bio-based, riciclati o comunque a ridotto impatto. Il metodo di lavoro si basa sull’attivazione di progetti pilota locali che, se dimostrano efficacia, vengono scalati su scala globale. È il caso del sistema di riciclo interno del nylon sviluppato nello stabilimento di Agordo. Nato dalla necessità di rigenerare gli scarti di produzione, oggi questo processo permette di ottenere materiali utilizzati non solo per la creazione di nuovi occhiali, ma anche per elementi di arredo dei punti vendita, come gli espositori, coinvolgendo in un unico flusso il settore produttivo, il retail e il real estate.

Finanza e infrastrutture: il ruolo strategico degli investimenti nel 2025

Il panorama globale degli investimenti ha attraversato una fase di profonda trasformazione. Secondo quanto riportato da Concetta Testa, Head of Sustainability di CDP (Cassa Depositi e Prestiti), l’anno 2025 ha presentato sfide inedite, segnando per la prima volta una riduzione degli investimenti nei fondi ESG. Questa flessione è attribuibile a una combinazione di fattori, tra cui il fenomeno del greenwashing, aspettative di ritorno economico talvolta deluse e un contesto geopolitico instabile. Tuttavia, citando le analisi di Mario Draghi, Testa ha ribadito che la sostenibilità non può prescindere dall’innovazione come leva strategica.

L’approccio di CDP, banca di promozione nazionale, si concentra sul finanziamento della cosiddetta “triplice transizione”: climatica, sociale e di sicurezza. Per raggiungere questi obiettivi, l’istituzione opera su diversi fronti che coinvolgono sia la Pubblica Amministrazione che il settore privato. Un pilastro fondamentale è la costruzione di un ecosistema digitale resiliente, esemplificato dalla partecipazione al Polo Strategico Nazionale insieme a Leonardo e TIM per la creazione dell’infrastruttura cloud della PA. Attraverso CDP Venture Capital, l’istituzione entra inoltre nel capitale di startup innovative, garantendo che lo sviluppo tecnologico mantenga obiettivi di lungo termine coerenti con l’impatto positivo sul territorio.

Un caso di studio rilevante riguarda la digitalizzazione delle infrastrutture critiche, come la rete idrica di ABC (Acqua Bene Comune) Napoli. Il finanziamento di interventi mirati ha permesso di migliorare il servizio e, simultaneamente, ridurre drasticamente gli sprechi d’acqua grazie all’uso di tecnologie per il monitoraggio dei flussi. Parallelamente, il supporto di CDP si estende a settori ad alta intensità tecnologica, come dimostrato dall’istruttoria per il raddoppio della capacità produttiva di STMicroelectronics a Catania e dal sostegno a imprese italiane nell’ambito del programma europeo Tech for Cure per l’innovazione sanitaria.

Digitale e Intelligenza Artificiale: acceleratori di trasparenza e resilienza

Il ruolo delle tecnologie digitali all’interno di una strategia di innovazione sostenibile non è quello di sostituire la visione aziendale, ma di fornirle gli strumenti necessari per essere efficace e misurabile. Elena Dimichino ha sottolineato come l’utilizzo di piattaforme digitali sia ormai indispensabile per il monitoraggio dei rischi climatici, idrici e di biodiversità. Queste analisi predittive vengono integrate nei piani di gestione della continuità operativa (Business Interruption), permettendo all’azienda di prevenire interruzioni causate da eventi ambientali estremi.

Oltre alla protezione degli asset fisici, il digitale agisce come veicolo di inclusione e formazione. La piattaforma denominata “Leonardo”, utilizzata da EssilorLuxottica, è stata aperta non solo ai dipendenti interni ma anche ai clienti ottici del mondo wholesale. L’obiettivo è diffondere una cultura della responsabilità che sia condivisa lungo tutta la filiera, fornendo gli strumenti conoscitivi necessari a chi deve poi raccontare il valore del prodotto al consumatore finale.

Un ambito di applicazione estremamente attuale riguarda la rendicontazione di sostenibilità in linea con la nuova direttiva europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e gli standard ESRS. La complessità normativa richiede un livello di precisione che oggi può essere garantito solo da strumenti avanzati. Dimichino ha evidenziato l’utilità pratica dell’Intelligenza Artificiale in questo processo: “Quest’anno ho utilizzato l’IA per verificare che i nostri testi fossero perfettamente rispondenti ai requisiti normativi, facilitando il confronto con i revisori“. L’uso consapevole di queste tecnologie ha portato a risultati concreti anche in termini di sintesi e chiarezza documentale, come confermato dalla stessa dirigente: “Se sono riuscita a ridurre di 20 pagine il nostro Report di Sostenibilità, rendendolo più efficace, lo devo anche all’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale”.

La convergenza tra settori strategici e territorio

L’efficacia dell’innovazione sostenibile si misura nella sua capacità di influenzare settori tradizionalmente distanti dal digitale. Concetta Testa ha evidenziato come l’indirizzo verso la transizione verde stia trasformando l’agritech, dove l’integrazione di sistemi digitali permette un uso corretto e ottimizzato del suolo nella filiera agricola. Lo stesso principio si applica alla logistica integrata e alle smart road, così come alla digitalizzazione degli hub marittimi e aeroportuali. Questi interventi non producono solo efficienza economica, ma generano benefici diretti in termini di inclusività e riduzione dell’impronta ambientale delle infrastrutture nazionali.

L’adozione di un simile modello richiede una governance solida e un dialogo costante con i vertici aziendali. In EssilorLuxottica, la funzione dedicata alla sostenibilità riporta direttamente al Presidente e Amministratore Delegato Francesco Milleri, assicurando che ogni decisione strategica sia vagliata sotto la lente dell’impatto ambientale e sociale. Questa struttura gerarchica riflette il passaggio da un impegno focalizzato sui cosiddetti “low-hanging fruits” (come la carbon neutrality iniziale) a un impegno sistemico e pervasivo.

In conclusione, l’esperienza di queste grandi realtà indica che il percorso verso l’innovazione sostenibile richiede pragmatismo e una visione di lungo periodo. Elena Dimichino ha riassunto questa filosofia spiegando che “In EssilorLuxottica la sostenibilità è parte integrante della nostra ‘cultura del fare'”. Allo stesso modo, Concetta Testa ha ribadito che per CDP la direzione è tracciata da norme statutarie precise: “Sostenibilità e innovazione devono procedere insieme. L’innovazione senza obiettivi di sostenibilità non garantisce impatti positivi a lungo termine”. (Su questi temi leggi anche il servizio su Digitale e sostenibilità 2026 n.d.r.)

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