agrifood

Nespresso lancia il primo ortofrutteto sociale diffuso



Indirizzo copiato

Dal riciclo del caffè delle capsule nasce il primo ortofrutteto sociale diffuso d’Italia. Il progetto di Nespresso coinvolge sette regioni, oltre 7.200 piante e più di 38 mila kg di produzione annua. Ampliando l’impatto del programma “Da Chicco a Chicco” punta a generare inclusione sociale, occupazione e benefici ambientali per le comunità locali

Pubblicato il 24 giu 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



ortofrutteto sociale diffuso
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


Il riciclo, unitamente alla lotta allo spreco, rappresenta una delle sfide più importanti per il mondo agroalimentare. Il ripensamento della produzione va di pari passo con la creazione di un nuovo rapporto, più responsabile e consapevole, in relazione alla gestione delle risorse nell’ambito delle filiere e punta, in modo sempre più consistenza, alla grande sfida dell’evoluzione dei consumi, dei comportamenti, delle scelte e delle abitudini quotidiane. Il mondo del caffè è uno dei comparti dove la strada per avvicinarsi a modelli di circolarità sta trovando esempi sempre più significativi.

Dal riciclo delle capsule al primo ortofrutteto sociale diffuso

Il caffè recuperato dalle capsule rappresenta una sostanza alimentare che può trasformarsi a tutti gli effetti in una risorsa per l’ambiente e per le comunità. Ed è proprio da questa idea che nasce il primo ortofrutteto sociale diffuso d’Italia promosso da Nespresso, un’iniziativa che coinvolge sette realtà del Terzo Settore distribuite in altrettante regioni italiane e che punta a generare valore sociale, occupazionale e ambientale attraverso il recupero del caffè esausto.

Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso

Presentato a Milano, il progetto si sviluppa nell’ambito della Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso promossa da Legambiente e AzzeroCO2 e rappresenta una nuova evoluzione del programma “Da Chicco a Chicco”, attivo da oltre quindici anni.

ortofrutteto sociale diffuso

Grazie al recupero e alla trasformazione del caffè contenuto nelle capsule usate, saranno restituiti al terreno oltre 24 quintali di compost, utilizzati per migliorare la fertilità del suolo e sostenere iniziative agricole e sociali diffuse sul territorio nazionale.

Un ortofrutteto con oltre 7.200 piante

L’iniziativa interesserà complessivamente oltre 31.300 metri quadrati di territorio distribuiti tra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Basilicata e Puglia.

I numeri previsti sono significativi:

  • oltre 7.200 piante tra alberi da frutto, ulivi, ortaggi e piante aromatiche;
  • più di 38.750 chilogrammi di produzione annua di frutta e ortaggi;
  • circa 400 litri di olio extravergine di oliva ogni anno;
  • oltre 960 beneficiari indiretti, tra persone coinvolte nei progetti e relative famiglie.

Inoltre, accanto agli aspetti produttivi, il progetto prevede percorsi di inserimento lavorativo, formazione professionale e inclusione sociale. Le produzioni agricole alimenteranno filiere alimentari corte, gruppi di acquisto solidale, mercati contadini e servizi di refezione, generando valore economico e sociale per le comunità locali.

ortofrutteto sociale diffuso

L’evoluzione del progetto “Da Chicco a Chicco”

L’ortofrutteto sociale diffuso rappresenta una nuova tappa del percorso avviato da Nespresso nel 2011 con “Da Chicco a Chicco”, il programma che ha permesso di affrontare il tema del riciclo delle capsule in alluminio attraverso un sistema dedicato di raccolta e separazione dei materiali.

Nel corso degli anni, il caffè recuperato è stato trasformato in compost utilizzato per la coltivazione del riso. Un modello che ha consentito di generare oltre 8 milioni di porzioni di riso donate, creando un impatto concreto a beneficio delle comunità più fragili.

Con il nuovo progetto, il valore derivante dal riciclo viene esteso oltre la filiera risicola, sperimentando nuove applicazioni in grado di generare benefici diffusi sui territori.

Il progetto ortofrutteto e la visione del sustainability management

Matteo Di Poce, Sustainability Expert di Nespresso Italiana ha sottolineato come “Questo ortofrutteto sociale, diffuso in più territori italiani, rappresenti per Nespresso un passaggio importante, perché rende visibile qualcosa che spesso resta nascosto: il valore che può nascere dal riciclo, nel tempo”. Secondo Di Poce, la sfida oggi consiste nell’evolvere un modello già consolidato, ampliando le opportunità di utilizzo delle risorse recuperate e aumentando il valore generato per persone e territori.

“Un chicco alla volta, insieme”: il nuovo percorso di sostenibilità

Il progetto si inserisce all’interno della nuova direzione strategica di sostenibilità di Nespresso in Italia, denominata “Un chicco alla volta, insieme”. L’iniziativa nasce per accompagnare l’evoluzione del modello di recupero e riciclo delle capsule alla luce dei cambiamenti normativi e delle nuove esigenze territoriali. Accanto al programma “Da Chicco a Chicco”, l’azienda prevede infatti l’introduzione di sistemi complementari di raccolta, tra cui soluzioni pubbliche e servizi di ritiro a domicilio già sperimentati nella città di Milano.

ortofrutteto sociale diffuso

L’obiettivo è ampliare ulteriormente le possibilità di recupero delle capsule e favorire una partecipazione sempre più capillare dei consumatori.

I sette ortofrutteti sociali sul territorio

Gli interventi partiranno dal prossimo autunno, nel rispetto della stagionalità più adatta alla messa a dimora delle piante.

Lombardia: frutteti e trasformazione alimentare

A Milano, presso Cascina Biblioteca, saranno piantati 200 alberi da frutto. La produzione sarà destinata alla vendita nello shop della cooperativa, alla mensa aziendale e alla realizzazione di confetture.

Veneto: orticoltura biologica e accoglienza

A Grignano Polesine, in provincia di Rovigo, il progetto coinvolgerà La Casa di Abraham con 3.000 piante orticole biologiche destinate sia all’autoconsumo della struttura sia alla vendita diretta.

Emilia-Romagna: agricoltura e rigenerazione urbana

A Bologna, insieme alla cooperativa EtaBeta, saranno coltivate oltre 1.500 piante orticole che alimenteranno tre Mercati della Terra cittadini. L’iniziativa contribuirà inoltre alla rigenerazione urbana e alle attività di welfare interculturale di Salus Space.

Lazio: biodiversità e inclusione sociale

A Roma, presso La Nuova Arca, saranno messe a dimora 500 piante aromatiche e nettarifere per sostenere la biodiversità e gli impollinatori. I prodotti ottenuti saranno destinati alla vendita, alla cucina interna e alla produzione di oli essenziali.

Toscana: ulivi e olio per il mercato internazionale

A Ripoli, nel Fiorentino, il progetto Olivart vedrà la piantumazione di 400 ulivi con una produzione stimata di circa 400 litri di olio extravergine all’anno. Parte della produzione sarà destinata anche alla refezione ospedaliera.

Basilicata: un nuovo sistema agroforestale

A Matera, la Cooperativa Sociale Il Sicomoro e l’associazione Noi Ortadini realizzeranno un sistema agroforestale con oltre 1.600 piante tra alberi da frutto, ortaggi e aromatiche, valorizzando l’orto urbano come bene comune.

Puglia: il “Frutteto Nonna Bice”

A Gioia del Colle, in provincia di Bari, la Cooperativa Sociale Tracceverdi pianterà circa 100 alberi all’interno del “Frutteto Nonna Bice”. Il progetto prevede la produzione di confetture e l’avvio di un Gruppo di Acquisto Solidale.

Legambiente e AzzeroCO2: sostenibilità al servizio delle comunità

Per Legambiente il progetto rappresenta un esempio concreto di come l’economia circolare possa trasformarsi in uno strumento di inclusione sociale.

Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente ha precisato che “Questo progetto ha il grande valore di trasformare le parole in fatti e di dare alla sostenibilità l’ulteriore scopo di mettersi al servizio delle persone, delle comunità e di chi vive in condizioni di vulnerabilità”.

Anche AzzeroCO2 evidenzia il carattere innovativo dell’iniziativa. Secondo Elena Piazza, responsabile dei progetti di forestazione, il compost ottenuto dal recupero del caffè non contribuisce soltanto alla fertilità dei terreni, ma crea nuove opportunità di inclusione, formazione e occupazione.

Economia circolare e impatto sociale: un modello che evolve

L’ortofrutteto sociale diffuso rappresenta un esempio di come un processo di riciclo possa generare benefici che vanno oltre la dimensione ambientale. Attraverso il recupero del caffè esausto, Nespresso punta infatti a costruire un ecosistema capace di coniugare sostenibilità, agricoltura sociale, inclusione e sviluppo locale.

Un modello che, partendo da un gesto quotidiano come il conferimento delle capsule usate, prova a trasformare l’economia circolare in un’opportunità concreta per i territori e per le persone, un chicco alla volta.

Partecipa alla community

guest
0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x