Le catene di fornitura globali sono minacciate da una moltitudine di fattori, tra cui inflazione, tensioni geopolitiche, eccessiva dipendenza da alcuni paesi per la fornitura di componenti, oscillazione delle tariffe di trasporto e congestione dei porti. Per questo motivo le aziende di beni di consumo e di vendita al dettaglio (CPR) stanno diversificando e localizzando le loro catene di fornitura. Queste le principali conclusioni dell’ultimo report del Capgemini Research Institute, “Illuminating the path: Building resilient and efficient supply chains in the consumer products and retail industry”, che esamina come le organizzazioni stiano trasformando la loro strategia di supply chain. Più nel dettaglio, quasi 8 organizzazioni su 10 (79%) stanno diversificando la propria rete di fornitori e il 71% sta investendo attivamente nella regionalizzazione e nella localizzazione. Ad esempio, l’83% delle organizzazioni sta investendo nel friend-shoring, una pratica commerciale in crescita in cui il network della supply chain si concentra su paesi considerati alleati politici ed economici, in modo da ridurre ulteriormente l’esposizione al rischio.
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Capgemini: le aziende di vendita al dettaglio stanno ridisegnando le proprie supply chain
Secondo una ricerca del Capgemini Research Institute, la maggioranza delle aziende sta investendo attivamente nella regionalizzazione e nella localizzazione

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