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Nel riciclo del vetro l’Italia brilla all’82%



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CoReVe registra un nuovo record per il riciclo degli imballaggi in vetro: nel 2025 il tasso raggiunge l’82,1%, con oltre 2,15 milioni di tonnellate riciclate. Evitati 2,4 milioni di tonnellate di CO₂, risparmiati 479 milioni di euro di costi di discarica e riconosciuti 146 milioni ai Comuni

Pubblicato il 1 lug 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



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Gianni Scotti, Presidente di CoReVe
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Riciclo del vetro: nuovo record in Italia, cresce l’economia circolare

L’Italia continua a migliorare le proprie performance nel riciclo del vetro. Secondo i dati diffusi da CoReVe, il Consorzio Recupero Vetro, nel 2025 il Paese ha raggiunto un tasso di riciclo dell’82,1%, il valore più elevato mai registrato, superando l’80,3% del 2024 e confermando il ruolo del vetro come uno dei materiali simbolo dell’economia circolare. Leggi anche: Italiani sempre più virtuosi nel riciclo del vetro; vetro: la Toscana brilla; italiani a lezione di riciclo del vetro.

Nel corso dell’anno sono state riciclate 2.155.287 tonnellate di imballaggi in vetro, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente, mentre la raccolta differenziata ha raggiunto circa 2,394 milioni di tonnellate (+0,5%). Un dato particolarmente significativo riguarda l’efficienza degli impianti: il 90% del vetro raccolto è stato effettivamente riciclato, contro l’88,2% del 2024, segnale di un miglioramento delle tecnologie di selezione e trattamento.

Benefici ambientali ed economici

I risultati del sistema generano benefici sia sul piano ambientale sia su quello economico. Grazie al riciclo del vetro, nel 2025 sono stati risparmiati 408 milioni di metri cubi di gas naturale, equivalenti ai consumi domestici di una città di oltre un milione di abitanti, evitando al tempo stesso l’emissione di 2,4 milioni di tonnellate di CO₂.

Il riciclo ha inoltre consentito di risparmiare 3,9 milioni di tonnellate di materie prime, riducendo il ricorso a nuove estrazioni e limitando l’impatto ambientale della produzione.

Sul fronte economico, CoReVe ha riconosciuto ai Comuni convenzionati 146 milioni di euro come corrispettivi per la raccolta differenziata, con un incremento di quasi il 30% rispetto al 2024. A questi si aggiungono 479 milioni di euro di costi evitati grazie al mancato conferimento dei rifiuti in discarica.

Cresce la partecipazione dei Comuni

Prosegue anche l’espansione della rete dei Comuni aderenti al sistema consortile. Nel 2025 le amministrazioni convenzionate sono salite a 7.485, pari al 94,8% del totale nazionale, garantendo il servizio a 56,8 milioni di cittadini, oltre il 96% della popolazione italiana.

CoReVe ha gestito direttamente oltre 2,159 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio, equivalenti a più del 90% dell’intera raccolta differenziata nazionale del vetro.

Il divario territoriale resta aperto

Accanto ai risultati positivi, il rapporto evidenzia il permanere di significative differenze territoriali. La raccolta media nazionale si attesta a 40,6 chilogrammi per abitante, ma il Nord raggiunge i 46,7 kg, il Centro si ferma a 38 kg e il Sud a 33,6 kg.

La Valle d’Aosta si conferma la regione più virtuosa con 62,7 kg raccolti per abitante, mentre la Sicilia rimane all’ultimo posto con 28,6 kg.

La qualità della raccolta diventa la nuova sfida

Secondo il presidente di CoReVe, Gianni Scotti, il 2025 rappresenta un anno di consolidamento per il sistema nazionale del riciclo del vetro. In un contesto caratterizzato da consumi deboli e tensioni sul mercato delle materie prime seconde, il consorzio sottolinea come il vero obiettivo non sia soltanto aumentare le quantità raccolte, ma soprattutto migliorarne la qualità, riducendo gli scarti e aumentando ulteriormente l’efficienza del riciclo.

Per sostenere questo percorso, nel corso del 2025 CoReVe ha rafforzato le attività di ricerca con la Stazione Sperimentale del Vetro per sviluppare nuovi criteri di ecodesign degli imballaggi e ha rinnovato l’Accordo Tecnico Vetro, che disciplina per i prossimi quattro anni i rapporti con Comuni e gestori della raccolta.

Le prospettive rimangono positive anche se il consorzio prevede che l’attuale incertezza economica possa rallentare temporaneamente i consumi. Entro il 2029, tuttavia, CoReVe stima un’ulteriore crescita sia dell’immesso al consumo sia del tasso di riciclo, confermando il ruolo strategico del vetro nella transizione verso un’economia sempre più circolare.

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