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Agrivoltaico: cos’è e come sta cambiando il settore agricolo



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L’agrivoltaico è un punto di incontro tra le esigenze legate alla produzione di energia pulita e la tradizionale vocazione del settore primario per la produzione di cibo. Da questa pratica arrivano vantaggi economici per gli agricoltori e un contributo alla produzione di energie rinnovabili

Aggiornato il 24 gen 2026



Agrivoltaico

Che cos’è l’agrivoltaico e perché è importante?

L’agrivoltaico è un insieme di tecnologie e di organizzazione degli impianti per la produzione di energia solare che permettono una integrazione tra la produzione di energia e la produzione agricola sullo stesso terreno. La caratteristica specifica dell’agrivoltaico è quella di non sostituirsi all’uso agricolo del suolo, ma di arricchirlo della produzione di energia, permettendo appunto di coltivare e produrre energia nello stesso spazio.

Come funziona un impianto agrivoltaico?

L’agrivoltaico presenta profonde differenze rispetto ai parchi fotovoltaici a terra. I pannelli sono infatti installati su strutture rialzate, con una particolare attenzione anche al passaggio della luce solare allo scopo di garantire la crescita delle colture sottostanti. In alcuni casi l’agrivoltaico può essere installato su strutture mobili che permettono anche una forma di “regolazione” della luce solare o per certi versi una forma di protezione sia dalla luce solare stessa sia da eventuali fenomeni metereologici estremi. In sostena l’agrivoltaico ha anche la finalità di consentire una sorta di equilibrio tra ombreggiamento, fotosintesi e resa energetica.

Per quali motivi l’agrivoltaico è utile all’agricoltura e all’ambiente?

In grande sintesi i principali vantaggi dell’agrivoltaico per l’agricoltura e in generale per l’ambiente riguardano appunto la capacità di ombreggiamento e dunque di riduzione dell’evaporazione dell’acqua, la capacità di protezione del suolo dall’erosione. Per le aziende agricole poi, la capacità produttiva di energia rappresenta oggettivamente una nuova fonte di reddito.

Agrivoltaico

Quali sono le principali problematiche dell’agrivoltaico?

Nel momento in cui un’azienda agricola decide di prendere in considerazione una strategia per l’agrivoltaico deve affrontare una serie di valutazioni. Certamente c’è un tema di costi di installazione che devono essere attentamente valutati in funzione del territorio interessato all’installazione e in funzione dell’analisi del potenziale produttivo. Ci sono poi tematiche legate alla gestione degli adempimenti autorizzativi. Un altro apsetto importantissimo, da considerare nelle primissime fasi di analisi riguarda la vocazione agricola del territorio e la compatibilità delle colture che si prevede di effettuare con l’agrivoltaico. Per tutto questo l’agrivoltaico richiede una forte collaborazione tra agronomi ed esperti energetici.


Cosa significa integrare energia rinnovabile e agricoltura?

Occorre forse sottolineare che l’agrivoltaico è una forma di produzione di energia solare relativamente nuova sulla quale si registra una grande attenzione grazie alla capacità di rispondere a diverse esigenze: prima tutto alla possibilità, come abbiamo visto, di unire la produzione di energia rinnovabile con l’agricoltura e in secondo luogo di introdurre nella produzione di alcune colture una forma di protezione che può a tutti gli effetti essere considerata anche come una forma di gestione del rischio. L’agrivoltaico consente infatti di aumentare la resilienza climatica intervendo sul territorio con una forma di mitigazione e di adattamento per la costruzione di un ambiente sostenibile.

Occorre sottolineare che l’agrivoltaico non è solo una strategia legata all’innovazione tecnologica nel settore delle energie rinnovabili, ma rappresenta una questione di governance ambientale e una opportunità economica per gli agricoltori nella direzione di garantire e valorizzare una efficace riduzione delle emissioni di CO2.

Quale può essere una definizione “tecnica” di agrivoltaico?

L’agrivoltaico è una metodologia innovativa che integra tecnologie e processi in grado di convertire o estendere la destinazione d’uso dei terreni agricoli in fonti di energia rinnovabile tramite l’utilizzo di pannelli solari.

Questa strategia di sostenibilità mira a unire la produzione di alimenti con quella energetica, garantendo così un utilizzo più efficiente delle risorse terrestri.

Da dove arriva l’agrivoltaico?

Il concetto di agrivoltaico nasce in Giappone negli anni ’80, quando il paese ha iniziato a esplorare opzioni innovative per affrontare la scarsità di terreni e risorse energetiche.

Da allora, l’approccio si è diffuso globalmente, con numerose nazioni che hanno a loro volta adottato pratiche agrivoltaiche per migliorare la sostenibilità e la resa dei loro sistemi agroalimentari ed energetici.

Agrivoltaico

Quali sono vantaggi dell’agrivoltaico per la produzione agricola e per per produzione energetica?

L’integrazione tra produzione alimentare ed energetica ha molti benefici. Tra questi, una maggiore efficienza nell’utilizzo del territorio, una migliore gestione delle risorse idriche grazie alla minore evaporazione sotto i pannelli solari e un aumento della biodiversità. Inoltre, permette ai produttori agricoli di diversificarsi e trovare nuove fonti di reddito.

Di fatto, l’agrivoltaico rappresenta una soluzione energetica innovativa per l’agricoltura, permettendo di produrre energia pulita e allo stesso tempo cibo. Questo riduce la dipendenza dai combustibili fossili e offre un nuovo modello di agricoltura sostenibile che può contribuire a mitigare i cambiamenti climatici.

Quali fattori permettono una sinergia tra energia solare e agricoltura?

L’energia solare e l’agricoltura possono coesistere in maniera armoniosa grazie all’agrivoltaico. Le colture possono crescere all’ombra dei pannelli solari, riducendo lo stress da calore e aumentando la resa. Allo stesso tempo, i pannelli producono energia rinnovabile, creando un sistema integrato di cui beneficia sia l’economia che l’ambiente.

L’agrivoltaico nasce dall’integrazione di pannelli solari e colture agricole o pascoli in un unico terreno. I pannelli sono generalmente installati ad altezza regolabile per permettere il passaggio delle macchine agricole, mentre le colture vengono scelte in base alla loro tolleranza all’ombra. Questo approccio consente una doppia produzione sullo stesso terreno.

Agrivoltaico e sviluppo

Perché l’agrivoltaico è una strategia fondamentale per lo sviluppo sostenibile?

Implementare l’agrivoltaico può rappresentare una strategia di sviluppo sostenibile per le aziende agricole. Con questa tecnica, gli agricoltori possono diversificare la loro produzione e incrementare i profitti, mentre contribuiscono alla lotta contro il cambiamento climatico producendo energia rinnovabile.

Sono tanti i casi di successo che dimostrano l’efficacia dell’agrivoltaico. In Francia, ad esempio, molte aziende agricole hanno integrato questa tecnologia, riscontrando un aumento della resa delle colture e della produzione energetica. Simili risultati sono stati ottenuti anche in altre regioni come la California e l’Australia.

Quali sono i fattori chiave da considerare nella progettazione di un sistema agrivoltaico?

La progettazione di un sistema agrivoltaico efficace richiede una pianificazione attenta che unisce competenze legate alla produzione di energia con green skill relativi al mondo agrifood. In particolare è fondamentale considerare fattori quali

  • l’orientamento dei pannelli solari
  • la selezione delle colture adatte all’ombra
  • la gestione dell’irrigazione
  • la compatibilità con le macchine agricole.

Una buona progettazione può massimizzare sia la produzione energetica che quella alimentare.

Come si valuta l’impatto ambientale dell’agrivoltaico?

L’agrivoltaico ha un impatto ambientale positivo in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e conservazione delle risorse idriche. La produzione di energia rinnovabile contribuisce a diminuire la dipendenza dai combustibili fossili, mentre l’ombra prodotta dai pannelli solari riduce l’evaporazione dell’acqua, favorendo una maggiore efficienza nell’uso delle risorse idriche.

Per la concomitanza di queste e altre ragioni, l’agrivoltaico rappresenta un’opportunità economica significativa per le imprese agricole e si va a integrare con le logiche dell’Agricoltura 4.0. L’integrazione della produzione di energia rinnovabile nelle loro attività può fornire una fonte di reddito supplementare, aiutandole a diversificare e a migliorare la resilienza economica del business.

Quali sono le prospettive future dell’agrivoltaico?


Agrivoltaico: integrazione tra energia rinnovabile e sistemi agricoli

L’agrivoltaico consente di integrare la produzione di energia solare con la continuità delle attività agricole e in Italia si inserisce in una fase di profonda evoluzione del quadro normativo e industriale, sostenuta da politiche europee, risorse del PNRR e da un crescente interesse da parte degli operatori del settore primario ed energetico.

Un mercato in crescita tra investimenti e competitività

Il rafforzamento dell’agrivoltaico è legato non solo agli incentivi pubblici, ma anche alla capacità di rispondere a obiettivi strategici di lungo periodo, come la sicurezza energetica e la diversificazione delle fonti di reddito agricolo. Facendo riferimento ai dati discussi nel corso della seconda edizione della Giornata dell’Agrivoltaico, promossa da ANIE Rinnovabili nel gennaio 2026 con istituzioni, associazioni, esperti, imprese e rappresentanti del mondo agricolo e fotovoltaico è emerso che in Europa sono già attivi oltre 200 progetti per una potenza complessiva superiore ai 15 GW, segnale di un comparto che sta rapidamente strutturandosi lungo filiere dedicate. In questo contesto, l’agrivoltaico viene sempre più considerato uno strumento di sviluppo territoriale, capace di generare valore in aree rurali spesso marginalizzate.

Il quadro normativo aggiornato dell’agricoltaico e il confronto europeo

Anche sul piano regolatorio l’Italia ha compiuto passi in avanti, introducendo una definizione tecnica più chiara degli impianti agrivoltaici e avvicinandosi alle best practice europee. Il recente intervento normativo ha precisato requisiti come l’elevazione delle strutture, ma restano criticità legate ai vincoli sulle superfici utilizzabili, al mantenimento della produzione agricola e alla complessità delle autorizzazioni. Il confronto con Paesi come Francia, Germania e Paesi Bassi mostra approcci più flessibili e integrati tra politiche agricole ed energetiche, che l’Italia è chiamata a interpretare senza penalizzare né le imprese agricole né gli investimenti industriali.

PNRR, sfide operative e prospettive al 2030

L’elevata partecipazione ai bandi PNRR conferma il potenziale dell’agrivoltaico: oltre 600 progetti candidati e più di 1,7 GW di potenza richiesta indicano un settore dinamico, ma ancora esposto a ostacoli operativi. La limitata disponibilità di aree idonee, le incertezze sulla compatibilità tra modelli impiantistici e colture, e la difficoltà di una reale co-progettazione tra mondo agricolo ed energetico rappresentano nodi centrali da sciogliere.

Guardando al 2030, l’agrivoltaico potrà diventare un elemento strutturale della strategia energetica nazionale solo se accompagnato da una governance capace di integrare innovazione tecnologica, tutela del suolo e coesione sociale. La sfida non è più sperimentare, ma rendere questo modello scalabile, misurabile e realmente sostenibile per i territori.

Articolo aggiornato il 24 gennaio 2026

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