Trasformazione sostenibile

ESG e trasformazione culturale delle aziende: le indicazioni del rapporto Consob sulla DNF

Dal “Report on Non Financial reporting of italian listed companies” della Consob arriva una lettura di come la Dichiarazione non finanziaria possa rappresentare uno stimolo per innestare i temi della sostenibilità a livello di strategia aziendale

Pubblicato il 16 Ott 2022

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Livia Piermattei, senior advisor di Methodos

La Dichiarazione non finanziaria (DNF) può fare molto bene alle imprese e ai mercati, purché non sia vissuta come un adempimento. Si potrebbe sintetizzare in questa considerazione il ruolo della DNF che emerge dal preziosissimo “Report on Non Financial reporting of italian listed companies” della Consob. (il report è accessibile direttamente da qui). Lo studio dell’Autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari analizza il ruolo della Dichiarazione non finanziaria presso il mondo delle società quotate e offre anche una visione e una interpretazione di come la DNF stia contribuendo alla trasformazione culturale delle imprese.

Come ESG360 abbiamo scelto di mettere a disposizione una serie di servizi che fanno leva sul punto di osservazione privilegiato offerto da questo report per cogliere i segnali di trasformazione collegati ai temi della sostenibilità e dell’ESG.

A questo proposito è stato realizzato un servizio espressamente dedicato ai principali risultati del report “Rapporto Consob: la DNF come leva di trasformazione per le imprese”.

Si è poi voluto approfondirne l’analisi con il contributo di Nadia Linciano, Head of Research Department e Giovanna Di Stefano, Senior Officer Consob, nell’ambito dell’articolo su “Sostenibilità e core business delle imprese: il ruolo della DNF” .

A queste prospettive abbiamo ritenuto opportuno aggiungere anche una lettura della metodologia utilizzata con il contributo di Livia Piermattei, senior advisor di Methodos (azienda del Gruppo Digital360 n.d.r.), che ha collaborato con l’ufficio studi Consob.

Qual è stato il contributo di Methodos al report DNF della Consob? Che ruolo avete svolto?

Methodos si occupa di accompagnare le organizzazioni nei percorsi di cambiamento della loro cultura organizzativa. In questo caso abbiamo scelto di mettere le nostre competenze a disposizione di Consob per fornire il nostro supporto metodologico a uno studio che intende contribuire ad accompagnare il cambiamento del sistema paese sui temi della sostenibilità.

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In particolare, abbiamo cercato di supportare una lettura e una analisi “dinamica” delle DNF per capire se e come le Dichiarazioni non finanziarie potessero rappresentare degli strumenti di cambiamento della cultura e della trasformazione sostenibile delle imprese. Come Methodos abbiamo messo a disposizione del gruppo di lavoro che ha realizzato la ricerca la nostra esperienza e un modello di analisi e di interpretazione del cambiamento culturale.

 

Quali strumenti avete adottato per questo contributo alla ricerca?

Il gruppo di lavoro Consob ha lavorato per mappare i comportamenti sui quali focalizzare l’attenzione e ha cercato quegli atteggiamenti e quei segnali che fossero in grado di individuare i fattori abilitanti o gli ostacoli di una trasformazione culturale. La ricerca ha effettuato una mappatura del comportamento delle aziende e delle principali figure coinvolte e su questi dati ha focalizzato l’attenzione alla ricerca di comportamenti coerenti con un principio di governo e di gestione della trasformazione.

Si può descrivere in sintesi la metodologia che avete messo a supporto della ricerca?

Il gruppo di lavoro ha fatto riferimento a una metodologia che punta a individuare e a elaborare le tre grandi fasi del cambiamento: la awareness, le capabilities e l’engagement. Il lavoro si è indirizzato alla ricerca di segnali e di dati che permettessero di identificare i comportamenti corretti da inserire nelle tre fasi.

Quali sono gli elementi chiave relativi alle tre fasi?

L’approccio metodologico relativo alla costruzione delle tre fasi parte dalla relazione tra DNF e cambiamento culturale. Il lavoro svolto ci ha permesso di arrivare alla considerazione che la DNF rappresenta uno stimolo di cambiamento nelle prima due fasi. La Dichiarazione non finanziaria si può considerare uno strumento per la costruzione dell’awareness e per le capabilities, ma a fronte di una ricerca che si è posta l’obiettivo di andare oltre e di valutare se effettivamente nelle imprese si è attivato un processo di cambiamento si è aggiunto un ulteriore elemento di indagine non più diretto solo sulle DNF. Per analizzare la cosiddetta fase dell’engagement si è concentrata l’attenzione sui piani strategici delle aziende e si sono indagati i dati pubblici che raccontano la sostenibilità aziendale e che spiegano il piano industriale. In concreto, con questa terza fase abbiamo voluto misurare se i comportamenti mappati nell’awareness e nelle capabilities sono poi stati traslati nei piani strategici presentati agli investitori.

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