Healthy building: cosa sono e perché rappresentano il futuro degli edifici
Negli ultimi anni il concetto di edificio intelligente è profondamente cambiato. Se fino a poco tempo fa l’attenzione era concentrata soprattutto sul risparmio energetico, sull’automazione e sulla digitalizzazione, oggi il settore guarda a un obiettivo ancora più ambizioso: progettare edifici che contribuiscano attivamente alla salute e al benessere delle persone. Arriva da questo percorso il concetto di healthy building, un approccio che integra sostenibilità ambientale, qualità degli spazi, comfort e tutela della salute.
Secondo numerosi studi internazionali, trascorriamo circa il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi. Per questo motivo la qualità dell’aria, l’illuminazione, l’acustica, la temperatura e persino i materiali utilizzati negli edifici hanno un impatto diretto sulla salute fisica, sul benessere psicologico e sulla produttività.
Healthy building: un edificio progettato per favorire salute e comfort
Un healthy building è un edificio progettato, costruito e gestito per creare condizioni ambientali ottimali per le persone. L’obiettivo non consiste soltanto nel ridurre i consumi energetici o le emissioni di CO₂, ma nel migliorare concretamente la qualità della vita di chi vive, lavora o studia all’interno degli spazi.
Si tratta di un concetto multidisciplinare che coinvolge architettura, impiantistica, sensoristica, automazione, gestione energetica e tecnologie digitali. L’edificio diventa così un sistema capace di monitorare continuamente le proprie condizioni ambientali e intervenire automaticamente per mantenerle entro parametri ottimali con il coivolgimento di diverse professionalità: facility management, energy management, sustainability management.
Healthy building: qualità dell’aria come primo elemento
Tra gli aspetti più importanti degli healthy building c’è la Indoor Air Quality (IAQ), cioè la qualità dell’aria negli ambienti interni. Polveri sottili, composti organici volatili (VOC), anidride carbonica, allergeni, batteri e virus possono compromettere il benessere delle persone e incidere sulle loro prestazioni cognitive.
Per questo motivo gli edifici più evoluti integrano sistemi di ventilazione intelligente, filtrazione, purificazione e monitoraggio continuo dell’aria. Sempre più diffuse sono anche tecnologie innovative, come la fotocatalisi, capaci di abbattere gli inquinanti e ridurre la presenza di microrganismi sulle superfici.
Luce, temperatura, rumore e materiali: i fattori che influenzano il benessere
La salute negli edifici dipende da molti altri elementi oltre alla qualità dell’aria. L’illuminazione naturale e quella artificiale devono rispettare il ritmo circadiano delle persone, contribuendo a migliorare concentrazione e qualità del sonno. Anche il comfort termico è fondamentale: temperature troppo elevate o troppo basse possono aumentare stress e affaticamento.
Grande attenzione viene dedicata anche all’acustica, per limitare il rumore e migliorare la concentrazione, e alla scelta dei materiali da costruzione, privilegiando prodotti a basse emissioni di sostanze nocive e soluzioni sostenibili lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio.
Il ruolo della digitalizzazione: sensori, IoT e intelligenza artificiale
Gli healthy building rappresentano una delle applicazioni più avanzate delle smart building technologies. Sensori distribuiti rilevano in tempo reale temperatura, umidità, concentrazione di CO₂, particolato, VOC, luminosità e livelli di occupazione degli spazi.
Questi dati vengono elaborati attraverso piattaforme di Building Management System (BMS), sistemi IoT e, sempre più frequentemente, algoritmi di intelligenza artificiale che ottimizzano automaticamente ventilazione, illuminazione, climatizzazione e consumo energetico. L’obiettivo è mantenere il miglior equilibrio possibile tra comfort, salute ed efficienza.
I vantaggi per aziende e organizzazioni: più produttività e minori costi
Investire negli healthy building produce benefici che vanno ben oltre la sostenibilità ambientale. Diversi studi evidenziano come ambienti più salubri contribuiscano a ridurre l’assenteismo, migliorare la concentrazione, aumentare la produttività e favorire il benessere psicofisico dei lavoratori.
Negli ospedali una migliore qualità ambientale può supportare il recupero dei pazienti; nelle scuole favorisce l’apprendimento; negli alberghi migliora l’esperienza degli ospiti; negli edifici commerciali incrementa comfort e permanenza dei visitatori.
Anche dal punto di vista economico gli healthy building possono generare valore grazie alla riduzione dei consumi energetici, dei costi di manutenzione e alla maggiore attrattività degli immobili.
Healthy building e sostenibilità: benefici anche per l’ESG
Il concetto di healthy building è strettamente collegato agli obiettivi ESG. Sul piano ambientale contribuisce alla riduzione delle emissioni e all’efficienza energetica; sul piano sociale tutela salute, sicurezza e benessere delle persone; sotto il profilo della governance favorisce una gestione più intelligente e trasparente degli edifici attraverso dati e monitoraggio continuo.
Per questo motivo la salute degli ambienti sta diventando un elemento sempre più rilevante anche nelle strategie immobiliari delle imprese e nei processi di rendicontazione della sostenibilità.
GEWISS acquisisce REair e punta sugli healthy building
Nel contesto di questa evoluzione del mercato degli edifici intelligenti che si muove verso il paradigma degli healthy building, edifici progettati non solo per consumare meno energia ma anche per offrire spazi più salubri e sicuri si inserisce l’acquisizione del 51% di REair da parte di GEWISS.
L’operazione consente al gruppo italiano di integrare competenze specialistiche nel campo della qualità dell’aria indoor (Indoor Air Quality – IAQ) e rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di espansione avviata negli ultimi anni attraverso investimenti nell’illuminazione intelligente, nella building automation, nei servizi energetici, nelle tecnologie per l’hospitality e nelle infrastrutture urbane.
Un percorso di sviluppo che si muove dallo smart building all’healthy building
L’ingresso di REair nel Gruppo GEWISS segna un’evoluzione della visione industriale dell’azienda. L’obiettivo non è più soltanto realizzare edifici connessi, automatizzati ed efficienti dal punto di vista energetico, ma sviluppare ambienti capaci di contribuire attivamente al benessere delle persone che li vivono e lavorano.
Le tecnologie sviluppate da REair si integrano infatti con le competenze di GEWISS nella distribuzione dell’energia, nell’illuminazione intelligente e nella gestione automatizzata degli edifici, ampliando il concetto stesso di smart building verso una dimensione che comprende salute, comfort e qualità ambientale. Le soluzioni potranno trovare applicazione in numerosi contesti, tra cui strutture sanitarie, scuole, alberghi, edifici commerciali, impianti industriali e progetti di smart city.
Tecnologie innovative per migliorare la qualità dell’aria
Il cuore tecnologico di REair è rappresentato dalle soluzioni basate sulla fotocatalisi, sviluppate per migliorare la qualità dell’aria sia negli ambienti interni sia in quelli esterni. L’azienda ha sviluppato e brevettato eCoating®, un rivestimento nanotecnologico trasparente ed ecosostenibile che sfrutta il processo fotocatalitico attivato dalla combinazione tra luce e aria.
Attraverso questa reazione il materiale contribuisce alla decomposizione di numerosi agenti inquinanti presenti negli ambienti, tra cui composti organici volatili (VOC), ossidi di azoto (NOx), particolato atmosferico e altri contaminanti, trasformandoli in sottoprodotti innocui come anidride carbonica e molecole d’acqua.
Il processo permette inoltre di inattivare batteri e virus presenti sulle superfici trattate, contribuendo a mantenerle più pulite nel tempo e riducendo gli interventi di manutenzione.
Un ecosistema sempre più integrato
L’operazione si inserisce nella strategia di crescita perseguita da GEWISS negli ultimi anni, costruita attraverso una serie di acquisizioni che hanno ampliato progressivamente le competenze del gruppo. Oggi l’ecosistema punta all’obiettivo di mettere a disposizione un’unica piattaforma tecnologica in grado di comprendere illuminazione intelligente, automazione degli edifici, gestione dell’energia, servizi energetici, tecnologie per l’hospitality e sistemi dedicati alla sicurezza. A tutto questo, con REair entra anche una competenza specifica nella qualità dell’aria, destinata a rafforzare l’offerta integrata del gruppo.
Benessere ed efficienza diventano un unico obiettivo
Secondo Fabio Bosatelli, Presidente di POLIFIN e GEWISS, l’acquisizione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di evoluzione del gruppo e rafforza l’impegno nello sviluppo di tecnologie capaci di migliorare non solo le prestazioni degli edifici ma anche il benessere delle persone.
Anche Paolo Cervini, CEO di POLIFIN, GEWISS e COSTIM RE, sottolinea come oggi la sola efficienza energetica non sia più sufficiente. Gli edifici devono infatti diventare ambienti sempre più salubri, in grado di rispondere alle nuove esigenze di chi li utilizza quotidianamente.
Dal lato di REair, la fondatrice e CEO Raffaella Moro evidenzia come l’ingresso nel Gruppo GEWISS consentirà di accelerare la crescita internazionale mantenendo al tempo stesso l’identità tecnologica dell’azienda e valorizzando il patrimonio di ricerca sviluppato negli anni.
Healthy building, una nuova frontiera del mercato
L’acquisizione conferma una tendenza sempre più evidente nel settore delle costruzioni intelligenti. La competitività degli edifici non sarà determinata esclusivamente da consumi energetici ridotti o da sistemi digitali avanzati, ma anche dalla capacità di offrire ambienti che favoriscano salute, comfort e qualità della vita.
L’integrazione tra gestione dell’energia, building automation, illuminazione intelligente e tecnologie per la qualità dell’aria rappresenta uno dei principali filoni di sviluppo del mercato degli smart building. Con l’ingresso di REair, GEWISS punta a posizionarsi proprio in questa evoluzione, contribuendo alla diffusione di una nuova generazione di edifici progettati per essere contemporaneamente intelligenti, sostenibili e orientati al benessere delle persone.
Ecco una versione più ampia, con un confronto più preciso tra le principali certificazioni dedicate alla sostenibilità e alla salubrità degli edifici.
Certificazioni healthy building: l’importanza di misurare salute e benessere negli edifici
La crescente attenzione verso gli healthy building ha portato alla diffusione di standard che consentono di valutare quanto un edificio sia realmente capace di tutelare la salute, il comfort e il benessere delle persone.
Non basta infatti dichiarare che un ambiente è salubre. Occorre misurare parametri come qualità dell’aria, illuminazione, temperatura, acustica, presenza di sostanze inquinanti, accessibilità e possibilità di svolgere attività fisica.
Le certificazioni trasformano questi aspetti in requisiti, indicatori e procedure verificabili. Proprietari, progettisti e imprese possono così dimostrare, attraverso una valutazione indipendente, le prestazioni dell’edificio.
Alcuni standard sono focalizzati direttamente sulla salute degli occupanti, mentre altri valutano la sostenibilità complessiva dell’immobile, includendo il benessere tra le diverse categorie considerate.
WELL Building Standard: l’edificio centrato sulle persone
WELL Building Standard è uno dei riferimenti internazionali più direttamente orientati alla salute delle persone. È sviluppato dall’International WELL Building Institute e propone un modello basato su evidenze scientifiche per integrare il benessere nella progettazione e nella gestione degli spazi. WELL non considera soltanto le caratteristiche fisiche dell’edificio, ma anche le modalità con cui gli ambienti vengono gestiti e utilizzati nel tempo.
Lo standard prende in esame temi come qualità dell’aria, acqua, alimentazione, illuminazione, movimento, comfort termico, acustica, materiali, benessere mentale e relazioni con la comunità. L’obiettivo è verificare se lo spazio costruito possa sostenere condizioni più favorevoli alla salute fisica e psicologica di lavoratori, residenti, studenti, pazienti e visitatori.
Il ruolo della verifica delle prestazioni
Una caratteristica importante di WELL è l’attenzione alle prestazioni effettive. Non vengono valutati soltanto il progetto e la documentazione, ma anche alcuni parametri misurabili all’interno dell’edificio.
Il percorso può riguardare spazi interni, edifici e organizzazioni che intendono dimostrare il proprio impegno verso il benessere. La certificazione considera sia la fase progettuale sia le politiche operative adottate successivamente.
Questo approccio è particolarmente rilevante perché la qualità di un healthy building non dipende soltanto dagli impianti installati, ma dalla loro manutenzione e dalla capacità di controllarne le prestazioni nel tempo.
Fitwel: strategie concrete per promuovere la salute
Fitwel è un sistema di certificazione dedicato alla salute negli edifici e nei contesti urbani, utilizzabile per immobili nuovi, edifici esistenti, singoli spazi interni, siti e portafogli immobiliari. (
Lo standard utilizza schede di valutazione differenziate in base alla tipologia del progetto. Questo permette di adattare i criteri alle caratteristiche dell’immobile e alle condizioni concrete in cui viene utilizzato.
Fitwel considera, tra gli altri aspetti, l’accessibilità, la mobilità attiva, la qualità degli spazi comuni, le aree verdi, la sicurezza, l’alimentazione, l’attività fisica e le politiche di gestione. Grande attenzione viene riservata anche alla possibilità di rendere le strategie per il benessere accessibili al maggior numero possibile di persone.
Un approccio basato sulla ricerca
Il modello Fitwel è stato costruito utilizzando migliaia di studi accademici e punta a collegare le caratteristiche degli edifici con la qualità della vita e le condizioni di salute degli occupanti. ( La certificazione può essere utilizzata per confrontare le prestazioni di un singolo edificio o per adottare criteri comuni su un intero portafoglio immobiliare.
Per proprietari e gestori rappresenta quindi uno strumento utile non soltanto per progettare ambienti più salubri, ma anche per individuare priorità di intervento e monitorare il miglioramento degli immobili.
LEED: sostenibilità ambientale e qualità degli spazi interni
Una certificazione più ampia
LEED è una certificazione dedicata alla sostenibilità complessiva degli edifici. Il suo campo di valutazione comprende consumi energetici, acqua, materiali, gestione dei rifiuti, localizzazione, emissioni e qualità degli ambienti interni.
La salute delle persone rappresenta quindi una parte importante dello standard, ma viene inserita all’interno di un quadro più ampio rivolto alla riduzione dell’impatto ambientale dell’edificio.
La categoria dedicata alla qualità ambientale interna valuta aspetti quali ventilazione, qualità dell’aria, illuminazione, comfort termico, acustica e controllo delle fonti di contaminazione. LEED prevede inoltre requisiti e crediti dedicati alla qualità dell’aria durante la costruzione e l’occupazione dell’immobile. Le versioni più recenti rafforzano l’attenzione alle prestazioni, alla decarbonizzazione e alla salute degli utilizzatori.
BREEAM: una valutazione integrata dell’edificio
Anche BREEAM adotta una visione complessiva della sostenibilità. Il metodo valuta gli edifici attraverso categorie che comprendono energia, acqua, materiali, trasporti, inquinamento, gestione, resilienza, risorse, uso del suolo, ecologia, salute e benessere.
Nell’area dedicata alla salute vengono considerati fattori come illuminazione naturale e artificiale, qualità dell’aria, comfort termico, acustica e possibilità di avere una visuale verso l’esterno.
BREEAM può essere applicato a nuove costruzioni, immobili esistenti e differenti tipologie di asset. La valutazione è accompagnata da una verifica di terza parte, pensata per offrire una misurazione indipendente delle prestazioni dichiarate. Lo standard collega inoltre la qualità dell’edificio alla resilienza climatica, alla riduzione delle emissioni, al valore sociale e alla gestione delle prestazioni lungo il ciclo di vita.
Il valore delle certificazioni per imprese e real estate
Le certificazioni aiutano a tradurre principi generali come benessere, sostenibilità e qualità dell’aria in obiettivi progettuali e gestionali concreti. Possono supportare la valorizzazione degli immobili, la comparabilità tra edifici, il dialogo con investitori e locatari e la rendicontazione delle strategie ESG.
La certificazione non garantisce automaticamente che un edificio sia sempre salubre. Le prestazioni dipendono anche dalla gestione quotidiana, dalla manutenzione degli impianti, dall’occupazione degli spazi e dal monitoraggio dei parametri ambientali.
Per questo motivo il vero valore di uno standard non risiede soltanto nel riconoscimento ottenuto, ma nella capacità di trasformare l’edificio in un sistema continuamente misurato e migliorato.
Verso edifici più trasparenti e orientati alle persone
Gli healthy building segnano il passaggio da una progettazione concentrata prevalentemente sull’involucro e sui consumi a un modello che considera anche l’esperienza delle persone. Le certificazioni contribuiscono a rendere questo cambiamento verificabile, introducendo metriche condivise, controlli indipendenti e criteri riconosciuti a livello internazionale.
In futuro, la convergenza tra certificazioni, sensori IoT, building automation e monitoraggio della qualità ambientale potrà permettere di valutare gli edifici non soltanto al momento della costruzione, ma durante tutta la loro vita operativa. La salubrità diventa così una prestazione da progettare, misurare e mantenere nel tempo, al pari dell’efficienza energetica, della sicurezza e della sostenibilità ambientale.













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