Global Risk Report 2026: incertezza senza precedenti
La ventunesima edizione del Global Risks Report 2026, pubblicata dal World Economic Forum WEF (disponibile in forma integrale QUI n.d.r.) delinea un mondo entrato in una Era caratterizzata dalla competizione e da un senso di incertezza senza precedenti. L’ingresso nella seconda metà degli Anni ’20 poi è contrassegnata da crisi profonde e complesse e da un panorama nel quale entra in crisi lo spirito di cooperazione e ci si muove verso una competizione “senza regole”.
Cosa dice in sintesi la Global Risks Perception Survey (GRPS)
Secondo la Global Risks Perception Survey (GRPS), che raccoglie le opinioni di oltre 1.200 esperti mondiali, le prospettive per i prossimi due anni sono marcatamente pessimistiche. Circa il 50% degli intervistati prevede un orizzonte turbolento nel breve termine, una cifra che sale al 57% se si considera un arco temporale di dieci anni. Al contrario, solo l’1% degli esperti si aspetta un contesto “calmo” in entrambi gli orizzonti temporali.
Global Risk Report 2026: la metodologia, come vengono identificati i rischi
Il rapporto si basa su vent’anni di dati e sulla sinergia tra diverse indagini condotte dal World Economic Forum. (A questo proposito leggi gli articoli relativi a Global Risk Report 2025, Global Risk Report 2024, Global Risk Report 2023, Global Risk Report 2022 n.d.r.).
La percezione degli esperti globali (GRPS)
La spina dorsale del report è la Global Risks Perception Survey 2025-2026, che sintetizza i punti di vista di figure di riferimento provenienti dal mondo accademico, economico, governativo e della società civile. Questa indagine misura il “Rischio Globale” come la possibilità di un evento che, se si verificasse, avrebbe un impatto negativo su una quota significativa del PIL globale, della popolazione o delle risorse naturali.
Il punto di vista dei responsabili aziendali
Per integrare i dati globali, il WEF utilizza l’Executive Opinion Survey (EOS), che identifica i rischi che pongono le minacce più gravi a livello nazionale. Per il rapporto 2026, oltre 11.000 business leader in 116 economie hanno fornito dati critici sulle priorità locali e sui potenziali “punti caldi” regionali.

Quali sono le forze strutturali che modellano il decennio secondo il Global Risk Report 2026
Il rapporto identifica quattro “forze strutturali” che, pur non essendo rischi in sé, agiscono come parametri sottostanti che influenzano la velocità e la portata delle minacce globali.
- Accelerazione tecnologica: La crescita esponenziale della potenza di calcolo e l’integrazione pervasiva di tecnologie come l’Intelligenza artificiale che sfumano i confini tra tecnologia e umanità.
- Geostrategia: L’evoluzione delle dinamiche di potere geopolitico, con alleanze storiche in fase di riconfigurazione e norme internazionali sempre più contestate.
- Cambiamento climatico: Le traiettorie irreversibili del riscaldamento globale e le loro conseguenze sistemiche sui sistemi terrestri.
- Situazione demografica: Le crescenti divergenze nella dimensione, crescita e struttura della popolazione tra le diverse regioni del mondo, con impatti diretti sui sistemi socioeconomici.
Analisi dei rischi a breve termine: la dominanza geoeconomica
Nel breve periodo (2 anni), il panorama dei rischi è dominato da shock economici e geostrategetici che minacciano la stabilità immediata delle nazioni.
Per la prima volta in anni, la Geoeconomic confrtontation è balzata al primo posto tra i rischi più gravi per i prossimi due anni. Questo fenomeno non riguarda più solo i dazi commerciali, ma l’uso deliberato di strumenti economici come armi strategiche: sanzioni, controlli sugli investimenti e la “weaponization” (militarizzazione) delle catene di approvvigionamento.
Disinformazione e polarizzazione sociale
Al secondo posto dei rischi a breve termine troviamo la misinformazione e la disinformazione, alimentate dall’intelligenza artificiale generativa. Questo rischio è strettamente interconnesso alla polarizzazione sociale (al terzo posto), creando un circolo vizioso in cui la verità diventa soggettiva e la fiducia nelle istituzioni crolla.

Analisi dei rischi a lungo termine: Il collasso ambientale
Mentre il breve termine è focalizzato sull’economia, l’orizzonte a dieci anni vede un ritorno preponderante delle preoccupazioni ambientali.
Eventi meteorologici estremi e biodiversità
Il rischio numero uno a lungo termine rimane la frequenza di eventi meteorologici estremi. Seguono a ruota la perdita di biodiversità e il collasso degli ecosistemi, insieme ai cambiamenti critici nei sistemi terrestri. Questi rischi sono considerati “esistenziali” e mostrano il punteggio di gravità più alto nel lungo periodo.
L’ascesa vertiginosa dei rischi legati all’Intelligenza artificiale
Un dato sorprendente del rapporto 2026 è il salto compiuto dagli esiti avversi delle tecnologie AI, che passano dal 30° posto nel breve termine al 5° posto nella classifica a dieci anni. Questo indica una crescente preoccupazione degli esperti per le conseguenze sistemiche e a lungo termine dell’automazione fuori controllo.
Un bilancio economico difficile: i rischi legati al debito e alle bolle speculative
L’economia globale sta affrontando una fase di “economic reckoning” (resa dei conti economica), caratterizzata da volatilità e fragilità strutturali.
La trappola del debito globale
Il debito totale globale ha raggiunto la cifra astronomica di 250 trilioni di dollari (225% del PIL globale) nel 2024. Molti governi sono costretti a fare “concessioni dolorose” nei loro bilanci nazionali per far fronte ai costi del servizio del debito in un contesto di tassi di interesse elevati. In molte economie a basso reddito, il debito è classificato tra le prime tre minacce nazionali.
Il rischio di scoppio delle bolle asset
Il rapporto evidenzia preoccupazioni per le valutazioni eccessive di alcuni settori tecnologici, in particolare quelli legati all’AI, al quantum e ai minerali critici. Uno scoppio della bolla degli asset (17° posto nel breve termine) potrebbe innescare shock sistemici simili a quelli della bolla delle dot-com del 2000, ma con una distruzione di ricchezza potenzialmente molto superiore data l’esposizione attuale dei mercati.
Infrastrutture in pericolo: il nuovo fronte dei conflitti
Le infrastrutture legacy, spesso obsolete e fragili, rappresentano una vulnerabilità critica per la sicurezza nazionale e la resilienza sociale.
Città che affondano e impatti climatici
In molte località del mondo, intere città stanno affondando a causa dell’estrazione di acque sotterranee e del peso delle infrastrutture urbane, spesso più velocemente dell’innalzamento dei mari. Il calore estremo sta causando il cedimento delle strade e picchi ingestibili nella domanda di energia, mentre le inondazioni danneggiano irreversibilmente le fondamenta degli edifici.
Attacchi cyber-fisici e militarizzazione
Le infrastrutture critiche sono diventate un obiettivo primario nei conflitti moderni. Dai cavi sottomarini alle reti satellitari, ogni categoria è sotto minaccia di sabotaggio fisico o di attacchi cyber-fisici. Nel 2024, un attacco informatico alla diga di Bremanger in Norvegia ha causato il rilascio non pianificato di acqua, dimostrando i pericoli reali delle infrastrutture digitalizzate.

La minaccia silenziosa alla cybersecurity
Il rapporto dedica una sezione approfondita al calcolo quantistico, descritto come una “lama a doppio taglio” per la sicurezza digitale.
La minaccia quantistica più immediata è quella nota come “harvest now, decrypt later”. Gli avversari stanno rubando dati criptati sensibili oggi (cartelle cliniche, proprietà intellettuale) con l’intento di decifrarli una volta che i computer quantistici saranno sufficientemente potenti.
La fine della crittografia classica (Q-Day)
Esiste il rischio concreto che algoritmi quantistici possano rompere la crittografia basata sulla matematica classica, che protegge quasi tutti i servizi digitali attuali. Questo porterebbe a un collasso sistemico della fiducia digitale, colpendo settori vitali come il banking e l’healthcare. Attualmente, solo il 5% delle organizzazioni dispone di crittografia quantum-safe.
L’AI e il mercato del lavoro: la “Rust Belt” dei colletti bianchi
L’adozione pervasiva dell’AI sta trasformando i mercati del lavoro in modo non lineare, creando il rischio di una nuova forma di alienazione sociale.
L’AI rischia di creare una “white-collar rust belt” (zona industriale dei colletti bianchi), dove professionisti altamente istruiti vedono i loro ruoli automatizzati. Questo potrebbe portare a “economie a forma di K”, dove i guadagni di produttività dell’AI si concentrano nelle mani di pochi, mentre ampi segmenti della popolazione affrontano disoccupazione o sottoccupazione.
Oltre alla perdita del lavoro, il rapporto avverte di una possibile “crisi di significato” per i giovani, se l’automazione dovesse erodere il senso di scopo derivante dalla carriera. Esiste inoltre il rischio di una perdita di controllo umano se gli agenti AI venissero utilizzati per sviluppare altri sistemi AI, rendendo i modelli incomprensibili anche per i loro creatori.
Il declino ambientale: una deprioritizzazione pericolosa
Per la prima volta dopo anni, i rischi ambientali sono scesi di posizione nelle preoccupazioni a breve termine, sostituiti da shock geopolitici ed economici.
Un disaccoppiamento rischioso
Nonostante le prove scientifiche indichino che le temperature globali supereranno probabilmente la soglia di 1,5°C entro il prossimo decennio, l’attenzione si è spostata altrove. Questo spostamento assoluto dalle preoccupazioni ambientali nel breve periodo rischia di ritardare ulteriormente le azioni di mitigazione necessarie, aggravando i costi futuri.
Competizione per i minerali critici
La transizione energetica è ostacolata dalle tensioni geostrategetiche. La corsa all’accaparramento di minerali rari necessari per le tecnologie verdi sta portando a picchi di prezzo e a pressioni commerciali, o addirittura militari, sui paesi ricchi di risorse.
Global Risk Report 2026: costruire la resilienza e individuare le azioni per il futuro
Il rapporto sottolinea che il futuro dipende dalle decisioni che verranno prese in questi giorni.
Raccomandazioni per i governi
- Prudenza fiscale: Attuare riforme strutturali per gestire il debito crescente e promuovere una crescita a lungo termine.
- Strategie Quantum nazionali: Sviluppare politiche per mitigare i rischi locali e partecipare alla futura economia quantistica.
- Alfabetizzazione digitale: Investire nell’istruzione per aiutare i cittadini a distinguere tra fatti e manipolazioni algoritmiche.
Raccomandazioni per le aziende
- Foresight strategico: Utilizzare strumenti di previsione avanzati per minimizzare gli impatti operativi delle crisi geoeconomiche.
- Sicurezza Post-Quantistica: Iniziare il passaggio a soluzioni crittografiche ibride per proteggere i dati a lungo termine.
- Riqualificazione proattiva: Considerare lo sviluppo delle competenze e la pianificazione della transizione del lavoro come elementi centrali dell’integrazione dell’IA.
Il Global Risks Report 2026 ci ricorda che, sebbene le nazioni tendano a chiudersi in se stesse e la competizione si intensifichi, la cooperazione rimane indispensabile per gestire rischi che non conoscono confini. Solo ricostruendo la fiducia e creando nuovi meccanismi di collaborazione sarà possibile navigare in questo nuovo ordine mondiale instabile.














