Tra le prospettive di sviluppo del manifatturiero italiano, i temi che vedono l’integrazione tra intelligenza artificiale e robotica non rappresentano più solo una sfida sul piano delle tecnologie, ma costituiscono ormai un impegno che permette di aprire nuovi scenari anche a livello di governance e di sostenibilità. Una recente survey condotta da Innovation Post e ESG360.it mette infatti in evidenza che una parte importante dell’attenzione su questi temi sta privilegiando non solo le performance di “automazione” e produttività, ma si sta interrogando su come queste tecnologie siano in grado di generare valore reale, di ridurre gli sprechi, di contribuire a una gestione più responsabile e precisa delle risorse e di migliorare la sicurezza per le persone all’interno degli impianti produttivi. (Su questo tema leggi il servizio AI e robotica in fabbrica di InnovationPost con le opinioni degli esperti sui temi dell’impatto dell’AI a livello di produzione industriale n.d.r.)
Oltre il bilancio: verso una creazione di valore che presti più attenzione alla gestione delle risorse
Se ci si deve interrogare sulle prospettive di ritorno dell’investimento relativamente alle soluzioni di Industrial AI, di Physical AI e robotica è necessario guardare con sempre maggiore attenzione al nuovo rapporto che queste tecnologie permettono di instaurare tra produzione e gestione delle risorse. Un dato particolarmente significativo in questo senso ci dice che sebbene il 28% delle imprese sia frenato dai costi iniziali, gran parte dell’attenzione si rivolge proprio sui temi dell’efficienza delle risorse.
Paolo Foglio, Manufacturing Digitalisation Strategy Manager di Iveco, propone una chiave di lettura molto pragmatica: «Il reale ritorno d’investimento dell’AI non è puramente economico, ma si misura in termini di affidabilità e di fiducia che il sistema riesce a generare». Per Foglio, l’AI può fornire risposte molto efficaci anche per il raggiungimento di obiettivi sostenibilità: «È paradossale preoccuparsi della bolletta energetica e poi ignorare gli sprechi degli impianti durante i fermi: l’AI può aiutarci a gestire la sostenibilità operativa reale, nel rispetto dell’operatività quotidiana». Nonostante queste potenzialità, solo l’8% delle aziende vede oggi nella gestione dei consumi energetici una vera priorità, segno di un potenziale di riduzione degli sprechi ancora inespresso.
In che modo Industrial AI e Physical AI possono favorire una valorizzazione del capitale umano
Se siamo d’accordo sul fatto che il valore dell’innovazione risiede nella capacità di elevare il lavoro umano allora è opportuno guardare al dato secondo il quale il 33% delle imprese punta a ridurre la dipendenza da manodopera a basso valore aggiunto. Tuttavia, come sottolinea Marco Farè, Chief Operating Officer Digital & Innovation di Tinexta Innovation Hub, esiste un ostacolo culturale: «L’imprenditore investe con maggiore propensione in strumenti di produzione “hardware”, mentre fatica ancora a percepire il valore degli asset digitali e intangibili». L’obiettivo ESG, in questo senso, riguarda la capacità di garantire all’azienda la possibilità di aumentare la propria competitività, trasformando il costo dell’AI in un investimento in conoscenza.
Guardando alle dimensioni legate all’ambito sociale, la Physical AI può essere interpretato anche come uno strumento di inclusione e sicurezza. Adriano Chinello, Global Automation Director di FICEP, evidenzia come la tecnologia aiuti a «colmare i gap di competenze e a gestire compiti pesanti o pericolosi», democratizzando l’accesso ai dati di fabbrica anche per i meno esperti.
Pragmatismo e operatività
La generazione di valore non passa necessariamente per rivoluzioni radicali, ma anche attraverso un lavoro di ottimizzazione costante. Una modalità questa che è indicata come priorità dal 47% dei manager. Federico Milan, Digital Innovation Manager di Breton, sottolinea in questo senso che per aumentare in modo significativo la produttività reale è necessario un «profondo ripensamento dell’organizzazione di fabbrica». Ad esempio ci sono riduzioni di sprechi di tempo e di risorse che si possono ottenere grazie all’integrazione di «piccoli tasselli tecnologici che semplificano i processi anche in modo significativo», senza necessariamente rincorrere promesse difficili da realizzare.
Sicurezza e standard: la Governance della robotica
La gestione del rischio rappresenta un pilastro fondamentale della governance. E per quanto riguarda la robotica collaborativa e gli umanoidi, la cautela è d’obbligo. Stefano Faccio, Head of Machinery Safety and Industry 4.0 & Digital Manufacturing di Marelli Lighting, rompe un tabù: «Dobbiamo superare il mito del robot collaborativo intrinsecamente sicuro: la sicurezza non risiede nel componente meccanico, ma nell’intera applicazione certificata».
Concorda Domenico Appendino, presidente di SIRI, sottolineando che la percezione di sicurezza e l’impatto fisico degli umanoidi richiedono estrema prudenza. La governance del futuro passa per gli standard: Antonio Frisoli, presidente di Artes 4.0 e professore alla Scuola Superiore Sant’Anna, ricorda che l’impegno nella definizione delle norme ISO è un modo molto concreto ed efficace per guidare il mercato in modo etico e sicuro.
Efficienza architetturale: Edge AI e Cybersecurity
Un altro aspetto che mette in relazione Industrial AI, Physiscal AI e robotica riguarda i temi legati al risparmio economico e alla protezione del dato in relazione, in particolare, all’architettura tecnologica. Carlo Mariani, Head of Business Areas di Bosch Rexroth, evidenzia come l’uso di modelli AI locali (Edge AI) permetta di abbattere i costi legati ai “token” e al transito dei dati, rispondendo contemporaneamente alle esigenze di cybersecurity. È una risposta pragmatica che genera valore immediato proteggendo la proprietà intellettuale dell’azienda.
Verso l’evento Roadmap Industry 4.0 del 9 Giugno
Questi temi cruciali — dal ROI dell’Industrial AI alla sicurezza degli umanoidi — saranno il fulcro dell’evento digitale del 9 giugno 2026 organizzato da Innovation Post e ESG360.it.
Il dibattito vedrà la partecipazione di figure di spicco, tra cui:
Marco Taisch, Professore di Advanced & Sustainable Manufacturing e Operations Management del Politecnico di Milano e presidente del Competence Center MADE 4.0, Giovanni Berselli, Dipartimento Design Methods for Industrial Engineering, Università di Genova, e ricercatore di Advanced Robotics dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Manuel Catalano, Principal Investigator di NuBots dell’IIT e coordinatore di Joiint Lab, Stefano Cavallari, Head of AI Deployment Unit, AI4I, Marco Farè, Chief Operating Officer Digital & Innovation, Tinexta Innovation Hub, Antonio Frisoli, Professore di Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna e presidente di Artes 4.0, Calogero Spoto, Innovation manager di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, Carlo Mariani, Head of business areas Automation & Electrification, Bosch Rexroth Italia, Paolo Rocco, Professore di Automatica e Robotica del Politecnico di Milano, Bruno Siciliano, Professore di Automatica e Robotica dell’Università degli Studi Federico II di Napoli e direttore del Prisma Lab.
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