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Revisione SFDR: Eurosif lancia l’allarme sulle lacune nella posizione del Consiglio



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Eurosif accoglie con favore il mantenimento dell’architettura della SFDR da parte del Consiglio UE, ma segnala una serie di lacune. L’associazione sottolinea rischi di greenwashing dovuti all’assenza del principio “Do No Significant Harm” e alla mancanza di tutele sociali e di governance minime

Pubblicato il 25 giu 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



Evoto
Nathalie Dogniez, Presidente di Eurosif
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Punti chiave

  • Eurosif avverte che il Consiglio UE sulla Revisione SFDR rischia credibilità: opt-out per investitori e omissione del DNSH.
  • Critiche alla categoria transizione: limiti nel contare CapEx al 20% e l’esclusione delle Scope 3, incertezza sui titoli di Stato.
  • Invito a rafforzare la revisione SFDR con criteri e trasparenza prima del voto del comitato ECON del 15 luglio 2026 e del negoziato di trilogo.
Riassunto generato con AI


La posizione del Consiglio UE in merito alla Revisione SFDR sta provocando una serie di reazioni, come peraltro era nelle previsioni. Accanto alla presa di posizione di una associazione ambientalista come la francese Reclaim Finance che critica apertamente la posizione UE va registrata anche la critica, da prospettive e posizioni diverse di Eurosif.

L’European Sustainable Investment Forum è la principale associazione paneuropea che promuove la finanza sostenibile a livello dell’Unione Europea, riunisce i forum nazionali degli investimenti sostenibili e responsabili e lavora con istituzioni europee, investitori, gestori patrimoniali e operatori finanziari. Si può dire, prima di entrare nel merito delle osservazioni che Eurosif è una organizzazione che contribuisce direttamente allo sviluppo delle normative sulla finanza sostenibile e svolge un ruolo chiave nell’integrazione dei criteri ESG nei mercati finanziari.


E da Eurosif arriva una nota nella quale si mette in evidenza, appunto in relazione all’approccio generale adottato dagli Stati membri dell’UE sulla revisione del regolamento SFDR, che, pur apprezzando il fatto che sia stata mantenuta la struttura complessiva proposta dalla Commissione Europea, ci sono diverse criticità che potrebbero mettere a rischio la credibilità e l’efficacia del quadro normativo futuro nel prevenire il greenwashing.

Lacune nella tutela degli investitori e integrità del mercato

Una delle principali preoccupazioni di Eurosif riguarda la proposta di un “opt-out” per gli investitori professionali. Secondo l’associazione, permettere ai prodotti destinati esclusivamente a questi investitori di restare fuori dal quadro SFDR potrebbe privare i soggetti più piccoli, come i regimi pensionistici degli enti locali, di strumenti fondamentali di comparabilità e salvaguardia, creando una protezione del mercato disomogenea.

Inoltre, Eurosif critica in modo molto energico l’assenza del principio “Do No Significant Harm” (DNSH) nella categoria dei prodotti sostenibili. In particolare Nathalie Dogniez, presidente di Eurosif, ha sottolineato che l’omissione di questo principio indebolisce una salvaguardia essenziale per la credibilità delle affermazioni di sostenibilità. A ciò si aggiunge la mancanza di requisiti minimi sociali e di governance trasversali a tutte le categorie di prodotti, che rischia di indebolire gli sforzi di due diligence degli investitori.

Credibilità della transizione e prossimi passaggi legislativi

Un tema chiave al centro della Revisione SFDR è poi rappresentato dalle caratteristiche legate al tema della transizione. E va osservato come Eurosif abbia scelto di sollevare dubbi anche sulla nuova categoria “transizione”. In particolare, si mettono in evidenza le criticità connesse alla possibilità di aggirare le esclusioni per le aziende che hanno almeno il 20% di CapEx allineato alla Tassonomia UE. Un tema che è osservato con forte scetticismo. Per le aziende di combustibili fossili, ad esempio, non considerare le emissioni di Scope 3 (spesso le più rilevanti) rende difficile valutare la reale credibilità delle strategie di transizione.

Meno rilevante ma non meno importante è anche il tema legato al trattamento dei titoli di Stato nella categoria transizione. Anche in questo caso Eurosif esprime una serie di preoccupazioni, poiché si tratta di un atteggiamento che potrebbe consentire a obbligazioni sovrane generiche di contribuire agli obiettivi di transizione fino al 15% del portafoglio creando invetibailmente incertezza sulla misurabilità del loro contributo reale.

L’invito di Eurosif in relazione ai prossimi passaggi

In vista dei prossimi passaggi previsti per il 15 luglio 2026 con il comitato ECON del Parlamento Europeo che voterà la propria posizione negoziale e per lafine del 2026 con l’inizio dei negoziati di trilogo a cui è affidato l’obiettivo di raggiungere un accordo definitivo sotto la presidenza irlandese del Consiglio, Eurosif intende mandare un invito ai co-legislatori a rafforzare la revisione della SFDR nelle prossime fasi, garantendo criteri più robusti e una trasparenza significativa sia a livello di prodotto che di entità.

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