Risk management

Do No Significant Harm DNSH: quali impatti per l’ESG

il DNSH rappresenta un principio basilare per valutare qualsiasi progetto che intenda garantire i valori della sostenibilità. Un tassello chiave nel mosaico dell’ESG

Pubblicato il 13 Gen 2024

Do No Significant Harm DNSH: non procurare danno come regola chiave dell'ESG

Do No Significant Harm DNHS: perché è importante per le imprese?

L’espressione do no significant harm, traducibile in “non nuocere” o “non fare del malein modo significativo rappresenta un principio etico con il quale si vuole portare l’attenzione sull’importanza di agire, in tanti e diversi contesti, prestando attenzione a non causare danno ad altri. Un esempio, forse il più significativo, ci arriva dal Giuramento di Ippocrate, il più antico codice etico nella storia della medicina, attribuito al medico greco Ippocrate, vissuto nel 460-370 a.C. I principi stabiliti da questo Giuramento indicano che i medici nel loro lavoro dovrebbero prima di tutto prestare la massima attenzione a non arrecare danno. Con il passare del tempo e l’evoluzione della medicina e della società, il giuramento è stato adattato per riflettere nuovi valori e pratiche.

Nel tempo, il concetto di do no significant harm DNSH è stato adottato e adattato in molti altri contesti al di fuori della medicina, più recentemente anche nell’etica aziendale, in relazione all’ambiente, allo sviluppo internazionale e al lavoro sociale. In questi campi, il principio viene utilizzato per sottolineare l’importanza di agire in modo responsabile e di evitare azioni che possano avere conseguenze negative per le persone, le comunità, l’ambiente o la società nel suo insieme. Si può osservare che il principio Do no significant harm attiene direttamente al purpose aziendale.

Nel contesto dello sviluppo sostenibile e delle pratiche ESG, do no significant harm DNSH può riferirsi all’impegno delle aziende e delle organizzazioni a minimizzare l’impatto negativo delle loro operazioni sull’ambiente e sulla società, e a contribuire positivamente al benessere delle comunità e alla salvaguardia del pianeta.

Do No Significant Harm DNSH e bilancio di sostenibilità

Il principio Do No Significant Harm DNSH, quando applicato correttamente, può avere diversi impatti positivi sul bilancio di sostenibilità di un’organizzazione in relazione alle prestazioni ambientali, sociali ed economiche di un’azienda. come ad esempio:

Nel miglioramento della performance ambientale. Il Do No Significant Harm richiede che le attività aziendali non arrechino danni significativi all’ambiente e questa attenzione può portare a una riduzione delle emissioni di gas serra, a un uso più efficiente delle risorse, a una migliore gestione dei rifiuti e a una maggiore attenzione alla biodiversità. Questi miglioramenti saranno riflessi nel bilancio di sostenibilità attraverso indicatori ambientali migliorati.

Con il rafforzamento della responsabilità sociale. In questo caso il principio DNSH si estende a questioni sociali, come il rispetto dei diritti dei lavoratori, la salute e la sicurezza sul lavoro e l’impatto sulle comunità locali. Un’azienda che adotta il DNSH dimostrerà un impegno verso pratiche sociali responsabili, che possono essere evidenziate nel bilancio di sostenibilità.

Con una governance etica e trasparente. In questa dimensione il Do No Significant Harm incoraggia una governance aziendale più etica, trasparente e responsabile. Questo include la lotta alla corruzione, la promozione di una leadership responsabile e l’adozione di politiche di gestione dei rischi. Tali pratiche di governance sono a loro volta documentate nel bilancio di sostenibilità, migliorando la reputazione dell’azienda.

Un aspetto importante è rappresentato dal rispetto degli standard e delle normativ. nella compliance normativa l’adesione al DNSH può aiutare le aziende a rispettare gli standard internazionali e le normative locali in materia di sostenibilità. Questo può ridurre il rischio di sanzioni legali e finanziarie e può essere segnalato nel bilancio di sostenibilità come un punto di forza.

Attrattività per gli investitori sempre più interessati alle prestazioni ESG delle aziende; fiducia degli Stakeholder e innovazione e competitività sono tre altri punti in cui la DNSH può trasformarsi in riduzione di rischi e vantaggio competitivo.

Alla finanza sostenibile piace il DNSH

Il principio Do No Significant Harm DNSH è particolarmente rilevante nell’ambito della finanza sostenibile, dove è stato introdotto dalla Commissione Europea come parte del Regolamento UE sulla Tassonomia, che mira a orientare gli investimenti verso attività più sostenibili. Per misurare il DNSH nell’ambito ESG, le organizzazioni e le aziende devono valutare l’impatto delle loro attività e delle loro decisioni di investimento su sei obiettivi ambientali stabiliti dalla Tassonomia UE:

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici
  2. Adattamento ai cambiamenti climatici
  3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine
  4. Transizione verso un’economia circolare
  5. Prevenzione e controllo dell’inquinamento
  6. Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi

Per essere considerata sostenibile secondo la Tassonomia UE, un’attività economica deve contribuire in modo sostanziale a uno o più di questi obiettivi, edeve nello stesso tempo soddisfare il criterio DNSH, ovvero non arrecare danni significativi a nessuno degli altri obiettivi ambientali.

Come si valuta o misura il Do No Significant Harm (DNSH)

Il principio DNSH è fondamentale per garantire che le pratiche sostenibili non siano solo un’espressione di intenti positivi, ma siano effettivamente integrate nelle decisioni aziendali e negli investimenti, con un approccio olistico che considera l’impatto complessivo sul pianeta e sulla società. Perché questo avvenga occorre effettuare una verifica e una misurazione del DNSH secondo questi passaggi:

  1. Valutazione dell’impatto dei fattori di rischio
  2. Screening e Due Diligence
  3. Indicatori e Metriche
  4. Mitigazione e Gestione dei Rischi
  5. Reporting e Trasparenza
  6. Revisione e Miglioramento Continuo

Do No Significant Harm DNSH e Risk Management

Non arrecare danno significativo è un concetto chiave per il risk management e per questo il principio DNSH può essere integrato come un elemento fondamentale per identificare, valutare e gestire i rischi che le attività aziendali possono comportare per l’ambiente e la società. Il DNSH si collega al Risk Management sulla base di almeno sei grandi fattori chiave:

La capacità di identificazione dei rischi richiede alle aziende di lavorare proattivamente in chiave DNSH sui rischi che le loro operazioni e decisioni di investimento possono presentare per l’ambiente e la società. Questo include rischi legati al cambiamento climatico, alla biodiversità, all’inquinamento, all’uso delle risorse e ai diritti umani.

La corretta valutazione e la misurazione dei rischi come processo che segue la identificazione dei rischi e prevede una valutazione della loro gravità e probabilità. Il DNSH implica una valutazione approfondita per determinare se un’attività potrebbe causare un danno significativo a uno degli obiettivi ambientali o sociali.

Si arriva poi alla mitigazione dei rischi con apposite strategie come l’adattamento dei processi produttivi, l’investimento in tecnologie più pulite, la modifica delle catene di approvvigionamento o l’adozione di politiche aziendali più sostenibili.

A tutto questo segue il monitoraggio e il reporting per assicurare che le misure di mitigazione siano efficaci e che non si verifichino danni significativi. Il reporting trasparente su come le aziende stanno gestendo i rischi e stanno evitando danni significativi è un aspetto chiave del DNSH e può essere richiesto da regolamenti, come la tassonomia verde dell’UE.

Affinché tutto questo possa avvenire in modo strutturale è necessaria una vera integrazione della sostenibilità nel processo decisionale. Il DNSH deve infatti essere integrato a tutti i livelli considerando gli impatti ambientali e sociali nelle decisioni operative, le strategiche di investimento, e ovviamente nelle valutazioni di nuovi progetti o attività.

Tutti questi processi devono a loro volta essere organizzati nel rispetto della compliance normativa, ovvero nel rispetto di tutte le leggi e di tutti i regolamenti che riguardano la sostenibilità e il DNSH.

Incorporando il principio DNSH nel risk management le aziende non solo possono evitare di causare danni significativi, ma possono anche migliorare la loro reputazione, ridurre i rischi legali e regolamentari e posizionarsi meglio per affrontare le sfide future. Inoltre, possono attrarre investitori che sono sempre più attenti alle pratiche sostenibili e alla gestione dei rischi ESG.

DNSH e Doppia Materialità

Il concetto di Do No Significant Harm DNSH e quello di doppia materialità sono termini che stanno assumendo sempre maggiore importanza nel contesto della sostenibilità e della finanza sostenibile.

Entrambi i concetti sono fondamentali per le aziende che cercano di allinearsi agli obiettivi di sostenibilità e per gli investitori che vogliono assicurarsi che i loro investimenti siano responsabili e sostenibili e sono entrambi collegati all’idea di valutare e gestire l’impatto delle attività aziendali sull’ambiente e sulla società. In pratica le aziende e gli investitori devono valutare attentamente l’impatto delle loro attività e assicurarsi che non compromettano questi obiettivi ambientali.

Nello specifico la doppia materialità si riferisce all’idea che le aziende dovrebbero considerare non solo come i fattori ambientali, sociali e di governance  possono influenzare la loro performance finanziaria (materialità finanziaria), ma anche l’impatto che le loro attività hanno sull’ambiente e sulla società (materialità esterna). Questo approccio è stato promosso dalla Commissione Europea e si riflette nelle linee guida sulla non-financial reporting (NFRD – Non-Financial Reporting Directive).

Più in concreto la doppia materialità implica una valutazione bidirezionale con una Materialità verso l’interno, in relazione a come i fattori ESG influenzano l’azienda, i suoi risultati finanziari e le sue prospettive future e a una Materialità verso l’esterno, determinata da come le attività dell’azienda influenzano l’ambiente e la società, inclusi aspetti come l’emissione di gas serra, l’uso delle risorse, l’impatto sulle comunità locali e le condizioni di lavoro.

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