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CSDDD e diritti umani: nasce un Centro Competenza per la Due Diligence



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Con l’obiettivo di trasformare il rispetto di normative come CSDDD in azioni concrete il nuovo Centro di Competenza per la Due Diligence sui Diritti Umani intende garantire che i lavoratori siano al centro dei processi aziendali e delle catene di approvvigionamento globali

Pubblicato il 25 mar 2026



CSDDD 2023 Centro di Competenze per la Due Diligence
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Punti chiave

  • Per rendere applicabile la CSDDD servono dati affidabili, processi di validazione, strumenti digitali e una governance chiara.
  • Il Centro di Competenza per la Due Diligence supporta sindacati e imprese con helpdesk, progetti pilota e rafforzamento delle capacità per trasformare obblighi legali in tutele concrete.
  • Il quadro normativo (es. LkSG) rende la due diligence un obbligo operativo: servono competenze, dialogo con i fornitori e evidenze documentali.
Riassunto generato con AI

Cosa serve e come agire affinché la CSDDD possa essere realmente applicata?

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) rappresenta uno dei passaggi più significativi nel percorso europeo verso una gestione responsabile delle catene di fornitura. La direttiva introduce per le imprese l’obbligo di identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi su diritti umani e ambiente lungo tutta la supply chain, spostando il focus dalla dichiarazione di intenti alla responsabilità operativa.

Per rispettare questa normativa il passaggio obbligato è rappresentato dalla disponibilità di dati affidabili. Senza informazioni solide, verificabili e tracciabili, la due diligence rischia di restare un esercizio formale. Le imprese sono chiamate a raccogliere dati su condizioni di lavoro, sicurezza, salari, diritti fondamentali e pratiche dei fornitori, spesso distribuiti in contesti geografici complessi e difficili da monitorare.

La centralità della qualità del dato

Il problema non è solo la raccolta, ma anche la qualità del dato. La CSDDD richiede un livello di accuratezza che impone alle aziende di dotarsi di strumenti, metodologie e processi strutturati per validare le informazioni. Questo implica un rafforzamento delle funzioni di audit, compliance e procurement, oltre a una maggiore integrazione tra sostenibilità e gestione della supply chain.

Un rapporto cin i fornitori sempre più orientato alla gestione dei dati

Un altro aspetto critico riguarda il rapporto con i fornitori. Le imprese non possono più limitarsi a richiedere autocertificazioni, ma devono sviluppare relazioni più profonde e collaborative, basate su trasparenza e condivisione dei dati. In molti casi, sarà necessario supportare i fornitori stessi nel miglioramento delle pratiche e nella capacità di raccogliere e comunicare informazioni affidabili.

Il ruolo chiave delle competenze

In questo senso l’applicazione della CSDDD passa inevitabilmente dalla diffusione di competenze adeguate per sostenere una trasformazione che è operativa, gestionale e culturale e che riguarda non solo le aziende ma i rapporti tra aziende spesso molto diverse tra loro e spesso attive in aree del pian eta molto distanti.

Il supporto di soluzioni digitali

Se le competenze sono determinanti altrettanto stanno diventando anche le tecnologie digitali. Piattaforme di tracciabilità, strumenti di data analytics e soluzioni progettate specificatamente per un utilizzo dell’intelligenza artificiale in chiave ESG possono facilitare la raccolta e l’analisi dei dati, rendendo più efficiente il processo di due diligence.

Ma accanto al ruolo fondamentale delle competenze e della tecnologia assume sempre maggiore importanza anche la definizione di una governance chiara che permette a sua volta di dare vita a una cultura aziendale orientata alla responsabilità e al rispetto della responsabilità da parte delle aziende partner.

Infine va sottolineato che con la CSDDD la gestione dei diritti umani cessa di essere solo un tema reputazionale per assumere e a tutti gli effetit le caratteristiche di un obbligo normativo che richiede sistematicamente evidenze concrete. L’affidabilità dei dati rappresenta il vero asset strategico: da una parte naturalmente per garantire la compliance, ma anche e soprattutto per costruire un nuovo rapporto di fiducia e di valore condiviso lungo tutta la catena di fornitura.

La necessità di competenze adeguate per garantire il rispetto della CSDDD



Lo scenario determinato dall’arrivo della CSDDD trova una risposta in una iniziativa nata grazie all’impegno del movimento sindacale internazionale che vede il lancio del Centro di Competenza per la Due Diligence sui Diritti Umani. Si tratta di una nuova istituzione che vede la collaborazione tra sindacati globali, datori di lavoro responsabili e rappresentanti del governo tedesco con l’obiettivo di rafforzare i diritti dei lavoratori attraverso l’applicazione rigorosa delle leggi sulla due diligence.

Che cos’è il Centro di Competenza per la Due Diligence?

Il Centro si pone come un partner per sindacati e imprese, allo scopo di fornire strumenti in grado di garantire i diritti dei lavoratori lungo le catene globali del valore e nelle operation aziendali. L’attenzione è in particolare rivolta ai settori che presentano storicamente una serie di criticità , anche in ragione della complessità delle catene di fornitura, come abbigliamento, tecnologia e l’estrazione di minerali rari.

L’iniziativa intende supportare l’applicazione di regolamenti, come la legge tedesca sulla catena di approvvigionamento e la direttiva UE CSDDD, per evitare il rischio è che queste norme possano essere affrontati solo come esercizi burocratici di senza un impatto reale che si può realizzare solo ed esclusivamente nel momento in cui si dispone di dati affidabili.. Concretamente il Centro di Competenza per la Due Diligence nasce proprio per trasformare questi obblighi legali in tutele.

Obiettivi strategici e missione del Centro di Competenza per la Due Diligence

Il comitato direttivo del Centro, composto da UNI Global Union, IndustriALL e DGB, ha definito tre obiettivi chiave per guidare l’azione dell’organizzazione:

  1. Costruire la capacità dei sindacati a livello globale per utilizzare gli obblighi di Due Diligence nella difesa dei diritti.
  2. Supportare interventi strategici mirati a risolvere specifiche violazioni dei diritti dei lavoratori.
  3. Promuovere leggi efficaci sulla Due Diligence e assicurarne una corretta implementazione.

Il contesto legislativo: dalla Germania all’Europa

Il lavoro del Centro si inserisce in un panorama legale in rapida evoluzione che sta cambiando radicalmente il modo di fare impresa a livello globale.

La legge tedesca sulla gestione delle catene di approvvigionamento (LkSG)

In vigore dal gennaio 2023 in Germania, la LkSG o Legge sulla Due Diligence nelle catene di fornitura rappresenta un punto di riferimento delle attività del Centro. Questa normativa impone alle grandi aziende (con oltre 1.000 dipendenti) di condurre una Due Diligence sui diritti umani per identificare, mitigare e prevenire rischi di abusi e danni ambientali nelle proprie filiere.

La Direttiva Europea CSDDD e altri strumenti internazionali

Un altro punto di riferimento cruciale è la Direttiva UE sulla Due Diligence CSDDD adottata nel febbraio 2026. Gli stati membri dovranno recepirla entro luglio 2028, momento in cui il mandato del Centro si espanderà ulteriormente. Oltre alla CSDDD, il Centro monitorerà strumenti come il Regolamento UE sul lavoro forzato e gli accordi commerciali contenenti clausole sui diritti del lavoro.

Servizi e strumenti per i sindacati

Per passare “dalla legge all’azione”, il Centro offre strumenti pratici per supportare i lavoratori e i loro rappresentanti.

L’Helpdesk Virtuale e la Rete Globale

Il Centro gestirà un helpdesk virtuale per i sindacati, fungendo da hub strategico per consulenze, orientamento e segnalazioni riguardanti le leggi sulla Due Diligence. Questo strumento permetterà di identificare dove i quadri normativi possono offrire una leva maggiore per contestare le violazioni e ottenere riparazioni per i lavoratori. Inoltre, collegherà i titolari dei diritti con gruppi legali e di advocacy pronti a sostenere i casi in tribunale.

Progetti pilota e settori chiave

L’operatività del Centro è già una realtà attraverso programmi pilota avviati in diverse aree geografiche per testare strategie di coinvolgimento dei lavoratori.

  • Settore minerario: Progetti attivi in Zambia, Zimbabwe e Sud Africa.
  • Settore abbigliamento: Iniziative in corso in Cambogia, Indonesia e Bangladesh.

L’idea alla base di questi progetti è superare l’eccessiva dipendenza dagli audit sociali tradizionali, spesso inefficaci, per passare a un processo basato sul dialogo sociale che metta i lavoratori al centro dell’identificazione dei rischi e della progettazione dei piani d’azione.

Leadership e collaborazioni Internazionali

Il Centro di Competenza sulla Due Diligence punta a far sì che i lavoratori non siano più un elemento secondario, ma i protagonisti della valutazione dei rischi aziendali. “

Una Fondazione No-Profit Internazionale

Il Centro è una fondazione senza scopo di lucro registrata nei Paesi Bassi e dispone di un team snello e remoto distribuito tra Europa, Stati Uniti, Asia e Africa. La sua creazione è stata finanziata dal programma globale IGS (Investing in Resilient and Sustainable Global Supply Chains) della GIZ, per conto del Ministero tedesco per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (BMZ).

I Partner Fondatori del Centro sono

  • UNI Global Union: rappresenta i lavoratori dell’economia dei servizi in oltre 150 paesi.
  • IndustriALL Global Union: rappresenta 50 milioni di lavoratori nei settori minerario, energetico e manifatturiero in 130 paesi.
  • DGB (Confederazione Tedesca dei Sindacati): rappresenta 5,7 milioni di lavoratori in Germania, impegnata nella solidarietà internazionale.
  • Friedrich-Ebert-Stiftung (FES): la più antica fondazione politica tedesca, legata storicamente al movimento operaio.

Alla base della creazione del Centro di Competenza per la Due Diligence ci sta la convinzione che il rispetto della Due Diligence non protegge solo i diritti, ma rafforza anche la resilienza delle catene di approvvigionamento globali.

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