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Sustainability reporting: Europa e Asia allungano il passo

L’attivismo UE a livello di creazione di un framework normativo più favorevole alla rendicontazione ESG si sta rivelando efficace almeno in termini di diffusione di pratiche di sustainability reporting

Pubblicato il 04 Gen 2023

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Fonte: STATISTA

Negli ultimi tre-quattro mesi l’Europa ha preso indiscutibilmente l’iniziativa in termini di sustainability reporting. In poco tempo, il quadro di riferimento per la rendicontazione relativa alla sostenibilità ha assunto una fisionomia molto più matura confermando il ruolo dell’Analisi di Materialità, della Matrice di Materialità per favorire uno sviluppo verso la diffusione di una Doppia Materialità. All’Europa non fa certo difetto la volontà di stimolare e sostenere imprese, banche e organizzazioni per favorire una rendicontazione di sostenibilità sempre più affidabile.

Tra ottobre e dicembre 2022 sono arrivate decisioni importanti che modificano in modo sostanziale gli adempimenti delle imprese in merito alla rendicontazione, anche allo scopo di contrastare il greenwashing e far crescere il rapporto di fiducia verso i temi dell’ESG. In questo senso va letta l’approvazione della CSRD da parte del Parlamento europeo prima e del Consiglio d’Europa, così come la Roadmap in favore della sustainable finance dell’EBA e sempre in questo scenario si colloca il lavoro di preparazione dei prossimi standard e i modelli di riferimento che consentiranno alle imprese di verificare il loro allineamento alla regolamentazione europea sulla sostenibilità finanziaria da parte dell’European Sustainability Reporting Standard (ESRS) EFRAG.

Sustainability reporting rates dal 2011 al 2022

Tutte iniziative che testimoniano di quanto sia forte l’impegno UE verso la creazione di una nuova fase del sustainable reporting anche nel segno di una spinta culturale volta a favorire la diffusione di questi principi. Una spinta che trova conferma nel dato relativo a “Sustainability reporting rates of firms worldwide from 2011 to 2022, by region” pubblicato da Statista su dati Worldwide di KPMG International; relativi a 2011, 2013, 2015, 2017, 2020 e 2022.

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Nel periodo 2011 – 2022 l’Europa ha fatto e sta facendo molto bene con una progressione regolare e con una accelerazione nel 2022, ma l’area Asia-Pacific ha fatto meglio mettendo a segno i tassi di crescita più importanti in termini di sviluppo del sustainability reporting, con una crescita che l’ha portata ad avere il primato in termini di rendicontazione già nel 2020, primato ampiamente confermato nel 2022.

Al contrario l’area geografica delle Americhe ha perso pesantemente posizioni dopo un periodo 2011 – 2017 certamente molto più brillante e attivo rispetto alle altre aree del pianeta. Resta infine critica la situazione relativa all’area Middle East e Africa in peggioramento rispetto al 2020.

Su ESGSmartData una selezione e una sintesi delle ricerche e delle analisi sul ruolo e sulle prospettive della sostenibilità per le imprese e per le pubbliche amministrazioni.

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