Reporting

CSRD: il Consiglio europeo approva la direttiva per il reporting di sostenibilità delle imprese

Un nuovo passo in avanti per la Corporate Sustainability Reporting Directive che dopo l’approvazione a larga maggioranza da parte del Parlamento Europeo riceve il via libera anche dal Consiglio dell’unione europea

Pubblicato il 29 Nov 2022

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

L’Europa conferma il proprio impegno verso la creazione di un framework che punta ad aumentare la responsabilità delle imprese sui temi del reporting di sostenibilità e per la diffusione di standard coerenti grazie all’approvazione in via definitiva della Corporate Sustainability Reporting Directive da parte del Consiglio europeo. A poca distanza dall’approvazione a larga maggioranza da parte del Parlamento europeo la CSRD supera un’altra tappa importante e le aziende saranno presto tenute a pubblicare informazioni dettagliate in materia di sostenibilità.

CSRD come come parte integrante dell’European Green Deal e della Sustainable Finance Agenda

Con la CSRD l’Unione Europea punta ad accelerare il percorso di transizione verso un’economia più sostenibile aumentando la responsabilità delle aziende in termini di reporting e comunicazione e creando le condizioni per evitare il rischio di standard di sostenibilità divergenti. Il percorso della CSRD è infatti iniziato il 21 Aprile 2021 quando la Commissione europea aveva presentato la proposta per la Corporate Sustainability Reporting Directive come parte integrante dell’European Green Deal e della Sustainable Finance Agenda.

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In concreto le imprese dovranno rendicontare il loro impatto ovvero come il loro modello di business influisce sulla loro sostenibilità e sulla valutazione del loro rapporto con i fattori di sostenibilità esterni come nel caso dei cambiamenti climatici o delle questioni relative ai diritti umani, impattano le loro attività. Grazie alla Corporate Sustainability Reporting Directive le imprese saranno nella condizione di fornire agli investitori e agli stakeholder le informazioni necessarie per valutare appropriatamente e correttamente l’impatto aziendale.

Dalla NFRS Non-Financial Reporting Directive alla CSRD Corporate Sustainability Reporting Directive

Sempre guardando alla concretezza la CSRD va a irrobustire le norme attualmente esistenti della NFRD Non-Financial Reporting Directive introducendo tra l’altro requisiti di segnalazione più precisi, più dettagliati ce on un allargamento della platea delle imprese coinvolte. Grandi società e PMI saranno tenute a rendicontare su tematiche di sostenibilità in termini di impatto ambientale, di diritti sociali, diritti umani e di fattori di governance. La normativa prevista dalla CSRD verrà infatti applicata a tutte le grandi imprese e a tutte le società quotate su mercati regolamentati, ad eccezione delle microimprese quotate. Queste imprese sono poi responsabili delle informazioni che devono essere fornite dalle loro controllate.

Il percorso di applicazione previsto per la CSRD

L’applicazione della direttiva si sviluppa su un percorso a quattro livelli

  • Il reporting entro il 2025 sull’anno fiscale 2024 per le compagnie che sono già interessate dall’applicazione della NFRD;
  • Il reporting nel 2026 sull’anno fiscale 2025 per le grandi imprese che non sono attualmente soggette al raggio d’azione della NFRD;
  • Il reporting nel 2027 sull’anno fiscale 2026 per le PMI quotate (ad eccezione delle microimprese), istituti di credito piccoli e “non complessi” e captive insurance undertakings;
  • Il reporting nel 2029 sull’anno fiscale 2028 per le imprese di paesi terzi con fatturato netto superiore a 150 milioni nell’UE se hanno almeno una filiale o succursale nell’UE che supera determinate soglie.

Relativamente al Reporting di sostenibilità nelle scorse settimane EFRAG aveva rilasciato il primo set ESRS alla Commissione Europea.

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