Non solo sostenibilità e decarbonizzazione: dalle energie rinnovabili può arrivare un contributo fondamentale al rafforzamento dell’indipendenza energetica dell’Italia. Questa la principale evidenza di un report rilasciato da A2A e European House Fondazione Ambrosetti in occasione del recente Forum di Cernobbio. I risultati dello studio evidenziano che l’Italia potrebbe aumentare sostanzialmente la produzione da fonti di energia rinnovabili con un incremento di 105,1 GW di solare (quasi 5 volte la capacità oggi installata), 21,1 GW di eolico (quasi 2 volte la capacità oggi installata) e 3,3 GW di idroelettrico (oltre il 20% della capacità oggi installata). Un ulteriore contributo potrebbe arrivare da un totale di circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti che possono essere avviati a recupero energetico, abbattendo una volta per tutte il conferimento in discarica che oggi è ancora una forte criticità in molte regioni del Paese. Il trattamento di questa quantità addizionale potrebbe abilitare un 55% aggiuntivo di produzione elettrica derivante dalla termovalorizzazione rispetto al 2020, superando così i 7 TWh. Una corretta gestione del ciclo dei rifiuti e degli scarti di produzione potrebbe inoltre spingere anche una fonte innovativa come il biometano. Nel complesso, attraverso il dispiegamento delle opportunità di sviluppo legate ad acqua, vento, sole e rifiuti l’autonomia energetica italiana potrebbe raggiungere il 58,4%, ovvero 35,9 punti percentuali in più rispetto a oggi e circa 4 volte l’incremento registrato negli ultimi 20 anni.
Ricerche
Dalle rinnovabili una spinta all’indipendenza energetica dell’Italia
Il pieno sfruttamento della capacità delle rinnovabili potrebbe garantire alla penisola un’autonomia energetica prossima al 60%, segnala un rapporto European House-Fondazione Ambrosetti
Pubblicato il 08 Set 2022

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