Ricerche

Dalle rinnovabili una spinta all’indipendenza energetica dell’Italia

Il pieno sfruttamento della capacità delle rinnovabili potrebbe garantire alla penisola un’autonomia energetica prossima al 60%, segnala un rapporto European House-Fondazione Ambrosetti

Pubblicato il 08 Set 2022

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Non solo sostenibilità e decarbonizzazione: dalle energie rinnovabili può arrivare un contributo fondamentale al rafforzamento dell’indipendenza energetica dell’Italia. Questa la principale evidenza di un report rilasciato da A2A e European House Fondazione Ambrosetti in occasione del recente Forum di Cernobbio. I risultati dello studio evidenziano che l’Italia potrebbe aumentare sostanzialmente la produzione da fonti di energia rinnovabili con un incremento di 105,1 GW di solare (quasi 5 volte la capacità oggi installata), 21,1 GW di eolico (quasi 2 volte la capacità oggi installata) e 3,3 GW di idroelettrico (oltre il 20% della capacità oggi installata). Un ulteriore contributo potrebbe arrivare da un totale di circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti che possono essere avviati a recupero energetico, abbattendo una volta per tutte il conferimento in discarica che oggi è ancora una forte criticità in molte regioni del Paese. Il trattamento di questa quantità addizionale potrebbe abilitare un 55% aggiuntivo di produzione elettrica derivante dalla termovalorizzazione rispetto al 2020, superando così i 7 TWh. Una corretta gestione del ciclo dei rifiuti e degli scarti di produzione potrebbe inoltre spingere anche una fonte innovativa come il biometano. Nel complesso, attraverso il dispiegamento delle opportunità di sviluppo legate ad acqua, vento, sole e rifiuti l’autonomia energetica italiana potrebbe raggiungere il 58,4%, ovvero 35,9 punti percentuali in più rispetto a oggi e circa 4 volte l’incremento registrato negli ultimi 20 anni.

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