Strategie

Rebattoni: agire subito per una sostenibilità a sostegno dello sviluppo, con dati, tecnologie e capitale umano

Dall’analisi di Stefano Rebattoni, AD IBM, Stefania Asti e Luca Lo Presti della Practice IBM dedicata alla sostenibilità, arriva un invito ad agire per integrare la sostenibilità nella strategia aziendale. Il ruolo chiave della Responsible IT

Pubblicato il 03 Dic 2022

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Stefano Rebattoni, Amministratore Delegato IBM Italia

Come affrontare il rischio di stagnazione o di recessione che si profila all’orizzonte? Come ridare stimoli ed energia a un mercato che sta affrontando qualcosa di più di un rallentamento? Se a queste domande, sulle quali si interroga la comunità economica e imprenditoriale, si aggiunge anche quella legata alle risposte da dare alle sfide urgentissime legate alla sostenibilità, emerge un quadro nel quale l’innovazione digitale è chiamata svolgere un ruolo più incisivo e più responsabile, per individuare, attuare, misurare e governare le logiche che determinano l’impatto di ogni organizzazione. Un ruolo che porta IBM a parlare di una Responsible IT in un contesto nel quale appare sempre più necessario attuare scelte di innovazione in chiave Digital & Green.

Mettere la capacità di innovazione del digitale al servizio della sostenibilità

La risposta alle domande che oggi più preoccupano cittadini, imprenditori ed economisti è, per IBM un chiaro invito all’azione, un invito ad agganciare e integrare la grande capacità di innovazione del digitale con l’altrettanto grande e importante capacità di stimolare, progettare e sostenere percorsi di trasformazione sostenibile. Dall’analisi dello scenario che arriva da Stefano Rebattoni, amministratore delegato di IBM Italia, nel corso di un incontro con stampa e analisti, arriva una risposta che vede una profonda integrazione tra l’innovazione digitale e i processi di trasformazione energetica, ecologica e sostenibile indispensabili per raggiungere i target, che come è stato confermato anche in occasione dell’ultima COP27 sono affidati a imprese e Pubbliche Amministrazioni (IBM ha tra l’altro annunciato a Sharm el Sheikh un rafforzamento del proprio Sustainability Accelerator n.d.r.).

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Digital & Green: serve una Responsible IT

Digital & Green dunque come due dimensioni unite nel segno dell’innovazione che per trasformarsi in realtà concreta hanno bisogno di strumenti per misurare e rendicontare la sostenibilità e hanno la necessità di contare, come sottolinea Rebattoni di una “Responsibile IT”, nel senso di una innovazione digitale che sia nativamente sostenibile e pensata per essere al servizio della sostenibilità.

L’analisi di Rebattoni prende le mosse da una “visione dall’alto” degli interrogativi che preoccupano le imprese. Dopo due anni di crescita, seguiti alla crisi del 2020 che, grazie all’effetto rimbalzo, hanno espresso tassi di crescita del PIL del 6,7%  (2021) e del 3,9% (2022), (QUI l’analisi Istat n.d.r. ), arrivano segnali per il 2023 che si collocano in un limbo tra crescita timidissima e stagnazione. Segnali che impongono di tenere lo sguardo attentissimo ai rischi collegati alle gravi crisi geopolitiche che tormentano importanti aree del pianeta. A fronte di questo scenario, ponendosi responsabilmente nella condizione di evitare o mitigare questo rallentamento economico, Rebattoni invita a valorizzare gli effetti che possono derivare per l’economia, per lo sviluppo e naturalmente per i target di sostenibilità delle imprese dalle progettualità che puntano appunto sull’integrazione tra la capacità di trasformazione del digitale e la sustainability.

Gli investimenti IT “fanno bene” all’economia

A questa analisi occorre poi aggiungere una nota legata agli effetti che arrivano dagli investimenti in IT. Il riferimento, a questo riguardo, è ai dati di una ricerca IDC su 1400 imprese in Italia e in Europa dalla quale emerge come gli investimenti in Intelligenza Artificiale e in Cloud ibrido abbiano dato slancio al fatturato (24%) ai profitti (27%) e in misura ancora più consistente alla customer satisfaction (34%). Il contesto nel quale Rebattoni invita poi a collocare questi dati è oggi appunto determinato dal grande tema della sostenibilità. Un tema che però deve affrontare e risolvere una profonda contraddizione: da una parte, come confermano i dati della ricerca di IBM Institute for Business Value su 3000 CEO: la sostenibilità è la priorità numero uno (leggi al riguardo il servizio Sostenibilità prioritaria per i CEO, ma occorre lavorare su dati e ROI n.d.r.), ma se si getta lo sguardo su cosa stanno facendo le imprese si vede, sempre dalla stessa ricerca, che solo il 32% del campione ha delle strategie e delle politiche attive al riguardo (QUI la ricerca originale n.d.r). Uno strabismo dunque tra il “dire e il fare” che necessita di una rapida correzione, anche perché ci sono due temi che rendono oggi ancora più urgente il passaggio all’azione: un tema di compliance normativa, con l’arrivo della Corporate Sustainability Reporting Directive CSRD che supera anche l’esame del Consiglio europeo, e un tema che toglie il sonno a cittadini e imprese e che spinge Rebattoni a puntare l’indice sul “vero colpevole” della spinta inflattiva, del costo del denaro e dei rischi di stagnazione, vale a dire il caro energia. A cui occorre porre urgentemente rimedio sfruttando le possibilità offerte dal digitale.

Incorporare, grazie al digitale, la sostenibilità nella strategia aziendale

Passando dall’analisi alla proposta da Rebattoni arriva il messaggio chiave di IBM: “incorporare, grazie al digitale, la sostenibilità nella strategia aziendale come una vera priorità per tutti” con un ruolo fondamentale a livello di ecosistema e di partnership (Tema approfondito nel servizio Sostenibilità: IBM punta su competenze ed ecosistema n.d.r.)

Stefania Asti, Sustainability Leader IBM Technology Italia

Per favorire e accelerare questa prospettiva IBM ha dato vita a una practice che può contare su una serie di asset a livello di Ricerca e Sviluppo, di modalità di lavoro, di competenze, di tecnologie e nella quale si colloca un portfolio di soluzioni, piattaforme e skill in cui troviamo, solo per citare alcuni esempi, IBM ESG reporting, IBM Engineering for sustainability, IBM Infrastructure con GreenIT e Responsible computing, IBM Climate Risk Management, IBM Asset Optimization e IBM Intelligent Supply Chain e altre soluzioni che rispondono alle esigenze concrete e urgenti di identificare, attuare, misurare, rendicontare obiettivi ESG.

Sustainability solutions che “abbiamo testato e provato prima di tutto noi stessi

Stefania Asti, Sustainability Leader IBM Technology Italia mette in evidenza a sua volta la pressione a cui sono sottoposte le imprese e che le spinge ad agire.  IBM è pronta a sostenere queste imprese con soluzioni tecnologiche, competenze e servizi che “abbiamo testato e provato prima di tutto noi stessi”. E a questo proposito richiama l’esempio di Envizi, acquisita da IBM all’inizio del 2022,  una piattaforma che mette a disposizione servizi di data collection, analisi, gestione delle performance ESG e rendicontazione che IBM aveva a sua volta adottato proprio per monitorare la propria sustainability roadmap. Envizi è oggi parte del corredo di soluzioni IBM e affianca, ad esempio, le piattaforme di gestione degli asset Maximo e per la supply chain Sterling con l’obiettivo di supportare le organizzazioni che intendono contare su infrastrutture più sostenibili o che puntano a creare processi e supply chain più resilienti e a minore impatto.

Stefania Asti richiama la necessità per tutte le imprese di affrontare la sostenibilità coinvolgendo tutto l’ecosistema aziendale con una importante apertura al cambiamento. La Sustainability Leader di IBM Technology Italia sottolinea poi come il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità debba essere il risultato di un giusto mix tra tecnologia di eccellenza, capitale umano e sviluppo di nuove competenze.

Sostenibilità come revisione dei processi aziendali in chiave end to end c

A sua volta Luca Lo Presti, Sustainability Partner IBM Consulting Italia ricorda che la sostenibilità è un percorso lungo che, in funzione delle tipologie di aziende e di mercati, prevede la revisione dei processi aziendali da affrontare in modalità end to end con un ruolo fondamentale di abilitatore per la Responsible IT (leggi anche il servizio Lo Presti, IBM: per massimizzare le performance ESG serve un approccio end to end n.d.r.).

Lo Presti ricorda a sua che la normativa a livello europeo si sta facendo sempre più stringente e ci sono sempre più aziende che hanno bisogno di supporto per gestire aspetti di compliance, unitamente naturalmente a processi per la decarbonizzazione delle attività, per presidiare tematiche legate anche alla dimensione Social, ma anche per sperimentare, reinventare e attuare nuovi modelli di business stimolati dall’innovazione sostenibile.

In generale, Lo Presti sottolinea come i percorsi di sostenibilità implichino necessariamente un lavoro intensivo sugli asset per una serie di ragioni: dalla ricerca di efficienza, alla necessità di aumentare la loro durata, dalla gestione di una manutenzione sempre più precisa, alla misurabilità e valorizzazione dei risultati legati all’impatto. Uno scenario questo in cui i risultati si possono conseguire se ci si muove in una logica di predittività, sfruttando e ampliando il patrimonio di dati presente nelle aziende grazie all’IoT, agli analytics e all’Intelligenza Artificiale, se si individuano, definiscono e monitorano i kpi corretti e se si sceglie di dare vita a processi di continuous improvement. Il ruolo dell’IT si conferma sempre più fondamentale e un ruolo chiave è svolto dai processi di modernizzazione delle applicazioni grazie anche all’Hybrid Cloud da una parte e alle logiche dei microservizi dall’altra, che concorrono alla creazione di una Responsible IT.

Luca Lo Presti, Sustainability Partner IBM Consulting Italia

I casi di MM, Autostrade, Hera, Roma Capitale, ButanGas

Una risposta all’emergenza idrica

Se la sostenibilità è un percorso è interessante osservare dove si trovano e cosa stanno facendo molte aziende per affrontarlo. Da Stefania Asti e Luca Lo Presti arriva il racconto di progettualità che mostrano concretamente come aziende di settori diversi abbiano raggiunto i loro target. Nel delicatissimo ambito della gestione dell’acqua dove la riduzione degli sprechi è diventato un mantra e un obiettivo anche sul piano etico (leggi il servizio sull’emergenza idrica n.d.r.), il sistema Beam IoT di telecontrollo delle infrastrutture di distribuzione unitamente alla telegestione del bilancio idrico adottati da MM hanno permesso di raggiungere obiettivi di sostenibilità, di qualità del servizio e di miglioramento del conto economico.

IoT e AI per la sicurezza delle infrastrutture

I temi della sicurezza e della manutenzione intelligente delle infrastrutture sono tra fattori che in Autostrade per l’Italia uniscono innovazione e sostenibilità. Dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova la scelta di attuare il progetto IBM ARGO, realizzato da IBM e Movyon con la piattaforma di asset management IBM Maximo e con soluzioni di AI, ha portato una radicale innovazione a livello di gestione del ciclo di vita di ponti, viadotti e gallerie e ha permesso il monitoraggio di oltre 3800 infrastrutture, con oltre ottomila controlli e ispezioni a distanza. I risultati? Prima di tutto un miglioramento della sicurezza e, grazie alla disponibilità di dati e capacità di analisi, si è aperta la possibilità di attuare interventi di manutenzione delle infrastrutture considerando anche i fattori legati alla ottimizzazione delle risorse e alla riduzione dell’impatto ambientale.

Modello data driven per ridurre i rifiuti non riciclabili in discarica

Nell’ambito energy, utility e servizi ambientali Hera, grazie alle tecnologie di IBM, ha ampiamente superato i target fissati dall’Unione europea in termini di riduzione della percentuale di rifiuti non riciclabili portati in discarica. Davanti a un obiettivo del 10% Hera è già arrivata con largo anticipo a raggiungere il brillantissimo risultato del 4% grazie a un piano di innovazione basato sull’utilizzo dell’IoT e su analisi data-driven per rendere sempre più precisa e accurata la selezione dei rifiuti.

Modernizzazione al servizio della riduzione dei consumi dei data center

Nell’ambito della Pubblica Amministrazione Roma Capitale ha scelto di ridurre drasticamente i consumi, l’impatto e i costi del data center con un processo di modernizzazione e rinnovamento che ha permesso di ottenere una riduzione delle spese del 10% dei costi a livello di hardware con una garanzia prestazionale su 800 macchine virtuali in modalità 24×7.

Infrastrutture: un enorme potenziale di ottimizzazione 

Ma sul tema degli asset Luca Lo Presti e Stefania Asti sottolineano lo straordinario potenziale di miglioramento in termini di efficienza, di riduzione delle emissioni e di creazione di un nuovo equilibrio nella gestione delle risorse che arriva dagli interventi a livello di infrastrutture. Intervenire sul mondo building, sugli impianti industriali, sulle città, sulle logiche di mobilità apre le porte a un enorme potenziale di ottimizzazione. Se si considera che i soli edifici costituiscono oggi qualcosa come il 40% dei consumi energetici e che il 33% dell’energia che viene utilizzata ha carattere di flessibilità, appare chiaro che agire con intelligenza, grazie al digitale, su questa flessibilità permette di individuare nuove forme di efficienza e di sostenibilità in larga parte inesplorate, che generano vantaggi e nuove forme di valore.

Mettere in relazione poi i criteri di climatizzazione con dati sempre più precisi legati alle previsioni metereologiche, grazie alla precisione dei dati forniti da The Weather Company, a sua volta società controllata da IBM, può consentire di contribuire al raggiungimento di un target di ottimizzazione degli impianti di condizionamento o alla gestione delle variabili legate al clima in ambiti produttivi come nel caso delle filiere industriali e agroalimentari.

Un altro caso significativo, a sua volta nell’ambito Energy, è rappresentato da ButanGas, attore attivo sul mercato del GPL, con un progetto di modernizzazione dell’infrastruttura tecnologica basato su IBM Power finalizzata a garantire una migliore business continuity e a rafforzare la reattività dei sistemi. Il progetto ha poi potuto fare leva su competenze formate sul campo grazie all’IBM i Academy, il percorso di formazione rivolto a neodiplomati focalizzato su Power.

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