Ricerche

Sostenibilità prioritaria per i CEO, ma occorre lavorare su dati e ROI: lo studio IBM

Dallo studio “Own your path: Practical pathways to transformational sustainability” di IBM Institute for Business Value emerge che quasi la metà dei leader aziendali pone la sostenibilità al centro della propria agenda e oltre il 90% è attivo con progetti in fase pilota. Tra le principali difficoltà: un ritorno degli investimenti poco chiaro e la mancanza di dati adeguati

11 Mag 2022
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Redazione ESG360

La sostenibilità è una priorità per le imprese e arriva una conferma anche dal 57% dei CEO italiani coinvolti nello studio “Own your path: Practical pathways to transformational sustainability” realizzato da IBM Institute for Business Value (IBV). Una percentuale questa che mette in evidenza quanto questo tema sia ben presente nelle strategie delle imprese, anche in relazione al confronto con la stessa indagine svolta lo scorso anno dalla quale emerge una crescita di attenzione del 37%. Ma la ricerca va letta anche come un invito ad alzare lo sguardo verso il futuro annotando che qualcosa come il 48% dei CEO considera una priorità anche l’aumento delle pratiche che indirizzano la sostenibilità nei prossimi due o tre anni. Ancora una volta un trend se si considera che lo scorso anno questa quota era intorno al 30%.

Sostenibilità anche come responsabilità legata all’impatto della propria azienda

Una priorità quella della sustainability che va anche letta nel segno di una riflessione sul senso di responsabilità legato all’impatto delle imprese. Un impatto che si traduce in forme di responsabilità in cui la maggior parte delle imprese nel 63% dei casi non esita a riconoscere l’importanza di questo impatto e su questo punto tiene a evidenziare che la loro azienda sta contribuendo in modo molto concreto alla gestione di questo impatto e nel 32% dei casi ha completato i temi prioritari della propria strategia di sostenibilità mentre nel 48% dei casi ne ha completati solo alcuni.

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Se poi si va a guardare alle ragioni che spiegano questa maggiore attenzione si vede che stiamo entrando a tutti gli effetti in una stakeholder economy in cui sono tanti gli attori che “fanno sentire” la loro voce“: nel 79% dei casi sono i consigli di amministrazione a spingere in questa direzione ma ci sono le richieste e le pressioni degli investitori con il 67%, e si fanno sentire anche i partner dell’ecosistema con il 49%, (ovviamente) ci sono i regolatori che pesano per un 49% e (altrettanto ovviamente) anche i governi con il 46%.

Sostenibilità come sfida accanto a cybersecurity, compliance e alle interruzioni nelle supply chain

Si può e si deve considerare la sostenibilità come una sfida? Per il 51% dei CEO la risposta è si, ed è il caso di ricordare che nel 2021 questa risposta si fermava al 32%. Ma per capire la portata della sfida stessa occorre metterla in relazione con altre sfide che pone il mercato: quella della regolamentazione che riceve il 50% dei “consensi”, quella della cybersecurity con il 45%, quella delle infrastrutture tecnologiche 41% e quella, da mettere in particolare evidenza, delle interruzioni nelle supply chain (38%) (leggi il servizio sulla ricerca relativa al rischio di fornitura)

Tra le ragioni che sottostanno a questa richiesta di maggiore attenzione emerge con forza il tema della trasparenza su tutte le azioni e su tutti i progetti che attengono alla sostenibilità.

Lo studio, che ha coinvolto oltre 3.000 CEO a livello mondiale (di cui 90 CEO relativi all’Italia. QUI la ricerca completa) ha voluto anche indagare a che punto sono le aziende al di là delle intenzioni ed è emerso che c’è ancora tanto da fare, infatti solo il 23% del campione dichiara di avere delle strategie di sostenibilità che sono in grado di coinvolgere effettivamente tutta la realtà aziendale. Nello stesso tempo non manca l’iniziativa con il 95% dei CEO che afferma di aver avviato una fase pilota. Nello stesso tempo però si è colto anche il segno di un attivismo dei CEO considerando che il 70% del campione ha dichiarato di attivamente coinvolto nella definizione della strategia di sostenibilità e soprattutto se si pensa che dalla ricerca emerge che gli investimenti in sostenibilità sono aumentati in modo significativo.

Quali sono i fattori esterni più importanti che impattano la vostra impresa nei prossimi 2-3 anni?
Dalla ricerca “Own your path: Practical pathways to transformational sustainability” realizzata da IBM Institute for Business Value (IBV)

CEO: una sostenibilità che accelera la crescita, ma servono i dati

Interrogati sui risultati concreti i CEO esprimo la convinzione che la sostenibilità ha anche bisogno di tempo. Per l’80% dei CEO i risultati hanno bisogno di un orizzonte temporale di cinque anni, ma nello stesso, molto pragmaticamente, guardano anche a una sostenibilità che aiuta la competitività e il 45% del campione ritiene che i progetti sulla sustainability siano anche un acceleratore della crescita. Certamente non manca la fiducia: nel 64% dei casi i CEO si dichiarano convinti di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, mentre la quota degli scettici è ferma al 20%

Ma il punto sul quale riflettere con maggior attenzione, accanto al segnale indubbiamente espositivo di una crescita di attenzione riguarda i freni e le criticità che ostacolano un maggiore sviluppo e il tema chiave è rappresentato da tre fattori: la mancanza di dati adeguati (nel 44% dei casi) le difficoltà a calcolare il ritorno degli investimenti di questi progetti o programmi (indicato come criticità da quasi il 60% dei rispondenti) accanto ai limiti legati a barriere di tipo normativo e, nel 35% dei casi di tipo tecnologico.

John Granger, Senior Vice President, IBM Consulting ha commentato i risultati della ricerca con un’analisi del contesto in cui si colloca e con l’invito a considerare che quello attuale è uno dei “periodi più complessi degli ultimi decenni” con scenari destabilizzanti come il conflitto in Ucraina, le tensioni geopolitiche, l’inflazione, la crisi sanitaria, fattori che si “saldano” con tematiche legate alla mancanza di competenze e che creano dei freni alla crescita. Pur in uno scenario così complesso Granger invita a non distogliere l’attenzione dalla sostenibilità e al ruolo che “dati e tecnologia possono svolgere per colmare il divario che esiste tra la strategia e la sua esecuzione.”

A proposito dell’impegno di IBM sui temi della sostenibilità si suggerisce la lettura di

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