Industria e sostenibilità

Responsabilità estesa del produttore o EPR: una leva per ESG ed economia circolare

La Responsabilità Estesa del Produttore rappresenta uno strumento chiave per orientare l’economia verso un modello più sostenibile e circolare, ma richiede un impegno importante nella gestione efficiente e innovativa del ciclo di vita dei prodotti

Aggiornato il 12 Feb 2024

EPR Responsabilità estesa del produttore: una misura per ridurre l'impatto ambientale

La Responsabilità Estesa del Produttore (o Extended Product Responsibility, EPR) rappresenta uno straordinario fattore di cambiamento per orientare l’economia verso un modello più sostenibile e circolare. Grazie a questo principio, i produttori sono chiamati ad assumersi la responsabilità per l’intero ciclo di vita dei loro prodotti. Una responsabilità nella quale rientra anche la gestione delle risorse necessarie a dare vita a una produzione sostenibile, alla manutenzione e all’ottimizzazione dei processi di riciclo.

Nello scenario di sviluppo delle imprese contrassegnato da obiettivi ESG, l’EPR non è solo un tema che impone una compliance normativa, ma si tratta di una nuova linea di sviluppo con una serie di opportunità per le aziende che si impegnano a gestire, monitorare e rendicontare in modo efficiente e innovativo il ciclo di vita dei propri prodotti. In molti casi poi i principi della responsabilità estesa del produttore costituiscono un tassello fondamentale nelle strategie di transizione verso un’economia circolare.

Da dove arriva la Extended Product Responsibility

Il concetto di Extended Producer Responsibility muove i primi passi in Svezia negli anni ’90 per poi diffondersi in altri paesi europei e in tutto il mondo. Il punto di partenza dell’EPR riguarda la necessità di ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti, garantire una forma di controllo in relazione al rapporto tra azienda produttrice e prodotti e attuare pratiche di produzione e consumo sostenibili.

L’EPR riguarda fondamentalmente la necessità di reimpostare il principio di responsabilità tra produttore e prodotto affinché il primo possa occuparsi non solo delle tradizionali fasi della produzione e della vendita, ma anche delle fasi in cui i prodotti cessano di svolgere la loro funzione e rischiano di diventare in tutto o in parte dei rifiuti.

Una responsabilità che passa dalle pubbliche amministrazioni alle imprese private

Il concetto espresso dalla Responsabilità Estesa del Produttore ha un primo importante effetto in termini di “spostamento” di alcune importanti responsabilità. Sulla base di questo principio infatti l’onere economico e fisico della gestione dei rifiuti passa dalle pubbliche amministrazioni locali ai produttori.

Il secondo punto chiave che arriva con l’EPR riguarda l’invito a ripensare il prodotto stesso. Infatti, la responsabilità sul recupero e sul riciclo rappresenta un costo che impone il ripensamento e la riprogettazione dei prodotti affinché si possano affrontare in modo più efficiente le operazioni di riparazione e manutenzione, di riciclo e di smaltimento.

Il terzo punto è poi rappresentato dal rapporto tra valore d’uso, durata del prodotto e valorizzazione commerciale. Con l’EPR si creano le condizioni per rendere sempre meno interessante per i produttori attuare forme di obsolescenza programmata. Al contrario appare sempre più vantaggioso e virtuoso prolungare il ciclo di vita dei prodotti e sviluppare forme di relazione con i clienti che consentano a loro volta di monetizzare questo valore come nel caso dei modelli basati sulla servitization.

L’impatto dell’EPR sulle imprese produttrici

Concretamente la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) attribuisce al produttore una responsabilità che si applica all’intero ciclo di vita di un prodotto, comprendendo tutte le fasi relative al riciclo e allo smaltimento finale attraverso meccanismi che spingono le aziende a considerare le conseguenze ambientali dei loro prodotti fin dalla fase di progettazione e produzione.

  • Il primo impatto importante per le imprese produttrici riguarda il processo di ripensamento e riprogettazione dei prodotti in modo da considerare direttamente queste necessità. Per esercitare un vero controllo sui prodotti in tutte le loro fasi è necessario che la progettazione stessa dei prodotti tenga conto di questi obiettivi.
  • Una seconda forma di impatto riguarda la scelta di adottare materiali più sostenibili sia per la produzione vera e propria, sia per le attività che sono complementari al prodotto come ad esempio, le logiche relative all’imballaggio.
  • Una terza forma di impatto riguarda la necessità di progettare e pianificare dei processi di manutenzione che permettano di garantire la funzionalità dei prodotti per un periodo sempre più lungo con un modello che consenta anche di pianificare la manutenzione riducendo l’impatto in termini di possibili “fermi macchina” e di costi di gestione.
  • La quarta forma di impatto dell’EPR in relazione ai produttori di beni riguarda la progettazione delle attività finalizzate alla pianificazione dei processi di gestione delle fasi che corrispondono al momento in cui il prodotto cessa di essere utilizzato. Dunque le attività di recupero del prodotto stesso, di eventuale rigenerazione, di riciclo e di smontaggio e recupero dei materiali.
  • C’è poi una ulteriore forma di impatto che riguarda da una parte la capacità delle imprese di sostenere e finanziare le realtà che si assumono l’impegno di recuperare e riciclare i prodotti, ma anche di creare realtà che sviluppano nuovo business rimettendo in circolazione i materiali recuperati attraverso queste operazioni e contribuendo alla creazione di una supply chain di materiali rigenerati o riciclati.

Responsabilità estesa del produttore EPR: quali sono gli obblighi

Gli obblighi della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) riguardano due grandi tipologie di soggetti. Primariamente la normativa si applica alle imprese che progettano e producono beni e dunque al mondo della produzione. Tuttavia, il principio vale anche per le imprese che commercializzano in un paese europeo prodotti realizzati all’estero. Va sottolineato che a differenza di quanto si è portati a pensare si tratta di una responsabilità che non si limita ai soli produttori. 

Un altro aspetto importante relativo agli obblighi riguarda le categorie merceologiche interessate. Su questo punto è opportuno fare un piccolo passo indietro e ricordare che l’EPR arriva dalla Direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 che modificava la Direttiva 2008/98/CE conosciuta come Direttiva Rifiuti e che andava a regolamentare il grande tema dei rifiuti introducendo una serie di impegni volti a migliorare il riutilizzo e il riciclaggio dei prodotti.

Tra i grandi obiettivi di questa evoluzione della normativa c’è ovviamente la riduzione dell’impatto legato alla gestione dei rifiuti lavorando anche alla creazione di condizioni più favorevoli per uno sviluppo e un passaggio all’economia circolare. In questo scenario la Direttiva (UE) 2018/851 introduce appunto il concetto di Responsabilità Estesa del Produttore ed è concepita per definire una serie di interventi in grado di definire, attribuire e controllare la responsabilità di produttori e imprese che commercializzano i prodotti sia in merito agli aspetti organizzativi sia per quanto attiene alle componenti finanziarie.

Quali sono le normative di riferimento da considerare unitamente all’EPR

L’EPR non va considerata in modo “autonomo”, ma deve essere affrontata – in funzione dei settori e dei mercati – avendo ben presente tutte le normative che concorrono a formare il quadro di riferimento sui temi della gestione dei rifiuti, del riciclo, del riuso e della gestione dei prodotti, anche in funzione del ruolo delle logiche LCA, Life Cylce Assessment

Va infatti precisato che le regolamentazioni che incidono sulla responsabilità estesa del produttore (EPR) tengono conto della giurisdizione di riferimento e della tipologia di prodotti da gestire. Nei paesi UE sono state sviluppate leggi e regolamenti che trattano, in forme diverse, queste problematiche. Per questa ragione è importante avere un quadro di riferimento di questo scenario caratterizzato da almeno cinque grandi punti di riferimento:

  1. RAEE – La Direttiva UE sui Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Direttiva 2012/19/UE) è il punto di riferimento forse più importante per quanto attiene al mondo digitale anche perché ha definito un framework che va a governare la raccolta, il trattamento e il riciclaggio dei rifiuti elettronici. Nello specifico, questa Direttiva si inquadra in modo coerente e preciso nell’ambito della Responsabilità estesa del produttore in quanto impone ai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche specifiche responsabilità nella gestione dei prodotti.
  2. Un altro importante punto di riferimento per il mondo digitale e in generale per l’industria è rappresentato dalla Normativa UE sulle Batterie e gli Accumulatori. La Direttiva 2006/66/CE affronta i temi della raccolta, del trattamento e del riciclaggio delle batterie e degli accumulatori usati. L’allineamento con i principi EPR è determinato anche dalla responsabilità di questi processi in capo ai produttori.
  3. Il mondo automotive, ma non solo, anche in considerazione della quota di digitale ed elettronica presente nei veicoli, è interessato dalla Direttiva UE sui Veicoli Fuori Uso (VFU). Si tratta in questo caso della Direttiva 2000/53/CE che gestisce la prevenzione e il riciclo dei rifiuti legati al mondo automobilistico. Anche in questo caso, in relazione con la responsabilità estesa del produttore EPR, i produttori hanno l’impegno di garantire il recupero dei veicoli e il trattamento di materiali e componenti.
  4. Il mondo dei consumer goods e del retail in modo particolare è interessato dalla Direttiva UE sugli Imballaggi e i Rifiuti di Imballaggio. La Direttiva 94/62/CE con le successive modifiche che si sono presentate gestisce l’impatto ambientale collegati ai rifiuti di imballaggio. Da segnalare in particolare come normativa abbia contribuito a far nascere e decollare una industria in grado di risponder a queste nuove istanze.
  5. Al quinto punto, come riferimento generale va segnalata la Direttiva Quadro UE sui Rifiuti (Direttiva 2008/98/CE) che indica da una parte gli obiettivi generali per una revisione nel trattamento dei rifiuti in area UE e in secondo luogo favorisce una integrazione con i principi dell’EPR.

Chi inquina paga

Con un eccesso di semplificazione ma anche con una espressione che rende bene l’idea, l’EPR è stato identificato come il principio in base al quale: “Chi inquina paga”. A tutti gli effetti la responsabilità estesa del produttore non è tanto orientata a punire coloro che non si “preoccupano” dei prodotti una volta venduti, quanto a promuovere forme di innovazione responsabili e ad attuare forme di prevenzione e di riduzione dei rifiuti.

In concreto. i produttori soggetti all’EPR sono stimolati a trasformare la capacità di realizzare prodotti più duraturi e più sostenibili unitamente alla capacità di organizzare forme di recupero dei prodotti stessi in nuove forme di valorizzazione commerciale e in una maggiore competitività. In questo senso è importante mettere in relazione gli scenari legati all’EPR con quelli che si stanno creando per premiare le imprese virtuose su queste sfide attraverso il Voluntary Recycling Credits o VCR.

Quali tipologie di aziende sono coinvolte sui temi della Responsabilità estesa del produttore EPR

L’adempimento alla Responsabilità estesa del produttore (EPR) non è alla portata di tutte le aziende. In molti casi le aziende produttrici e ancor più le aziende impegnate nella commercializzazione non sono in grado di coprire tutte le fasi previste dall’EPR in modo autonomo. In tantissime situazioni queste aziende devono contare sul supporto di imprese che sono invece specializzate su una o più componenti della catena del valore del recupero, della rigenerazione, del riciclo.

In questo senso, sul mercato operano aziende che svolgono queste funzioni e che possono essere identificate in almeno sette tipologie:

  1. Uno dei principali punti di riferimento per le imprese in relazione all’EPR è rappresentato dagli Organismi di Certificazione e Valutazione della Conformità. Si tratta di entità accreditate che hanno titolo per valutare se i prodotti e i processi dei produttori sono conformi ai requisiti EPR e, in funzione delle loro “credenziali” possono anche garantire la conformità alle norme mettendo a disposizione certificazioni e marchi di qualità.
  2. Per affrontare con la migliore conoscenza possibile i temi legati alla responsabilità ambientale sono nate diverse Società di Consulenza Ambientale che mettono a disposizione dei produttori supporto nella analisi e nella valutazione delle normative EPR, per poi preparare le strategie e le azioni necessarie per gli adempimenti organizzando i processi di operations e la documentazione relativa.
  3. I Consorzi e Sistemi Collettivi. Per rispondere alle esigenze di gestione di recupero e riciclo sono nate organizzazioni create dai produttori stessi esattamente allo scopo di gestire con una modalità di impegno collettivo le responsabilità in chiave EPR. Il CONAI vale a dire il consorzio responsabile del recupero e riciclo degli imballaggi e del packaging è un esempio molto noto nel nostro paese. 
  4. Tutto il mondo delle Imprese di Progettazione e Ingegneria sono coinvolte sui temi dell’EPR con attività che permettono ai produttori di riprogettare i prodotti in modo tale da essere nativamente compliance. In altre parole queste aziende portano nelle fasi di progettazione dei prodotti la capacità di renderli più facilmente riciclabili e la capacità di ridurre al massimo l’impatto ambientale.
  5. Per quanto attiene ai prodotti sul mercato che necessitano di azioni di recupero e di riciclo, entrano in gioco le Aziende di Riciclaggio e Smaltimento, ovvero quelle realtà nate espressamente per recuperare, riciclare e smaltire i rifiuti in modo sostenibile.
  6. Affinché il prodotto che termina il proprio servizio presso un utente possa essere recuperato e riciclato è necessario un impegno importante da parte del mondo della Logistica e dei Trasporti che si occupa dei servizi di raccolta, trasporto e stoccaggio dei rifiuti. Anche in questo si tratta di società specializzate o di società di logistica che hanno creato apposite divisioni finalizzate espressamente a garantire questo tipo di servizi nel rispetto delle normative.
  7. Nella gestione di queste necessità un ruolo importante è svolto dalla capacità di tracciare e documentare dettagliatamente tutti i passaggi, in questo senso un ruolo importante è svolto dai Fornitori di Software per la Gestione dei Rifiuti. Si tratta in questo caso di imprese che offrono soluzioni software in grado di effettuare data collection, data analysis per la gestione e il management dei flussi dei rifiuti gestendo anche tutte le attività relative alla rendicontazione.

Responsabilità estesa del produttore EPR ed economia circolare

Una delle principali prospettive dell’EPR è rappresentato, come già sottolineato, dalla capacità di stimolare e favorire uno sviluppo sostenibile verso l’economia circolare. Il concetto della Responsabilità estesa del produttore (EPR) rappresenta infatti un fattore abilitante molto importante per la creazione delle condizioni di circolarità nella gestione di prodotti e nel riutilizzo di materiali. L’economia circolare mira a ridurre al minimo i rifiuti e lo spreco di risorse e materiali prima di tutto attraverso la riprogettazione di prodotti che ne prolunghi l’utilizzo, la manutenzione e il recupero e in secondo luogo attraverso pratiche che ne permettano la rigenerazione e la capacità di rimettere in circolazione i componenti riutilizzabili.

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