Sostenibilità ambientale

Calce e malte, la sostenibilità guida la trasformazione della filiera



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Il secondo Bilancio di Sostenibilità di CAMA fotografa una filiera italiana della calce e delle malte impegnata nella circolarità dei processi, nella valorizzazione dei rifiuti, nella riduzione delle emissioni e nell’adozione di biomassa, con un ruolo crescente di innovazione e tecnologie per la decarbonizzazione

Pubblicato il 9 mar 2026



calce sostenibilità

In sintesi

  • Modello di economia circolare con il 95% dei rifiuti avviati a recupero e solo l’1,4% come frazione pericolosa.
  • Interventi di efficientamento energetico e maggior ricorso a rinnovabili hanno ridotto le emissioni complessive del 5% e le Scope 2 del 24% senza ridurre la produzione.
  • La biomassa copre il 54% del fabbisogno evitando oltre 230.000 tCO₂ fossile equivalente, mentre la ricarbonatazione può recuperare circa il 33% delle emissioni nel primo anno.
Riassunto generato con AI

Nel percorso verso una maggiore sostenibilità ambientale, l’industria della calce e delle malte affronta la necessità di esplorare nuove strategie per ridurre l’impatto ambientale e promuovere la circolarità delle risorse. L’attenzione si concentra sempre più sulla valorizzazione dei rifiuti come materia prima secondaria, sul ricorso a biomasse per la produzione energetica e sull’efficientamento dei processi produttivi. In parallelo, la ricerca di soluzioni innovative come la ricarbonatazione apre prospettive concrete per abbattere ulteriormente le emissioni di CO2 del comparto. Si delinea così un approccio integrato che coinvolge tutti gli attori della filiera e che mira a coniugare competitività industriale e obiettivi climatici.

La filiera della calce e delle malte verso la sostenibilità

La filiera italiana della calce e delle malte, spesso percepita come settore tradizionale e poco incline all’innovazione, sta attraversando una fase di profonda trasformazione guidata da obiettivi di sostenibilità. Il secondo Bilancio di Sostenibilità diffuso da CAMA – Associazione dell’Industria Italiana della Calce e delle Malte – offre una lettura puntuale dei progressi compiuti tra il 2023 e il 2024, restituendo un quadro in cui la circolarità dei processi, la gestione efficiente delle risorse e l’adozione di soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione si intrecciano con esigenze produttive e competitività internazionale. I dati raccolti evidenziano non solo gli avanzamenti ambientali, ma anche la capacità delle imprese associate di integrare scelte strategiche coerenti con le nuove direttive europee e con l’evoluzione del contesto energetico.

Economia circolare: recupero dei rifiuti nella filiera calce e malte

Uno degli indicatori più significativi del percorso evolutivo intrapreso dalla filiera riguarda la gestione dei rifiuti. Nel 2024, su oltre 15 mila tonnellate di scarti generate dalle attività produttive, quasi il 95% è stato destinato al recupero, riducendo al minimo il ricorso allo smaltimento. Questo risultato si inserisce in una dinamica di crescita dei volumi produttivi e testimonia l’efficacia delle pratiche industriali orientate alla valorizzazione delle risorse residue. La marginalità della componente pericolosa – appena l’1,4% – evidenzia ulteriormente un approccio selettivo nella gestione dei materiali, mentre la prevalenza dei rifiuti non pericolosi suggerisce margini ulteriori di ottimizzazione. In sostanza, la filiera sta consolidando un modello di economia circolare in cui le residue criticità vengono affrontate con logiche strutturate anziché contingenti.

Riduzione delle emissioni e ruolo dell’efficientamento energetico

Sul fronte delle emissioni, emerge un trend di contenimento coerente con le pressioni regolatorie che investono i settori energivori. Le imprese associate a CAMA hanno registrato nel biennio una riduzione del 5% nelle emissioni complessive di gas serra, raggiungendo quota 182.584 tonnellate di CO2 equivalente. Tale risultato non deriva da solo della contrazione delle attività produttive, ma da interventi mirati sull’efficienza degli impianti e sulla razionalizzazione dei consumi. Particolarmente rilevante è il calo delle emissioni indirette Scope 2 (-24%), riconducibile all’incremento dell’approvvigionamento energetico da energie rinnovabili e a una maggiore attenzione nella gestione operativa degli stabilimenti. Questi dati suggeriscono che il settore sta adottando strategie sistemiche per ridurre la propria impronta carbonica senza pregiudicare la continuità industriale.

Biomassa protagonista nella transizione energetica del comparto

L’introduzione progressiva della biomassa come vettore energetico rappresenta uno snodo strategico per la transizione della filiera verso modelli produttivi meno dipendenti dai combustibili fossili. Nel 2024 la biomassa ha coperto oltre la metà del fabbisogno energetico del comparto – circa il 54% – superando le fonti convenzionali sia in termini quantitativi sia nel contributo alla mitigazione delle emissioni climalteranti.

Questa scelta consente non soltanto di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 230 mila tonnellate di CO2 fossile equivalente, ma anche di diversificare le fonti di approvvigionamento in uno scenario caratterizzato da volatilità dei costi energetici. La centralità della biomassa si riflette nella pianificazione industriale delle aziende associate, che stanno investendo in tecnologie dedicate al suo utilizzo efficiente e alla tracciabilità delle filiere di fornitura.

Ricarbonatazione: leva distintiva per una filiera a basse emissioni

Un elemento peculiare della sostenibilità della filiera calce e malte risiede nel processo chimico intrinseco della ricarbonatazione: i prodotti a base calce sono infatti in grado di riassorbire parte dell’anidride carbonica emessa durante la produzione attraverso meccanismi naturali attivati già nei primi mesi dall’applicazione. Secondo stime scientifiche menzionate nel Bilancio CAMA, tale fenomeno consente un recupero potenziale di circa il 33% delle emissioni generate dal processo entro il primo anno di utilizzo. Rispetto ad altri settori hard-to-abate, questa caratteristica offre un vantaggio competitivo in prospettiva Net Zero. Inoltre, recenti sviluppi tecnologici rendono possibile incrementare l’efficacia della ricarbonatazione tramite specifiche metodologie industriali, aprendo scenari interessanti sia sul fronte della rendicontazione ESG sia sotto il profilo dell’abbattimento effettivo delle emissioni residue.

La sostenibilità della filiera della calce e delle malte come necessità strutturale

Guardando al futuro della filiera calce e malte, emerge un quadro in cui la sostenibilità non è più una semplice opzione ma una necessità strutturale. Le strategie messe in campo, dalla valorizzazione dei residui alla rinnovata attenzione per l’efficienza energetica, delineano un percorso di trasformazione che richiede visione, investimenti e collaborazione lungo tutta la catena del valore.

In questo scenario si inserisce anche una crescente consapevolezza circa il ruolo delle tecnologie innovative – come la ricarbonatazione – nel ripensare processi consolidati. La traiettoria intrapresa dal settore testimonia dunque una volontà di rispondere a esigenze ambientali e normative sempre più stringenti, mantenendo però uno sguardo attento alle opportunità offerte dalla transizione ecologica sia in termini produttivi che competitivi.

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