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C-suite e sostenibilità: come si passa dalle ambizioni al ROI


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Il 2026 Deloitte Global C-suite Sustainability Report evidenzia un top management che guarda alla sostenibilità con un marcato orientamento ai risultati. Il 78% aumenta gli investimenti, il 77% rileva un ROI importante, ma solo se si procede con l’integrazione nei processi aziendali

Pubblicato il 3 nov 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



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twin transition C-suite e sostenibilità: la parola chiave è integrazione nei processi aziendali




Che cos’è che fa la differenza tra un’azienda impegnata in un percorso di sostenibilità e un’azienda impegnata in un percorso di trasformazione sostenibile? La parola chiave che esprime la differenza tra una “sostenibilità come fine” e una sostenibilità come “mezzo” di trasformazione è integrazione. Nel momento in cui la sostenibilità viene affrontata in modo da essere integrata nei processi aziendali diventa un fattore potente di trasformazione aziendale. Ed è forse questo uno dei messaggi chiave del report “2026 Deloitte Global C-suite Sustainability Report” che analizza e studia la relazione tra il top management e i temi e gli obiettivi della sostenibilità.

Sostenibilità e C-suire: si passa dalla fase delle aspirazioni a quella della disciplina

In un periodo caratterizzato da crisi geopolitiche e da un clima che impone alla sostenibilità di dimostrare in modo sempre più concreto i propri risultati si può osservare che la sostenibilità aziendale ha superato la fase dell’aspirazione per entrare in un’era di rigorosa disciplina operativa. E il report Deloitte Global, basato su un sondaggio condotto su 2.156 dirigenti C-suite in 29 diversi Paesi, evidenzia proprio come le organizzazioni affrontino le sfide ambientali e strategiche. La sostenibilità non cede il passo e si conferma una priorità aziendale: il 78% delle aziende ha aumentato i propri investimenti nell’ultimo anno e il 77% dei rispondenti dichiara che tali investimenti generano un ritorno finanziario (ROI) superiore rispetto ad altre tipologie di investimento.

C-suite ispirata al pragmatismo: la sostenibilità va integrata nei processi

Tuttavia, l’approccio dei leader appare oggi più pragmatico e orientato al valore finanziario concreto. Quasi la metà degli executive (47%) descrive la propria strategia come un’integrazione della sostenibilità nell’organizzazione, mentre il 30% si concentra su cambiamenti operativi incrementali. Soltanto il 18% dichiara che la propria azienda sta trasformando il modello di business reale, in flessione rispetto al 40% del 2025. Questo ridimensionamento riflette la scelta di concentrarsi su un numero minore di iniziative ad alto impatto con ritorni misurabili.

Nel 2026, le aziende portano avanti in media 3,4 iniziative di sostenibilità su 12 opzioni analizzate, a fronte delle 5,0 dell’anno precedente, con il 60% concentrato su tre progetti. Concretamente, le aziende hanno razionalizzato le azioni per creare impatto su scala con obiettivi misurabili.

Alla ricerca di benefici finanziari

La ricerca di benefici finanziari guida oggi il 51% delle decisioni di investimento in sostenibilità, con CEO e CFO attenti ai ritorni nei successivi 12 mesi. La sostenibilità viene infatti valutata con gli stessi criteri applicati ad altre funzioni: riduzione costi, mitigazione rischi, resilienza e vantaggio competitivo. I rischi fisici legati al clima rappresentano la principale preoccupazione per la supply chain. Disastri meteorologici, variazioni nelle preferenze dei consumatori, politiche governative e regolamentazioni sulle emissioni impattano ciascuno il 30% delle imprese. Appare sempre più diffusa la convinzione che la sostenibilità debba essere direttamente radicata nel business per garantirne la resilienza.

Tecnologia come principale abilitatore della sostenibilità

La tecnologia si conferma il principale abilitatore delle strategie di sostenibilità. L’attuazione di soluzioni tecnologiche figura al primo posto tra le iniziative aziendali. L’Intelligenza Artificiale gioca un ruolo centrale: l’81% delle aziende dichiara di utilizzare strumenti di AI per la sostenibilità. In particolare, il 42% adotta modelli di Generative AI e un altro 42% impiega agenti di AI. Tuttavia, oltre il 70% degli executive riconosce che l’uso dell’AI rimane confinato a fasi pilota o sperimentali. Le barriere includono qualità dei dati, governance, sistemi legacy e incertezza sul ROI.

I fattori chiave per trasformare la sostenibilità in valore duraturo

Per trasformare le ambizioni dei progetti di sostenibilità in valore duraturo, Deloitte individua cinque raccomandazioni chiave per il mondo C-suite:

  1. Definire cosa la sostenibilità debba generare per il business (riduzione costi, protezione ricavi o crescita).
  2. Costruire un portafoglio di progetti focalizzato, finanziando le iniziative con solido business case.
  3. Integrare la resilienza climatica nei processi operativi ordinari e nel risk management.
  4. Creare una solida architettura dati scalabile a supporto di digitale e AI.
  5. Misurare l’intera gamma del valore creato, inclusi i benefici intangibili su reputazione e fiducia.

In conclusione, sebbene l’attenzione all’efficienza operativa porti disciplina nei bilanci, il mondo C-suite più attento alla dimensione trasformativa della sostenibilità ha la necessità di continuare a investire nell’innovazione di lungo periodo per sostenere l’avvio di processi nei quali la sostenibilità esprime il proprio ROI.

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