La decarbonizzazione dell’economia in area UE dipende in larghissima parte dalla capacità di innovare e di sviluppare nuovi modelli produttivi che permettano di consolidare e portare a un livello superiore i grandi vantaggi già ottenuti grazie all’innovazione focalizzata sulla gestione delle risorse, sull’efficienza energetica, sullo sviluppo di tecnologie pulite.
Per sostenere queste prospettive appare sempre più importante lo sviluppo del settore industriale volto a portare sul mercato soluzioni net zero, ovvero prodotti, servizi, modelli produttivi concepiti nativamente per gestire e ridurre al massimo l’impatto ambientale. Un approccio che dal punto di vista dell’indirizzo nel quale orientare l’innovazione permette di passare da una logica di “correzione” e riduzione dell’impatto a una logica che stimola a concepire prodotti e servizi già sulla base della loro relazione con l’ambiente e con le risorse disponibili.
Investimenti net-zero, l’Europa punta su innovazione e decarbonizzazione
Per popolare il terriotorio economico europeo di imprese in grado di rispondere a questi obiettivi la Commissione europea ha scelto di investire 3,4 miliardi di euro per sostenere 77 progetti dedicati alle tecnologie a emissioni nette zero. L’obiettivo di questa iniziativa, che rientra a tutti gli effetti negli ambiti della finanza sostenibile, è quello di accelerare la decarbonizzazione industriale, rafforzare la competitività delle imprese e contribuire alla sicurezza energetica e all’indipendenza energetica dell’Unione europea.
Innovation Fund a sostegno di tecnologie innovative a basse emissioni
I finanziamenti rientrano nell’Innovation Fund, uno dei principali strumenti europei per sostenere lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative a basse emissioni. Le risorse provengono dai ricavi del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’EU Emissions Trading System (EU ETS), che vengono reinvestiti in progetti per la transizione energetica.
I 77 progetti selezionati arrivano da 23 Paesi dell’area economia UE e interessano numerosi comparti industriali, dalle attività ad alta intensità energetica alla produzione di tecnologie pulite, dalle energie rinnovabili ai sistemi di accumulo, fino alla mobilità sostenibile e al riciclo delle materie prime critiche.
Riduzione delle emissioni: 290 milioni di tonnellate di CO2 in meno
Guardando alle prospettive di questi investimenti va sottolineato che secondo le stime della Commissione europea, i progetti finanziati potrebbero evitare l’emissione di circa 290 milioni di tonnellate di gas serra equivalenti a CO2 nei primi dieci anni di attività. Un risultato che corrisponde, indicativamente, alla riduzione di una tonnellata di CO2 al secondo per un intero decennio.
L’impatto potenziale degli investimenti poi non riguarda soltanto i singoli impianti, ma anche la possibilità (in termini di scalabilità) di replicare le innovazioni in altri contesti produttivi, contribuendo agli obiettivi europei di neutralità climatica entro il 2050.
Dalle rinnovabili all’idrogeno: i settori degli investimenti
I progetti selezionati coprono cinque categorie di intervento, differenziate per dimensione e ambito tecnologico. La quota maggiore delle risorse richieste riguarda i 12 progetti di grandi dimensioni, per circa 1,58 miliardi di euro, dedicati a carburanti avanzati, gestione industriale della CO2, chimica, siderurgia e aviazione.
Altri 17 progetti di medie dimensioni, per 458 milioni di euro, interessano settori come vetro, ceramica, cemento, raffinerie, bioenergia, idrogeno e accumulo energetico.
Sono inoltre stati selezionati 20 progetti di piccola scala, per circa 124 milioni di euro, dedicati, tra gli altri, al riciclo delle materie prime critiche, all’energia marina, agli edifici e ai combustibili alternativi.
Più attenzione e più investimenti per la produzione industriale di tecnologie pulite
Una particolare attenzione viene poi riservata alla produzione industriale di tecnologie pulite. Dodici progetti riceveranno un sostegno complessivo richiesto di quasi 895 milioni di euro per sviluppare componenti come pompe di calore, pannelli solari, elettrolizzatori, batterie per veicoli elettrici e magneti permanenti a base di terre rare.
A completamento del quadro, 16 progetti pilota, per circa 394 milioni di euro, riguardano tecnologie innovative in diversi ambiti, tra cui energia eolica, energia marina, idrogeno e gestione della CO2.
Materie prime critiche e nuove tecnologie per la transizione
Tra gli elementi più significativi della selezione figura la presenza di sei progetti dedicati alle materie prime critiche, strategiche per lo sviluppo delle filiere europee delle tecnologie pulite. Le iniziative contribuiranno agli obiettivi del Net-Zero Industry Act e del piano RESourceEU, sostenendo la produzione e il riciclo di materiali fondamentali per batterie, magneti permanenti e altre applicazioni industriali.
Per la prima volta, inoltre, l’Innovation Fund include un progetto dedicato a un reattore nucleare modulare di piccole dimensioni (SMR) e uno relativo alla cattura diretta della CO2 dall’atmosfera con stoccaggio permanente, attraverso la tecnologia DACCS (Direct Air Carbon Capture and Storage).
Innovation Fund: quasi 17 miliardi di finanziamenti complessivi
L’interesse delle imprese per gli strumenti europei di finanziamento è confermato anche dal numero delle candidature. Il bando ha ricevuto 358 proposte, per una richiesta complessiva di 17,5 miliardi di euro, a fronte di una dotazione iniziale disponibile di 2,9 miliardi. Con questa nuova selezione, il portafoglio complessivo dell’Innovation Fund raggiunge circa 320 progetti e quasi 17 miliardi di euro di sovvenzioni impegnate.
Altri 84 progetti, pur avendo superato la valutazione, non hanno ottenuto finanziamenti per insufficienza delle risorse disponibili. Potranno tuttavia beneficiare, insieme ai 77 selezionati, dello STEP Seal, un riconoscimento europeo che facilita l’accesso ad altre fonti di finanziamento pubbliche e private. Ulteriori 160 proposte non finanziate rimangono ammissibili ai servizi di assistenza allo sviluppo progettuale della Banca europea per gli investimenti.
Nuovi finanziamenti europei per le tecnologie pulite nel 2027
I promotori dei progetti selezionati saranno ora coinvolti nella preparazione degli accordi di finanziamento con l’Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente (CINEA). La conclusione di questa fase, che definirà budget, tempistiche e obiettivi tecnici, è prevista nel primo trimestre del 2027.
La Commissione ha inoltre annunciato una nuova tornata di bandi dell’Innovation Fund per dicembre 2026, che comprenderà un miliardo di euro destinato alla produzione di tecnologie pulite.














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