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KION: innovazione come integrazione tra digitale e sostenibilità industriale



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Eva Virtute, Director Advocacy & Product Sustainability & Competence Center Sustainability di KION spiega come innovazione e obiettivi ESG stiano convergendo a beneficio della competitività. Dai target SBTI all’uso di AI e Digital Twin, dalla governance dei dati all’LCA come fattori chiave del sustainability management

Pubblicato il 19 mag 2026

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



integrazione digitale e sostenibilità
Eva Virtute, Director Advocacy & Product Sustainability & Competence Center Sustainability
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Punti chiave

  • Strategia Playing to Win: KION si riconfigura come The Supply Chain Solutions Company, con la sostenibilità integrata in ogni funzione.
  • SBTI: ridurre il 42% le emissioni Scope 1 e Scope 2 entro 2030, -25% lo Scope 3, Net Zero 2050 e riciclo 85%.
  • Integrazione digitale: la Twin Transition usa Digital Twin, Nvidia/Omniverse e intelligenza artificiale per efficienza, LCA, data governance e tracciabilità.
Riassunto generato con AI

Il mondo industriale e in particolare il mondo che si è sviluppato attorno ai temi dell’automazione è da tempo uno degli ambiti più attenti e intraprendenti nel rapporto tra innovazione e sostenibilità. Una attenzione e un approccio che si concretizzano in particolare nella capacità di dare vita a un modello di sustainability management in grado di portare benefici all’azienda e all’insieme dei partner che costituiscono l’ecosistema con cui l’azienda genera valore.

KION rappresenta una realtà che risponde a questo approccio e a questa strategia ed è un’impresa impegnata da tempo in una trasformazione che ha il proprio punto di riferimento nella strategia “Playing to Win“, con la quale ha anche ridefinito l’identità del brand nel messaggio chiave di “The Supply Chain Solutions Company“.

Per affrontare questo nuovo paradigma abbiamo incontrato Eva Virtute, Director Advocacy & Product Sustainability & Competence Center Sustainability di KION per comprendere da vicino come la sostenibilità abbia cessato di essere una funzione isolata per diventare un elemento interiorizzato in ogni dipartimento, dal procurement all’R&D.

Al cuore di questa evoluzione c’è il concetto di “Twin Transition“, ovvero la convergenza tra obiettivi ESG e innovazione digitale: attraverso partnership strategiche come quella con Nvidia, (solo per fare un esempio) KION utilizza Digital Twin e intelligenza artificiale per ottimizzare l’efficienza energetica e la manutenzione predittiva. Gli impegni ambientali a loro volta sono validati dall’iniziativa SBTI e si prefiggono l’obiettivo di ridurre del 42% le emissioni di Scopo 1 e 2 entro il 2030, puntando al Net Zero nel 2050. Il tutto in un contesto normativo europeo sempre più complesso, dove KION ha assunto impegni e iniziative come quella di pubblicare la prima PCR (Product Category Rule) per i carrelli elevatori, anche con l’impegno di trasformare la governance del dato in una leva competitiva e strategica.

Partendo dalla convinzione secondo la quale la sostenibilità influenza ogni decisione aziendale e considerando attività che vanno dalla selezione dei fornitori all’integrazione di parametri ESG negli incentivi per i manager, si arriva ai riconoscimenti ufficiali come il Dow Jones Best-in-Class Europe Index: tutti temi che abbiamo voluto approfondire con Eva Virtute.

Recentemente il Gruppo ha vissuto un importante rebranding. Qual è il significato strategico dietro la nuova identità “KION” e come si lega alla sostenibilità?

Nel 2025, il Gruppo ha adottato una nuova strategia denominata “Playing to Win“, che ha segnato un profondo cambiamento strutturale e di identità. Siamo passati dal presentarci come KION Group a semplicemente KION, con il messaggio chiave: “KION The Supply Chain Solutions Company“. Questa evoluzione è basata su pillar quali l’innovazione, l’automazione e l’uso dell’intelligenza artificiale.

In questo contesto, la sostenibilità è un pilastro centrale della strategia. Il nostro obiettivo è che venga interiorizzata e calata nelle attività quotidiane di ogni funzione aziendale. Non può più esistere un’area isolata che “si occupa di sostenibilità” per gli altri; ogni dipartimento, dal procurement alla qualità, deve integrarla per attuare politiche reali di efficientamento e decarbonizzazione.

Quali sono i traguardi ambientali e i target di riduzione delle emissioni che vi siete posti attraverso il percorso SBTI (Science Based Targets initiative)?

Abbiamo delineato target molto ambiziosi all’interno del percorso SBTI (Science Based Targets initiative), approvati circa due anni fa. Per il 2030, puntiamo a una riduzione assoluta del 42% delle emissioni di Scope 1 e 2 a livello globale. Per quanto riguarda lo Scope 3, ovvero le emissioni lungo la catena del valore su cui abbiamo meno controllo diretto, l’obiettivo è una riduzione del 25% entro lo stesso termine.

La nostra visione a lungo termine è raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050 (ovvero il 90% di riduzione delle emissioni di Scope 1,2, e 3). Oltre alla decarbonizzazione, siamo molto attivi nel waste management, con l’obiettivo di portare l’impegno nel riciclo dei rifiuti nelle attività proprie dell’azienda all’85% entro il 2030. Questi numeri sono il risultato di un lavoro di squadra che coinvolge il finance, lo sviluppo prodotto e il procurement.

Parlando di “Twin Transition”, in che modo l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale supportano concretamente questi obiettivi di sostenibilità?

Digitale e sostenibilità sono percorsi che si stanno integrando velocemente. Un esempio concreto è la nostra partnership strategica con Nvidia per l’utilizzo dell’Omniverse. In questo scenario stiamo sviluppando Digital Twin che permettono simulazioni avanzate, ottimizzazione dei processi e assistenza da remoto sia per uso interno che per i clienti finali.

L’uso dell’intelligenza artificiale e della data analytics ci permette di raccogliere dati in tempo reale dai nostri carrelli elevatori tramite app dedicate. Questo monitoraggio costante non solo migliora la qualità e l’efficienza dei mezzi, ma fornisce dati preziosi per le nostre analisi di LCA (Life Cycle Assessment). Avere dati primari accurati è infatti fondamentale per produrre analisi di qualità e per guidare il miglioramento continuo del prodotto.

La gestione del dato è la sfida del futuro. Come vi state muovendo rispetto alla governance dei dati e alle nuove normative europee come il Passaporto Digitale di Prodotto?

Il dato è veramente la sfida principale anche per chi si occupa di sostenibilità. La complessità normativa europea, che include ad esempio – per quanto riguarda il nostro settore – il regolamento batterie e l’ecodesign, richiede una struttura definita per gestire obblighi crescenti. Ad esempio, il regolamento batterie prevede l’introduzione di passaporti digitali, un ambito in cui stiamo lavorando a progetti pilota per gestire la tracciabilità e la sostenibilità dei componenti.

Stiamo poi ponendo molta attenzione sulla data governance per garantire che il dato sia affidabile e comparabile. Spesso i regolamenti non sono armonizzati: uno chiede di calcolare la CO2 in un modo, un altro si esprime con parametri diversi. Per ovviare a questa frammentazione, il team che dirigo ha promosso e pubblicato a febbraio 2026 la prima PCR (Product Category Rule) specifica per i carrelli elevatori. Questo standard definisce regole chiare su come eseguire un LCA per ottenere una dichiarazione ambientale di prodotto (EPD), offrendo una base scientifica comune e una leva competitiva sul mercato.

Come viene coinvolta la catena di fornitura in questo processo di trasformazione sostenibile?

Il procurement è uno dei nostri partner interni principali. Collaboriamo per raccogliere dati dai fornitori, supportandoli nel loro percorso di decarbonizzazione affinché possano fornirci dati primari di qualità. Un esempio pratico di scelta strategica riguarda i materiali: poiché i nostri prodotti sono composti al 90% da acciaio, stiamo attivamente ricercando fornitori che offrano “Green Steel” o che utilizzino energie rinnovabili nella produzione.

Valutiamo poi i fornitori anche in base a criteri come la gestione delle risorse idriche in aree a scarsità d’acqua o l’uso di materiali critici. Utilizziamo piattaforme digitali esterne per collezionare certificati di conformità per assicurarci che ogni dato sia verificabile e accurato.

Per un’azienda quotata come KION, quanto pesano i rating ESG e la finanza sostenibile nelle decisioni aziendali?

Sono fondamentali per la nostra trasparenza e reputazione verso gli investitori. Siamo orgogliosi di essere inclusi nel Dow Jones Best-in-Class Europe Index e di aver ottenuto il riconoscimento Platinum da EcoVadis. Questi risultati sono il frutto di audit rigorosi che durano tutto l’anno.

Inoltre, la sostenibilità è entrata direttamente nei sistemi di incentivazione: alcuni criteri ESG sono parte integrante dei premi per gli executive, garantendo che gli obiettivi ambientali e sociali siano una priorità per tutto il management. La nostra rendicontazione va oltre gli obblighi di legge, includendo dati pubblici sul water e waste management per contrastare attivamente il rischio di greenwashing attraverso dati concreti e verificabili.

In conclusione, come è evoluto il ruolo del Sustainability Management nell’ultimo anno e quali sono le prospettive future?

Il ruolo è diventato molto più pragmatico e si è ulteriormente avvicinato al business. Se in passato la sostenibilità era vista come gestione responsabile delle risorse, oggi è un fattore abilitante del business e una leva competitiva. Collaboriamo ad esempio costantemente con il Marketing e il Sales per rispondere alle richieste del mercato e dei bandi di gara, fornendo dati accurati sulla carbon footprint dei prodotti.

L’attività si è estesa anche all’advocacy e alla normazione tecnica, come dimostrato dal lavoro sulla PCR. Oggi la sfida è inserire le variabili di sostenibilità direttamente nei processi decisionali dell’R&D fin dalle prime fasi di sviluppo del prodotto. È un lavoro complesso che aumenta il peso specifico della nostra funzione, rendendola centrale nella trasformazione industriale del Gruppo.

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