C’è un paradosso al cuore del vivaismo ornamentale italiano. Un settore che esprime un’eccellenza riconosciuta a livello europeo continua a gestire le proprie risorse con strumenti tradizionali: ispezioni visive, irrigazione manuale, decisioni basate sull’intuito del singolo operatore tramandato di generazione in generazione.
Il risultato è che il 20% della produzione viene scartata o svenduta ogni anno. Non per cause di mercato, ma per come viene gestita l’acqua e la nutrizione delle piante. Un problema strutturale che si aggrava ogni stagione, con il cambiamento climatico che rende ogni anno diverso dal precedente e la scarsità delle risorse che comprime i margini delle circa 20.000 aziende vivaistiche italiane.
Un agente AI costruito attorno al vivaio, non viceversa
“Il mercato agritech è affollato di soluzioni generiche” spiega Angelo Di Mauro, CEO & co-founder di Nursy, nel servizio di Impact4Innovation. “Noi non siamo una piattaforma per l’agricoltura in generale. Nursy è stata costruita attorno alle logiche del vivaio: centinaia di specie diverse presenti simultaneamente su superfici contenute, colture fuori suolo con consumi più elevati, attenzione alla qualità della singola pianta.”
La piattaforma integra tre livelli tecnologici: sensoristica IoT per il monitoraggio in tempo reale di suolo e condizioni ambientali, droni con camere multispettrali e termiche per analisi ad alta risoluzione fino alla singola foglia, e algoritmi agronomici proprietari sviluppati con il Dipartimento di Agraria dell’Università di Pisa.
La scelta dei droni rispetto ai satelliti non è casuale. In un vivaio ornamentale possono coesistere centinaia di specie diverse su pochi ettari: serve una risoluzione che i satelliti, più adatti all’agricoltura estensiva su grandi superfici, non riescono a garantire. È questa granularità che permette a Nursy di monitorare la salute a livello di singola pianta o addirittura di singola foglia.
Il risultato non è una dashboard che mostra dati. È un agente che li traduce in decisioni operative: quando irrigare, quanto, dove intervenire. L’esperienza del vivaista non viene sostituita ma viene amplificata e supportata da evidenze misurabili.
I risultati: numeri misurati sul campo
Dopo due anni di sperimentazione nel distretto di Pistoia, prima in laboratorio, poi direttamente nei siti produttivi, i numeri sono netti. Il consumo di acqua si è ridotto del 50% grazie all’irrigazione predittiva. Gli input agricoli non necessari sono calati di oltre il 25% grazie alle scansioni multispettrali. Il beneficio economico netto supera i 7.000 euro per ettaro all’anno.
Circa la metà di questo beneficio deriva dalla riduzione degli scarti, il dato forse più rilevante per capire la specificità del vivaismo ornamentale. Ogni pianta è un asset: se la qualità non è eccellente, il prezzo scende o la pianta viene eliminata. La capacità di monitorare e prevenire lo stress idrico o nutrizionale trasforma quello che era un costo inevitabile in un risparmio concreto.
“Sono due aspetti dello stesso problema” chiarisce Di Mauro. “L’irrigazione e l’uso corretto dei fertilizzanti comporta necessariamente una salute delle piante maggiore e un consumo di input inferiore. Sostenibilità e risultati economici qui non sono in contraddizione, si rinforzano a vicenda.”
IoT e open innovation
L’infrastruttura IoT che alimenta Nursy non è stata costruita da zero dalla startup. È qui che entra Fastweb + Vodafone che ha iniziato a supportare il progetto quando era ancora embrionale all’Università di Pisa. “Abbiamo iniziato a fornire elementi di connettività e infrastruttura tech” racconta Luigi Bianchi, responsabile Open Innovation di Fastweb + Vodafone, “Un progetto che ha dato risultati assolutamente interessanti e di estremo impatto.”
L’investimento si inserisce nella strategia ESG del gruppo Swisscom: obiettivi su riduzione di CO2, preservazione della biodiversità e supporto alla digitalizzazione delle PMI italiane. Ma c’è anche una logica industriale: Fastweb + Vodafone ottiene un ingresso nella verticale agritech e nell’IoT agricolo, mentre Nursy ottiene l’infrastruttura di connettività e il network per scalare.
Il modello è quello del venture building: Fastweb + Vodafone non ha semplicemente investito, ma ha proposto ai founder uno spin-off strutturato, portando expertise, risorse e relazioni commerciali che una startup early-stage difficilmente riesce a costruire da sola. “Far parlare una corporate con una startup non è semplice” ammette Bianchi. “I linguaggi e le velocità sono diversi. Ma il valore che può nascere da queste collaborazioni è enorme, non solo per le aziende, ma per tutto il Paese.”
La prospettiva: da Pistoia all’Europa
Il piano di sviluppo di Nursy guarda in due direzioni. Da un lato l’ampliamento verso altri comparti del vivaismo; aromatico, forestale, florovivaistico mantenendo la verticalizzazione che ha prodotto i risultati migliori. Dall’altro l’espansione geografica verso mercati europei con distretti paragonabili a Pistoia: Spagna, Francia, Olanda, Germania, Regno Unito.
La tesi di fondo è quella che emerge con più chiarezza: la specializzazione verticale nell’Intelligenza artificiale non è una limitazione ma è un vantaggio competitivo. Costruire algoritmi che parlano il linguaggio specifico di un settore, integrando l’esperienza pratica degli operatori con la ricerca universitaria, produce risultati che le soluzioni generaliste non riescono a replicare.
È una lezione che va oltre il vivaismo. E che l’Italia, con i suoi distretti industriali e le sue eccellenze di settore, è forse meglio posizionata di altri Paesi a raccogliere se saprà costruire le collaborazioni giuste tra università, startup e corporate.
Questo articolo è tratto dall’episodio del podcast Impact4Innovation, dedicato all’innovazione sostenibile e ai suoi protagonisti. L’intervista completa con Angelo Di Mauro, CEO & co-founder di Nursy, e Luigi Bianchi, responsabile Open Innovation di Fastweb + Vodafone, è disponibile su Spotify e Apple Podcast.
* Francesco Pagliari è co-conduttore di Impact4Innovation, podcast italiano dedicato all’innovazione sostenibile e ai protagonisti che la costruiscono. Ogni episodio esplora progetti, startup e tecnologie che generano impatto reale (sociale, ambientale ed economico).












