In un contesto dove le informazioni sulla sostenibilità influenzano sempre più le scelte degli investitori, cresce il rischio che comunicazioni ambigue portino al cosiddetto greenwashing. Proprio evitare questo rischio che già ha minacciato la comunità finanziaria ESMA European Secutirites and Markets Authority ha realizzato un report dal titolo “Thematic notes on clear, fair & not misleading sustainability-related claims. Addressing greenwashing risks in support of sustainable investments” (Vai qui per consultare il report integrale n.d.r.).
Lo studio definisce quattro principi fondamentali — accuratezza, accessibilità, fondatezza e aggiornamento — e analizza nel dettaglio l’applicazione delle strategie di integrazione ESG e di esclusione ESG. Attraverso una serie di “Do’s and Don’ts” ed esempi pratici, l’ESMA chiarisce come le entità debbano descrivere i propri processi d’investimento per garantire la protezione degli investitori e la fiducia nei mercati finanziari
L’importanza della trasparenza nelle affermazioni di sostenibilità
Le informazioni sulla sostenibilità sono diventate un elemento centrale nelle decisioni degli investitori moderni. I partecipanti al mercato, che operano lungo tutta la catena del valore degli investimenti sostenibili (SIVC) — inclusi emittenti, gestori di fondi, amministratori di benchmark e fornitori di servizi di investimento — hanno la responsabilità di comunicare tali dati rispettando il principio di correttezza e trasparenza.
A causa della natura complessa di queste informazioni, il rischio di misinterpretazione è elevato, indipendentemente dall’intenzione dolosa del soggetto che effettua la comunicazione. Le affermazioni fuorvianti possono manifestarsi in diverse forme: dall’esagerazione dei benefici ambientali alla scelta selettiva dei dati (cherry-picking), fino all’uso di immagini o suoni suggestivi che non corrispondono al reale profilo di sostenibilità del prodotto. L’obiettivo dell’ESMA è quindi fornire indicazioni educative per prevenire pratiche che potrebbero minare la fiducia nel mercato.
I quattro pilastri per comunicazioni ESG corrette
Per garantire che le comunicazioni non regolamentari (come il materiale di marketing e i report volontari) siano in linea con le aspettative delle autorità di vigilanza, l’ESMA ha formalizzato quattro principi cardine.
1) Accuratezza e precisione
Ogni dichiarazione deve rappresentare fedelmente il profilo di sostenibilità dell’entità o del prodotto finanziario, evitando esagerazioni o falsità. Le affermazioni devono essere precise e basarsi su tutti gli aspetti rilevanti, sia positivi che negativi, per evitare che l’investitore riceva una visione parziale. Inoltre, la terminologia ESG utilizzata deve essere coerente con le caratteristiche reali del prodotto, assicurando che elementi non testuali (come icone o grafica “green”) non mettano in secondo piano il contenuto sostanziale.
2) Accessibilità delle informazioni
Le informazioni devono essere facili da trovare e da consultare per lettori con diversi livelli di competenza, dai piccoli risparmiatori agli investitori istituzionali. L’ESMA suggerisce l’uso del “layering” (stratificazione) per i documenti digitali: una sintesi comprensibile in prima pagina, con link a dettagli tecnici e metodologici più approfonditi per chi desidera approfondire. Questo approccio permette di non sopraffare l’investitore retail pur mantenendo la necessaria trasparenza.
3) Fondatezza e basi metodologiche
Le affermazioni di sostenibilità non possono essere astratte; devono essere supportate da ragionamenti logici, fatti e processi documentati. Le metodologie sottostanti — inclusi i confronti, le soglie utilizzate e le assunzioni — devono essere eque e significative. È fondamentale rendere espliciti i limiti dei dati o delle metriche utilizzate, assicurando che i confronti avvengano tra prodotti o entità realmente comparabili (like with like).
4) Aggiornamento costante dei dati
La sostenibilità è un ambito dinamico. Le dichiarazioni devono basarsi su informazioni attuali e ogni cambiamento materiale deve essere comunicato tempestivamente. Una buona pratica consiste nell’indicare chiaramente la data dell’analisi e il perimetro dei dati considerati, per consentire all’investitore di valutare la pertinenza temporale della dichiarazione.
Focus sulle strategie ESG: integrazione ed esclusioni
Il rapporto si concentra su due blocchi fondamentali delle strategie ESG: l’integrazione e le esclusioni, spesso utilizzate come base per prodotti d’investimento più complessi. (leggi anche a questo proposito l’articolo Effetto ESMA dai nomi dei fondi sparisce ESG n.d.r.)
Integrazione ESG: definizione e criticità
L’integrazione ESG è una strategia finalizzata a migliorare i rendimenti corretti per il rischio attraverso la considerazione di rischi e opportunità ESG materiali. Esistono però notevoli differenze nell’applicazione:
- Vincolante vs Non vincolante: In alcuni casi, l’integrazione è un obbligo procedurale che riguarda l’intero portafoglio; in altri, è un’attività ad hoc e opzionale.
- Impatto decisionale: Alcuni gestori utilizzano i fattori ESG per innescare decisioni di acquisto o vendita, mentre per altri sono solo considerazioni marginali rispetto ai dati finanziari tradizionali.
- Materialità: La strategia può basarsi sulla materialità finanziaria (rischi per l’investimento) o sulla doppia materialità (impatto dell’investimento sull’economia reale).
L’ESMA osserva che spesso il termine “integrazione ESG” viene usato come un’etichetta generica (umbrella term) per descrivere strategie diverse, rischiando di confondere l’investitore sul reale livello di ambizione del prodotto.
Esclusioni ESG: oltre i semplici filtri
Le esclusioni mirano a ridurre l’esposizione a rischi o ad allineare il portafoglio a specifici valori e norme, solitamente tramite l’applicazione di filtri a settori, emittenti o pratiche commerciali. Anche qui, le pratiche divergono:
- Soglie: Le esclusioni possono basarsi su criteri assoluti o su soglie di ricavi (es. “meno del 5% del fatturato derivante dal carbone”).
- Materialità dei criteri: Le regole di esclusione dovrebbero essere basate su un’analisi di materialità pertinente all’universo d’investimento; escludere il tabacco da un benchmark di energia pulita, ad esempio, potrebbe avere un impatto nullo e risultare quindi una dichiarazione poco significativa.
- Impatto reale: L’applicazione delle esclusioni potrebbe non portare a una riduzione significativa dell’universo d’investimento o a una variazione del profilo di rischio (tracking error) rispetto a una strategia tradizionale.
Linee guida pratiche: cosa fare e cosa evitare
Per supportare la conformità, l’ESMA ha elaborato una guida pratica per ciascuna strategia.
Raccomandazioni per l’integrazione ESG
- DO: Spiegare chiaramente cosa si intende per integrazione ESG al primo utilizzo del termine, usando un linguaggio semplice ed esempi illustrativi. Specificare se l’integrazione avviene a livello di selezione dei titoli, pesatura o allocazione degli asset.
- DON’T: Non usare il termine come “ombrello” per includere esclusioni o strategie “best-in-class” senza spiegazioni. Non vantare una superiorità di profilo di sostenibilità solo sulla base dell’integrazione, a meno che non ci sia un impatto dimostrabile sulla composizione del portafoglio.
Raccomandazioni per le esclusioni ESG
- DO: Descrivere il processo, i criteri e le soglie in modo trasparente. Chiarire se le esclusioni seguono una politica aziendale fissa o sono personalizzate per il singolo prodotto. Dichiarare apertamente se l’impatto delle esclusioni sull’universo investibile è trascurabile.
- DON’T: Non dichiarare di adottare una strategia di esclusione se le regole non sono basate su criteri definiti e applicati con coerenza. Non suggerire un’ambizione elevata se le soglie utilizzate sono poco stringenti rispetto ai peer o ai parametri di riferimento del settore.
Analisi delle pratiche di mercato e casi studio
Il rapporto illustra la differenza tra buone e cattive pratiche attraverso esempi concreti.
Esempio di Buona Pratica (Integrazione): Una società di gestione chiarisce che l’integrazione ESG avviene solo nella fase di selezione dei titoli e spiega perché detiene emittenti con sfide ESG: crede che l’emittente stia migliorando o che il rendimento compensi il rischio. Specifica inoltre che la strategia non si applica ad alcuni titoli di mercati emergenti per mancanza di dati.
Esempio di Pratica Scorretta (Integrazione/Esclusioni): Un gestore descrive un fondo come “ESG integrated” senza spiegare che l’approccio varia drasticamente tra classi di attività (es. “best-in-class” per le azioni e integrazione semplice per i titoli garantiti da ipoteca). Peggio ancora, dichiara che il fondo ESG è “sostanzialmente diverso” dal fondo tradizionale, nonostante un overlap del portafoglio del 90%.
Esempio di rischio Greenwashing nei benchmark: Un emittente pubblicizza un’obbligazione “green” legata a un benchmark con “metodologia di esclusione avanzata” dichiarando “zero esposizione ai combustibili fossili”. Tuttavia, un’analisi approfondita rivela che i criteri di esclusione permettono di detenere fino al 5% di un grande sviluppatore petrolifero, poiché la soglia di ricavi applicata è troppo alta per essere efficace.
Esempio di mancanza di trasparenza sulle piattaforme: Una piattaforma online utilizza classificazioni interne come “low-carbon” basate su dati di benchmark vecchi di 12 mesi, senza dichiarare la frequenza di aggiornamento o la scarsa ambizione delle soglie rispetto agli standard europei (PAB/CTB). Includere informazioni irrilevanti, come il numero di alberi piantati per ogni investimento, contribuisce a distrarre l’investitore dalle lacune metodologiche.
Strategie ESG oltre il marketing
In sintesi, l’informativa sulle strategie ESG non può più limitarsi a slogan di marketing. I partecipanti al mercato devono essere trasparenti sulla portata, la vincolatività e l’impatto reale delle loro scelte d’investimento. La gestione delle aspettative degli investitori, specialmente quelli retail, richiede un impegno costante nel fornire prove concrete e metodologie solide a supporto di ogni affermazione di sostenibilità. Seguire i principi dell’ESMA non è solo un esercizio di conformità, ma un passo necessario per costruire un ecosistema finanziario sostenibile e resiliente.













