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Innovazione e agricoltura sostenibile: le best practices della filiera del riso



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Nel corso della terza edizione dell’evento “Il Riso che Sostiene” Riso Gallo riunisce la filiera risicola e consegna i premi Mario Preve per un’Agricoltura Sostenibile. Le imprese premiate si sono distinte per l’innovazione dei processi, le strategie per conciliare efficienza produttiva, gestione del rischio climatico e sostenibilità economica

Pubblicato il 7 feb 2026



innovazione e agricoltura sostenibile

La filiera risicola italiana si trova oggi a dover conciliare esigenze di innovazione e sostenibilità in un contesto segnato da cambiamenti climatici, pressioni di mercato e richieste sempre più stringenti in tema di responsabilità ambientale. La transizione verso modelli produttivi più efficienti e rispettosi dell’ecosistema che possano contribuire al mantenimento di un ambiente sostenibile con un’agricoltura sostenibile, richiede non solo nuove tecnologie, ma anche una ridefinizione delle pratiche agricole e una maggiore consapevolezza da parte degli operatori. In questo scenario, l’adozione di strumenti digitali, l’impiego di biostimolanti e il confronto sui costi-benefici delle diverse soluzioni emergono come aspetti centrali per garantire competitività alla risicoltura nazionale, valorizzando allo stesso tempo le esperienze virtuose che possono fungere da riferimento per l’intero comparto.

Innovazione e agricoltura sostenibile al centro dell’evento “Il Riso che Sostiene”

La filiera risicola italiana si trova oggi ad affrontare un contesto in rapida trasformazione, in cui la pressione esercitata dai cambiamenti climatici, la volatilità dei costi produttivi e l’evoluzione delle normative determinano una crescente complessità gestionale.

L’evento “Il Riso che Sostiene”, promosso da Riso Gallo e giunto alla terza edizione, ha rappresentato un punto di incontro tra attori industriali, agricoli e tecnologici per discutere soluzioni concrete di adattamento climatico e resilienza. La declinazione della sostenibilità va oltre la dimensione ambientale, coinvolgendo la capacità delle aziende di mantenere competitività attraverso pratiche innovative che riducano la dipendenza energetica e migliorino la gestione delle risorse. In questo quadro, emerge la necessità di integrare visione strategica, strumenti operativi e collaborazione lungo tutta la catena del valore, con l’obiettivo di assicurare un futuro sostenibile non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale.

La survey Riso Gallo: consapevolezze, ostacoli e rischi per gli agricoltori

Uno degli snodi critici emersi dall’incontro riguarda il livello di consapevolezza degli operatori agricoli sulle pratiche di agricoltura rigenerativa e i principali ostacoli percepiti. La survey presentata da Riso Gallo, condotta su un campione significativo di aziende della filiera, mostra come poco meno di un quarto degli intervistati abbia già acquisito una conoscenza approfondita del tema e stia sperimentando modelli alternativi. Tuttavia, persistono ampie aree di incertezza: il 14% dichiara una scarsa familiarità con questi approcci e il dato nazionale è ancora più alto. Il rischio climatico è ben presente nella percezione degli agricoltori – siccità e grandinate sono indicati come minacce prevalenti – ma il vero nodo resta quello economico; la volatilità dei prezzi delle materie prime e l’assenza di incentivi penalizzano l’adozione diffusa delle pratiche sostenibili. Questo scenario suggerisce la necessità di rafforzare percorsi formativi mirati e meccanismi di sostegno economico per accelerare il processo di transizione.

Sostenibilità economica e pratiche rigenerative: l’analisi dei costi e dei benefici

L’equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica rappresenta una sfida concreta per le aziende agricole che valutano l’introduzione di pratiche rigenerative. L’analisi presentata dall’Invernizzi AGRI Lab di SDA Bocconi sottolinea come decisioni spesso ritenute onerose possano rivelarsi vantaggiose se analizzate con metriche manageriali adeguate, quali il Costo Totale di Utilizzo. Un esempio emblematico è l’utilizzo progressivo dei fertilizzanti organici: oltre a benefici diretti sulla salute del suolo e sulla riduzione dell’impronta carbonica, emergono vantaggi finanziari grazie a una minore esposizione ai mercati delle commodity chimiche. Tuttavia, il costo iniziale della trasformazione rimane il principale deterrente; per superarlo occorrono strumenti finanziari innovativi e una più efficace comunicazione del valore generato nel medio-lungo termine. La sfida è dunque quella di concepire nuove logiche d’investimento che sappiano integrare gli impatti ambientali nelle strategie imprenditoriali con la masswima attenzione alle tematiche sia della sicurezza alimentare sia della sostenibilità alimentare.

Tecnologia digitale e biostimolanti: soluzioni operative per la transizione

L’applicazione della tecnologia digitale alla gestione agricola offre opportunità tangibili per aumentare efficienza operativa, monitoraggio dei dati e compliance normativa. L’esperienza maturata da Riso Gallo insieme a xFarm Technologies ha portato all’adozione progressiva dell’app Gallo4Farmers su scala crescente: una piattaforma che consente a oltre cinquanta aziende agricole di gestire circa 3.000 ettari in modo integrato, abilitando il supporto alle decisioni agronomiche sulla base dell’evidenza storica e predittiva dei dati raccolti. Parallelamente, l’introduzione dei biostimolanti – regolamentati a livello europeo – si configura come leva aggiuntiva per incrementare la tolleranza agli stress ambientali delle colture senza compromettere produttività né redditività. Questa convergenza tra digitale e innovazione biologica posiziona la filiera risicola su un percorso evolutivo che anticipa le scadenze normative del 2027 (Quaderno di Campagna Digitale) e promuove una gestione più trasparente ed efficiente.

Premio Mario Preve: valorizzare le best practice nella risicoltura italiana

Il riconoscimento delle migliori prassi nella gestione responsabile della filiera trova un momento pubblico nel Premio Mario Preve per un’Agricoltura Sostenibile. Oltre al valore simbolico, l’iniziativa si configura come strumento operativo per promuovere modelli replicabili nel settore: dalla valorizzazione della leadership femminile alla tutela della biodiversità, fino all’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate. Le aziende premiate rappresentano esempi concreti che dimostrano come sia possibile coniugare tradizione agricola – talvolta ultracentenaria – con una spinta all’innovazione capace di generare impatti positivi misurabili sia sul territorio che sui bilanci aziendali. Il premio consolida così una comunità orientata al miglioramento continuo, favorendo il trasferimento di conoscenza tra imprese diverse per dimensione ma accomunate dalla volontà di investire sulla sostenibilità come elemento centrale della strategia competitiva.

Le aziende premiate

I riconoscimenti dell’edizione 2026 sono stati assegnati a queste imprese:

  • Premio Migliore Azienda Agricola, assegnato alla Società Agricola Santa Maria dei Cieli srl, per il punteggio più elevato conseguito nella classifica generale.
  • Premio Donna in Agricoltura, conferito alla Società Agricola Cerere 81 srl, per il percorso di leadership femminile e la gestione sostenibile dell’azienda.
  • Premio Innovazione, attribuito a Padus società semplice agricola, per l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate applicate alla risicoltura.
  • Premio Biodiversità, assegnato alla Società Agricola Manzi s.s., per l’impegno concreto nella tutela degli ecosistemi della risaia.
innovazione e agricoltura sostenibile

Premio Speciale Azienda Storica, conferito alla Società Agricola Dott. Federico Radice Fossati, per il valore della continuità agricola e il profondo legame con il territorio in 500 anni di storia.

Un percorso continuo verso una maggiore sostenibilità

Alla luce delle trasformazioni in atto nella filiera risicola, emerge con chiarezza come il percorso verso una maggiore sostenibilità non sia lineare né privo di contraddizioni. Le testimonianze raccolte e i dati emersi offrono uno spaccato realistico delle difficoltà, ma anche delle opportunità che la combinazione tra innovazione tecnologica, pratiche agronomiche rigenerative e consapevolezza crescente può generare. In questo contesto, l’attenzione rivolta alle esperienze virtuose e il riconoscimento di iniziative orientate al miglioramento continuo rappresentano un elemento catalizzatore: non solo per diffondere modelli replicabili, ma anche per favorire un dialogo più strutturato tra produttori, istituzioni e mercato.

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