Rendicontazione

Reporting di sostenibilità: definizione e obiettivi

Il ruolo del report di sostenibilità, il processo di reporting, i passaggi fondamentali e i principali temi

Pubblicato il 20 Dic 2023

Reporting di sostenibilità come si affronta e quali sono le tappe principali

Cosa si intende per reporting di sostenibilità

Il reporting di sostenibilità rappresenta il processo attraverso il quale una organizzazione comunica le proprie iniziative e i risultati relativi alla sostenibilità economica, ambientale e sociale. In termini di generali, va osservato che il reporting di sostenibilità si affianca e completa la tradizionale relazione finanziaria per includere anche l’impatto che l’organizzazione ha sull’ambiente, sulla società e sulla governance nel rispetto delle normative sulla rendicontazione non finanziaria (nota come CSRD) e nella direzione dei principi della doppia materialità.

L’obiettivo del reporting di sostenibilità

L’obiettivo del reporting di sostenibilità è quello di trasferire in modo chiaro a tutti gli stakeholder, ovvero a investitori, clienti, dipendenti, regolatori e alla comunità delle persone che sono in relazione anche in modo indiretto con le attività di una impresa, le evidenze più importanti relative a come l’organizzazione sta affrontando le sfide legate alla sostenibilità e sta contribuendo allo sviluppo sostenibile in tutte le sue declinazioni, come rappresentate dal modello ESG.

Nello specifico il reporting di sostenibilità può includere argomenti come:

  • Riduzione delle emissioni di gas serra;
  • Gestione delle risorse energetiche;
  • Gestione e ottimizzazione di tutte le risorse necessarie alla produzione e all’organizzazione;
  • Uso efficiente delle risorse idriche;
  • Riduzione e gestione dei rifiuti;
  • Promozione della diversità e dell’inclusione, diritti umani e standard lavorativi;
  • Impatto delle attività dell’organizzazione sulle comunità locali e globali;
  • Innovazione sostenibile e impatto dei prodotti o servizi sull’ambiente e sulla società;
  • Governance aziendale, etica e conformità normativa.

Gli standard e framework internazionali di riferimento per il reporting di sostenibilità comprendono il Global Reporting Initiative (GRI), il Sustainability Accounting Standards Board (SASB), il Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) e le linee guida dell’International Integrated Reporting Council (IIRC).

Rendicontazione e reporting di sostenibilità: quali differenze?

I termini Reporting di sostenibilità e Rendicontazione di sostenibilità si riferiscono sostanzialmente allo stesso concetto e descrivono entrambi il processo che mostra e rappresenta le performance aziendali in termini di impatto ambientale, sociale e di governance fornendo indicazioni sulle proprie politiche e pratiche di sostenibilità. Fermo restando questo principio, i due termini possono anche essere interpretati diversamente in funzione del focus o dell’approccio.

Più precisamente il Reporting di sostenibilità tende ad essere associato con il processo di raccolta, analisi e divulgazione di dati e informazioni relative alla sostenibilità. Il reporting può essere identificato come il rapporto annuale sulla sostenibilità, e può essere integrato in altri rapporti aziendali. In altre parole il termine reporting può essere interpretato come la fase attraverso la quale si concretizzano le operazioni relative alla comunicazione esterna dei dati e delle informazioni.

Con Rendicontazione di sostenibilità si può considerare un concetto più ampio rispetto al reporting che include anche i processi di valutazione interna accanto allo sviluppo di strategie di sostenibilità. Il termine rendicontazione tende a suggerire una specifica responsabilità in termini di misurazione e di gestione complessiva di tutto l’impatto dell’organizzazione sul mondo circostante. Inoltre, può essere interpretata come un processo continuo che va oltre la semplice comunicazione per abbracciare anche l’analisi critica e la pianificazione strategica.

La CSRD parla di reporting o di rendicontazione?

La Corporate Sustainability Reporting Directive o CSRD, ovvero la direttiva dell’Unione Europea che punta a standardizzare e diffondere la trasparenza delle informazioni relative alla sostenibilità fornite dalle imprese, utilizza il termine “reporting”. Nello specifico, la CSRD nasce per rafforzare ed estendere l’ambito di applicazione della precedente Dichiarazione non finanziaria o Non-Financial Reporting Directive (NFRD) con l’obiettivo di fornire agli stakeholder, inclusi consumatori e investitori, informazioni più affidabili e comparabili sull’impatto sostenibile delle aziende.

Da punto di vista del reporting, la CSRD introduce requisiti più stringenti e richiede alle aziende di fornire dati dettagliati su aspetti come l’impatto ambientale, le questioni sociali e di governance, e la gestione dei rischi legati alla sostenibilità anche nell’ottica della doppia materialità. Inoltre, la CSRD prevede che il reporting di sostenibilità sia soggetto a revisione da parte di un revisore indipendente, incrementando così la sua affidabilità.  

Reporting di sostenibilità e Bilancio di sostenibilità: quali differenze

Anche la distinzione tra Reporting di sostenibilità e Bilancio di sostenibilità è importante: si tratta infatti di due temi e termini che sono ovviamente strettamente collegati e che in molti casi vengono confusi, ma che possono avere un significato specifico in funzione del contesto e della prassi di riferimento. Il termine Reporting di sostenibilità come già sottolineato si riferisce al processo complessivo attraverso il quale un’organizzazione raccoglie, analizza e comunica informazioni riguardanti il proprio impatto e le proprie prestazioni in termini ambientali, sociali e di governance includendo la preparazione e la pubblicazione di report specifici.

Il Bilancio di sostenibilità è spesso inteso come uno specifico documento o come la sezione di un report più ampio che presenta in modo sistematico dati e informazioni relative alla sostenibilità di un’organizzazione. Con Bilancio di sostenibilità si intende in certe circostanze una componente importantissima del processo di reporting di sostenibilità che si concentra su specifici aspetti quantitativi e qualitativi dell’impatto dell’organizzazione, fornendo appunto un bilancio dettagliato di una serie di parametri come nel caso delle emissioni di CO2, del carbon footprint, del consumo di risorse, degli investimenti in comunità locali, delle pratiche di lavoro, iniziative per la diversità e l’inclusione, e altri.

Il Bilancio di sostenibilità può essere interpretato come il risultato di un processo di reporting di sostenibilità. Concretamente si configura come un vero e proprio documento che sintetizza e comunica le informazioni. Il reporting di sostenibilità è l’attività complessiva che comprende la raccolta, l’analisi e la comunicazione di tali informazioni.  

Il processo di reporting di sostenibilità: i passaggi principali

L’attivazione e realizzazione di un processo di reporting di sostenibilità prevede una serie di passaggi che permettono alle organizzazioni di raccogliere, analizzare e comunicare le informazioni relative all’impatto delle loro attività sulla sostenibilità. I passaggi possono essere così impostati:

  1. Definizione degli obiettivi e dell’ambito di lavoro. Si tratta di una fase che precede l’inizio del processo di reporting nella quale l’organizzazione definisce gli obiettivi del report, l’ambito delle informazioni che verranno incluse e gli stakeholder di riferimento. Si tratta di un ero e proprio momento di assessment che aiuta a chiarire cosa si vuole comunicare e a chi.
  2. Identificazione degli stakeholder. Con la identificazione dei gruppi di interesse o degli stakeholder intesi come clienti, dipendenti, fornitori, comunità locali, investitori e regolatori e con la corretta comprensione delle loro aspettative ed esigenze in termini di conoscenza sulla sostenibilità si definisce una fase molto importante del processo di reporting.
  3. Selezione dei framework e degli standard. Questa terza fase è particolarmente delicata e implica la scelta dei framework e degli standard che dovranno essere utilizzati come punti di riferimento per la creazione del reporting di sostenibilità. Ovviamente si tratta di una scelta che è fortemente condizionata dal settore in cui opera l’azienda e dal tipo di obiettivo che si intende perseguire in termini di comparabilità delle informazioni che verranno messe a disposizione. Alcuni dei framework di riferimento sono rappresentati da Global Reporting Initiative (GRI) e Sustainability Accounting Standards Board (SASB).
  4. Analisi di materialità e valutazione dei rischi. L’analisi di materialità permette di identificare gli argomenti di sostenibilità più rilevanti per l’organizzazione e per i suoi stakeholder, e consente inoltre valutare i rischi e le opportunità associati.
  5. Matrice di materialità permette di identificare e rappresentare graficamente l’importanza relativa delle questioni di sostenibilità sia per gli stakeholder che per l’organizzazione. Grazie a questo strumento l’azienda si può focalizzare sulle aree che hanno il maggiore impatto sulla sua attività e che sono di maggiore interesse per i suoi stakeholder e contribuisce a dare vita a un reporting rilevante e utile. Nello specifico la matrice di materialità permette una “Prioritizzazione delle tematiche”, un “Orientamento strategico”, una migliore “Trasparenza e comunicazione”, un “ascolto coordinato degli stakeholder”, una “Gestione del rischio” e un controllo dell'”Allineamento con gli standard”.
  6. Raccolta dei dati. In questa fase è necessario procedere alla raccolta di dati quantitativi e qualitativi sull’impatto ambientale, sociale e di governance attraverso sistemi di gestione interni, audit e altre metodologie di valutazione.
  7. Stesura del report. Con questa fase si arriva alla stesura del report di sostenibilità, con un lavoro sulle informazioni raccolte e analizzate, e con un controllo attento al rispetto degli standard selezionati.
  8. Verifica esterna. Il tema di una verifica esterna può rappresentare un adempimento o può essere una scelta volontaria in funzione delle circostanze, in ogni caso aggiunge credibilità al report. Nel caso in cui una organizzazione scelga di optare per una verifica esterna da parte di terzi si deve prevedere un audit di alcune o tutte le informazioni riportate.
  9. Comunicazione e coinvolgimento. Questa fase prevede la distribuzione e la divulgazione del report di sostenibilità agli stakeholder e al pubblico. Il report può essere comunicato attraverso vari canali, come il sito web dell’organizzazione, i social media, conferenze stampa e incontri con gli stakeholder.
  10. Feedback e miglioramento continuo. La raccolta di feedback da parte degli stakeholder sul report di sostenibilità è una fase estremamente importante che consente di recuperare informazioni da utilizzare per migliorare i processi e le pratiche di sostenibilità dell’organizzazione.
  11. Integrazione e azione. Una vera e propria sostenibilità si raggiunge nel momento in cui la sostenibilità viene effettivamente integrata nelle strategie di una organizzazione. Il report di sostenibilità ha anche lo scopo di fare in modo che le informazioni apprese dal processo di reporting possano andare a beneficio della strategia aziendale e possano essere integrate nelle operazioni quotidiane per migliorare continuamente le prestazioni di sostenibilità dell’organizzazione.

Quali sono i contenuti specifici del reporting di sostenibilità

Il report di sostenibilità viene preparato per rendicontare in modo responsabile e trasparente il modo in cui l’impresa si impegna a gestire le proprie operazioni per promuovere un impatto positivo (o ridurre quello negativo) su società e ambiente. I contenuti del reporting di sostenibilità includono anzitutto inquadramento dell’organizzazione con la descrizione dell’organizzazione e del suo Purpose: della sua visione, missione, strategia, struttura e governance. La descrizione del proprio approccio alla sostenibilità, ovvero come l’organizzazione integra la sostenibilità nelle sue strategie di business, nelle politiche e nella gestione operativa.

La valutazione delle Performance ambientali, con una visione specifica dell’impatto dell’organizzazione sull’ambiente sulla base di una serie di fattori tra i quali l’emissione di gas serra, l’uso delle risorse, la gestione dei rifiuti e la biodiversità. La valutazione delle Performance relative alla dimensione sociale. In questo caso con i dati relativi all’impatto sull’aspetto sociale, tra cui condizioni di lavoro, diritti umani, coinvolgimento della comunità e sviluppo, diversità e inclusione, salute e sicurezza sul lavoro.

La Performance economica con i dati economici dell’organizzazione, come la generazione di valore economico, gli investimenti, il pagamento delle tasse e altri indicatori economici rilevanti. Un punto di riferimento Obiettivi di sostenibilità e i progressi conseguiti dall’organizzazione per migliorare la sua performance di sostenibilità Una valutazione dei Rischi e delle opportunità collegati alle tematiche di sostenibilità per l’organizzazione. Un ultimo aspetto riguarda poi le informazioni e le valutazioni sul livello dello Stakeholder engagement, ovvero al modo in cui l’organizzazione coinvolge i suoi stakeholder  e come risponde alle loro aspettative e preoccupazioni in materia di sostenibilità.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

Articolo 1 di 4