Il contesto economico, geopolitico e industriale in cui ha mosso i primi passi l’iniziativa G∙row, è certamente sfidante, per la complessità degli eventi, per il numero di variabili che incidono direttamente e indirettamente sulla gestione aziendale, per la necessità delle imprese di disporre di una visione sempre più integrata sulle catene del valore.
G∙row nasce come un’alleanza tra imprese e istituzioni, su iniziativa di Eni, con il supporto di SAP Italia e McKinsey & Company (Nel nostro servizio Gestione dei rischi aziendali: Nasce G∙row i dettagli sulla presentazione del progetto n.d.r.), con l’obiettivo di affrontare queste sfide attraverso un approccio condiviso alla Risk & Control Governance.
All’Alleanza partecipano oggi importanti realtà industriali e finanziarie, tra cui A2A, Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie dello Stato Italiane, Leonardo, Nexi, Poste Italiane, Saipem, Snam, insieme ad altri attori del sistema, chiamati a contribuire all’evoluzione di un modello di governance capace di estendersi lungo l’intera filiera.
L’esposizione delle imprese a rischi sistemici è cresciuta e il risk management è chiamato a considerare in modo sempre più attento le interconnessioni globali e le pressioni regolatorie su tutti gli attori della filiera. In questo scenario G∙row ha iniziato a ridisegnare concretamente il modo in cui le aziende affrontano risk management e controllo, attuando uno spostamento strategico del baricentro di attenzione dalla singola organizzazione all’intera filiera.
Ecco che appare oggi particolarmente significativo fare il punto sui primi riscontri di G∙row per comprendere come questo modello sia riuscito a coniugare standardizzazione, scalabilità, collaborazione e utilizzo delle tecnologie digitali tra imprese, per passare da una governance frammentata e reattiva a una integrata, distribuita e predittiva.
Per questo ESG360 ha voluto sentire due rappresentanti delle aziende protagoniste di questo progetto: Gianfranco Cariola, Director Internal Audit di Eni e Carla Masperi, Amministratore Delegato di SAP Italia
La visione di Eni: Gianfranco Cariola, Director Internal Audit di Eni

Quali sono i benefici concreti di G∙row per le imprese, in termini scalabilità e sviluppo della competitività?
G∙row offre alle imprese benefici concreti perché traduce i principi della Risk & Control Governance in soluzioni operative, adattabili alle diverse complessità aziendali e capaci di rafforzare la competitività nel tempo.
Attraverso un framework condiviso, coerente con le best practice internazionali, G∙row consente alle imprese di parlare un linguaggio comune sui temi di rischio e controllo. Questo favorisce la comparabilità e rende più semplice l’interazione lungo le filiere, senza però imporre modelli rigidi o “taglia unica”.
La scalabilità, infatti, è uno degli elementi distintivi del modello. Grazie a una clusterizzazione basata su criteri oggettivi e a livelli di risposta progressivi, il framework rende disponibili oltre 250 possibili assetti di sistema di controllo. In questo modo le PMI possono partire da soluzioni essenziali ma robuste ed evolvere gradualmente nel tempo, senza investimenti sproporzionati né salti organizzativi, migliorando la propria capacità di competere.
A questo si affianca la semplificazione, il framework non sostituisce i modelli specialistici esistenti, ma ne distilla i principi chiave in strumenti pratici attraverso domande guidate, livelli di risposta predefiniti, template e piani di azione, riducendo duplicazioni e complessità non necessarie.
In sintesi, G∙row aiuta le imprese a rafforzare i propri modelli di controllo in modo proporzionato e orientato al business, trasformando la Governance in leva concreta di competitività e creazione di valore.
G∙row nasce per “portare” la Risk & Control Governance fuori dai confini della singola impresa, lungo la catena del valore: da cosa deriva questo cambio di prospettiva?
Il cambio di prospettiva alla base di G∙row è una risposta diretta all’evoluzione del contesto in cui oggi operano le imprese. I rischi più rilevanti non sono più confinabili entro i perimetri organizzativi tradizionali, ma si generano e si propagano lungo catene del valore sempre più complesse e interconnesse, dalla supply chain alla cybersecurity, fino alla reputazione.
Da questa consapevolezza prende forma G∙row, gestire rischi esterni con soli strumenti interni non è più sufficiente. Per essere realmente efficaci, i presidi di controllo devono evolvere verso modelli diffusi, collaborativi e distribuiti, capaci di coinvolgere anche partner, fornitori e altri attori dell’ecosistema di business.
G∙row propone quindi di affrontare i rischi adottando uno “Scope 3 della Control Governance”: la capofiliera aiuta il proprio ecosistema a rafforzare i presidi di controllo; l’ecosistema cresce e, a sua volta, restituisce affidabilità a tutti gli attori coinvolti, sia alle singole imprese che ne fanno parte, sia alla capofiliera.
In questa prospettiva il ruolo delle aziende partner – ciascuna leader nel proprio settore di riferimento – è fondamentale nel garantire che questo framework condiviso sia calato sulle specifiche esigenze del tessuto produttivo italiano.
Che ruolo può svolgere G∙row in relazione alla Governance ESG?
G∙row può svolgere un ruolo abilitante nel valorizzare la dimensione “G” dell’ESG perché riporta la Governance al centro, valorizzando un ambito che, rispetto alle componenti ambientale e sociale, è stato storicamente meno considerato. L’iniziativa nasce proprio con l’obiettivo di dare alla Risk & Control Governance un ruolo pienamente riconosciuto nella creazione di valore sostenibile, rendendola un elemento strutturale nei percorsi ESG delle imprese.
Il modello G∙row permette alle imprese di dare solidità alla Governance perché rende i presidi di rischio e controllo più consapevoli, più sistematici e più coerenti, creando le condizioni affinché le decisioni aziendali siano affidabili. In questo senso, valorizza la Governance come elemento che sostiene l’intero percorso ESG e ne garantisce continuità e credibilità.
Allo stesso tempo, G∙row agisce anche sul piano culturale: favorisce la diffusione di competenze sui temi di rischio e controllo e rafforza la consapevolezza organizzativa sulla qualità dei processi decisionali. Attraverso la condivisione di principi e pratiche comuni, il modello promuove una vera contaminazione culturale lungo la catena del valore, contribuendo a radicare una Governance solida e riconoscibile all’interno delle organizzazioni e dei loro ecosistemi.
Quali sono le prospettive di evoluzione del modello anche a fronte dello scenario nel quale si muovono le imprese?
Di evoluzioni ne vediamo moltissime e a più livelli, alcune delle quali già in corso.
Entrando nel concreto, la prima riguarda l’ampliamento progressivo del perimetro di applicazione; G∙row è pensato per estendersi a un numero crescente di imprese, filiere e settori, potenziando nel tempo il valore dell’Alleanza e la capacità di generare benefici sistemici.
In parallelo, il framework continuerà ad arricchirsi per intercettare ambiti di rischio che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale, come la continuità operativa e l’uso responsabile delle tecnologie digitali.
Un ulteriore elemento chiave è la dimensione collaborativa e di apprendimento; con il crescere della community, G∙row evolve come piattaforma che alimenta una contaminazione culturale continua lungo la catena del valore favorendo una crescita condivisa delle competenze di Governance.
Accanto a queste, si stanno delineando direttrici di sviluppo di medio periodo che rappresentano una naturale estensione del modello.
La prima riguarda l’evoluzione verso una logica di “digital twin dei processi”.
Così come nel mondo fisico il gemello digitale utilizza i dati raccolti da sensori per monitorare lo stato di un asset e simularne l’evoluzione nel tempo, G∙row applica la stessa logica ai processi aziendali. Le diverse componenti del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (es. modelli di compliance, organizzazione aziendale, governo dei sistemi informativi) sono “tracce” informative attraverso cui osservare il funzionamento reale dell’organizzazione.
La raccolta continua di questi dati consente di costruire una rappresentazione dinamica dei processi, apprendere dall’esperienza operativa e supportare simulazioni di scenario che orientino la capacità competitiva dell’azienda. In questo modo è possibile valutare ex ante l’impatto di variazioni nei presidi di rischio e controllo, ad esempio l’introduzione, la modifica o la rimozione di un controllo, bilanciando in modo più consapevole efficacia, velocità operativa e livello di rischio.
L’ottica collaborativa dell’Alleanza agevola per sua natura un bacino di innovazione cross-settoriale: rispettando i perimetri di ciascuna impresa, fare rete aumenta esponenzialmente la scala con cui sviluppare nuove soluzioni perché accelera l’apprendimento e rende patrimonio comune le logiche di governo di rischi e controlli.
Un’ulteriore prospettiva di sviluppo riguarda il sostegno alla crescita manageriale delle PMI.
Il contesto italiano è caratterizzato da realtà imprenditoriali solide ma spesso basate su modelli familiari o padronali che, come evidenziato anche da analisi CONSOB sul rapporto tra PMI e mercati dei capitali, possono presentare fragilità nei processi decisionali e negli assetti di governance. In particolare, emerge come la dimensione culturale sia uno dei principali fattori che condizionano la capacità delle PMI di evolvere; la transizione verso assetti più aperti e strutturati implica l’adozione di pratiche di governance formalizzate, una maggiore condivisione del controllo e l’inserimento in processi decisionali più monitorati.
In questo contesto, G∙row può rappresentare un accompagnamento concreto verso una gestione più moderna dell’impresa.
La visione di SAP Italia: Carla Masperi, Amministratore Delegato di SAP Italia

Quali sono i benefici concreti di G∙row per le imprese, in termini scalabilità e sviluppo della competitività?
A pochi mesi dal lancio di G∙row, osserviamo un’evoluzione molto concreta nell’area Risk, Control & Governance in Italia. Le aziende stanno passando da un approccio reattivo, spesso frammentato, a un modello più proattivo e integrato, in cui il controllo è parte nativa dei processi.
Il passaggio al cloud sta giocando un ruolo fondamentale perchè consente di standardizzare le best practice, migliorare la tracciabilità e garantire una governance più solida e continua. L’intelligenza artificiale sta iniziando a fare la differenza, permettendo di identificare anomalie, anticipare rischi e rafforzare i controlli in modo dinamico. Tuttavia, per coglierne appieno il valore, restano fondamentali la qualità dei dati e l’integrazione dei processi.
Ma il vero cambiamento è culturale: sta crescendo la consapevolezza che il risk management non sia solo una funzione di compliance, ma un fattore abilitante per decisioni più rapide e informate. Iniziative come G∙row sono fondamentali in questo ambito e l’estensione a nuove aziende partner ne rafforza l’impatto nel nostro sistema economico.
Che ruolo ha svolto la piattaforma SAP Business Technology Platform (SAP BTP) nell’abilitare tracciabilità e collaborazione lungo la filiera?
Nel progetto, SAP Business Technology Platform ha avuto un ruolo centrale come abilitatore di tracciabilità e collaborazione lungo tutta la filiera.
L’esigenza iniziale era quella di creare un portale enterprise scalabile e facilmente fruibile, e in questo senso SAP BTP si è rivelata un vero acceleratore. La piattaforma consente infatti di gestire rapidamente informazioni strutturate, grazie a componenti preconfigurati e a un framework di sviluppo integrato. Questo ci ha permesso di passare dal foglio bianco al primo prototipo in meno di un mese, garantendo un time-to-value estremamente rapido.
Un elemento distintivo è rappresentato da Workzone, parte integrante di SAP BTP, che offre una base solida, enterprise-ready e altamente scalabile. Rispetto a una soluzione custom, questo approccio ha assicurato maggiore affidabilità, sicurezza e capacità di evoluzione nel tempo.
Dal punto di vista operativo, la nostra piattaforma ha semplificato anche l’onboarding e la collaborazione tra gli attori coinvolti: la registrazione è immediata, la condivisione delle informazioni e delle best practice è fluida, e la gestione del backoffice risulta snella ed efficiente, anche per team IT agili come quello di G∙row. Potrei dire che abbiamo collaborato con il team di G∙row con le stesse logiche con cui lavoriamo con una startup: team snelli, cicli di sviluppo rapidi e una forte attenzione alla sperimentazione e al rilascio veloce di valore.
In sintesi, SAP BTP non è stata solo un’infrastruttura tecnologica, ma un vero abilitatore di ecosistema, capace di connettere persone, dati e processi, rendendo la collaborazione più efficace e la tracciabilità nativa nei flussi operativi.
Quali prospettive si possono aprire grazie all’AI? Cosa può cambiare in termini di governance e di Risk Management?
L’intelligenza artificiale apre prospettive molto concrete in ambito governance e risk management, perché consente di rendere i controlli più automatizzati, continui e integrati nei processi.
La piattaforma integra funzionalità di AI che semplificano attività tradizionalmente manuali: pensiamo a SAP Document AI, che permette di estrarre e verificare automaticamente le informazioni dai documenti caricati, riducendo errori e tempi operativi. Il team di G∙row deve semplicemente definire quali dati rilevare, mentre il sistema si occupa dell’estrazione e dell’elaborazione.
Allo stesso modo, strumenti come Joule, il nostro copilota di AIGen, migliorano l’interazione con la piattaforma, rendendo più semplice l’accesso alle informazioni e supportando gli utenti nella comprensione delle richieste. Questo contribuisce a una governance più trasparente e a un’esperienza utente più efficace.
In prospettiva, un ruolo sempre più rilevante sarà giocato dall’AI agentica. Con SAP BTP, sarà possibile sviluppare agenti dedicati che, ad esempio, analizzano dati interni ed esterni per generare report di rischio o supportare processi di certificazione.
Il cambiamento è quindi significativo: da controlli statici a sistemi intelligenti e proattivi, capaci di supportare decisioni più rapide, informate e tracciabili.
Per approfondire il progetto e l’Alleanza G∙row è possibile consultare il sito ufficiale QUI












